Il gioco è un diritto di tutte le persone di minore età. Lo stabilisce l’articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che riconosce a ogni bambino il diritto a dedicarsi ad attività ludiche e ricreative proprie della sua età. Ci troviamo di fronte a una vera e propria rivoluzione culturale: il bambino non è più visto come soggetto passivo, mero ricettore di cura e
protezione, ma viene considerato titolare di diritti e reale protagonista della sua vita. Anche la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità assicura ai bambini con disabilità il pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali su base di eguaglianza con gli altri bambini. La scelta di riflettere sul significato del gioco partendo dalla Convenzione Onu dei Diritti dei bambini e non dalla convenzione Onu delle persone con disabilità, nasce dal fatto che prima di tutto un bambino con disabilità è un bambino e deve poter giocare, come gioca ogni bambino inserito all’interno di un contesto favorevole e disponibile ad accogliere le differenze in quanto tali. Infatti, giocare, in un bambino con disabilità, e non solo, sviluppa il senso di autoefficacia e di autostima che sostiene un crescente sentimento di fiducia nei confronti delle proprie potenzialità, che siano esse pratiche (saper fare) o emotive (saper essere). Nel momento in cui queste vengono riconosciute anche dai pari, in primis, e dagli adulti poi, il risultato è di piena inclusione. L’Associazione Valori in Corso APS è partita da questi presupposti di inclusione ed ha messo a disposizione del Comune di Campobasso la propria professionalità per realizzare un progetto di “un parco a misura di tutti”. Il Comune ha accolto tale proposta ed ha stipulato una convenzione con l’Associazione al fine di gestire un Parco Giochi sito in villa De Capoa, denominato “Parco giochi Inclusivo Paul Harris” inaugurato il 19 giugno 2020. Il nostro augurio per tutti i bambini e i ragazzi – anche per quelli a sviluppo tipico e con disabilità - è che possano credere nelle possibilità che si creano intorno a un incontro, a un gioco con nuove regole inventate insieme, a un sorriso strappato.