28/07/2026
𝗔𝗹 𝗥𝗶𝘇𝘇𝗼𝗹𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗼̀ 𝗮 𝗰𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘀𝗶 𝗱’𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝟭𝟳 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘁𝗮̀, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗮𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼
“Ci sono interventi chirurgici che non finiscono quando si chiude la ferita. Iniziano quel giorno e continuano per molti anni.” Sono le parole con cui Laura Campanacci, dirigente medico della Clinica Ortopedica e Traumatologica III a prevalente indirizzo oncologico, commenta la storia di una giovanissima paziente, ora adolescente.
Operata all'età di appena diciassette mesi per un sarcoma di Ewing del femore prossimale dal dottor Marco Manfrini, che eseguì l'intervento di resezione del tumore e la ricostruzione dell'arto con una protesi composita, costituita da un innesto osseo associato a una piccola protesi. Pochi mesi dopo mosse i suoi primissimi passi sulla "nuova" anca: il primo caso documentato nella letteratura ortopedica internazionale di una ricostruzione di questo tipo eseguita in una bambina che non aveva ancora iniziato a camminare.
Negli anni successivi la bambina è cresciuta e con lei anche la necessità di adattare la ricostruzione al suo sviluppo, in un’ottica di personalizzazione delle cure. Il dottor Manfrini, affiancato in alcuni interventi dal dottor Giuseppe Bianchi, ha eseguito le revisioni chirurgiche necessarie per accompagnarne la crescita, con l'obiettivo di preservare funzione e qualità di vita.
Oggi è una ragazza di 14 anni e pochi giorni fa è tornata al Rizzoli per affrontare una nuova tappa del suo percorso. L’equipe della Clinica III, composta dal dottor Giuseppe Bianchi e dalla dottoressa Laura Campanacci, ha eseguito un intervento per correggere la differenza di lunghezza degli arti sviluppatasi durante la crescita.