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Domenica 11 ottobre, alle ore 17:30, presso la Santissima Chiesa del Santuario del Soccorso, sarà celebrata una Santa Me...
04/10/2026

Domenica 11 ottobre, alle ore 17:30, presso la Santissima Chiesa del Santuario del Soccorso, sarà celebrata una Santa Messa in memoria di tutte le vittime che hanno perso prematuramente la vita a causa di un sinistro stradale.

Un momento di grande importanza, fortemente voluto da Padre Enzo Mangano, nel quale la preghiera si unisce a un imprescindibile messaggio di sensibilizzazione, prevenzione e salvaguardia della Vita, dono estremamente prezioso che ciascuno di noi è chiamato a custodire e rispettare ogni giorno.

Ricordare coloro che non sono più con noi significa non soltanto mantenerne viva la memoria, ma anche trasformare il dolore in consapevolezza e responsabilità, affinché simili tragedie possano essere sempre più prevenute.

Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare e a condividere questo importante momento di preghiera, ricordo e riflessione.

Ricordare per non dimenticare. Prevenire per salvare vite.

Un momento di profonda e consapevole riflessione, per ricordare e non dimenticare Lorenzo e, insieme a lui, tutte quelle...
16/09/2026

Un momento di profonda e consapevole riflessione, per ricordare e non dimenticare Lorenzo e, insieme a lui, tutte quelle vite spezzate che oggi non hanno più una voce per raccontare, per chiedere, per essere ascoltate.

Ricordare significa anche assumersi una responsabilità: trasformare il dolore in consapevolezza, la memoria in prevenzione e il silenzio in un messaggio capace di arrivare soprattutto alle nuove generazioni.

La cittadinanza tutta è invitata a partecipare, perché la sicurezza sulle nostre strade riguarda ciascuno di noi e perché anche un solo momento di riflessione può contribuire a salvare una vita.

Per Lorenzo. Per chi non può più parlare. Perché ricordare possa servire a non ripetere.

Invitiamo tutti alla condivisione e diffusione del messaggio.


Ci sono notizie che non si riescono semplicemente a leggere e poi dimenticare.Ti rimangono dentro.Questa mattina un altr...
13/09/2026

Ci sono notizie che non si riescono semplicemente a leggere e poi dimenticare.

Ti rimangono dentro.

Questa mattina un altro giovane ragazzo ha perso la vita sulla strada.

E davanti alla morte di un giovane c’è qualcosa che le parole non riescono mai a spiegare fino in fondo, perché quando se ne va un ragazzo non finisce soltanto una vita: si interrompe tutto ciò che quella vita avrebbe potuto diventare.

Si interrompono sogni che stavano appena cominciando.

Progetti ancora da realizzare.

Amori da vivere.

Luoghi da conoscere.

Traguardi da raggiungere.

Restano invece una famiglia, gli amici, le persone che gli volevano bene e quella domanda terribile che accompagna ogni perdita improvvisa:

perché?

Oggi è il 13.

Una data che per me, da nove anni, non è più soltanto un numero sul calendario.

Nove anni fa, proprio un giorno 13, la strada si portò via mio fratello.

Non voglio fare di questo dolore personale il centro di queste parole. Ma ci sono esperienze che cambiano per sempre il modo in cui guardi certe tragedie.

Quando hai conosciuto un’assenza così, ogni volta che senti parlare di un’altra giovane vita spezzata pensi inevitabilmente a ciò che accadrà dopo.

Perché tutti vediamo l’incidente.

Vediamo le sirene, le auto ferme, una strada chiusa.

Ma quasi nessuno vede il giorno dopo.

Il posto vuoto a tavola.

Una stanza rimasta esattamente com’era.

Un numero di telefono che nessuno avrà più il coraggio di cancellare.

Una fotografia che improvvisamente diventa qualcosa di immensamente prezioso.

E una famiglia che dovrà imparare a continuare a vivere mentre una parte di sé è rimasta per sempre ferma a quel giorno.

Forse è proprio questo che dovremmo raccontare di più ai nostri giovani.

Non per spaventarli.

Ma per far comprendere loro quanto sia immensamente preziosa e, allo stesso tempo, fragile la vita.

A vent’anni sembra che il tempo non debba finire mai.

Si corre perché si pensa di poter recuperare.

Si rischia perché si pensa che il peggio accada sempre a qualcun altro.

Si sottovaluta un bicchiere di troppo, qualche chilometro orario in più, una distrazione, una sostanza assunta pensando di avere comunque tutto sotto controllo.

E invece a volte la distanza tra una serata qualunque e una tragedia che durerà tutta la vita è fatta di pochi secondi.

Per questo ai ragazzi vorrei dire:

abbiate rispetto della vostra vita.

Non perché dovete avere paura di vivere.

Al contrario.

Proteggetela proprio perché avete ancora così tanto da vivere.

Divertitevi. Ridete. Innamoratevi. Viaggiate. Sbagliate. Ricominciate. Inseguite anche i sogni che agli altri sembrano impossibili.

Ma non consegnate il vostro futuro a pochi secondi di incoscienza.

E abbiate il coraggio di proteggervi anche tra amici.

Se chi deve guidare ha bevuto, fermatelo.

Se sta correndo, ditegli di rallentare.

Se non è nelle condizioni di guidare, prendete quelle chiavi.

Forse quella sera vi manderà a quel paese.

Ma il giorno dopo sarà ancora lì per potervi ringraziare.

E poi c’è una responsabilità che appartiene a noi adulti e soprattutto alle istituzioni.

Da tempo con continuo a sostenere che sulla sicurezza stradale non possiamo più limitarci a intervenire quando una tragedia è già avvenuta.

Dopo una morte arrivano il dolore, il cordoglio, le parole.

Ma la vera sfida è riuscire ad arrivare prima.

Prima dell’incidente.

Prima delle sirene.

Prima di quella telefonata che nessun genitore dovrebbe mai ricevere.

Occorre una vera task force tra gli organi competenti, una presenza ancora più forte sulle strade, maggiori controlli nelle ore e nei luoghi più a rischio e un’azione costante contro alcol, droga, velocità e comportamenti pericolosi alla guida.

Ma serve anche qualcosa che nessun posto di blocco potrà mai sostituire: la cultura della vita e della responsabilità.

Bisogna parlare ai ragazzi nelle scuole.

Bisogna guardarli negli occhi.

Bisogna far capire loro che la sicurezza stradale non è una statistica, una multa o una regola imposta dagli adulti.

È la possibilità di tornare a casa.

Perché ogni volta che un ragazzo esce, da qualche parte qualcuno lo aspetta.

Magari una madre che dice di andare a dormire e invece aspetta di sentire la chiave nella porta.

Un padre che guarda l’orologio senza telefonare.

Un fratello.

Una sorella.

Una persona innamorata.

E forse dovremmo ricordarcelo ogni volta che accendiamo un motore:

la nostra vita non appartiene soltanto a noi.
Vive anche nel cuore delle persone che ci amano.

Oggi non voglio che questo ragazzo diventi soltanto un’altra notizia.

Vorrei che almeno per un momento la sua morte costringesse tutti noi a fermarci e a interrogarci.

E vorrei che domani, quando le sirene saranno spente e l’emozione inevitabilmente diminuirà, qualcuno continuasse a parlare di sicurezza stradale con la stessa forza.

Perché è troppo facile chiedersi cosa si sarebbe potuto fare dopo.

Dobbiamo avere il coraggio di farlo prima.

Oggi, 13, il mio pensiero torna inevitabilmente anche a mio fratello.

E forse proprio perché conosco il peso di un’assenza che attraversa gli anni, sento ancora più forte il bisogno di dire ai nostri ragazzi:

non abbiate fretta.

La vita vi aspetta.

Avete ancora strade da percorrere, persone da incontrare, cadute dalle quali rialzarvi, sogni da realizzare e giorni che ancora non conoscete.

Non permettete che una strada diventi l’ultimo luogo della vostra storia.

Quando uscite la sera, divertitevi.

Quando siete felici, vivete quella felicità fino in fondo.

Ma quando arriva il momento di tornare…

tornate a casa.

Perché qualche minuto di ritardo non cambierà la vita di nessuno.

Non tornare più, invece, cambia per sempre la vita di tutti quelli che vi amano.

Alla famiglia di questo giovane ragazzo va il mio pensiero più profondo.

E a noi tutti rimanga almeno una responsabilità:

fare in modo che il dolore di oggi non diventi soltanto il silenzio di domani.

🖤

Stamattina la nostra comunità si è svegliata ancora una volta davanti a una notizia che nessuno vorrebbe mai leggere.Una...
25/08/2026

Stamattina la nostra comunità si è svegliata ancora una volta davanti a una notizia che nessuno vorrebbe mai leggere.

Una giovane vita spezzata. Una famiglia precipitata improvvisamente in un dolore che non ha parole.

Ci sono momenti nei quali qualsiasi frase sembra fuori posto, perché davanti alla morte di un giovane il silenzio è forse la forma più grande di rispetto.

Oggi il mio primo pensiero va a lui, alla sua famiglia, ai suoi amici, a tutte quelle persone che fino a poche ore fa condividevano con lui sogni, progetti, sorrisi e quella quotidianità che troppo spesso diamo per scontata.

A loro va il mio abbraccio più sincero.

Ma proprio perché conosco purtroppo molto bene cosa significhi vedere una giovane vita interrompersi su una strada, oggi non riesco a fermarmi soltanto al dolore.

Ogni giovane che perdiamo sulla strada è una sconfitta per tutti noi.

Da anni porto dentro di me una ferita che non si rimargina e da quella ferita ho cercato, insieme a tante altre persone, di far nascere qualcosa che potesse essere utile agli altri.

Con “Io Non Corro per Francesco Ciriacono” abbiamo parlato ai ragazzi, incontrato famiglie, partecipato a iniziative sulla sicurezza stradale e cercato di sensibilizzare contro le dipendenze. Abbiamo ripetuto tante volte un messaggio semplice: la vita vale infinitamente più di qualche secondo guadagnato sulla strada, di una bravata o della convinzione che certe tragedie possano capitare sempre e soltanto agli altri.

Tempo fa, proprio attraverso queste pagine, avevo chiesto la convocazione di un tavolo tecnico sulla sicurezza stradale, mettendo insieme istituzioni, Forze dell’Ordine, scuole, associazioni, famiglie e tutti quei soggetti che quotidianamente hanno a che fare con i nostri giovani.

Lo avevo chiesto perché ritenevo, e continuo a ritenere, che non sia più sufficiente intervenire soltanto dopo una tragedia.

Dobbiamo prevenire.

Dobbiamo parlare ai ragazzi.

Dobbiamo avere il coraggio di affrontare seriamente fenomeni sempre più preoccupanti: alcool, sostanze stupefacenti, distrazioni alla guida, uso del cellulare, velocità e quella pericolosa sensazione di invincibilità che spesso accompagna la giovane età.

Oggi non è il giorno delle accuse. È il giorno del dolore e della riflessione.

Ma proprio il rispetto per questa giovane vita ci impone di tornare a parlare seriamente di prevenzione.

Perché dopo ogni tragedia diciamo che non deve accadere mai più. Poi passano i giorni, l’emozione si attenua, la vita quotidiana riprende e troppo spesso tutto torna come prima.

Non possiamo continuare così.

La sicurezza stradale non può diventare un argomento soltanto quando sull’asfalto rimane la vita di qualcuno.

Deve entrare nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi frequentati dai giovani. Deve diventare educazione, cultura e responsabilità collettiva.

E soprattutto dobbiamo far comprendere ai nostri ragazzi una cosa: chiedere le chiavi a un amico che non è nelle condizioni di guidare significa volergli bene. Impedirgli di mettersi alla guida può significare salvargli la vita. Dire “io con te non salgo” può salvare più di una vita.

Vorrei quindi rinnovare quella richiesta.

Sediamoci attorno a un tavolo prima di doverci ritrovare ancora una volta attorno al dolore di una famiglia.

Costruiamo un progetto permanente di prevenzione. Ascoltiamo i giovani, coinvolgiamoli, andiamo nelle scuole e nei luoghi della movida. Facciamo comprendere loro le conseguenze reali di una scelta sbagliata.

Non servono soltanto divieti. Serve una nuova consapevolezza.

Perché dietro ogni ragazzo che esce di casa c’è una madre, un padre, un fratello, una sorella, un amico che aspettano di sentirgli dire:

“Sono arrivato.”

Due parole semplicissime.

Eppure, qualche volta, quelle due parole non arrivano più.

Ed è allora che una famiglia comincia a vivere con una sedia vuota, un telefono che non squillerà più e mille domande alle quali nessuno potrà dare risposta.

Oggi stringiamoci con rispetto attorno alla famiglia di questo giovane.

Domani, però, trasformiamo questo dolore in responsabilità.

Facciamolo per lui.

Facciamolo per tutti i ragazzi che abbiamo perso sulle nostre strade.

Facciamolo per Francesco e per chi come lui non ha più voce.

E soprattutto facciamolo per quelli che possiamo ancora salvare.

Perché una giovane vita non può essere soltanto un’altra croce lungo una strada.

Deve diventare un richiamo alle nostre coscienze.

La vita è una sola.

Proteggiamola, Sempre.

🖤

Ancora una volta un amara e triste notizie per la quale non vorremmo mai sentire.Un altro giorno buio per la nostra citt...
20/02/2026

Ancora una volta un amara e triste notizie per la quale non vorremmo mai sentire.

Un altro giorno buio per la nostra cittadina, non è più tra noi.

Quest’oggi come sempre il nostro pensiero va a , , , , e per chi non ha più voce.

Non c’è più nulla da dire, da esprimere,in silenzio preghiamo insieme per

A nome dell’associazione

, la Presidente Serena Ciriacono, Il Vice-Presidente Gianfilippo Ciriacono e tutti i membri che ne fanno parte esprimono vicinanza ai familiari per la prematura scomparsa di

🖤

08/02/2026

Desideravamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito con un piccolo gesto a questa grande missione.

Comunichiamo che talvolta si è provveduto a consegnare tutto il raccolto alle unità locali in forza per l’attuale emergenza.

Un sentito ringraziamento va alla Parrocchia San Francesco Di Paola retta da Don Luciano Di Silvestro, per la proficua collaborazione.

Grazie di cuore ad ognuno di Voi ♥️

♥️

📣 📣 📣 📣 📣 📣 APPELLO Stante alle comunicazioni ricevute, al momento necessitano beni di prima necessità quali:Alimenti,De...
31/01/2026

📣 📣 📣 📣 📣 📣

APPELLO

Stante alle comunicazioni ricevute, al momento necessitano beni di prima necessità quali:

Alimenti,Detersivi Etc.

NON NECESSITANO INDUMENTI

Grazie anticipatamente

MASSIMA CONDIVISIONE

‘ Dopo il verbo Amare il verbo Aiutare e il più bello del mondo ‘

Grazie a tutti

MASSIMA CONDIVISIONE ‘ Dopo il verbo Amare il verbo Aiutare e il più bello del mondo ‘ Grazie a tutti
29/01/2026

MASSIMA CONDIVISIONE

‘ Dopo il verbo Amare il verbo Aiutare e il più bello del mondo ‘

Grazie a tutti

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Via GELA, 4
Caltagirone
95041

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Martedì 07:00 - 21:00
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