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Ci piacciono i giullari che si guadagnavano da vivere esibendosi nelle corti dei “Signori” erano al tempo stesso attori, musici, cantori, acrobati, ballerini, alcuni ciarlatani altri profondamente sinceri, comunque uomini e sicuramente cantastorie che vagavano per le corti e per le piazze un po’ politici, un po’ ruffiani e un po’ buffoni, ma fra i pochi che potevano dire la v
erità. Erano l’elemento di unione tra la letteratura colta e quella popolare, le loro capacità relazionali e la loro ironia ci accompagnano in questo progetto e attraverso il simbolo, il naso rosso, che fa allegria e semina i semi dell’umanesimo: «Un giullare è un essere multiplo; è un musico, un poeta, un attore, un saltimbanco; è una sorta di addetto ai piaceri alla corte del re e principi; è un vagabondo che vaga per le strade e dà spettacolo nei villaggi; è il suonatore di ghironda che, a ogni tappa, canta le canzoni di gesta alle persone; è il ciarlatano che diverte la folla agli incroci delle strade; è l'autore e l'attore degli spettacoli che si danno i giorni di festa all'uscita dalla chiesa; è il conduttore delle danze che fa ballare la gioventù; è il cantimpanca [cantastorie]; è il suonatore di tromba che scandisce la marcia delle processioni; è l'affabulatore, il cantore che rallegra festini, nozze, veglie; è il cavallerizzo che volteggia sui cavalli; l'acrobata che danza sulle mani, che fa giochi coi coltelli, che attraversa i cerchi di corsa, che mangia il fuoco, che fa il contorsionista; il saltimbanco sbruffone e imitatore; il buffone che fa lo scemo e che dice scempiaggini; il giullare è tutto ciò e altro ancora.» (E.Faral, Lesjongleurs en France auMoyenage [I giullari in Francia nel Medio Evo]) Ecco quindi che il naso rosso diventa un simbolo, uno strumento, un ponte verso questo popolo per portare oltre a un sorriso anche un segno di cura nei loro confronti e di “verità” e attenzione per la sordità, ipocrisia e disattenzione del nostro mondo occidentale un po’ troppo seduto. “
DECALOGO DELLE BUONE PRATICHE DEI CIRCOLI ARCI
1. Il buon associazionismo promuove i diritti e la dignità delle persone, favorisce l’emancipazione e il benessere degli individui attraverso l’esperienza collettiva e cura la qualità delle relazioni umane.
2. L’esercizio della responsabilità collettiva e la piena realizzazione della democrazia partecipativa sono valori irrinunciabili, il primo requisito di una buona associazione.
3. Il buon associazionismo rimuove ogni ostacolo che possa frenare la partecipazione alla vita associativa, con iniziative tese a superare le barriere fisiche, culturali e linguistiche.
4. Obbiettivo dell’Arci è promuovere il diritto alla cultura, favorire l’accesso ai saperi e agli strumenti della conoscenza, la capacità di coltivare la memoria, esprimere la propria creatività, partecipare alla vita culturale.
5. Grazie al suo radicamento nei territori l’associazionismo è presidio dell’interesse generale della comunità e favorisce la coesione sociale e la mediazione dei conflitti.
6. Obbiettivo del movimento associativo Arci è difendere e promuovere il diritto di ciascuno alla ricreazione e al godimento del proprio tempo libero.
7. Obbiettivo dell’Arci è promuovere la sostenibilità ambientale con attività di informazione, sensibilizzazione e sperimentazione di azioni concrete.
8. L’associazionismo è lo strumento con cui ciascuno può essere protagonista dell’affermazione dei propri diritti insieme agli altri. La promozione dei diritti sociali e la costruzione di una società più giusta è un nostro obbiettivo.
9. Il buon associazionismo contribuisce al rafforzamento della democrazia perché alimenta fra i cittadini una più alta cultura delle responsabilità pubbliche e della legalità democratica
10. L’associazionismo è anche un’opportunità per alzare lo sguardo sul pianeta e contribuire alla costruzione di un diverso mondo possibile, fondato sulla giustizia sociale e ambientale, sulla pace e la cooperazione fra i popoli.