23/07/2026
*Restituzione: nota sull’impatto sociale del progetto “CON-TATTO” e del laboratorio “Take care”.
La continuità della partecipazione e il clima di collaborazione osservato tra i minori rappresentano un indicatore concreto di efficacia circa la scelta dell’approccio metodologico adottato, volto all'espressione di massima inclusivita'.
La costituzione di set e setting sono stati concertati per creare una regia sempre presente che agisse come base sicura per la regolazione degli stili di attaccamento, ma anche e soprattutto per la costruzione di stili di attribuzione causale consapevoli e facendo leva sui concetti di locus of control interno ed esterno e identità personale e sociale nel passaggio dal gruppo sociologico al gruppo psicologico, dunque dall'iniziale dato di aggregazione numerica di persone, via via al confronto socio-cognitivo e alla reale costituzione di una dimensione affettiva, inoltre, vista l'eterogeneità, si è deciso di agire mediando la regolazione della dialettica in-group/out-group.
Le esperienze pratico-guidate hanno usato come tecnica principale il gioco a coppie e a squadre secondo turn-over e l'offerta di scopi sovraordinati per ottimizzare un confronto creativo, costruttivo e generativo. Molto impattante la strategia del tutoring da parte dei più grandi, partecipanti alle precedenti edizioni laboratoriali e che stanno "crescendo e si stanno formando con noi", secondo lo schema degli universali educativi.
L'assunto principale è che se non si parte dai bambini non si può arrivare agli adulti dove potrebbe essere più difficoltoso scardinare una matrice di stigma più graniticamente costruita lungo il corso della vita; la mediazione e l'azione-filtro di progetti come i nostri, mirati alla riduzione dei bias sociali, certamente, risultano determinanti poiché svolgono un'opera educativa che agisce proprio sulla prossimità fisica, sulle relazioni, sul "CON-TATTO".
Non c'è ancora vaccino, tuttavia, per la "Paura del diverso" e dell'idea che reca con sé la quota ansiogena della sua "contaminazione".
La barriera da abbattere è alta e quella dei pregiudizi è certamente più ferrea di qualsiasi barriera architettonica, infatti, tra i risultati evinti, corre l'obbligo evidenziare anche questo dato che, sebbene attestatosi in modo assai ridotto da un punto di vista percentile, segna comunque una deviazione sulla gaussiana che non deve essere superficialmente considerata, poiché potrebbe favorire/fare perdurare l'innesco delle reazioni di propagazione cumulativa e del cosiddetto "fenomeno palla di neve"; ciò è motivo di riflessione per orientare sempre più l'impianto metodologico e il dispositivo progettuale venturo.
Ogni volta che qualcuno passa un colore o ci si scambia un sorriso, limiamo un pezzo di pregiudizio.
Il punto nodale è che il progetto non offre -solo- intrattenimento, ma svolge opera educativa, quindi si fa formazione (come da recente legge parlamentare che conferisce agli enti del terzo settore, lo statuto di soggetti educativi), ecco perché si parla di attività pratico-esperienziali e laboratoriali (e non più di Grest).
INCLUSIONE SIGNIFICA CIVILTA'!
Grazie ai nostri piccoli e alle loro famiglie.