16/07/2026
Il mito del "super caregiver": quando essere sempre forti diventa un rischio.
"Sei un genitore straordinario."
"Non so come fai."
"Hai una forza incredibile."
Sono frasi che molti caregiver si sentono ripetere ogni giorno, eppure, dietro questi complimenti, spesso si nasconde una trappola.
Il caregiver finisce per convincersi di dover essere sempre disponibile, sempre lucido, sempre pronto a risolvere ogni problema. Non può ammalarsi, non può fermarsi, non può chiedere aiuto, deve essere il punto di riferimento per tutti.
Nasce così il mito del super caregiver.
Ma nessuno può vivere per anni in uno stato di allerta continua senza pagarne il prezzo.
Gli studiosi parlano di caregiver burden, cioè del carico assistenziale che coinvolge ogni aspetto della vita: tempo, salute, emozioni, relazioni, lavoro ed economia.
Nelle famiglie delle persone autistiche questo peso può accompagnare genitori e familiari per decenni, anche durante la vita adulta.
Quando questo carico supera le risorse disponibili, può comparire il caregiver burnout, non significa amare meno il proprio figlio o il proprio familiare, significa che mente e corpo stanno dicendo: "Non ce la faccio più."
Il burnout può manifestarsi con:
• stanchezza che non passa nemmeno dopo aver dormito;
• insonnia o sonno non ristoratore;
• irritabilità e perdita della pazienza;
• ansia e depressione;
• difficoltà di concentrazione e memoria;
• isolamento sociale;
• senso di colpa costante;
• trascurare la propria salute;
• perdita di interesse per ciò che prima dava gioia;
• la sensazione di vivere soltanto per gestire emergenze.
Il problema è che molti caregiver non riconoscono questi segnali, pensano sia normale, pensano di dover resistere, pensano che chiedere aiuto significhi aver fallito. In realtà è vero il contrario.
Un caregiver sostenuto riesce a sostenere meglio anche la persona che ama.
Per questo il benessere dei caregiver non è un tema "accessorio": è parte integrante del Progetto di Vita della persona con disabilità.
In Associazione Diversamente OdV proviamo ogni giorno a costruire progetti che offrano anche momenti di sollievo ai caregiver. Le attività sportive, i laboratori, i percorsi verso l'autonomia, i cammini, le esperienze di vita indipendente e i momenti di socialità non sono importanti solo per le persone autistiche: rappresentano anche occasioni preziose perché le famiglie possano respirare, ritrovare energie e sapere di non essere sole.
Sappiamo che non basta e che c'è ancora tanta strada da fare, per questo continuiamo a lavorare affinché nessun caregiver si senta obbligato a essere un eroe ogni giorno.
I caregiver non hanno bisogno di essere chiamati supereroi, hanno bisogno di essere riconosciuti come persone. Persone che hanno diritto di essere ascoltate, sostenute, riposare e, quando serve, chiedere aiuto.
I caregiver non hanno bisogno di eroi, hanno bisogno di una comunità, aiutateci a costruirla.
Raccontateci nei commenti quale servizio, attività o progetto potrebbe fare davvero la differenza nella vostra vita o in quella della vostra famiglia.
Le vostre idee e le vostre esperienze saranno il punto di partenza per immaginare e realizzare nuove iniziative dedicate ai caregiver, perché prendersi cura di chi si prende cura è uno degli investimenti più importanti che una comunità possa fare.
FISH Sardegna OdV ANGSA Associazione Nazionale Genitori PerSone con Autismo Agenda della disabilità Autism-Europe World Autism Organisation World Patients Alliance
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