Sardonia

Sardonia Associazione creata a Cagliari ed a Parigi nel 1993, ha pubblicato diverse riviste (Togus & Stravanaus, etc.) ha creato la trasmissione televisiva omonima.

La Sardegna che vorrei.. costruiamola insieme attraverso la condivisione della sua cultura e della sua identità...

https://www.exibart.com/museo-galleria-arte/caffe-de-candia/
07/12/2025

https://www.exibart.com/museo-galleria-arte/caffe-de-candia/

Caffè De Candia bar ristorante che accoglie dall’ottobre 2023 le mostre organizzate dall’associazione Sardonia per festeggiare i suoi trent’anni di esistenza e che si continueranno nel 2025. Vittorio E. Pisu che organizza manifestazioni culturali dal 1983 quando abitava a New York, ha continu...

19/11/2025

La presero. La torturarono. La bruciarono viva.
E lei, fino all’ultimo respiro, non fece ciò che loro volevano: non tradì nessuno.

Si chiamava Virginia Tonelli, e fu una delle donne più indomabili della Resistenza italiana.
Non era un’eroina per vocazione.
Era una sarta friulana, una donna qualunque, una che lavorava con le mani e viveva con onestà.
Ma quando il fascismo decise che gli italiani dovevano obbedire e tacere, lei scelse la sola strada che le sembrava giusta: disobbedire.

Nacque nel 1903 a Castelnovo del Friuli, in una famiglia operaia.
Cresciuta tra stoffe e aghi, sviluppò presto un dono raro: una ferma gentilezza, capace però di trasformarsi in ferro quando serviva.
Quando il regime cominciò a perseguitare dissidenti e antifascisti, Virginia non si girò dall’altra parte.
Distribuiva volantini, nascondeva compagni ricercati, organizzava aiuti.

Dopo l’8 settembre 1943, quando l’Italia sprofondò nel caos, entrò nella Resistenza.
Nome di battaglia: “Luisa.”
Ruolo: una delle più importanti staffette partigiane del Friuli.
Attraversava paesi e montagne in bicicletta, portando documenti, armi e ordini tra le brigate.
Lo faceva con una calma che spiazzava anche i compagni.
Dicevano di lei: “Non si sbaglia, non si spezza.”

Nel settembre 1944 venne arrestata.
Prima dai fascisti, poi consegnata ai tedeschi e trasferita alla Risiera di San Sabba, a Trieste.
Lì cominciò l’inferno.
Le offrirono la vita in cambio di un nome.
Le offrirono la fine della sofferenza in cambio di un indirizzo.
Le offrirono tutto ciò che poteva desiderare una persona terrorizzata.

Virginia non accettò niente.
Non parlò.
Non fece un solo nome.
Non tradì nessuno.

Quando capirono che da lei non avrebbero ottenuto nulla, decisero di eliminarla nel modo più feroce.
Il 29 settembre 1944, la bruciarono viva nel forno crematorio della Risiera.
Aveva quasi 41 anni.

Pensavano di cancellarla.
Invece la resero immortale.

Dopo la Liberazione, i sopravvissuti raccontarono il suo coraggio: una donna minuta, silenziosa, dagli occhi che non abbassava mai lo sguardo.
Nel 1971 lo Stato italiano le assegnò la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Parole scolpite per sempre:

“Rendeva olocausto la sua vita per la causa della libertà.”

Virginia Tonelli non lasciò discorsi né memorie, solo un esempio.
Un esempio che dice una cosa semplice e luminosa:
che la libertà non si difende con la forza,
ma con la coscienza.
E che ci sono persone che preferiscono morire…
piuttosto che vivere tradendo chi amano.

17/11/2025

Della mia infanzia nella casa in Via Ximenes è rimasto un abete che svetta ben oltre il tetto.
Lo comprarono la mamma e il babbo per il mio primo Natale nella casa, quando era un alberello piccolo, e dunque ha più o meno la mia età.

Una quindicina d’anni dopo era cresciuto troppo per tenerlo ancora in vaso, e anch’io ero cresciuta troppo per credere ancora che i regali sotto l’albero me li portasse Gesù bambino. Così fu piantato nel giardinetto davanti alla casa, lì è cresciuto e lì mi sopravviverà, perché è protetto da una legge comunale: ormai fa parte del paesaggio e gli attuali proprietari hanno il divieto di tagliarlo.

Mi piace pensare che quell’abete continuerà a guardare le stelle anche quando io non ci sarò più.

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𝐔𝐍𝐀 𝐃𝐎𝐍𝐍𝐀 𝐏𝐈𝐄𝐍𝐀 𝐃𝐈 𝐂𝐈𝐄𝐋𝐎. Margherita Hack ღ La voce delle Stelle!

17/11/2025

Era l’uomo più ricco del mondo. Il primo miliardario della storia.
John D. Rockefeller non si era limitato a fare soldi: aveva costruito un impero.
A venticinque anni possedeva già una delle più grandi raffinerie d’America.
A trentuno, dominava l’industria.
A trentotto, controllava il 90% del petrolio degli Stati Uniti.
A cinquanta, era leggenda vivente.

Ma a cinquantatré anni, mentre il suo patrimonio cresceva oltre ogni immaginazione… il suo corpo si spegneva.

Dolori atroci. Perdita totale dei capelli. Non riusciva più a mangiare altro che brodo e cracker. I medici gli diedero un anno di vita. Uno solo.

E lui capì. Tutto ciò che aveva accumulato — il potere, le ricchezze, i numeri da capogiro — non l’avrebbe seguito oltre. Non serviva più a nulla.

Fu lì, su quella linea sottile tra la vita e la morte, che prese la decisione che cambiò tutto.

Chiamò i suoi avvocati. I contabili. I dirigenti delle sue aziende.
E disse, semplicemente: “Donerò gran parte della mia fortuna.”

Nessuno se lo aspettava. Nessuno ci credeva.

Eppure lo fece.

Nacque la Fondazione Rockefeller.
E con lei, ospedali, università, campagne contro la malaria, la tubercolosi, la meningite.
Fu tra i finanziatori della ricerca sulla penicillina nel 1941.
Il suo denaro iniziò a salvare vite, a costruire futuro, a curare il mondo.

E, in modo inspiegabile… curò anche lui.

Mentre donava, qualcosa in lui si risvegliava.
L’uomo che doveva morire a 53 anni visse fino a 98.
Quarantacinque anni in più.

Nel suo diario scrisse:
“Ho lasciato andare le mie preoccupazioni lungo la strada. Da allora, la mia vita è stata una lunga e felice vacanza, piena di lavoro e di gioia.”

Quello fu il suo vero colpo di genio.

Non il petrolio. Non l’impero. Non i miliardi.

Ma aver scoperto che quando smetti di stringere… qualcosa dentro di te finalmente si apre.

E che forse — in fondo — il più grande investimento della vita è restituirla.

25/09/2025

Il 21 settembre 2025 durante la tappa cagliaritana di Innovationship — l’evento itinerante dedicato all’innovazione nel Mediterraneo

Indirizzo

Cagliari
09100

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