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16/04/2026

CONDANNATA LA BANCA A RISARCIRE OLTRE €500.000,00 AGLI INVESTITORI RAGGIRATI DAL PROMOTORE FINANZIARIO

Con sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Milano è stata condannata una delle più importanti banche d’investimento italiane a risarcire la somma di oltre €500.000,00 a due risparmiatori,difesi dall’Avv Antonio de Benedittis dal foro di Campobasso.
La vicenda trae origine dalla mala gestio ultraventennale degli investimenti effettuati in nome e per conto di due risparmiatori,ai quali il promotore della banca nascondeva buona parte delle operazioni d’investimento , fornendogli,di volta in volta , le false contabilizzazioni sui documenti di sintesi degli investimenti di cui erano titolari.
I due risparmiatori di origine pugliese, difesi entrambi dall’Avv Antonio de Benedittis del foro di Campobasso, dopo aver promosso le dovute azioni in sede civile e penale,ottenevano dalla Procura di Foggia il rinvio a giudizio del promotore finanziario,preposto della banca, per truffa aggravata ai loro danni, e il risarcimento , temporaneamente parziale,di oltre €500.000,00 con sentenza della Corte di Appello di Milano.
Nella sentenza viene accertata la responsabilità oggettiva ex art 31 3 comma T.U.F. ,riconducibile a quella di cui all’art 2049 cc della banca e del promotore finanziario suo preposto, e il nesso di occasionalità necessaria tra la condotta di quest’ultimo e il danno subito dai clienti risparmiatori.

Per info
Avv Antonio de Benedittis
Tel 3428572660

02/03/2026

MUTUI - SOSPESO IL TITOLO ESECUTIVO CON L’OPPOSIZIONE AL PRECETTO - ILLEGITTIMA LA DICHIARAZIONE DECADENZA DAL BENEFICIO DEL TERMINE DEL MUTUATARIO INADEMPIENTE DI SOLE TRE RATE DEL MUTUO

Con atto di precetto la banca intimava a due mutuatari il pagamento della somma di € 241.000,00 circa,quale residuo del mutuo ipotecario di cui erano titolari e per il quale ,in precedenza,erano stati dichiarati decaduti dal beneficio del termine,per essersi resi inadempienti del pagamento di tre rate consecutive.
I due mutuatari,entrambi consumatori, difesi dall’Avv Antonio de Benedittis del foro di Campobasso,si opponevano all’atto di precetto e chiedevano al Tribunale di Larino la sospensione del titolo esecutivo,dal momento che la banca aveva violato l’obbligo di buona fede oggettiva, e aveva abusato del proprio diritto,avendo dichiarato la decadenza dal beneficio del termine del contratto di mutuo dei due mutuatari alla scadenza di sole tre rate rimaste insolute,in violazione dell’art 40 TUB, che nel caso di specie prevale sulla clausola risolutiva espressa contenuta nel contratto di mutuo,con richiesta di risarcimento di tutti i danni subiti a seguito della segnalazione illegittima del proprio nominativo presso le SIC.
Il Tribunale di Larino preso atto che la banca al momento della risoluzione del contratto non ha provato l’esistenza di una situazione complessiva di dissesto economico dei mutuatari ,stabiliva l’inoperatività della clausola risolutiva espressa contenuta nel contratto di mutuo,e la prevalenza su quest’ultima del principio sancito dall’art 40 TUB ,secondo cui: la decadenza dal beneficio del termine del contratto di mutuo può essere invocata dalla banca soltanto ove si sia verificato l’inadempimento di almeno sette rate ,anche non consecutive.

La portata del principio in esame è di particolare importanza , perché molto spesso il mutuatario subisce l’azione esecutiva della banca sui propri beni ipotecati , dopo essersi reso inadempiente del pagamento di poche rate del mutuo per una temporanea difficoltà finanziaria,che deve essere caratterizzata dalla sua concreta e provata reversibilità.

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07/01/2026

FINANZIAMENTO USURAIO - sentenza del Tribunale di Campobasso

Il Tribunale di Campobasso ha dichiarato usuraio un finanziamento stipulato da un consumatore,assistito dall’Avv Antonio de Benedittis del foro di Campobasso, con una nota società finanziaria , e di conseguenza ne ha dichiarato la gratuità, condannando la banca alla restituzione di tutti gli interessi corrisposti nel corso del rapporto,ai sensi dell’art 1815 cc.
In particolare la vicenda nasce dal decreto ingiuntivo notificato al consumatore dalla cessionaria del credito ,di cui originariamente era titolare la società finanziaria , con il quale il Tribunale di Campobasso gli ingiungeva il pagamento del capitale residuo del finanziamento ,maggiorato degli interessi moratori.
Il debitore,assistito dall’ Avv Antonio de Benedittis, proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo,contestando specificamente la pattuizione usuraria relativa agli interessi corrispettivi,contenuta nel contratto di finanziamento stipulato originariamente con la nota società finanziaria .
A seguito della fase istruttoria,nella quale veniva nominato il CTU , il quale calcolava il TEG del finanziamento al momento della stipula ,considerando tutti i costi collegati all’erogazione del credito ,comprese le spese assicurative,escluse imposte e tasse,risultava quindi il superamento del tasso soglia rilevato ai sensi della L. 108/96 .
Con sentenza il Tribunale adito concludeva il giudizio dichiarando la nullità della clausola degli interessi del contratto di finanziamento e la gratuità dello stesso ai sensi dell’art 1815 cc , condannando la banca alla restituzione di tutti gli interessi pagati ,e revocava il decreto ingiuntivo.

Per info
Avv Antonio de Benedittis
Tel 3428572660

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