24/06/2026
Il ritorno alla centralizzazione della spesa nazionale a danno di regioni e città
Sì, il rischio di taglio c’è, e su 2 fronti diversi. Il Ciclo 2021-2027 vede tagli già in corso e rimodulazioni. Non sono tagli “netti” al budget UE, ma rimodulazioni che tolgono risorse alla coesione per metterle su difesa, competitività e frontiere.
La Commissione ha proposto di introdurre nuove priorità finanziabili con i fondi coesione: difesa, mobilità militare, resilienza idrica, housing, decarbonizzazione Front-loading.
Per finanziare queste priorità nel 2026, la Commissione stima 16,1 mld € di pre-finanziamento aggiuntivo, ma senza nuove risorse. Sono fondi spostati dagli anni successivi. Quindi meno soldi disponibili per il 2028-2034. Il Parlamento UE ha accettato le nuove priorità ma ha messo paletti. Vuole che le grandi imprese accedano ai fondi difesa/decarbonizzazione solo in regioni meno sviluppate e di transizione. E ha chiesto che il trasferimento di fondi territoriali richieda il consenso di regioni e comuni.
Una riflessione da fare, se per Regioni e Città metropolitane ci sarà meno flessibilità sui fondi già programmati, vorrà dire che se una Regione sposta >15% dei fondi verso le nuove priorità, può avere 100% cofinanziamento e 30% prefinanziamento, ma perde risorse su progetti “tradizionali” tipo mobilità urbana, digitale, sociale.
Molto più pericoloso per le Regioni e le Città quanto si intravvede per il periodo 2028-2034, con il rischio di un taglio strutturale. La Commissione ha presentato la proposta MFF post-2027 (Il quadro finanziario pluriennale 2028-2034) e avverte che l’attuale proposta mette a rischio la democrazia e unità europea. Chiede di non fondere la Politica di Coesione con altri strumenti e di mantenere un approccio place-based, le risorse reali, sono anche inferiori, escludendo i 150 mld € per ripagare il debito di NextGenerationEU, il bilancio UE passa solo dall’1,13% all’1,15% del RNL UE. Quindi quasi nessun aumento reale.
I timori del Comitato delle Regioni: i leader locali temono che la cooperazione territoriale europea venga compromessa se ci sono tagli significativi alle risorse della coesione, specie per la cooperazione transfrontaliera. Una delle proposte in discussione che genera preoccupazione è mettere in un unico fondo, gestito dagli stati centrali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) ed il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA), questo significa in concreto, per la Sardegna e per le isole, storicamente penalizzate nei meccanismi di ripartizione delle risorse finanziarie, uscirne ancora più deboli e fragili. Il Parlamento UE ha votato per rafforzare la coesione, mantenere la struttura attuale e garantire finanziamenti adeguati, ma è una posizione, non un budget approvato.
Questa situazione diventa anche più pesante se sommata ai tagli nazionali che peggiorano il quadro, anche a livello italiano, la manovra 2026: riduzione di 300 mln € per il 2026 e 100 mln € per il 2027-2028 sul Fondo Sviluppo e Coesione. Assegno di Inclusione: taglio del 65% ai fondi per i servizi di inclusione sociale nel 2026. I Comuni perdono 267 mln € per la “quota servizi”. Città metropolitane: ANCI ha denunciato tagli alle metropolitane di Roma, Milano e Napoli, con rischio paralisi su grandi opere.
Quindi il rischio è un bilancio UE più centralizzato, con meno gestione diretta da parte di regioni e città.
Il Comitato delle Regioni sta lottando per mantenere il principio di partenariato e governance multilivello.
Opportunità: la Sardegna, come isola e regione in transizione, ha più leve per difendere i fondi. Il Parlamento UE vuole quote più alte di cofinanziamento per le regioni in “trappola di sviluppo”.
Il Parlamento nei prossimi mesi assumerà importanti posizioni politiche a sostegno delle politiche per le isole e il Mediterraneo, ma servono risorse importanti e certe, ma serve ancora di più che non venga cancellata la capacità di programmazione autonoma delle Regioni e delle Città, AICCRE farà sua questa battaglia e la porterà al CCRE/CERM che si terrà il 4e 5 giugno a Rovaniemi in Finlandia, il Vertice dei Leader CEMR riunisce oltre 150 leader internazionali provenienti da 41 paesi membri e partner per esplorare le sfide più urgenti dell'Europa. Sugli affari statutari del CEMR, nonché discussioni politiche ed eventi sul contesto più ampio dell'UE e internazionale, questa due giorni assume un ruolo importante nella rivendicazione delle Regioni e della Città.
Efisio De Muru, Segretario Regionale AICCRE Sardegna e delegato italiano al CCRE/CERM