25/08/2026
Stamattina la nostra comunità si è svegliata ancora una volta davanti a una notizia che nessuno vorrebbe mai leggere.
Una giovane vita spezzata. Una famiglia precipitata improvvisamente in un dolore che non ha parole.
Ci sono momenti nei quali qualsiasi frase sembra fuori posto, perché davanti alla morte di un giovane il silenzio è forse la forma più grande di rispetto.
Oggi il mio primo pensiero va a lui, alla sua famiglia, ai suoi amici, a tutte quelle persone che fino a poche ore fa condividevano con lui sogni, progetti, sorrisi e quella quotidianità che troppo spesso diamo per scontata.
A loro va il mio abbraccio più sincero.
Ma proprio perché conosco purtroppo molto bene cosa significhi vedere una giovane vita interrompersi su una strada, oggi non riesco a fermarmi soltanto al dolore.
Ogni giovane che perdiamo sulla strada è una sconfitta per tutti noi.
Da anni porto dentro di me una ferita che non si rimargina e da quella ferita ho cercato, insieme a tante altre persone, di far nascere qualcosa che potesse essere utile agli altri.
Con “Io Non Corro per Francesco Ciriacono” abbiamo parlato ai ragazzi, incontrato famiglie, partecipato a iniziative sulla sicurezza stradale e cercato di sensibilizzare contro le dipendenze. Abbiamo ripetuto tante volte un messaggio semplice: la vita vale infinitamente più di qualche secondo guadagnato sulla strada, di una bravata o della convinzione che certe tragedie possano capitare sempre e soltanto agli altri.
Tempo fa, proprio attraverso queste pagine, avevo chiesto la convocazione di un tavolo tecnico sulla sicurezza stradale, mettendo insieme istituzioni, Forze dell’Ordine, scuole, associazioni, famiglie e tutti quei soggetti che quotidianamente hanno a che fare con i nostri giovani.
Lo avevo chiesto perché ritenevo, e continuo a ritenere, che non sia più sufficiente intervenire soltanto dopo una tragedia.
Dobbiamo prevenire.
Dobbiamo parlare ai ragazzi.
Dobbiamo avere il coraggio di affrontare seriamente fenomeni sempre più preoccupanti: alcool, sostanze stupefacenti, distrazioni alla guida, uso del cellulare, velocità e quella pericolosa sensazione di invincibilità che spesso accompagna la giovane età.
Oggi non è il giorno delle accuse. È il giorno del dolore e della riflessione.
Ma proprio il rispetto per questa giovane vita ci impone di tornare a parlare seriamente di prevenzione.
Perché dopo ogni tragedia diciamo che non deve accadere mai più. Poi passano i giorni, l’emozione si attenua, la vita quotidiana riprende e troppo spesso tutto torna come prima.
Non possiamo continuare così.
La sicurezza stradale non può diventare un argomento soltanto quando sull’asfalto rimane la vita di qualcuno.
Deve entrare nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi frequentati dai giovani. Deve diventare educazione, cultura e responsabilità collettiva.
E soprattutto dobbiamo far comprendere ai nostri ragazzi una cosa: chiedere le chiavi a un amico che non è nelle condizioni di guidare significa volergli bene. Impedirgli di mettersi alla guida può significare salvargli la vita. Dire “io con te non salgo” può salvare più di una vita.
Vorrei quindi rinnovare quella richiesta.
Sediamoci attorno a un tavolo prima di doverci ritrovare ancora una volta attorno al dolore di una famiglia.
Costruiamo un progetto permanente di prevenzione. Ascoltiamo i giovani, coinvolgiamoli, andiamo nelle scuole e nei luoghi della movida. Facciamo comprendere loro le conseguenze reali di una scelta sbagliata.
Non servono soltanto divieti. Serve una nuova consapevolezza.
Perché dietro ogni ragazzo che esce di casa c’è una madre, un padre, un fratello, una sorella, un amico che aspettano di sentirgli dire:
“Sono arrivato.”
Due parole semplicissime.
Eppure, qualche volta, quelle due parole non arrivano più.
Ed è allora che una famiglia comincia a vivere con una sedia vuota, un telefono che non squillerà più e mille domande alle quali nessuno potrà dare risposta.
Oggi stringiamoci con rispetto attorno alla famiglia di questo giovane.
Domani, però, trasformiamo questo dolore in responsabilità.
Facciamolo per lui.
Facciamolo per tutti i ragazzi che abbiamo perso sulle nostre strade.
Facciamolo per Francesco e per chi come lui non ha più voce.
E soprattutto facciamolo per quelli che possiamo ancora salvare.
Perché una giovane vita non può essere soltanto un’altra croce lungo una strada.
Deve diventare un richiamo alle nostre coscienze.
La vita è una sola.
Proteggiamola, Sempre.
🖤