COBAS Cagliari - Comitati di Base della Scuola

COBAS Cagliari - Comitati di Base della Scuola La pagina ufficiale dei COBAS Cagliari - Comitati di base della scuola

DIALOGHI SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE DELLA GIUSTIZIADomenica 15 marzo dalle ore 17 si terrà nella sede dei Cobas Caglia...
13/03/2026

DIALOGHI SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE DELLA GIUSTIZIA
Domenica 15 marzo dalle ore 17 si terrà nella sede dei Cobas Cagliari, via Santa Maria Chiara 104, un incontro di approfondimento sul Referendum Costituzionale del 22 e 23 marzo, a cura del Comitato Giusto dire NO, e dei Cobas Scuola Cagliari:
Coordina: Andrea Degiorgi, dei Cobas Scuola Cagliari
Intervengono:
Federico Loche, Magistrato, Comitato Giusto dire NO
Fabio Pili, Avvocato, Comitato Giusto dire NO
Andrea V***a, Magistrato, Comitato Giusto dire NO
Si può partecipare alla conferenza da remoto tramite il link:
https://us06web.zoom.us/j/83388245550?pwd=32RDSspsIy93NiHFLh9U10aCSnfd24.1

11/01/2026

Ciao Giorgio
I Cobas di Cagliari piangono Giorgio Canetto
ricordando il suo costante impegno sociale sindacale e politico.

https://www.cobascagliari.org/2025/11/sciopero-generale-28-novembre-2025/
24/11/2025

https://www.cobascagliari.org/2025/11/sciopero-generale-28-novembre-2025/

Sciopero generale 28 novembre 2025 24 Novembre 2025 di Amministratore Contro la finanziaria di guerra che taglia la spesa sociale in nome dell’austerità ma rilancia la spesa in debito per gli armamenti Contro la follia della corsa al riarmo e la propaganda militarista, penetrata anche nelle scuol...

19/11/2025

Mi scusi Dirigente, se appaio impertinente.
Se io sono giulivo, Lei appare assai creativo.
Ho letto la risposta che è giunta con la posta
ad una sua docente che ha chiesto solamente
le ferie per due dì: sabato e venerdì.
Lei scrive all'insegnante, in modo, ahimè, inquietante:
dovrà recuperare, ovvero lavorare,
le ore che ha perdute per le ferie godute.
Recuperar le ferie? Sono richieste serie?
Benché non sia inesperto, rimango ancora incerto
di aver bene capito ciò che mi è riferito.
Ma non l'ho digerito.
"Feria" è un termine astratto, ovvero non è un fatto.
È solo un bel concetto che, almeno per chi ha letto,
vuol dir non faticare, ma solo riposare,
o meglio detto: oziare, per poi poter tornare
di nuovo a lavorare, senza recuperare.
È come un dì di festa, in cui l'opra si arresta.
È d'uopo un dizionario? Ossia un vocabolario
che spieghi l'accezione di un termine o espressione?
La feria è un breve stacco per evitar lo scacco:
è breve ricreazione ....per chi non è in pensione.
ma in stato di fusione. Grazie per l'attenzione.
Spero aver fatto luce alla Sua Mente, o duce.

COBAS Scuola CAGLIARIsede legale: via Santa Maria Chiara 104/A - 09134 - Cagliarimail: cobas.scuola.cagliari@gmail.comPE...
27/04/2025

COBAS Scuola CAGLIARI
sede legale: via Santa Maria Chiara 104/A - 09134 - Cagliari
mail: [email protected]
PEC: [email protected]
Sito: www.cobascagliari.org
Telefono : 0704632753
COBAS - Comitati di Base della Scuola
Comunicato stampa 27 aprile 2025
I COBAS Scuola con i docenti precari il 28 aprile all’USR Sardegna
I Cobas Scuola di Cagliari sostengono le giuste rivendicazioni e richieste dei docenti precari, in mobilitazione il giorno 28 aprile 2025 davanti all’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna.
Ritengono insostenibile la situazione di costante precariato del lavoro nella scuola, che non garantisce né una situazione lavorativa dignitosa, né una qualità dell’istruzione degna di una scuola pubblica come istituzione fondamentale in una società democratica, riproponendo le loro richieste:
a) la formazione iniziale gratuita per chiunque voglia insegnare;
b) l’attuazione sistematica del doppio canale di immissione in ruolo (prevista dalla Legge 124/1999, oltre che dalle norme europee: concorsi e graduatorie per l'insegnamento): dopo tre anni di insegnamento deve essere prevista l'immissione in ruolo, in base ai posti disponibili;
c) l’abrogazione del mercimonio dei titoli, che hanno fatto sì che oggi i titoli si acquistino, in Italia o all'estero, dando l'opportunità alle università private di guadagnare dall'imposizione di sempre nuovi titoli per insegnare: un vero salasso per tutti i precari e chiunque voglia acquisire un qualsiasi titolo, a fronte di una formazione che viene giudicata unanimemente inadeguata;
d) la modifica radicale delle nuove regole concorsuali: deve essere ripristinato il valore abilitante dei concorsi a cattedra; garantita la pubblicazione di una graduatoria generale di tutti gli idonei a un concorso; lo scorrimento di tutte le graduatorie concorsuali, in ordine cronologico; la possibilità di svolgere i concorsi nella regione di residenza, senza essere costretti a fare viaggi costosi e faticosi, esigenza ineludibile per chi vive in Sardegna;
e) la modifica delle procedure di nomine delle supplenze, affidate dal 2022 ad un algoritmo cieco, che crea ingiustizie ed esclusioni perverse: le tecnologie possono essere usate in modo razionale;
f) l’abrogazione del nuovo D.M. 32/2025 che introduce la conferma dei docenti di sostegno a gradimento dei genitori e dei dirigenti scolastici: una norma che appare incostituzionale e che stravolge ogni ordine di graduatoria;
g) la gestione razionale dei permessi di studio, con il coordinamento tra le università e il Ministero dell’istruzione; mentre attualmente i termini di scadenza delle domande dei permessi di studio sono spesso scollegati con i tempi di iscrizione ai corsi di studio e ai percorsi abilitanti: una gestione assurda che costringe molti/e colleghe/i a fare i salti mortali, e in alcuni casi a chiedere aspettativa non retribuita, per frequentare corsi che sono stati imposti come obbligatori.

Il sito ufficiale dei COBAS Cagliari - Comitati di base della Scuola

27/04/2025

Comunicato Stampa Precari Sardi in Cattedra
28 aprile – Sa Die de sa Sardigna: niente festa per i precari. Presidio e incontro con il Direttore USR Sardegna Feliziani
Cagliari, 27 aprile 2025
Il 28 aprile è "Sa Die de sa Sardigna", la giornata simbolo della libertà e dell’identità del nostro popolo. In questa data, le scuole si fermano per celebrare la storia e i diritti della Sardegna. Ma per noi docenti precari non c'è nulla da festeggiare: dopo anni di lavoro nella scuola pubblica, continuiamo a essere ignorati, penalizzati, precarizzati. Mentre si celebra la libertà, noi dobbiamo ancora lottare per il diritto fondamentale a un lavoro stabile, dignitoso e riconosciuto.
Il gruppo Precari Sardi in Cattedra comunica la propria partecipazione al presidio che si terrà lunedì 28 aprile 2025, a partire dalle ore 9:00, in via Giudice Chiano 46 a Cagliari, di fronte alla sede dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna. Il presidio è organizzato insieme al Movimento ESP “Educazione senza prezzo” e ad altri movimenti della scuola pubblica, con il sostegno dei COBAS Scuola Cagliari, che hanno espresso solidarietà e appoggio alle nostre istanze.
A seguire, una delegazione sarà ricevuta dal Direttore dell’USR Sardegna, dott. Francesco Feliziani, per esporre alcune questioni che da tempo gravano sui docenti precari della nostra regione.
Ancora oggi, in Sardegna, migliaia di docenti, precari e famiglie vivono una condizione di grave incertezza: dopo anni di lavoro nella scuola pubblica, senza alcuna stabilizzazione, vedono assottigliarsi sempre più la possibilità di un impiego stabile. Nonostante l’esperienza maturata sul campo, il Ministero pretende oggi nuovi percorsi di abilitazione, imposti dopo anni di servizio, con costi elevatissimi a carico degli stessi lavoratori. Siamo costretti a lavorare per pagare una formazione che, nella sostanza, abbiamo già ampiamente acquisito con l'impegno quotidiano nelle aule e nelle scuole di tutto il territorio. Una contraddizione inaccettabile che rende ancora più urgente e necessario un intervento deciso a tutela della dignità e dei diritti di chi da anni sostiene la scuola pubblica.
Le nostre istanze sono chiare:

Richiesta di piena trasparenza nella gestione delle graduatorie scolastiche, in particolare alla luce delle criticità già segnalate relative al concorso ordinario 2023;

Chiarimenti e revisione dell'elenco non graduato e delle anomalie nelle assegnazioni, che penalizzano gravemente i candidati idonei;

Verifica puntuale sull'attribuzione delle riserve di legge, affinché avvenga secondo criteri chiari e controllabili;

Richiesta di deroga per l’inserimento nella prima fascia GPS dei corsisti abilitandi 30 CFU, alla luce dei ritardi organizzativi e dell'impegno pluriennale dei docenti coinvolti;

Revisione dell’algoritmo GPS, che nella sua formulazione attuale si traduce in un pesante svantaggio per i precari storici, spesso superati da colleghi con minore esperienza;

Esigenza urgente di costruire una comunicazione strutturata e continuativa tra USR, Università e Regione Sardegna, al fine di garantire procedure chiare, certe e tempi congrui, evitando che il sistema scolastico regionale continui a produrre ulteriore precarietà;

Richiesta di annullamento della norma che affida alle famiglie la conferma del docente di sostegno, una misura che consideriamo gravemente lesiva della dignità professionale degli insegnanti e pericolosa per il principio di equità scolastica: la continuità didattica e la tutela del diritto allo studio degli alunni con disabilità devono restare responsabilità delle istituzioni scolastiche, non oggetto di valutazioni soggettive da parte delle famiglie.
Questa iniziativa nasce da una profonda stanchezza e da una crescente amarezza: dopo anni di servizio, formazione, sacrifici personali ed economici, molti di noi rischiano ancora una volta di essere beffati da ritardi, errori e mancanza di coordinamento tra le istituzioni. Non vogliamo più essere vittime invisibili di un sistema che, invece di valorizzare chi lavora ogni giorno nella scuola, lo penalizza sistematicamente.
Chiediamo rispetto, diritti, trasparenza e un impegno concreto da parte delle istituzioni.
Precari Sardi in Cattedra

22/10/2024

Compiti e responsabilità dei collaboratori scolastici: limiti insuperabili e rischi.
21 Ottobre 2024 di Amministratore
Ai dirigenti
Istituzioni scolastiche sarde

Siamo venuti a conoscenza delle disposizioni date ai collaboratori scolastici in diverse scuole, che variano da scuola a scuola. Alcune, espresse con toni dispotici e autoritari, tendono a persuadere i collaboratori scolastici che tutto ciò che viene indicato come un compito istituzionale sia un loro obbligo di servizio. Ma, a ben vedere, alcune disposizioni, pur presupponendo la buona volontà del personale, superano i compiti dei loro profili professionali e talvolta le stesse umane possibilità.
Ricordiamo innanzitutto il profilo dei collaboratori scolastici delineato nel CCNL:
Esegue, nell’ambito di specifiche istruzioni ricevute e con responsabilità connessa alla corretta esecuzione del proprio lavoro, attività caratterizzata da procedure ben definite che richiedono preparazione non specialistica.
E’ addetto ai servizi generali della scuola quali, a titolo esemplificativo:

accoglienza e sorveglianza nei confronti degli alunni – nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche, nel cambio dell’ora o nell’uscita dalla classe per l’utilizzo dei servizi e durante la ricreazione – e del pubblico;
pulizia dei locali, degli spazi scolastici, degli arredi e delle pertinenze;
vigilanza sugli alunni, compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche e, nelle scuole dell’infanzia e primaria, nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale;
custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici;
collaborazione con i docenti.
Al fine di rendere effettivo il diritto all’inclusione scolastica, presta ausilio materiale non specialistico agli alunni con disabilità nell’accesso dalle aree esterne alle strutture scolastiche, all’interno e nell’uscita da esse, nonché nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale.
In questa nota, ci soffermiamo solo su due problemi: la responsabilità della vigilanza e l’assistenza all’handicap.
Sulle responsabilità della vigilanza.
Come è ben noto, i governi precedenti hanno ridotto drasticamente l’organico del personale, che non è più in grado di soddisfare le esigenze delle scuole. E tuttavia molte dirigenze scolastiche si comportano ignorando questo semplice dato di fatto, chiedendo di svolgere le mansioni come se nulla fosse cambiato, creando uno stress aggiuntivo a chi lavora, che si trova di fronte al dilemma di ottemperare a richieste impossibili o affrontare apertamente il conflitto con chi dispone di tali ordini.
Se per esempio si dispone che, in caso di temporanea assenza di un insegnante, i collaboratori scolastici debbano assumersi la responsabilità della vigilanza di una classe, presupponendo che restino comunque responsabili della vigilanza del reparto loro affidato, si dà una disposizione alla quale è umanamente impossibile ottemperare. Per quanto chi svolge il ruolo di collaboratore scolastico si sforzi di imitare il personaggio goldoniano di Arlecchino servo di due padroni, l’ubiquità non è data a nessuno. E tuttavia, nelle scuole abbondano tali disposizioni, che generano ansia nel personale che vorrebbe obbedire a ordini impossibili, pur di non ingenerare conflitti con i superiori. Alcuni dirigenti dispongono perfino che siano i docenti a incaricare i collaboratori di tale compito.

Ricordiamo che nessun docente ha un rapporto gerarchico tale da poter incaricare il personale ATA di alcunché. Tale compito è affidato esclusivamente al DSGA, e non può mai essere trasferito ad un docente, nemmeno se responsabile di plesso o di sede.
Se un docente deve assentarsi da una classe, è responsabilità del Dirigente scolastico assicurare la presenza di un numero congruo di collaboratori scolastici con la mansione di assistere la classe durante l’assenza temporanea.
A tal fine deve essere adottato un piano specifico dei compiti e delle mansioni affidate ad ogni singolo collaboratore scolastico dipendente, in modo che risulti chiaro di quale spazio dell’istituto si debba occupare, in quali classi debba svolgere il possibile compito di sorveglianza in caso di assenza temporanea di un docente e, nel caso in cui il collaboratore scolastico venga chiamato a sorvegliare la classe, chi si assume la responsabilità della zona comune rimasta priva di collaboratore poiché temporaneamente impegnato a sorvegliare gli alunni. Il piano deve specificare quali collaboratori scolastici siano adibiti all’apertura e chiusura del cancelli con l’ovvia manleva da responsabilità su ciò che potrebbe accadere all’interno della scuola nel frattempo in cui i collaboratori sono impegnati nell’attività di chiusura o apertura.
Nel piano di lavoro e nel mansionario dovrebbero essere specificati quali singoli collaboratori siano posti alla sorveglianza degli ingressi dell’istituto, con l’ovvia conseguenza che essi non potranno certamente lasciare il loro compito nel caso in cui si chieda il loro intervento in caso di assenza temporanea di un docente; a quali collaboratori sia affidata la sorveglianza dei corridoi, a quali la sorveglianza dei servizi igienici, a quali la sorveglianza degli alunni momentaneamente fuori dall’aula.
Dare generiche disposizioni per le quali i collaboratori scolastici dovrebbero garantire tutti i servizi, come sorvegliare contemporaneamente corridoi, servizi igienici, ingressi dell’istituto e altri locali, espone in primo luogo il dirigente a facili accuse di responsabilità in caso di danni agli allievi.

Il dirigente scolastico, ai sensi del D.lgs. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, è equiparato al datore di lavoro nelle istituzioni scolastiche di cui ha la rappresentanza legale pro tempore; e perciò risulta essere il principale responsabile in materia di sicurezza anche del personale. Sotto tale riguardo, ha il dovere di adottare tutte le misure ragionevoli per garantire la sicurezza all’interno dell’istituto scolastico, ivi incluse il benessere e la salute dei lavoratori e degli studenti (equiparati ai lavoratori ai sensi della normativa vigente). E se ha la responsabilità del personale studentesco e lavoratore all’interno della scuola, il suo obbligo principale è quello di predisporre un piano dettagliato di presenze docenti e ATA idoneo a garantire la sicurezza degli studenti.
Inoltre, è responsabile di eventuali danni. In caso di danni subiti dagli alunni a scuola, ai sensi dell’articolo 2048 del codice civile, l’onere della prova non incombe solo sul personale ma anche e, soprattutto, sull’amministrazione, la quale sarà tenuta a dimostrare di aver posto in essere tutte le misure idonee a scongiurare qualsivoglia sinistro, tra le quali, a titolo di mero esempio, di aver dotato la scuola di personale docente, ATA e amministrativo in numero congruo rispetto alla mole studentesca, di aver realizzato un piano scritto particolareggiato sulle loro specifiche competenze e mansioni con conseguenti specifici e personali ordini di servizio.
Sull’assistenza all’infanzia e all’handicap.
Per quanto riguarda la vexata quaestio dell’assistenza e della cura dell’igiene personale degli allievi nella scuola dell’infanzia e degli allievi in situazione di handicap, sul quale è stato scritto già molto, senza ritornare sulle annose questioni generali, ci limitiamo a osservare che anche in questo campo si è arrivati ad una generalizzazione dei compiti dei collaboratori scolastici che va ben oltre gli obblighi contrattuali e le mansioni proprie del profilo professionale.
Il D.lgs. 66/2017, all’articolo 3, prevede che nella definizione dell’organico del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) si tenga conto della presenza di bambine e bambini,
alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilità certificata; e che siano assegnati dei collaboratori scolastici anche per lo svolgimento dei compiti di assistenza previsti dal profilo
professionale, nonché di un contributo economico adeguato .1

1) Lo Stato provvede, per il tramite dell’Amministrazione scolastica:
a)all’assegnazione nella scuola statale dei docenti per il sostegno didattico, al fine di assicurare il diritto all’educazione e all’istruzione delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti di cui all’articolo 2, comma 1;
b)alla definizione dell’organico del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) tenendo conto, tra i criteri per il riparto delle risorse professionali, della presenza di bambine e bambini, alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilità certificata iscritti presso ciascuna istituzione scolastica statale, fermo restando il limite alla dotazione organica di cui all’articolo 19, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni;
c)all’assegnazione, nell’ambito del personale ATA, dei collaboratori scolastici nella scuola statale anche per lo svolgimento dei compiti di assistenza previsti dal profilo professionale, tenendo conto del genere delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti, nell’ambito delle risorse umane disponibili e assegnate a ciascuna istituzione scolastica;
d)all’assegnazione alle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione di un contributo economico, parametrato al numero delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti con disabilità accolti ed alla relativa percentuale rispetto al numero complessivo dei frequentanti.

Nonostante queste norme, al lato pratico, l’organico del personale ATA, dopo le drastiche riduzioni previste dalle norme delle leggi finanziarie (in particolare 2003 e 2007), non è stato mai ricondotto alle necessità delle scuole. Non è stata prevista l’assegnazione dei collaboratori scolastici anche per lo svolgimento dei compiti di assistenza; e le dotazioni finanziarie assegnate alle scuole sono state ridotte mentre sono aumentati in modo indefinito i compiti istituzionali delle scuole e i carichi di lavoro del personale, a iniziare da quello dei dirigenti scolastici, che trascende le possibilità umane oggettive e soggettive.
Le norme del Decreto 66/2017 prevedevano anche venissero individuati i criteri per la definizione dei profili professionali del personale destinato all’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione personale, in coerenza con le mansioni dei collaboratori scolastici (…), anche attraverso la previsione di specifici percorsi formativi propedeutici allo svolgimento dei
compiti assegnati (…). Ma la definizione dei nuovi profili è stata creata solo quest’anno, con l’istituzione dell’operatore scolastico alla quale però non è stata ancora concreta attuazione, in quanto non è stato ancora previsto questo nuovo profilo negli organici del personale ATA.
E anche se il Decreto, all’articolo 13 (Formazione in servizio del personale della scuola) prevede nel piano di formazione del personale, anche le attività formative per il personale ATA al fine di sviluppare, in coerenza con i profili professionali, le competenze sugli aspetti organizzativi, educativo-relazionali e sull’assistenza di base, in relazione all’inclusione scolastica, a cui il personale ATA è tenuto a partecipare periodicamente, nemmeno questo si è realizzato.

Nella scuola sono entrati a lavorare tanti nuovi collaboratori e pochissimi sono stati formati all’assistenza. E tuttavia tutti ricevono compiti di assistenza all’infanzia e all’handicap che talvolta superano oggettivamente i limiti del loro profilo e della loro formazione: altrimenti non avrebbe senso la previsione di introdurre un nuovo profilo professionale con una formazione specificamente sanitaria.
Disporre che un collaboratore scolastico, nell’ambito della vigilanza ai pasti, debba imboccare un bambino con gravi problemi di deglutizione espone chi lo esegue a rischi che trascendono i suoi obblighi specifici, perché il suo profilo prevede che gli svolga attività caratterizzata da procedure ben definite che richiedono preparazione non specialistica.
Dare assistenza nell’uso dei servizi igienici a persone che hanno una compromissione degli arti, presuppone una preparazione specialistica, che non può essere richiesta ad un collaboratore scolastico.
Eppure disposizioni come queste sono all’ordine del giorno delle nostre scuole e creano in chi le riceve uno stato di disagio notevole, che a volte non viene nemmeno espresso.
Invitiamo pertanto i dirigenti scolastici a insistere perché le scuole siano dotate di un organico adeguato dal punto di vista quantitativo e qualitativo, a nominare immediatamente i sostituti del personale assente, piuttosto che riversare lavoro aggiuntivo sul personale in servizio, e a gestire i problemi illustrati con concreto realismo, invece che creare un sistema autoritario teso a pretendere da chi lavora ciò che è umanamente impossibile fare, creando uno stress aggiuntivo.

Il lavoro non deve essere necessariamente una condanna a vivere male sei o più ore al giorno.

Cagliari, 19 ottobre 2024

Per i Cobas Scuola Andrea Degiorgi

Categorie

17/10/2024

*"Precari o di ruolo, dobbiamo stare uniti"*
Intervista a Sara Conte.

Facciamola girare💪

Indirizzo

Via Santa Maria Chiara 104
Cagliari
09134

Orario di apertura

Lunedì 16:30 - 18:30
Martedì 16:30 - 18:30
Giovedì 16:30 - 18:30

Telefono

+390704632753

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando COBAS Cagliari - Comitati di Base della Scuola pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a COBAS Cagliari - Comitati di Base della Scuola:

Condividi

Digitare