La Gallura si racconta e si apre al mondo con un progetto dell’Associazione Festa San Leonardo che porta il territorio verso alla valorizzazione di una terra antica e de un popolo sardo. I padri fondatori (genitori, nonni e amici degli attuali soci) hanno attraverso la vocazione per il santo di San Leonardo portato avanti il loro interesse attraverso l’aiuto del prossimo. Su queste basi nasce la “
Suprastantia” ovvero la festa in cui i componenti benestanti della comunità organizzavano un pranzo gratuito per tutti i viandanti e i fedeli che si volessero presentare durante i festeggiamenti del Santo, e così come San Leonardo scioglieva le catene dei più bisognosi ridandogli al libertà i soci offrivano a tutti da mangiare a da bere donando loro felicità con un pasto caldo a base di carne, pasta e vino. La chiesetta è sempre stata un punto di incontro più che di singoli individui ma di Famiglie, quelle con la effe maiuscola in cui vi è un padre, una madre e tanti figli. Oggi la parola famiglia va declinata come Comunità composta da amici e persone che si identificano più che in un cognome in un territorio incantato che è la Gallura. L’associazione di San Leonardo ha però voluto circoscrivere ulteriormente il perimetro del suo paradiso tra le colline dei Comuni di Calangianus, Luras e Sant’Antonio di Gallura in quella piccola zona geografica dietro il lago del Liscia conosciuta da tutti come “Li campagni di Santu Linaldu” . Il mondo si evolve e con lui anche il territorio e le attività delle persone che vi abitato e così passando da una imprenditoria di tipo agro pastorale, successivamente più imprenditoriale con la lavorazione del sughero attraverso tutte le sue declinazioni si arriva ai giorni nostri, in cui la scoperta di terreni sabbiosi, poco adatti alle culture e gli allevamenti intensivi, trova la sua vocazione nella viticultura. Nasce così la riscoperta dell’arte della lavorazione della terra e di un vitigno che in meno di un ventennio diventa punto cardine per l’imprenditoria gallurese. Varie uve vengono prodotte nel territorio già dal 1900, per citarne alcune sono ormai autoctone le uve per il Moscato di Tempio e il Nebbiolo di Luras, ma solo uno trova nei terreni sabbiosi della Gallura e il particolare microclima il suo abitat naturale, il vermentino. Da qui nasce non solo un vino ma un prodotto che attraverso una severa filiera raggiunge l’apice con la denominazione del DOCG con il nome di Vermentino di Gallura. L’associazione essendo formata da persone che vivono e amano questo territorio, si trasforma con esso e tra un connubio di amore per le tradizioni, una vocazione religiosa sempre più forte e una voglia di far conoscere al mondo il loro piccolo paradiso, nel 2015 propone la prima edizione del Wine Festival per promuovere il Vermentino di Gallura. Le edizioni si sono susseguite negli anni fino ad arrivare ad oggi con un progetto più ampio che permette di dare risalto a tutta la Sardegna.