Casa del Popolo Rosa Luxemburg - Cagliari

Casa del Popolo Rosa Luxemburg - Cagliari Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Casa del Popolo Rosa Luxemburg - Cagliari, Organizzazione no-profit, Via Argentiera 14, Cagliari.

🏠 Casa del Popolo Rosa Luxemburg Cagliari
Luogo di incontro e iniziativa ospita:
✊🏽Assemblea Cagliaritana di Potere al Popolo!
👚 Guardaroba Popolare Cagliari
🌍 Nodo Cagliaritano del SET – città del sud Europa contro la turistificazione

02/06/2026

Il tavolo di lavoro sulla scuola continua a esprimere forte preoccupazione per le recenti proposte di riforma del sistema scolastico pubblico, che sembrano orientare la scuola verso una funzione prevalentemente addestrativa e di risposta alle esigenze immediate del mercato del lavoro, riducendone progressivamente il ruolo educativo, culturale, emancipativo e democratico.

Nella prossima riunione, in continuità con le discussioni precedenti, ci incontreremo per approfondire e confrontarci su diversi temi centrali, in particolare:

• la riforma degli istituti tecnici e professionali, che rischia di accentuare la separazione tra percorsi formativi sempre più gerarchizzati;

• la revisione dei programmi scolastici, con il ridimensionamento o la rimozione di aspetti fondamentali della storia contemporanea, a partire dal passato coloniale italiano;

• le proposte di apertura estiva delle scuole, spesso prive di un adeguato progetto pedagogico e dei necessari investimenti strutturali;

• il permanere di forti disuguaglianze territoriali, sociali e culturali nell’accesso effettivo al diritto allo studio;

• la crescente precarizzazione del lavoro scolastico e la progressiva riduzione degli spazi di partecipazione democratica.

Vi aspettiamo in Via Argentiera 14, sabato 6 giugno alle ore 17.00: partecipazione, contributo e organizzazione collettiva sono strumenti indispensabili per difendere e trasformare la scuola pubblica.

Come nodo SET_Sud Europa di Fronte alla Turistificazione siamo contentə di contribuire con la nostra esperienza a questa...
19/05/2026

Come nodo SET_Sud Europa di Fronte alla Turistificazione siamo contentə di contribuire con la nostra esperienza a questa importante assemblea organizzata da .generazione.
Ecco il testo della chiamata:
🏚️ Dove andrai quando anche un sottoscala costerà €800 al mese?
🤩 Io vado a parlarne a Monte Claro, è gratis!

📢 ASSEMBLEA SUL CARO-AFFITTI

🗓 Mer 20/05
🕕 ore 18:00-20:00
📍 Parco Monte Claro (Casteddu), ingr. via Mattei, gazebo tondo di legno
🚎 Linee CTM: 3, 5, 6, 8, 13, M

📝 ISCRIVITI ORA 👇
vai.ug/assembleacaroaffitti

🤬 In soli 6 anni l'affitto medio di una STANZA a Cagliari è balzato da €280 a €450! Nel mentre da 20 anni i salari reali ristagnano 💸

😈 E Meloni che fa? Prepara decreti per sgomberarti più facilmente, quando dovrai scegliere tra pagare l'affitto o le bollette 🪫

🤝 È un problema collettivo. Il primo passo per risolverlo è parlarne con chi lo vive come te: vieni e porta amici 🙌

17/05/2026

🔴SCIOPERO GENERALE 18 MAGGIO
NEMMENO UN CHIODO PER GUERRE E GENOCIDIO🔴

💥USB raccoglie l’appello lanciato dalla Global Sumud Flotilla e proclama lo sciopero generale per il 18 maggio.💥

A Gaza si consuma un genocidio sotto gli occhi del mondo.
L’assalto alla Global Sumud Flotilla, il sequestro degli attivisti in acque internazionali e la detenzione illegale di Thiago Ávila e Saif Abu Keshek segnano un punto ulteriore di rottura.
Israele agisce nella totale impunità, calpesta il diritto internazionale, aggredisce altri Paesi e trascina il Medio Oriente dentro una spirale sempre più estesa di guerra. Gli Stati Uniti sostengono, finanziano, armano e coprono questa deriva, anche attraverso l’aggressione all’Iran.
Il rischio di una guerra generalizzata diventa ogni giorno più concreto.
Il Governo Meloni, l’Unione Europea e la NATO sono corresponsabili: sostengono Israele, scelgono la sudditanza agli Stati Uniti e trasformano la guerra in politica industriale, riarmo, spesa militare e sacrifici sociali scaricati su lavoratori e lavoratrici.

La guerra produce morte e distruzione nei territori colpiti, ma entra anche nelle nostre vite: salari che perdono valore, sanità svuotata, scuola impoverita, welfare tagliato, affitti e prezzi che aumentano, benzina che pesa sempre di più sulle famiglie.
Ogni euro destinato al riarmo viene sottratto a salari, pensioni, sanità, scuola, casa, welfare e sicurezza sociale.
Siamo dentro una nuova fase dell’ultraliberismo: più feroce, più autoritaria, più armata. Guerra, riarmo, repressione e impoverimento sociale fanno parte dello stesso disegno: una società più povera, più diseguale, più controllata e più obbediente.
Per questo fermiamo il Paese contro genocidio, guerra, riarmo, repressione e complicità del Governo italiano e dell’Europa.
Chiediamo la rottura immediata di ogni rapporto diplomatico, economico, commerciale, militare, industriale, tecnologico e accademico con Israele.

Chiediamo l’embargo definitivo delle armi verso Israele e verso tutti gli scenari di guerra, il ritiro dell’ambasciatore, l’espulsione dei rappresentanti diplomatici dello Stato genocida e la liberazione immediata di Thiago Ávila, Saif Abu Keshek e di tutti gli attivisti fermati.
Le lavoratrici e i lavoratori devono poter rifiutare produzione, trasporto, movimentazione e gestione di materiali, tecnologie, servizi e infrastrutture destinati alla guerra.
Per la guerra dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.
E quel chiodo riguarda tutti: fabbriche, porti, logistica, ricerca, scuola, università, sanità, uffici, servizi e territori.
Il 18 maggio fermiamo il Paese.

UNIONE SINDACALE DI BASE

17/05/2026

🔴Il 18 maggio saremo in sciopero per dire basta a precarietà, salari insufficienti e servizi sociali trattati come un mercato.🔴

Mentre vengono tagliati welfare e diritti, aumentano gli investimenti nelle spese militari. Noi scegliamo dignità, salari adeguati e servizi di qualità.

📌 scioperiamo per:

* la reinternalizzazione dei servizi sociali, contro appalti al ribasso che precarizzano lavoratrici, lavoratori e assistenza

* il rinnovo immediato del CCNL, aumenti salariali adeguati al costo della vita e il riconoscimento della nostra professionalità

* il pagamento e il riconoscimento di tutte le ore realmente lavorate, comprese programmazione, spostamenti e tempi “vuoti” tra i servizi

* maggiori tutele per salute e sicurezza in un lavoro sempre più usurante

* stabilizzazione e valorizzazione del lavoro educativo e assistenziale, contro ogni dequalificazione del settore

AVANTI 🚩 UNITI

🚩CAGLIARI 18 MAGGIO🚩

📌Piazza Garibaldi
🕗ore 10.30

25/04/2026

Il 25 aprile si celebra la fine del fascismo. Ma il fascismo non era solo Mussolini: era un sistema di leggi, strutture e mentalità che controllava le persone, puniva chi si opponeva e decideva chi aveva diritto di esistere e chi no.
Quel sistema non è scomparso nel 1945.
Si è trasformato.
E molti dei suoi meccanismi sono ancora attivi oggi.

● RINCHIUDERE SENZA PROCESSO
IERI: Durante il fascismo esistevano il confino e i campi di internamento: si poteva essere privatə della libertà senza processo, per decisione amministrativa.
OGGI: In Italia esistono i CPR, Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Sono strutture dove persone migranti vengono rinchiuse — anche per mesi — senza aver commesso alcun reato. Non sono carceri, ma funzionano come carceri. In queste strutture si sono verificate morti, abusi, condizioni documentate come degradanti.
Nessunə viene mai chiamatə a risponderne.

● PUNIRE CHI PROTESTA
IERI: Il regime fascista usava leggi speciali per mettere a tacere chi si opponeva.
OGGI: Il dissenso non viene vietato per legge, ma viene reso sempre più difficile e rischioso. Nuovi reati come il "blocco stradale", zone rosse da cui si viene allontanatə senza motivo, poteri di polizia sempre più ampi e meno controllati. La domanda resta la stessa di allora: sicurezza per chi? E contro chi?

● CONTROLLARE LA SCUOLA E IL LAVORO
IERI: Il fascismo controllava ogni aspetto della vita quotidiana: cosa si insegnava a scuola, come ci si doveva comportare sul lavoro.
OGGI: Il controllo ha cambiato forma ma non sostanza. Docenti sotto pressione per quello che insegnano. Lavoratrici e lavoratori che non possono permettersi di protestare perché il contratto scade tra tre mesi.
Studenti che subiscono cariche dalla polizia davanti alle scuole.

● COSTRUIRE IL NEMICO
IERI: Il fascismo aveva bisogno di persone da definire nemiche e oppositrici politiche, le popolazioni colonizzate, le persone ebree.
OGGI: Il meccanismo è lo stesso, cambiano i bersagli. Telegiornali e politici costruiscono ogni giorno l'immagine del pericolo pubblico: le persone migranti, chi vive ai margini. Si crea paura per giustificare esclusione e repressione.
Non servono le leggi razziali quando basta il decreto sicurezza.

● RIMOZIONE E SILENZIO
IERI :L’Italia non ha mai riconosciuto davvero i crimini commessi durante il colonialismo.
OGGI: Fa lo stesso: davanti a quello che sta accadendo a Gaza — un'intera popolazione sotto assedio, bombardata, affamata — le istituzioni italiane tacciono, coprono o addirittura collaborano. La copertura istituzionale del sionismo non è diplomazia: è complicità con un regime di apartheid e con un genocidio in corso. Le stesse logiche coloniali e suprematiste che il 25 aprile fingiamo di aver superato sono all'opera adesso, davanti ai nostri occhi. Il silenzio non è neutralità: è una scelta.
Chi tace è complice.
Esattamente come lo era ieri.

● E QUI A CAGLIARI?
I meccanismi che abbiamo descritto qui sopra non funzionano solo altrove. Funzionano anche qui, anche con chi si dichiara dalla parte giusta. Oggi in piazza ci sono anche loro. La giunta e i partiti che si dicono di sinistra: sono le stesse persone che non hanno speso una parola contro la zona rossa imposta dal prefetto nel centro della città e ne hanno avallato la proroga fino a settembre — superando nelle politiche securitarie perfino la vecchia giunta di destra. Sono le stesse persone che tacciono davanti ai rastrellamenti e ai fermi arbitrari, davanti alla profilazione etnica che Amnesty International e Magistratura Democratica hanno già denunciato come incompatibile con i diritti fondamentali della Costituzione. Si allontanano le persone più fragili dalle strade in nome del "decoro", e la chiamano sicurezza.

Celebrare la Resistenza al mattino e gestire l'esclusione al pomeriggio non è antifascismo.

SE È SOLO MEMORIA, NON È LIBERAZIONE.

18/04/2026

Ci diranno “Mai più”.
MENTRE FANNO RASTRELLAMENTI.

Quest’anno, nella Cagliari delle POLITICHE SECURITARIE e dei preparativi per Sant’Efisio,
l’avvicinamento al VENTICINQUE APRILE rischia di trasformarsi da occasione di riflessione civile e omaggio al sacrificio di chi combatté per la LIBERTÀ, in RIEVOCAZIONE STORICA, con tanto di FERMI ARBITRARI, RASTRELLAMENTI, identificazione di attivistз ANTIRAZZISTЗ.

“MASSICCIO BLITZ DELLA POLIZIA NELLA ZONA ROSSA. DECINE DI STRANIERI PORTATI IN QUESTURA”, titolava infatti un portale online d’informazione locale. E non è che l’ultimo episodio.

Sarebbe ingiusto dire che le istituzioni cittadine sono SILENTI, di fronte all’adozione di queste pratiche da OCCUPAZIONE NAZI-FASCISTA, diventate realtà quotidiana per chi vi si oppone, o ha l’imperdonabile torto di collocarsi nel modo sbagliato sulla LINEA DEL COLORE.

COMUNE E PREFETTURA, infatti, non sono solo INDIFFERENTI o INERTI, ma ne sono POLITICAMENTE RESPONSABILI in quanto solerti decisori e attuatori.
Già in passato avevamo denunciato come l’istituzione della ZONA ROSSA, inseparabile da pratiche di PROFILAZIONE ETNICA (come rilevato del resto da realtà quali AMNESTY INTERNATIONAL e MAGISTRATURA DEMOCRATICA), fosse uno strumento che mal si concilia con la tutela di DIRITTI FONDAMENTALI sanciti dalla nostra COSTITUZIONE, quali la LIBERTÀ PERSONALE e di CIRCOLAZIONE e il PRINCIPIO DI EGUAGLIANZA.

Ma tant’è: la STAGIONE TURISTICA è ormai cominciata, e la Cagliari delle piazze infestate dai TAVOLINI DEI BAR, del PRECARIATO STAGIONALE, dei BED&BREAKFAST AL POSTO DELLE CASE D’ABITAZIONE, degli ALBERGHI PIENI – questa Cagliari non può andare tanto per il sottile, e permettersi di tollerare, nei propri “SALOTTI BUONI”, la presenza di persone la cui PIGMENTAZIONE è giudicata non appropriata dal personale delle QUESTURE.

Non solo i FASCIO-LEGHISTI, ma anche istituzioni sedicenti PROGRESSISTE ritengono evidentemente che l’unico posto che spetti loro siano i GHETTI chiamati CPA, o quei moderni CAMPI DI CONCENTRAMENTO a gestione privata che sono i CPR, in cui ogni DIRITTO PERSONALE è congelato, e ogni TUTELA SOSPESA.

Questa è la RICETTA UNICA per la gestione delle situazioni di fragilità economica e sociale: CONTROLLO, REPRESSIONE, RIMOZIONE VIOLENTA DELLE PERSONE.
Adeguate politiche di SOSTEGNO SOCIALE (e, se del caso, sanitario) costano troppo; richiedono TEMPI LUNGHI, IMPEGNO E COMPETENZE che evidentemente non si è dispostз a mettere in campo.

Era difficile andare oltre le misure securitarie della vecchia GIUNTA TRUZZU, ma bisogna dire che l’obiettivo è stato AMPIAMENTE SUPERATO dalla giunta attualmente in carica,
che – dimenticati gli slogan della campagna elettorale – ha incassato le LODI e la collaborazione della PREFETTURA, di concerto con la quale è stato ulteriormente prorogato il termine di vigenza della ZONA ROSSA FINO A SETTEMBRE.

Con buona pace di quantз, durante la liturgia innocua del VENTICINQUE APRILE, sentiranno dire ancora una volta

“MAI PIÙ”.

Passano i secoli, ma i MIGRANTI subiscono sempre lo stesso trattamento.

SANT’EFISI MARTIRI GLORIOSU si starà rivoltando nella tomba.

Il 25 APRILE saremo nello spezzone popolare casteddu antifascista.

Perché “MAI PIÙ”
o è LOTTA oggi,
o è solo retorica.

Maurizio Memoli, docente di unica e componente del nostro nodo SET (Sud Europa contro la Turistificazione) racconta come...
03/04/2026

Maurizio Memoli, docente di unica e componente del nostro nodo SET (Sud Europa contro la Turistificazione) racconta come la turistizzazione stia trasformando le nostre città.

Il diritto alla casa in Sardegna è uno spettro, nel senso che da un lato si colloca entro uno spettro di dinamiche economiche e sociali complesse - dalla turistificazione alla pressione del mercato immobiliare, fino alla precarietà del lavoro. Dall’altro, in senso letterale, quello alla casa è per molti e molte un diritto che aleggia, inaccessibile. In Sardegna le abitazioni private destinate agli affitti brevi per il turismo sono raddoppiate nel giro di due anni. Se però per l’assessore regionale al turismo Franco Cuccureddu non si può ancora parlare di overturism, c’è chi di sovraffollamento parla da tempo come il nodo cagliaritano di SET, Sud Europa di fronte alla Turistificazione: con Maurizio Memoli affrontiamo il tema degli affitti brevi.
Guardiamo poi al presunto transito di armamenti nel porto di Cagliari, questione finita sotto la lente d’ingrandimento del Senato. Resta acceso il dibattito (e gli interrogativi) sul ruolo dei porti sardi nelle rotte della logistica internazionale e sui reali margini di controllo e responsabilità.
Passiamo poi al tema della rimozione della posidonia nelle coste sarde - di cui parliamo con Manuela Mulargia del CEAS di Siniscola e infine, l’inizio della nidificazione dei fenicotteri nel Parco naturale regionale di Molentargius-Saline.

Nella seconda parte della rassegna come sempre vi racconteremo gli articoli della settimana su Sardegna Che Cambia, e in chiusura gli eventi in arrivo nell’Isola.

Puoi ascoltare la rassegna stampa completa, a cura di Lisa Ferreli e Alessandro Spedicati, qui 👇
https://linktr.ee/IONONMIRASSEGNO

26/03/2026

Nei giorni scorsi siamo stati contattati dal movimento BDS in merito all’arrivo nel porto di Cagliari di una nave con un carico sospetto di materiali potenzialmente destinati all’industria bellica israeliana.

Come Potere al Popolo Cagliari, insieme all’USB Cagliari, al Comitato sardo di solidarietà con la Palestina, alla Global Movement to Gaza Sardegna e A Foras, ci siamo attivati immediatamente, chiedendo controlli e ispezioni alle autorità competenti e avviando una mobilitazione che va avanti da giorni.

Di fronte all’assenza di risposte e interventi concreti, abbiamo continuato la mobilitazione e la pressione pubblica. Solo successivamente il sindaco ha deciso di avviare le procedure e intervenire sulla vicenda.

Se oggi si parla di Cagliari come città di pace, è anche e soprattutto grazie alla mobilitazione, alla pressione e all’iniziativa di chi in questi giorni non è rimasto in silenzio.

Le mobilitazioni servono esattamente a questo: costringere le istituzioni ad assumersi le proprie responsabilità!

24/03/2026

💥FERMIAMO I RIFORNIMENTI MILITARI ALL’OCCUPAZIONE ISRAELIANA💥

Diciamo un altro NO a chi ci rende complici del genocidio.

🗓Mercoledì 25 marzo alle 16.00

📌Tutti e tutte a Porto Canale a Cagliari, nei parcheggi fronte Nuova ICOM (dietro la Dogana portuale).

Indirizzo

Via Argentiera 14
Cagliari
09127

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