Centro Socio-Culturale "Igino Giordani" Caltanissetta

Centro Socio-Culturale "Igino Giordani" Caltanissetta Si effettuano preparazioni scolastiche (doposcuola) per studenti di ogni ordine e grado.

Per info contattare: 0934-680899 da lunedì a venerdì dalle 16 alle 18.30. Il Centro, fondato nel 1994, si è costituito in ONLUS nel 2008 per promuovere l'istruzione e la formazione per tutte le fasce d'età, avviando presso la nuova sede di via Filippo Paladini, 93 (a fianco l'ufficio postale) il servizio di preparazione e sostegno scolastico (doposcuola) per studenti di ogni ordine e grado, garant

endone la qualità, l'impegno, lo studio con metodologie individuali e tradizionali, basate sul rispetto dei tempi del minore.

Una grande perdita per il Mondo intero. I suoi insegnamenti resteranno nella memoria dei tanti studenti che ne hanno app...
30/05/2026

Una grande perdita per il Mondo intero.
I suoi insegnamenti resteranno nella memoria dei tanti studenti che ne hanno apprezzato il pensiero.

Riceviamo e volentieri trascriviamo:CARI GENITORI, STATE PER RICEVERE LE "PAGELLE" DEI VOSTRI FIGLI: SAPPIAMO CHE SPERAT...
29/05/2026

Riceviamo e volentieri trascriviamo:

CARI GENITORI, STATE PER RICEVERE LE "PAGELLE" DEI VOSTRI FIGLI: SAPPIAMO CHE SPERATE CHE SIANO BELLISSIME, COSÌ ANCHE DA POTERLO DIRE IN GIRO O SUI GRUPPI DELLE MAMME...
RICORDATE, PERÓ, CHE TRA QUESTI ALUNNI C'É UN ARTISTA CHE NON CAPISCE LA MATEMATICA, UN MATEMATICO A CUI NON INTERESSA LA STORIA, UNA SPORTIVA CHE NON AMA L'INGLESE...
SE LE SCHEDE NON DOVESSERO RISPECCHIARE LE VOSTRE ASPETTATIVE, NON FATENE UN DRAMMA, I BIMBI POTRANNO LO STESSO FARE GRANDI COSE NELLA VITA E CHI HA PERSONALITÀ PRIMA O POI LA LANCIA FUORI DA SE STESSO PER OFFRIRLA AL MONDO.
CONOSCO PERSONE CHE A SCUOLA ERANO BRAVISSIME E OGGI NON HANNO CONCLUSO NULLA NELLA VITA OPPURE PERSONE CHE HANNO SEGUITO DEGLI STUDI E OGGI FANNO TUTT’ALTRO…
I BAMBINI HANNO SOLO BISOGNO DEL VOSTRO AMORE E DELLA VOSTRA FIDUCIA ❤️

12/04/2026

10 APRILE 1916 SI SPEGNEVA
A PALERMO GIUSEPPE PITRÈ: L'UOMO CHE RACCOLSE L'ANIMA DI UN POPOLO.. E LA PROTESSE DAL SILENZIO

C’è una forma di resistenza che non fa rumore.
Non alza barricate, non impugna fucili, non incendia piazze.

Eppure è la più pericolosa di tutte.

È quella che salva un popolo dall’oblio.

Il 10 aprile 1916 moriva Giuseppe Pitrè.
E con lui, apparentemente, si spegneva un uomo.
In realtà, si accendeva per sempre una memoria.

📚 IL MEDICO CHE CURAVA I CORPI… E SALVAVA L’ANIMA DI UNA NAZIONE

Pitrè non era solo un medico.
Era un archivio vivente.
Un raccoglitore ossessivo di canti, fiabe, proverbi, riti, superstizioni.

In un tempo in cui la Sicilia veniva lentamente “normalizzata” dentro un’Italia che non la capiva — e forse non voleva capirla — lui faceva l’unica cosa davvero rivoluzionaria:

ascoltava il popolo.

Andava tra i pescatori, i contadini, le donne dei vicoli, gli anziani delle campagne.
Annotava tutto. Conservava tutto.

Perché aveva compreso una verità che oggi molti fingono di ignorare:

👉 un popolo esiste finché esiste la sua memoria.

E se perdi la memoria, non sei più un popolo.
Sei solo una provincia.

🔥 CONTRO L’OMOLOGAZIONE: LA SUA GUERRA SILENZIOSA

Mentre l’Italia post-unitaria imponeva lingua, modelli culturali e identità “nazionale”, Pitrè faceva qualcosa di profondamente sovversivo:

dimostrava che la Sicilia era già una civiltà.

Non folklore da cartolina.
Non colore locale da esibire nelle fiere.

Ma un sistema culturale autonomo, complesso, stratificato.

Le sue opere non erano semplici raccolte etnografiche.
Erano prove documentali.

Prove che la Sicilia aveva una lingua, un immaginario, una struttura sociale e simbolica che non aveva bisogno di essere “completata” da nessuno.

E qui sta il punto che molti evitano:

👉 quella di Pitrè non era solo cultura.
Era una forma di autodeterminazione.

Silenziosa.
Mai urlata.
Ma tremendamente chiara.

⚖️ L’INDIPENDENZA NON SEMPRE SI DICHIARA: A VOLTE SI SCRIVE

Pitrè non fu un rivoluzionario nel senso classico.
Non troverete proclami politici o bandiere sventolate.

Ma attenzione a non confondere il silenzio con la neutralità.

Perché chi decide di salvare una cultura mentre tutto intorno lavora per uniformarla, sta già scegliendo da che parte stare.

Ogni canto trascritto.
Ogni proverbio salvato.
Ogni fiaba raccolta.

Erano atti politici.
Erano mattoni.
Erano difese.

👉 Era la costruzione di un’identità che non voleva dissolversi.

🧠 PITRÈ OGGI: TRA TRADIMENTO E NECESSITÀ

Oggi celebriamo Pitrè.
Lo citiamo. Lo studiamo. Lo commemoriamo.

Ma la domanda è scomoda:

lo abbiamo capito davvero?
Perché mentre lo ricordiamo, continuiamo a fare esattamente il contrario di ciò che lui ha fatto.

✔️ Lingua siciliana marginalizzata
✔️ Tradizioni svuotate e trasformate in folklore turistico
✔️ Identità ridotta a slogan

Abbiamo preso il lavoro di una vita… e lo abbiamo trasformato in decorazione.

⚠️ LA VERITÀ CHE BRUCIA

Giuseppe Pitrè non stava conservando il passato.
Stava proteggendo il futuro.

E forse, senza dirlo apertamente, aveva già intuito tutto:

👉 un popolo che perde sé stesso diventa governabile.
👉 un popolo senza identità diventa periferia.
👉 un popolo senza memoria accetta qualsiasi padrone.

🔴 PITRÉ E LE SUE VERITÀ

Pitrè non ci ha lasciato solo libri.
Ci ha lasciato una responsabilità.

Quella di non diventare ciò che lui temeva.
Perché la vera domanda, oggi, non è chi fosse Giuseppe Pitrè.
Ma se noi siamo ancora degni di ciò che lui ha salvato.
E se la Sicilia dimentica Pitrè… non è Pitrè che muore.
È la Sicilia che smette di esistere.

Ricordare Pitrè oggi non è un atto culturale.
È un atto politico, nel senso più alto del termine.

Perché significa decidere se questa terra deve continuare a esistere come soggetto…
o sopravvivere come oggetto.

Certo, ma quando l’alunno si è già arreso in partenza, poche sono le speranze per l’insegnante di ripescarlo…
26/02/2026

Certo, ma quando l’alunno si è già arreso in partenza, poche sono le speranze per l’insegnante di ripescarlo…

Perché un bravo insegnante fa davvero la differenza nel cervello di un adolescente? E non solo un bravo insegnante, anche un bravo allenatore, un bravo educatore più in generale?

Durante questa fase di crescita, il cervello è un cantiere ad altissima neuroplasticità. Quando un ragazzo/a viene etichettato/a come "caso perso", lo stress (cortisolo) prende il sopravvento e blocca letteralmente l'apprendimento. In più, anche lui o lei fa entrare quelle parole, le ripete, rischiando di dare la direzione ai loro pensieri e alle loro azioni verso il “tanto cosa lo faccio a fare se fallirò”.

È qui che l'insegnante, l’adulto, l’educatore entra in gioco e, se ha gli strumenti giusti, riesce a fare quel miracolo educativo che riattiva la fiducia e:
- Cambia la chimica. Con l'empatia e la fiducia, abbassa lo stress e riattiva la dopamina, riaccendendo la motivazione.
- Crea nuove sinapsi e rinforza quelle che vanno potenziate. Insegna che l'errore è solo un feedback, promuovendo un Growth Mindset (mentalità di crescita), cambia la visione di se stessi e crea nuove reti neurali.
- Allena la resilienza. Aiuta la corteccia prefrontale a gestire la frustrazione per superare gli ostacoli.

Sono solo alcuni degli strumenti che diamo durante i nostri laboratori di empowerment per insegnanti e per genitori. Analizziamo i loro feedback e i loro successi ed è fantastico vedere i ragazzi e le ragazze cambiare e rifiorire.

Educare non è solo spiegare: è rimodellare l'architettura cerebrale per dare ai ragazzi gli strumenti con cui riscrivere la loro storia. È aprire loro il ventaglio delle possibilità.
È dare loro fiducia.

Avete mai avuto un insegnante capace di cambiare un percorso che sembrava già scritto? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti!

Pienamente d’accordo con Dacia Maraini!
25/02/2026

Pienamente d’accordo con Dacia Maraini!

Noi non dimenticheremo. Mai.
27/01/2026

Noi non dimenticheremo. Mai.

COMUNICAZIONE URGENTE ⚠️ ———————-Gentili Famiglie, a seguito dell’allerta meteo e la chiusura delle scuole da parte del ...
19/01/2026

COMUNICAZIONE URGENTE ⚠️
———————-
Gentili Famiglie, a seguito dell’allerta meteo e la chiusura delle scuole da parte del Sindaco, siamo anche noi costretti a chiudere oggi e domani, per sicurezza e non mettere a repentaglio la vita di nessuno.
Se passate da viale Trieste, a titolo precauzionale, abbiamo chiuso tutti i balconi della struttura e la linea telefonica fissa risulta staccata. In questo frangente, per comunicazioni urgenti, sarà possibile utilizzare WhatsApp.
Salvo diverse indicazioni, il Centro riaprirà mercoledì pomeriggio.
Questi due giorni saranno oggetto di recupero per i mensili.
Cordiali saluti.

Indirizzo

Viale Trieste 148
Caltanissetta
93100

Orario di apertura

Lunedì 15:30 - 19:30
Martedì 15:30 - 19:30
Mercoledì 15:30 - 19:30
Giovedì 15:30 - 19:30
Venerdì 15:30 - 19:30

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