06/10/2026
Oggi, 6 ottobre, è la 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗮 𝗱𝗲l 𝗖𝗮𝗿𝗲𝗴𝗶𝘃𝗲𝗿.
Una giornata che ci chiede di guardare a un lavoro enorme e troppo spesso invisibile: quello di chi ogni giorno si prende cura di una persona cara che non può farcela da sola.
Prendersi cura di un genitore anziano, di un figlio, di una moglie o di un marito non significa semplicemente “dare una mano”.
Significa organizzare visite e terapie, districarsi nella burocrazia, accompagnare, assistere, essere presenti. Significa notti interrotte, preoccupazioni continue, responsabilità che non si possono mettere in pausa. E significa, molto spesso, fare tutto questo continuando a lavorare.
Per questo dobbiamo anche liberarci da un pregiudizio che resiste ancora: quello verso chi utilizza tutele come i permessi della Legge 104 o i congedi straordinari, quasi fossero privilegi o scorciatoie. Non lo sono. Sono diritti.
Quando finisce una giornata di lavoro, per moltissimi caregiver ne comincia un’altra. Senza stipendio, senza ferie, senza orari. E spesso senza nemmeno la possibilità di dire: oggi non ce la faccio!
Proprio in questi giorni, alla Camera, è entrato nel vivo l’esame del disegno di legge per il riconoscimento e 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝘁𝗲𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗲𝗴𝗶𝘃𝗲𝗿 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶. Un passaggio atteso da anni, che deve finalmente portare a riconoscere pienamente il valore sociale della cura e a trasformarlo in tutele concrete:
- servono sostegni adeguati
- strumenti per conciliare lavoro e cura
- servizi di sollievo
- una rete capace di non lasciare sole le famiglie.
𝗟𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗮𝗳𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 che ogni famiglia affronta come può.
Prendersi cura di chi cura significa costruire 𝘂𝗻 𝘄𝗲𝗹𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.
𝗔 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗲𝗴𝗶𝘃𝗲𝗿 𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝘁𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲, 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗲 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀: 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲.💚
Ci impegniamo ogni giorno per unire ai ringraziamenti, diritti, servizi e riconoscimento.