26/07/2026
"Le due parabole parlano di un tesoro e di una perla.
La prima parla di un bracciante che lavora nella terra di un altro eu Gesù dice: . Un uomo lo trova e cosa fa? Essendo molto onesto lo nasconde di nuovo, va, vende tutti i suoi averi, compra quel campo e così può godere di questo tesoro. La sequenza dei verbi trova, va, vende, compra è importante perché ci dice che il Regno dei cieli richiede un cammino. Se il Regno dei cieli è questo tesoro, il tesoro richiede un cammino nella correttezza, nell'onestà, nella giustizia, il coraggio di spogliarsi di tutto, di vendere tutti gli averi e comprare quel campo dove è nascosto.
Nella seconda parabola c'è una gran bella differenza: il Regno di Dio non è simile al tesoro nascosto, ma è simile a un mercante che cerca una perla preziosa.
Cambia la prospettiva: nella prima era il tesoro il Regno di Dio che si lascia trovare dal contadino povero; qui, invece, il Regno di Dio è il mercante in cerca, un uomo molto ricco a differenza del primo, ed è un uomo che non si accontenta delle ricchezze che ha perché lui cerca quella perla di grande valore, gli importa solo di quella. Il Regno dei cieli allora si presenta a noi come una dinamica di ricerca, un chiedere sempre di più a se stessi, non per aumentare le proprie ricchezze, ma per essere, volere, fare sempre di più, tant'è che quando trova quella perla preziosa, frutto di ricerca (e non del caso come nella prima parabola), anche lui fa il suo cammino, va, vende tutti i suoi averi e poi compra quella perla.
A prima vista queste due parabole sembra che ci presentino il Regno di Dio come una follia, che questi due uomini abbiano fatto una pazzia a vendere tutto, il contadino poteva appropriarsi del tesoro anche se il terreno non era suo, poteva prenderlo di nascosto, il mercante poteva tenersi tutti i suoi averi e cercare di trafficare le cose per acquistare la perla preziosa. Sembra, insomma, ci abbiano perduto, invece hanno fatto un affare perché il tesoro e la perla, cioè il Regno di Dio, valgono più di tutti i tuoi averi, ne vale la pena!".
Dall'omelia di S.E.Rev.ma Mons. Mario Russotto, Vescovo di Caltanissetta.
Domenica 26 luglio, dal Vangelo secondo Matteo 13, 44-52.