04/10/2026
✨Francesco✨
Francesco, aveva un piano. Dio una sorpresa.
Francesco voleva diventare cavaliere: partire a cavallo, compiere grandi imprese, tornare ad Assisi con un nome importante.
Poi incontra Cristo e il progetto prende una piega decisamente imprevista: si ritrova a piedi, con un saio, e chiama fratello perfino il sole.
Bisogna riconoscergli una certa capacità di adattamento.
Noi, quando Dio cambia un programma, gli chiediamo almeno una spiegazione. Lui, strada facendo, ci scrive il Cantico delle creature.
È questo che mi conquista di Francesco: la gioia di uno che ha scoperto di essere amato e comincia a trovare famiglia dappertutto. Il sole è fratello, l’acqua è sorella, la terra è madre. Un parentado piuttosto numeroso, ma con il vantaggio che nessuno discute su dove fare il pranzo di Natale.
E pensare che voleva diventare qualcuno.
È diventato fratello.
Forse all’inizio gli sembrava poco. Poi deve aver scoperto che, quando smetti di dover stare più in alto, puoi finalmente stare vicino. Guardare un volto. Accorgerti di una ferita. Abbracciare un uomo che tutti tengono a distanza.
Francesco, hai lasciato che Dio ti svuotasse così bene da farti riconoscere come fratello persino tutto ciò che, di solito, l’umanità mette nella lista delle cose da evitare.
E lo hai fatto con una gioia che viene voglia di capire.
Perché noi, per essere felici, aspettiamo spesso che si sistemino alcune cose. La casa, il lavoro, un pensiero, quel piccolo dettaglio chiamato “tutto il resto”.
Tu invece sembri aver trovato una felicità che sa camminare anche in mezzo alle cose da sistemare.
Mi piace pensare che la tua piccolezza fosse anche questo: la libertà di ricevere. Il pane offerto, l’amicizia di un fratello, il calore del sole. Lasciarti voler bene senza dover prima dimostrare di meritartelo.
Come un bambino che si addormenta in braccio: mica controlla se chi lo tiene ha organizzato bene il giorno dopo. Si appoggia. E dorme.
Noi magari ci appoggiamo, ma con un occhio aperto. Per prudenza. E già che siamo lì, diamo anche due indicazioni a chi ci porta.
Tu ti sei fidato sempre più profondamente, fino a chiedere, alla fine, di essere deposto sulla nuda terra.
“Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni”.
Che pace in queste parole. Hai dato tutto e puoi consegnare tutto. Anche i tuoi fratelli, anche il futuro: li sai in mani amate.
E allora, Francesco, oggi ti chiederei un poco di quella fiducia allegra. Quella che permette di impegnarsi con tutto il cuore e poi respirare, perché Dio è all’opera anche mentre noi riposiamo.
Volevi un cavallo per andare lontano. Ti sei lasciato amare, e dopo ottocento anni sei ancora qui, a farci ve**re voglia di partire.
Grazie Francesco!
Tutto per Amore❤️
Scintille di Maria✨