02/02/2026
Correva l'anno 2011. In quel lembo di terra che sarebbe diventato tristemente noto come "Terra dei Fuochi", la verità era ancora sepolta sotto strati di omertà e fumo acre. Nasce dall'esigenza di raccontare il momento esatto in cui il sospetto è diventato prova, e il cittadino è diventato testimone attivo di un disastro senza precedenti.
L'Odore del Veleno?
Il racconto inizia nelle sere d'estate e d'autunno del 2009, l'aria cambiava sapore: un odore chimico, di plastica e gomma bruciata, entrava nelle case. La gente parlava, si lamentava sui balconi, ma nessuno sapeva dare un nome a quella morte invisibile.
In questo scenario, noi, come Guardie Ambientali, abbiamo deciso di non restare a guardare. Abbiamo smesso di ascoltare le lamentele e abbiamo iniziato a seguire il fumo.
"Il Primo Impatto con L'Amianto e il Fuoco"
Il cuore della narrazione si svolge presso il comando della Polizia Locale, scrivere alla procura narrando quel sopralluogo, la terra ha rivelato le sue ferite: lastre di amianto spezzate e, poco distante, cumuli di vernici e pitture date alle fiamme.
È stato il momento della consapevolezza. Non erano semplici rifiuti urbani; era materiale industriale pericoloso che stava avvelenando le falde e il futuro di quella terra.
Lo Smarrimento e il Nemico Invisibile
e la solitudine di chi opera in prima linea.
Nel 2009 eravamo "dispersi" e impreparati a tale situazione, mancanza di Mezzi, non avevamo strumenti per capire cosa ci fosse dentro a quei sacconi neri abbandonati nei campi.
L'Inseguimento nel Buio: Il ricordo vivido di fari che si allontanano velocemente nell'oscurità delle campagne, lasciandosi alle spalle tracce di veleno,quella sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di troppo grande, un sistema criminale che si muoveva con precisione chirurgica mentre le istituzioni cercavano ancora di capire cosa stesse accadendo, è la storia di chi ha guardato nell'abisso per primo, affrontando lo smarrimento e la paura di un mondo nuovo e terribile, con l'unico obiettivo di denunciare i "malfatti" e difendere la propria terra.
"Un capitolo molto specifico e delicato della cronaca campana, a Caivano e alle attività di contrasto agli sversamenti illeciti di rifiuti nella "Terra dei Fuochi".
È corretto che, in diverse fasi operative, le Guardie Ambientali d'Italia (GADIT) abbiano collaborato con il Comando di Polizia Locale di Caivano. Ecco alcuni punti chiave per inquadrare meglio quel contesto:
Il Ruolo delle Guardie Ambientali (GADIT)
Le guardie ambientali agiscono come pubblici ufficiali con funzioni di polizia amministrativa e, in determinati contesti di pattugliamento coordinato, di polizia giudiziaria. A Caivano, la loro missione principale è :
Il monitoraggio dei siti di sversamento abusivo.
La segnalazione di roghi tossici.
Il controllo del territorio in supporto a un organico della Municipale tempo fa sottodimensionato.
La figura di Giuseppe Nocerino nel suo ruolo di responsabile e coordinatore dell'associazione, è stato effettivamente il volto di riferimento per queste operazioni.
La collaborazione con i Carabinieri di Caivano, Polizia Metropolitana, mirava a creare una rete di sorveglianza più capillare per arginare il disastro ambientale nell'area nord di Napoli.
Un Contesto Complesso
tuttavia, bisogna ricordare che il Comune di Caivano ha attraversato momenti estremamente turbolenti:
Scioglimenti per infiltrazioni: L'ente è stato più volte sciolto per condizionamenti della criminalità organizzata.
Una delle operazioni più significative che ha visto il Tenente Antonio La Motta collaborare strettamente con le Guardie Ambientali (in particolare il distaccamento di Caivano, è avvenuta intorno al 2021-2022, proprio nel cuore della lotta alla Terra dei Fuochi.
Ecco i dettagli salienti di quel tipo di attività:
L'operazione "Fabbriche dell'Ombra"
Il Tenente La Motta e le Guardie Ambientali hanno coordinato diversi blitz mirati a colpire la filiera che alimentava i roghi tossici.
Il meccanismo: Le Guardie Ambientali monitoravano i movimenti sospetti di furgoni nelle campagne. Una volta individuati i siti di scarico o le aziende illegali, intervenivano i Carabinieri della Tenenza di Caivano.
Il sequestro record: In una delle operazioni più note, riuscirono a porre sotto sequestro centinaia di tonnellate di rifiuti speciali (scarti tessili, pellame e pneumatici) stipati in capannoni abusivi pronti per essere bruciati.
Contrasto al lavoro nero: Spesso questi blitz ambientali portavano a scoprire opifici tessili clandestini. In un caso specifico a Caivano, la collaborazione portò alla chiusura di un'azienda che scaricava acidi e vernici direttamente nelle fogne comunali, denunciando i proprietari per disastro ambientale.
Perché questa collaborazione è stata speciale?
Il Tenente La Motta è stato uno dei pochi a dare piena dignità operativa ai volontari ambientali, trattandoli come "occhi sul territorio".
Tecnologia e Droni: Utilizzavano i droni delle Guardie Ambientali per mappare dall'alto i cumuli di rifiuti prima che venissero incendiati.
Posti di blocco congiunti: Non era raro vedere i Carabinieri fermare i camion sospetti proprio sulla base delle segnalazioni in tempo reale fornite dalle pattuglie delle Guardie Ambientali.
Nota di merito: Il Tenente La Motta è stato spesso lodato pubblicamente dalle associazioni del territorio per non essersi limitato alla repressione, ma per aver cercato di creare una vera e propria "cultura della legalità" tra i cittadini di Caivano.