06/06/2026
🟥 Sicilia: Mannino (Cgil Sicilia), “I troppi scandali segnalano che è tempo di una riforma del sistema delle nomine negli enti pubblici e nelle partecipate con l’istituzione di un’autority indipendente dalla politica”
“Intanto il governo azzeri e commissari tutti gli enti in cui si sono rivelate opacità di gestione”
Palermo, 6 giu- “Sulle nomine negli enti pubblici e nelle partecipate della regione urge una svolta. Dove si sono evidenziate opacità il governo regionale deve azzerare i vertici e commissariare. Procedendo contemporaneamente a una grande riforma che preveda l’istituzione di una autority indipendente, composta da esperti che non abbiano ricoperto incarichi politici almeno negli ultimi 5 anni e che non rientrino in ‘quote’ di partito, a cui affidare la selezione tecnica per procedere poi alle nomine formali. Sistema che dovrà essere adottato per tutti gli enti”. La Cgil Sicilia, col segretario generale Alfio Mannino già intervenuto sulla vicenda Cefpas, torna alla carica sull’argomento dopo gli scandali degli ultimi giorni, in particolare quelli che hanno riguardato l’Asp di Agrigento in relazione al caso Cefpas e l’istituto zooprofilattico. “Il problema è sistemico- afferma Mannino- e il presidente della regione non può pensare di affrontarlo solo a valle delle inchieste e dei provvedimenti della magistratura, come accaduto col Cefpas le cui opacità erano note a partire dal 2022. Si tratta di smantellare un sistema di governo degli enti su base politico clientelare- sottolinea il segretario della Cgil- sostituendolo con un modello trasparente che oltre a mettere questi al riparo da malaffare, ruberie, interessi personali e particolari, clientelismo finalizzato al voto di scambio li renda in grado di esercitare al meglio le loro funzioni a garanzia dei diritti dei cittadini, cosa oggi per niente scontata. Quando negli enti viene prodotto qualche atto- dice il sindacalista- nessuno ormai si chiede se giovi alla collettività ma piuttosto che beneficio porti a questo o a quel politico”. Mannino sottolinea che “il susseguirsi dei casi lascia sgomenti. E altrettanto il fatto che non registriamo ancora interventi del governo, ad esempio nei confronti del direttore generale dell’Asp di Agrigento coinvolto nell’inchiesta sul Cefpas oppure sullo Zooprofilattico che, benchè l’inchiesta della procura europea riguardi la precedente gestione, si ravvisa una perfetta continuità della nuova con la vecchia. La manager, della quale sono note le incompatibilità con altri incarichi- rileva Mannino- ha ad esempio dato seguito a concorsi banditi dalla precedenza dirigenza con criteri discutibili e nominato un direttore amministrativo che sembra non abbia i titoli per il ruolo oltre a quello dell’appartenenza politica”. Sottolinea dunque il segretario della Cgil : “Oltre agli interventi in emergenza sugli enti la cui dirigenza è sotto inchiesta o comunque al centro di denunce da soggetti al di là di ogni sospetto, il governo regionale si attivi per una riforma generale del sistema delle nomine e anche per una riforma delle partecipate. Su questi temi chiediamo il confronto. A confermare la gravità della situazione attuale- osserva Mannino- anche il fatto che l’Ars è stata costretta a varare una norma blocca concorsi nel periodo pre elettorale negli enti collegati . Questo- conclude- per impedire scorribande su di essi che inevitabilmente continueranno a esserci in assenza di provvedimenti di fondo. La Sicilia per il cui sviluppo questo governo sta facendo poco e niente non può diventare terra da spartire invece che terra da far crescere”.