FP CGIL Caltanissetta

FP CGIL Caltanissetta FP-CGIL: Sindacato Pubblico Impiego Provincia di Caltanissetta

Nata alla fine di un processo, partito negli anni Settanta, per riorganizzare la rappresentanza dei lavoratori del settore pubblico, la Fp CGIL nel congresso costitutivo dell'aprile del 1980 avviò i suoi primi passi, con l'intenzione di creare un'identità del pubblico impiego che permettesse anche di collaborare per la riforma della pubblica amministrazione.

20/01/2026

I tavoli di crisi e monitoraggio al ministero delle Imprese e del made in Italy sono più che raddoppiati negli ultimi due anni e si avvicinano a quota cento. I tavoli aperti erano 96 a ottobre e coinvolgevano oltre 120 mila lavoratori e lavoratrici. Da allora almeno altri due sono stati aperti e altri sono in arrivo.

Le difficoltà dell’industria si estendono sempre di più anche al commercio.

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20/01/2026

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19/01/2026

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𝐈 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐆𝐈𝐋 𝐚 𝐭𝐮𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞, 𝐯𝐞𝐥𝐨𝐜𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐨!

19/01/2026

⭕️ Io sto dalla parte di chi ha bisogno. Punto.

Nel giorno dell’anniversario della tragedia di ❤️, una delle pagine più dolorose ma anche più alte della storia recente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco 🧑‍🚒 , quando uomini e donne operarono per giorni in condizioni estreme, sfidando neve, freddo e rischio continuo, dimostrando fino in fondo cosa significhino professionalità, sacrificio e senso del dovere, diciamo basta alla propaganda elettorale in stile meloniano.

Il Vigile del Fuoco soccorre.
Non reprime.
Non controlla.
Non obbedisce a logiche di ordine pubblico.

Fa soccorso. Solo soccorso.

Eppure qualcuno vuole trasformarci in altro.
Gerarchia. Militarizzazione. Silenzio.
Un nuovo braccio dello Stato da schierare contro il dissenso, contro chi manifesta, contro i più deboli.

Il Governo, per volontà del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, inserisce nel D.Lgs. 139/2006 la funzione di agente di pubblica sicurezza per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Non è un tecnicismo.
È una scelta politica precisa.

Assimilarci alle forze di polizia significa snaturare la nostra missione.
E c’è chi applaude. Anche dentro il Corpo.

Noi no.

Noi della FP CGIL VVF 🟥 stiamo con i cittadini.
Con chi soffre.
Con chi chiede aiuto.
Non con chi reprime il dissenso.

Quanto accaduto il 22 settembre a Pisa è inaccettabile e vergognoso.
Dieci vigili del fuoco, in tuta da lavoro, hanno espresso un gesto di solidarietà umana e pacifica verso il popolo palestinese e verso i bambini uccisi in un conflitto che ha superato ogni limite.
Per questo gesto sono stati colpiti da un provvedimento disciplinare e trattati come “insurrezionalisti”.
Un atto che nulla ha a che fare con la sicurezza e molto con la repressione del dissenso.

Punire la solidarietà.
Colpire il dissenso.
Normalizzare il silenzio.

È inaccettabile.
È ignobile.
E lo è ancora di più quando a tacere sono le Organizzazioni Sindacali che dovrebbero rappresentare lavoratrici e lavoratori.

Aprite gli occhi.
Fate attenzione.
Vigilate sempre sulla democrazia di questo Paese.

Gli stessi che si inginocchiavano per le vittime palestinesi a Gaza con gli abiti da lavoro del Corpo, sono gli stessi che quotidianamente prestano soccorso alla collettività, sicuramente anche 9 anni fa a Rigopiano ❤️

CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro Fp Cgil Nazionale

17/01/2026

⭕️ La FP CGIL Vigili del Fuoco 🟥 esprime la propria totale solidarietà ai dieci colleghi vigili del fuoco 🧑‍🚒 colpiti da contestazioni disciplinari per aver manifestato, nel pieno esercizio di un’iniziativa sindacale, solidarietà al popolo palestinese 🇵🇸 e alle vittime civili della Striscia di Gaza lo scorso 22 settembre, a Pisa.

Quanto sta avvenendo è un fatto grave, che va ben oltre i singoli provvedimenti disciplinari: siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una deriva autoritaria perseguita dal management di questo Governo, che utilizza lo strumento disciplinare come mezzo di repressione del dissenso e di compressione dei diritti costituzionali delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il Ministro dell’Interno e i vertici del Dipartimento dei Vigili del Fuoco si assumono una responsabilità politica pesantissima.

Contestare colleghi per aver espresso, in modo pacifico e simbolico, solidarietà alle vittime civili di un massacro significa colpire la libertà di manifestazione del pensiero e, al tempo stesso, snaturare il ruolo e la funzione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, storicamente fondato su valori di solidarietà, umanità e servizio alla collettività.

È ormai evidente come tali atti si inseriscano in un più ampio disegno di gerarchizzazione e militarizzazione del Corpo, fortemente voluto dal Governo.

Il riordino, ad esempio, che introduce la funzione di agente di pubblica sicurezza non risponde a esigenze operative né alla tutela dei cittadini, ma alla precisa volontà politica di disporre di un ulteriore Corpo dello Stato da rendere disponibile ad azioni repressive e di controllo del conflitto sociale.

L’Amministrazione, invece di tutelare il personale e valorizzarne la professionalità, sceglie di allinearsi alle direttive politiche di un Governo che considera il dissenso e l’agibilità sindacale come problemi di ordine pubblico. Si tenta così di intimidire un’intera categoria, colpendo chi esercita il proprio ruolo sindacale e chi rivendica diritti e dignità con i propri abiti da lavoro.

La FP CGIL Vigili del Fuoco respinge con forza questa impostazione e denuncia apertamente il carattere politico di queste contestazioni disciplinari.

I vigili del fuoco non sono e non devono diventare un Corpo militarizzato al servizio della repressione, ma un Corpo civile, solidale e democratico, al servizio dei cittadini e dei territori.

La FP CGIL Vigili del Fuoco sarà al fianco dei colleghi colpiti, sosterrà ogni iniziativa di solidarietà e mobilitazione e continuerà a contrastare, dentro e fuori i luoghi di lavoro, le politiche restrittive e autoritarie di questo Governo, a difesa dei diritti sindacali, delle libertà democratiche e della natura civile del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro Fp Cgil Nazionale

16/01/2026

Trasparenza e dignità per il territorio

Le notizie apprese oggi in merito all’indagine che coinvolge politici locali e regionali legati al nostro territorio aprono uno scenario inquietante che non può lasciarci indifferenti
Come Cgil, pur restando fiduciosi nel lavoro della magistratura, non possiamo esimerci nel porre una questione politica e morale di proporzioni enormi.
Mentre la cronaca giudiziaria parla di corruzione e di malaffare , la realtà quotidiana dei cittadini nisseni è fatta di sanità al collasso, infrastrutture fatiscenti e una crisi occupazionale che non accenna a placarsi.
E ‘inaccettabile che mentre i nostri lavoratori lottano per la dignità e i giovani sono costretti a fuggire da questa terra, la Politica sia inquinata da sospetti di malaffare legati proprio all’uso di quel denaro pubblico che dovrebbe servire al rilancio del nostro territorio
La politica deve tornare al servizio del bene comune e la gestione delle risorse deve seguire i criteri di trasparenza, meritocrazia utilità sociale e non logiche di spartizione clientelare.
Chiediamo un forte segnale di discontinuità perché la nostra Provincia non può essere ricordata solo per le inchieste e la Cgil continuerà a vigilare e a mobilitarsi affinché le risorse pubbliche siano spese per creare lavoro vero , servizi efficienti e speranze per il futuro e non per alimentare sistemi di potere che soffocano lo sviluppo della nostra Provincia.

🟥 𝗥𝗲𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝗱𝘂𝗺 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮, 𝗟𝗮𝗻𝗱𝗶𝗻𝗶: “𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗲. 𝗘̀ 𝗶𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲”«𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑞𝑢𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒...
16/01/2026

🟥 𝗥𝗲𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝗱𝘂𝗺 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮, 𝗟𝗮𝗻𝗱𝗶𝗻𝗶: “𝗩𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗲𝗿𝗲. 𝗘̀ 𝗶𝗻 𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲”

«𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑞𝑢𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒𝑐𝑖𝑝𝑎𝑟𝑒, 𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑞𝑢𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑑𝑢𝑚».

Con queste parole Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, è intervenuto dal palco dell’avvio della campagna per il No al Referendum sulla giustizia, tracciando le linee politiche e organizzative della mobilitazione.

Landini ha parlato di un contesto segnato da una profonda crisi democratica e da una crescente disaffezione al voto: «La maggioranza dei cittadini italiani non va più a votare. Dietro questa astensione c’è il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle persone». Per questo, ha sottolineato, la campagna referendaria dovrà essere «una campagna che riesce a parlare alle persone e a convincerle ad andare a votare».

Il segretario generale della Cgil ha ribadito che il referendum non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma riguarda la vita concreta delle persone: «La maggioranza dei cittadini, se gli parli di separazione delle carriere, non sa di cosa stai parlando. Ma sa benissimo cosa significa una giustizia che non funziona, perché spesso la vive sulla propria pelle».

Landini ha ricordato la situazione dei 12 mila lavoratori precari della giustizia, che rischiano di restare senza lavoro, e le difficoltà di chi attende giustizia per anni: «Conosco tante famiglie di persone morte sul lavoro che scoprono che i processi vanno in prescrizione o che dopo anni non vedono ancora giustizia».

Secondo Landini, il referendum sulla giustizia si inserisce in un disegno politico più ampio: «Siamo di fronte non solo a un attacco esplicito all’indipendenza della magistratura, ma a un progetto che mette in discussione la Costituzione e la democrazia così come è stata disegnata». Un disegno che comprende, ha aggiunto, autonomia differenziata, premierato e restrizioni al diritto di sciopero e di manifestazione.

«Noi non siamo quelli che vogliono cambiare o cancellare la Costituzione – ha affermato – siamo quelli che da anni si battono per applicarla, perché non è stata ancora realizzata fino in fondo». E ha richiamato il principio fondante della Repubblica: «Oggi la maggioranza delle persone è povera lavorando. Molti giovani non hanno mai sperimentato davvero il diritto al lavoro».

Sul piano organizzativo, Landini ha lanciato un appello alla mobilitazione capillare: «In Italia ci sono circa 8 mila comuni e in ciascuno si vota. Dobbiamo avere comitati ovunque, seggio per seggio, territorio per territorio. Se siamo in piedi, allora cominciamo a camminare».

Concludendo il suo intervento, il segretario generale della Cgil ha ribadito la posta in gioco: «Questa battaglia non serve solo a vincere un referendum, ma a ridare significato al voto e a costruire un modello sociale fondato sui principi e sui valori della Costituzione, che non va cambiata ma applicata». «Il futuro della nostra democrazia – ha concluso – dipende anche da questa sfida. E insieme ce la possiamo fare».

15/01/2026
15/01/2026
15/01/2026

Meno di un mese per raccogliere oltre 500mila in calce alla richiesta di referendum confermativo sulla Riforma Nordio. In pochi dalle parti di Palazzo Chigi credevano che l’obiettivo sarebbe stato raggiunto. È certamente una buona notizia, i cittadini e le cittadine quando sono chiamati a scegliere in prima persona, a mobilitarsi in difesa della Costituzione, ci sono, partecipano, si mobilitano.

Indirizzo

Piazza Capuana Luigi, 29
Caltanissetta
93100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:30
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 13:30

Telefono

+393517200528

Sito Web

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