Stupore, meraviglia, sorrisi, ed ecco il Magicoliere:un camice colorato e la voglia di giocare... ascoltando! QUANDO IL GIOCO DIVENTA MAGIA
Descrivere in poche parole cosa vuol dire essere un Magicoliere non è cosa semplice…. Non è una qualifica che si acquisisce seduti alla scrivania e non è nemmeno il frutto di un’operazione razionale, quanto piuttosto un’esperienza vissuta sul campo, una conos
cenza che si costruisce piano piano, caratterizzata da tanti incontri, unici e irripetibili, con altrettanti bambini e genitori, unici e irripetibili. Talvolta, nella frenesia della nostra vita di adulti, trascuriamo lo “stare in contatto” con l’altro. Il Magicoliere, quando apre la porta di una stanza, entra in relazione con il bambino che gli sta di fronte, cercando di essere con lui al 100%. Prova a leggere la molteplicità di segnali, verbali e non, che il bambino comunica, ascoltando il suo stato d’animo ed i suoi bisogni e creando occasioni di gioco sempre diverse. Questo è il modo in cui si svolge la nostra “comunicazione affettiva”, e poco importa se utilizziamo giochi di magia, palloncini, musica o burattini. Quando questo accade, ecco che avviene l’incantesimo!!
È un gioco, è un flusso vibrante di emozioni, non sempre necessariamente festoso e ilare, come quando Samanta la scimmietta dispettosa fa la linguaccia o il Magicoliere imbranato sbaglia le magie, ma anche profondamente serio e grave, come quando Samanta parla del buchino che ha sul braccio e del suo mal di pancia. L’importante è che ci sia uno scambio, un rapporto, un incontro….magico, naturalmente.