09/10/2026
𝐋𝐀 𝐒𝐎𝐑𝐆𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐕𝐈𝐓𝐀
𝑮𝒊𝒐𝒔𝒖𝒆̀ 15:13-19 «𝐹𝑎𝑚𝑚𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑜𝑛𝑜; 𝑝𝑜𝑖𝑐ℎ𝑒́ 𝑡𝑢 𝑚'ℎ𝑎𝑖 𝑠𝑡𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑎𝑟𝑖𝑑𝑎, 𝑑𝑎𝑚𝑚𝑖 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑜𝑟𝑔𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑'𝑎𝑐𝑞𝑢𝑎».
(𝘚𝘪𝘯𝘵𝘦𝘴𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘦𝘥𝘪𝘵𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘱𝘢𝘴𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘋𝘢𝘯𝘪𝘦𝘭𝘦 𝘓𝘪𝘤𝘤𝘪𝘢𝘳𝘥𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘭𝘢 𝘊𝘩𝘪𝘦𝘴𝘢 𝘊𝘳𝘪𝘴𝘵𝘪𝘢𝘯𝘢 𝘌𝘷𝘢𝘯𝘨𝘦𝘭𝘪𝘤𝘢 𝘈𝘋𝘐 𝘥𝘪 𝘊𝘢𝘪𝘷𝘢𝘯𝘰).
Al centro del racconto troviamo Acsa, la figlia di Caleb, e Otniel, suo marito. Questo brano si apre con una richiesta profonda e attuale: «𝐹𝑎𝑚𝑚𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑜𝑛𝑜 …» Dietro questa narrazione biblica si cela una stupenda allegoria spirituale per la Chiesa di oggi. 𝐂𝐚𝐥𝐞𝐛 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐃𝐢𝐨 𝐏𝐚𝐝𝐫𝐞, 𝐎𝐭𝐧𝐢𝐞𝐥 — 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐢 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 "𝐋𝐞𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐃𝐢𝐨" — 𝐞̀ 𝐥'𝐢𝐦𝐦𝐚𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨. 𝐀𝐜𝐬𝐚, 𝐢𝐥 𝐜𝐮𝐢 𝐧𝐨𝐦𝐞 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 "𝐀𝐝𝐨𝐫𝐧𝐚", 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐧𝐚 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐩𝐨𝐬𝐚, 𝐨𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐂𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐯𝐞 𝐥'𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚̀.
Otniel conquista 𝐃𝐞𝐛𝐢𝐫, che in ebraico richiama il "𝐋𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨", la stanza più interna del santuario. Grazie al sacrificio di Cristo, oggi noi abbiamo pieno accesso alla Sua presenza e possiamo chiamarci figli di Dio. Tuttavia, ricevere un'eredità o un campo da coltivare non basta se ci si trova in una terra arida e sterile. Il mondo è il campo che il Signore ci ha affidato, ma senza le risorse celesti rischiamo di diventare una Chiesa improduttiva. Analizzeremo i doni che Caleb fece ad Acsa:
𝟏. 𝐋’𝐞𝐫𝐞𝐝𝐢𝐭𝐚̀
Acsa chiede un campo non per rimanere sterile, ma per portare frutto, piacere al suo Signore e identificarsi con il Suo popolo. Dio desidera uomini e donne che non compiano un servizio forzato, ma che desiderino ardentemente lavorare con gioia nella Sua vigna.
Del resto, la volontà di Dio è questo che ciascuno collabori nel Suo regno e si impegni nel Campo per eccellenza che è il mondo. L’eredità è l’obiettivo fondamentale che rese forte e perseverante Caleb, il padre di Acsa. Acsa ha imparato a non trascurare l’eredità, ma a vivere per essa.
𝟐. 𝐋𝐞 𝐬𝐨𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐩𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢
La Chiesa è pienamente consapevole che senza la Sorgente che è lo Spirito Santo e che viene dall'alto è destinata inevitabilmente a inaridire e a diventare un deserto spirituale. Per vivere una vita cristiana ricca, abbondante e controcorrente, abbiamo bisogno dell'amore di Dio, della potenza dello Spirito Santo e della Sua Parola vivente. Sorgenti pure, che conferiscano proprietà potenti all’azione della chiesa verso i perduti. « 𝐶ℎ𝑖 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑒, 𝑐𝑜𝑚𝑒 ℎ𝑎 𝑑𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑆𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑓𝑖𝑢𝑚𝑖 𝑑'𝑎𝑐𝑞𝑢𝑎 𝑣𝑖𝑣𝑎 𝑠𝑔𝑜𝑟𝑔ℎ𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑠𝑒𝑛𝑜 ». 𝐺𝑖𝑜𝑣𝑎𝑛𝑛𝑖 7:38.
𝟑. 𝐋𝐞 𝐬𝐨𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐢𝐨𝐫𝐢
Questo terzo punto ci conduce ad una sorgente bassa che è il nostro cuore. Affinché dia acqua pura, deve essere purificato e rinnovato, come esorta 𝑃𝑟𝑜𝑣𝑒𝑟𝑏𝑖 4:23, 𝐶𝑢𝑠𝑡𝑜𝑑𝑖𝑠𝑐𝑖 𝑖𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎, 𝑝𝑜𝑖𝑐ℎ𝑒́ 𝑑𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑠𝑜𝑟𝑔𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝐈𝐥 𝐜𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐬𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐮𝐢𝐧𝐞 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥'𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐃𝐢𝐨. L'azione della sorgente superiore deve prima modellare e formare la nostra vita interiore, affinché possiamo dare agli altri il frutto dello Spirito. Mentre il popolo nel passato si era allontanato scavando cisterne screpolate e abbandonando la Sorgente, oggi siamo chiamati a non abbandonare Colui che è la sorgente d'acqua viva. Allora porteremo frutto in mezzo ad un mondo arido e perverso.
Chiediamo ogni giorno al Padre un dono, e soprattutto attingiamo dalle sorgenti superiori in modo che la nostra vita dia da bere agli assetati.