07/09/2026
FONDAZIONE AMSICORA CAPRA PER IL NATALE: UN NUOVO NOME 🎄, LO STESSO CUORE ❤️, UN FUTURO PIÙ GRANDE 🌟
Enrico "Eric" Capra
FONDAZIONE AMSICORA CAPRA PER IL NATALE: UN NUOVO NOME 🎄, LO STESSO CUORE ❤️, UN FUTURO PIÙ GRANDE 🌟
C'era una volta un'idea semplice e potente: raccogliere giocattoli usati per regalarli ai bambini che altrimenti non avrebbero trovato nulla sotto l'albero. Quell'idea, nata qualche anno fa come "De Gioannis per il Natale", ha saputo crescere, coinvolgere, emozionare. Ma quest'anno è successo qualcosa di ancora più bello: quell'iniziativa, nata dal cuore di un'azienda, si è trasformata in qualcosa di più grande, di più stabile, di più perenne. È diventata "Fondazione Amsicora Capra per il Natale".
Un nome nuovo, certo. Ma dietro quel nome c'è una storia che affonda le radici nel passato per guardare con slancio al futuro. Amsicora Capra, il celebre "Leone di Sardegna", fu un pioniere dell'imprenditoria sarda che non si limitò a costruire un impero economico: scelse di investire i propri utili in infrastrutture per la collettività, in posti di lavoro, in opportunità per la sua terra. Non faceva beneficenza nel senso classico del termine, donava qualcosa di molto più prezioso: la possibilità per la sua comunità di crescere, di emanciparsi, di costruirsi un futuro. La sua filosofia era semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo: il vero bene per la comunità passa attraverso la creazione di un'economia moderna, solida e indipendente.
Oggi, a distanza di un secolo, quel testimone è stato raccolto. Enrico "Eric" Capra, discendente di quella stessa stirpe di imprenditori dal cuore sociale, ha deciso che era giunto il momento di compiere un passo ulteriore. Trasformare la beneficenza occasionale in filantropia strutturata. Dare sistematicità e perpetuità a quell'impegno che da anni anima la sua vita professionale e personale. Così sta nascendo la Fondazione Amsicora Capra, un ente filantropico di diritto privato senza scopo di lucro che ha scelto di dedicare una delle sue iniziative più sentite alla magia del Natale.
Il cambio di nome non è un semplice dettaglio formale. È la testimonianza che un sogno si è fatto istituzione. Che quell'energia straordinaria che negli anni passati ha permesso di raccogliere migliaia di giocattoli, di coinvolgere centinaia di volontari, di illuminare i volti di altrettanti bambini, adesso ha una casa, una struttura, un futuro garantito. Non più un evento una tantum, ma un impegno che si rinnova anno dopo anno, con la promessa di fare sempre meglio, sempre di più.
E i numeri di questa prima edizione con il nuovo nome parlano da soli. Diecimila giocattoli raccolti nell'ultima edizione. Diecimila sono i giocattoli, ma sono anche diecimila i sorrisi che sono stati accesi, diecimila le famiglie raggiunte, diecimila i motivi per credere che la Sardegna sia un'isola non solo geografica, ma anche di cuore.
Il cuore del progetto rimane quello di sempre: il Centro di Accoglienza San Vincenzo e le sue tre strutture – Casa della Speranza per i padri separati, Oasi di San Vincenzo per i minori in difficoltà, Casa Padre Sergio per le madri e i bambini in fuga dalla paura – che rappresentano un faro di umanità in un mondo che spesso dimentica i più fragili. A guidarle con instancabile dedizione è Suor Anna Cogoni, che con i suoi 76 anni di energia tranquilla continua a ricordare a tutti che "l'accoglienza è ricucire l'umano".
La nuova veste della Fondazione ha permesso di ampliare e potenziare anche la logistica dell'iniziativa. Oltre alla tradizionale Festa della Consegna al Centro San Vincenzo, l'anno scorso, a causa dell'inatteso successo dovuto al numero immenso di giocattoli donati, è nato "Il Villaggio" : un parco natalizio gratuito allestito nella sede di Viale La Plaia 46, dove i bambini e le famiglie dei quartieri più disagiati di Cagliari e dell'hinterland hanno potuto scegliere liberamente il proprio regalo. Il cortile interno si è trasformato in un luogo incantato con luminarie, alberi addobbati e gazebo, mentre gli uffici sono diventati un vero "negozio gratuito" con scaffali colmi di giocattoli controllati, revisionati e igienizzati. E chiunque varcava quella soglia poteva incontrare Eric Capra nei panni di Babbo Natale, circondato dai volontari trasformati in folletti, con cioccolata calda, caramelle e la presenza di volti noti dello sport e influencer del territorio.
E quando sembrava che la festa fosse finita, il progetto ha regalato un ultimo, indimenticabile appuntamento: "La Befana del Villaggio" , un weekend di gennaio in cui le porte si sono riaperte per distribuire i giocattoli rimasti e prolungare la magia. Perché il Natale, come la solidarietà, non finisce il 25 dicembre: continua finché c'è un sorriso da accendere.
Ma il cambio di nome e la nascita della Fondazione portano con sé un significato che va oltre il Natale. "Fondazione Amsicora Capra per il Natale" è solo il primo, emozionante capitolo di un progetto più ampio che abbraccia cinque pilastri strategici; diversi sono i progetti nel cassetto pronti a partire: i Giovani, con la piattaforma NextGen.post per l'empowerment e l'orientamento; la Salute, con il supporto all'ASMS - Associazione Sclerosi Multipla Sardegna, che sarà parte della Fondazione Amsicora Capra per il Natale per la lotta alla Sclerosi Multipla; le Crisi Umanitarie, con il progetto "Sa Sardigna pro Gaza" per l'accoglienza di minori orfani; la Cultura, con la valorizzazione della memoria storica sarda; . E il "Cassetto delle Idee" è già ricco di progetti futuri, pronti a essere attivati non appena le risorse lo permetteranno.
Con il suo Marchio di Garanzia, la Fondazione seleziona e supporta una rete di associazioni partner, garantendo che ogni progetto sia gestito con trasparenza, efficacia e il massimo impatto sociale. È un modo per moltiplicare la generosità, per fare in modo che ogni euro donato, ogni ora di volontariato, ogni giocattolo raccolto si trasformi in un cambiamento concreto e duraturo.
"Diecimila giocattoli", racconta Eric Capra con gli occhi ancora lucidi. "Quando abbiamo iniziato, sognavamo di arrivare a mille. Poi sono arrivati duemila, poi cinquemila, e alla fine diecimila. Diecimila sorrisi che abbiamo acceso, diecimila famiglie che abbiamo raggiunto, diecimila motivi per credere che la Sardegna sia un'isola non solo geografica, ma anche di cuore. E tutto questo è stato possibile grazie a ognuno di voi: a chi ha donato un vecchio giocattolo, a chi ha dedicato un pomeriggio a impacchettare, a chi ha condiviso il nostro messaggio.
Perché «dare non è altruismo, è quasi egoismo: quando si dona, ciò che si riceve in cambio vale molto, molto di più»".
Il cambio di nome, allora, non è un addio a ciò che era stato. È un abbraccio a ciò che sarà. La Fondazione Amsicora Capra raccoglie il testimone di una tradizione di solidarietà che affonda le radici nel passato e lo proietta nel futuro, con la promessa di un impegno che non si esaurisce in un singolo evento, ma si rinnova anno dopo anno, stagione dopo stagione. Perché la generosità non ha scadenza. E grazie a questa nuova veste, avrà per sempre un nome, una casa, un futuro.
Questo Natale, a Cagliari, non abbiamo regalato solo oggetti. Abbiamo regalato fiducia. Abbiamo mostrato che una comunità unita può scrivere fiabe moderne, che un gesto piccolo può accendere una stella, che insieme possiamo fare della nostra città un coro di luce. E grazie alla Fondazione Amsicora Capra, quella luce continuerà a brillare non solo a Natale, ma tutto l'anno, per tutti coloro che hanno bisogno di un po' di speranza. Perché il vero miracolo non sono i diecimila giocattoli. Il vero miracolo sono i diecimila sorrisi che hanno illuminato i volti di bambini che forse non avrebbero avuto nulla sotto l'albero. E quella è una ricchezza che nessun numero potrà mai misurare.
Enrico "Eric" Capra