Gran Loggia d'Italia umsoi

Gran Loggia d'Italia umsoi Durante il suo mandato, Armando Corona contribuì all'acquisizione della sede di Roma, conosciuta come il "Vascello". a Napoli. ALEXANDER, e del R.’. S.’. A.’.

La Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I. è stata fondata da Armando Corona, già Presidente della Corte Centrale del G.O.I. È stato significativo l'evento dell'espulsione di Licio Gelli a causa del problema P2. Armando Corona è stato eletto Gran Maestro il 28 marzo 1982 con il 55% dei voti, con il gravoso compito di riportare la Massoneria fuori dalla tempesta in cui era stata trascinata da Licio Gelli e

dai suoi seguaci. Si concentrò sul far comprendere al mondo che la Massoneria era un'istituzione seria e fondata su sani principi, a differenza della "Massoneria" di Licio Gelli. Nel corso del suo secondo mandato, si dimise in seguito alla revoca dei Riconoscimenti delle potenze massoniche internazionali nei confronti del Grande Oriente d’Italia. Ritenne che essere Gran Maestro di una Gran Loggia senza riconoscimenti equivalesse a non avere una vera identità, e il 18 maggio 1995 si dimise. Visto che Armando Corona aveva importanti contatti internazionali, il 10 dicembre 1996 la GRAN LOGGIA D’ITALIA U.M.S.O.I. giunse a un accordo con gli Americani, tramite il suo caro amico Elvio Sciubba 33°, che era il referente della C.I.A. La Gran Loggia d’Italia può vantare il riconoscimento dei gradi 1°, 2° e 3° dalla Grand Lodge Free And Accepted Masons of California, con firma di CHARLES H. dal The Supreme Council 33° Southern Jurisdiction U.S.A. (Mother Supreme Council of the World), con firma del Sovrano Gran Commendatore C.FRED KLEINKNEEHT 33°. Nel 2007, Armando Corona nominò il suo pupillo Gian Franco Pilloni 33° Gran Maestro tramite decreto, il quale ha contribuito all'espansione internazionale della Gran Loggia d’Italia in paesi come gli Stati Uniti, la Colombia, il Perù, il Brasile e la Romania. Attualmente, la GRAN LOGGIA D’ITALIA U.M.S.O.I. fa parte delle Grandi Logge Americane UNITED MASONIC ASSEMBLY UNITED STATES OF AMERICA. Il Gran Maestro Gian Franco Pilloni è stato nominato Gran Maestro Onorario a vita delle Grandi Logge Americane il 14 agosto 2015 a Chicago e Ministro per le Relazioni Internazionali il 06 luglio 2023 a Baltimora.

BUON FERRAGOSTO A TUTTI.Il Serenissimo Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I.  Gian Franco Pilloni,  rivolge...
14/08/2026

BUON FERRAGOSTO A TUTTI.

Il Serenissimo Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I. Gian Franco Pilloni, rivolge a tutti i Fratelli, alle loro Famiglie, alle Potenze Massoniche amiche in tutto il mondo e a quanti condividono i valori universali di Fratellanza, Libertà e Tolleranza, i più sinceri auguri di un sereno Ferragosto.

Possa questa giornata essere occasione di serenità, condivisione e rinnovata fratellanza.

Col cuore, Buon Ferragosto a tutti.

MONSIGNOR SUETTA, DAVANTI ALLA MORTE SI DOVREBBE UNIRE, NON DIVIDEREApprendo che monsignor Antonio Suetta, vescovo della...
10/08/2026

MONSIGNOR SUETTA, DAVANTI ALLA MORTE SI DOVREBBE UNIRE, NON DIVIDERE

Apprendo che monsignor Antonio Suetta, vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, avrebbe negato le esequie religiose in chiesa a un massone.

Se i fatti sono esattamente questi, considero questa decisione incomprensibile, profondamente sbagliata e lontana da quell’immagine di misericordia e accoglienza che, da cristiano, associo alla Chiesa.

Sono convinto che dietro un gesto così clamoroso ci sia anche la ricerca di visibilità e popolarità. È una mia opinione, naturalmente, ma faccio davvero fatica a trovare un’altra spiegazione a una scelta che finisce soltanto per creare divisioni persino davanti alla morte.

Posso suggerire al monsignore, se davvero l’obiettivo era cercare visibilità, a mio giudizio avrebbe potuto indirizzare la stessa fermezza verso una delle pagine più dolorose che hanno coinvolto la Chiesa: quella degli abusi sessuali anche sui minori, commessi da membri del clero. Avrebbe potuto pretendere che ogni caso fosse denunciato alle autorità competenti e che, una volta accertate le responsabilità, i colpevoli fossero definitivamente allontanati dalla Chiesa. Probabilmente avrebbe ottenuto molta più visibilità e soprattutto avrebbe combattuto una battaglia ben più importante, anziché cercarla negando le esequie religiose a un massone che chiedeva semplicemente di essere accompagnato nell’ultimo viaggio secondo la propria fede cristiana.

Voglio ricordare una realtà che conosco molto bene: innumerevoli massoni cristiani sono stati accompagnati alla sepoltura con rito religioso, senza clamori, senza polemiche e senza che nessuno sentisse il bisogno di trasformare il funerale di un uomo in una battaglia ideologica.

Il nostro fondatore, Armando Corona, fu accompagnato cristianamente nel suo ultimo viaggio con tutti gli onori e con una solenne cerimonia religiosa nella Basilica di Bonaria. E potrei ricordare centinaia, migliaia di Fratelli che hanno ricevuto normalmente le esequie cristiane.

Perché essere Massoni non significa necessariamente non essere cristiani.

Io sono Massone e sono Cristiano.

Mi onoro di essere il Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia u.m.s.o.i. rappresento una Gran Loggia Regolare e non ho mai avvertito alcuna contraddizione tra il mio percorso massonico e la mia fede personale.
Sopra il mio letto c’è il quadro della Madonna e sul mio comodino la statua di Padre Pio. Non devo dimostrare a nessuno ciò che custodisco nella mia coscienza e nel mio rapporto con Dio.

Ed è proprio da cristiano che guardo con preoccupazione a certi atteggiamenti della Chiesa cattolica. A mio giudizio rischiano di allontanare le persone anziché avvicinarle e di contribuire a un isolamento sempre maggiore.

Mi capita spesso di essere testimone di nozze e noto due cose che mi fanno profondamente riflettere: sempre più frequentemente incontro sacerdoti provenienti da altri continenti e, soprattutto, vedo altari senza chierichetti, senza ragazzi.

Non considero certo un problema la provenienza dei sacerdoti: un sacerdote africano o asiatico ha esattamente la stessa dignità di uno italiano o europeo. Il punto è un altro, ed è molto più serio: dove sono le nuove vocazioni europee? Dove sono i giovani? Dove sono quei ragazzi che un tempo affollavano gli altari delle nostre parrocchie?

Un altare senza giovani, secondo me, dovrebbe rappresentare un campanello d’allarme enorme per la Chiesa, perché senza nuove generazioni diventa difficile immaginare il futuro.

Ed è proprio per questo che comportamenti come quello attribuito al vescovo Suetta, a mio giudizio, non aiutano affatto. Anziché avvicinare, allontanano. Anziché costruire ponti, alzano muri.

La morte dovrebbe essere il momento del silenzio, della pietà, del perdono e della misericordia. Il giudizio ultimo, per un cristiano, appartiene a Dio. Non agli uomini, non ai Massoni e neppure ai vescovi.

Per questo concludo rivolgendomi direttamente a lei:

La saluto, monsignor Suetta. Magari un giorno ci incontreremo in Paradiso. Se lei ci andrà, naturalmente. Io, per quanto mi riguarda, confido profondamente nella misericordia di Dio.

E forse, quando saremo davanti a Lui, scopriremo che conterà molto meno l’etichetta che portavamo sulla terra e molto di più quello che abbiamo concretamente fatto durante la nostra vita.

Conterà la beneficenza vera, quella fatta senza clamore e senza aspettarsi nulla in cambio. Conteranno le famiglie bisognose che abbiamo aiutato, le persone in difficoltà alle quali abbiamo teso una mano, i bambini ai quali abbiamo regalato un sorriso, il pane che abbiamo contribuito a mettere sulla tavola di chi non ne aveva. Conterà, soprattutto, il bene che abbiamo dispensato.

Noi Massoni conosciamo bene il significato della solidarietà concreta. Tantissimi Fratelli fanno beneficenza senza pubblicità, senza fotografie e senza bisogno di medaglie da appuntarsi al petto. Perché aiutare chi soffre non dovrebbe avere bisogno di un palcoscenico.

E allora, monsignore, prima di stabilire chi sia degno di entrare in una chiesa persino da morto, forse sarebbe opportuno ricordare che davanti a Dio non dovrebbero contare né titoli, né abiti, né insegne e neppure automobili prestigiose.

Perché mentre tanti uomini aiutano silenziosamente chi non arriva alla fine del mese, stride vedere uomini di Chiesa muoversi tra privilegi e automobili di lusso e poi ergersi a giudici della coscienza altrui.

Una Mercedes non porta più vicino a Dio. Tendere una mano a una famiglia che non ha da mangiare, forse sì.

Alla fine, per chi crede, non saremo giudicati per essere stati Massoni, vescovi o semplici cittadini. Saremo giudicati per quello che abbiamo fatto, per quanto abbiamo saputo amare, per chi abbiamo aiutato e per il bene che avremo lasciato dietro di noi.

Ed è su questo terreno, monsignor Suetta, che sono serenissimo di confrontarmi con chiunque.

Serenissimo Gran Maestro
Gian Franco Pilloni

08/08/2026
A .’. U .’. T .’. O .’. S .’. A .’. G .’.IL SOVRANO GRANDE ISPETTORE GENERALE Il 33° Grado del Rito Scozzese Antico e Ac...
06/07/2026

A .’. U .’. T .’. O .’. S .’. A .’. G .’.

IL SOVRANO GRANDE ISPETTORE GENERALE

Il 33° Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato: il vertice di un cammino iniziatico

Il 33° Grado del Rito Scozzese Antico e Accettato rappresenta il vertice del percorso iniziatico del Rito, ma non è una meta d’arrivo. È il più alto riconoscimento che possa essere conferito a un Fratello che abbia consacrato la propria vita al servizio dell’Ordine, della Verità e dell’Umanità.

Esso rappresenta il compimento di un lungo cammino fatto di studio, disciplina, sacrificio, rettitudine morale e fedeltà ai principi eterni della Libera Muratoria. Tuttavia, proprio quando il Massone raggiunge questo vertice, comprende che la vera opera non è terminata: è soltanto iniziata in una forma ancora più alta.

Non è un caso che il paramento del 33° Grado abbia lo sfondo bianco. Il bianco, simbolo di purezza, di luce e di completezza, richiama un significato iniziatico profondo: non indica il punto d’arrivo, ma l’inizio di un nuovo cerchio. È come se il percorso ricominciasse da un livello superiore, ricordando che il Massone non può mai considerarsi “arrivato”. La ricerca della Verità è infinita e il perfezionamento interiore non conosce mai una conclusione definitiva.

Il numero 33 non indica superiorità sugli altri uomini, ma una responsabilità ancora più grande. Chi lo riceve è chiamato ad essere esempio vivente di equilibrio, saggezza, giustizia e umiltà. È un servitore della Luce, mai un dominatore.

Il 33° Grado custodisce e tramanda il patrimonio spirituale del Rito Scozzese Antico e Accettato, ricordando che la vera grandezza non risiede nei titoli, bensì nella capacità di migliorare sé stessi e di operare instancabilmente per il bene dell’Umanità.

Il suo simbolismo richiama la ricerca incessante della conoscenza, l’elevazione dell’anima e la vittoria della luce sull’ignoranza. Ogni pietra levigata, ogni passo compiuto, ogni prova affrontata conduce verso un’unica direzione: tendere alla perfezione morale, pur sapendo che essa rimane un ideale da inseguire per tutta la vita.

Il 33° Grado insegna che il sapere deve essere accompagnato dalla saggezza, l’autorità dall’umiltà e la forza dalla misericordia. Solo così il Massone può diventare autentico costruttore del Tempio dell’Umanità.

“Deus Meumque Jus” non è soltanto un motto: è una dichiarazione di fedeltà ai valori più alti dello spirito. Ricorda che ogni azione deve essere guidata dalla Giustizia, dalla Verità e dalla coscienza.

Il 33° Grado non è il traguardo del Massone: è l’inizio di una missione ancora più impegnativa. Chi lo raggiunge comprende che nessun uomo può affermare di possedere tutta la Luce, perché la Luce non si conquista una volta per sempre: si cerca, si vive e si serve ogni giorno della propria esistenza.

“Il vero Sovrano Grande Ispettore Generale non è colui che pensa di essere arrivato, ma colui che, anche al vertice del cammino, continua con umiltà a salire gli infiniti gradini della Conoscenza e della Verità.”

ONORE E RISPETTO, AL NOSTRO SERENISSIMO GRAN MAESTRO GIAN FRANCO PILLONI
23/06/2026

ONORE E RISPETTO,
AL NOSTRO SERENISSIMO GRAN MAESTRO
GIAN FRANCO PILLONI

UN SENTITO RINGRAZIAMENTO AI RISPETTABILISSIMI FRATELLI DELLA GRAN LOGGIA D’ITALIA U.M.S.O.I.Carissimi Fratelli,con l’Ag...
21/06/2026

UN SENTITO RINGRAZIAMENTO AI RISPETTABILISSIMI FRATELLI DELLA GRAN LOGGIA D’ITALIA U.M.S.O.I.

Carissimi Fratelli,

con l’Agape di Gala di ieri sera si è concluso uno degli eventi più importanti e significativi della storia recente della nostra Obbedienza.

Per alcuni giorni la nostra amata Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I. ha avuto l’onore di ospitare autorevoli rappresentanti della Massoneria internazionale provenienti dagli Stati Uniti e dall’Europa, vivendo momenti di altissimo valore iniziatico, fraterno e istituzionale che resteranno impressi nella memoria di tutti noi.

Desidero rivolgere, a nome mio personale e degli alti dignitari della Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I.,il più sincero e fraterno ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla perfetta riuscita di questo storico incontro.

Un ringraziamento particolare va al nostro Serenissimo Gran Maestro Aggiunto, Gian Luca Caddeo, che con la sua presenza, la sua competenza e la sua dedizione ha conferito ulteriore prestigio e solennità alla Tornata Massonica, contribuendo in modo determinante al successo dell’intera manifestazione.

Grazie a tutti i Fratelli che hanno ricoperto incarichi e responsabilità durante i lavori, svolgendo il proprio compito con serietà, spirito di servizio e assoluta dedizione.

Grazie ai Fratelli che, spesso lontano dai riflettori, hanno lavorato instancabilmente per l’organizzazione dell’evento, curando ogni dettaglio con passione e precisione.

Un ringraziamento speciale va a coloro che si sono messi a disposizione ventiquattro ore su ventiquattro per assistere e accompagnare i nostri illustri ospiti internazionali, dimostrando ancora una volta il significato autentico della parola Fratellanza. La disponibilità, la cortesia e il senso di accoglienza che avete saputo offrire hanno onorato la nostra Istituzione e lasciato nei nostri ospiti un ricordo indelebile della Massoneria italiana e della nostra Sardegna.

I complimenti ricevuti dai Gran Maestri e dai dignitari stranieri sono il riconoscimento del lavoro svolto da tutti voi. Ognuno, con il proprio contributo, ha scritto una pagina importante della storia della nostra Obbedienza.

Sono orgoglioso di guidare una Comunione composta da Fratelli animati da autentici valori massonici, capaci di dimostrare nei fatti il significato della lealtà, del sacrificio e dell’amore per l’Ordine.

A tutti voi giunga il mio più profondo e fraterno abbraccio.

Con gratitudine, stima e affetto fraterno,

Gian Franco Pilloni
Serenissimo Gran Maestro
Della Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I.

UNA GIORNATA CHE ENTRA NELLA STORIA DELLA MASSONERIA ITALIANACi sono eventi che vanno oltre la semplice cronaca. Eventi ...
20/06/2026

UNA GIORNATA CHE ENTRA NELLA STORIA DELLA MASSONERIA ITALIANA

Ci sono eventi che vanno oltre la semplice cronaca. Eventi destinati a rimanere impressi negli annali della storia massonica per il loro straordinario valore simbolico, istituzionale e fraterno.

Quello che oggi si è svolto presso la sede della Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I. è senza alcun dubbio uno di questi momenti.

La fotografia parla da sola.

In un’unica immagine sono riuniti alcuni tra i più autorevoli rappresentanti della Massoneria internazionale contemporanea, uomini che guidano importanti Obbedienze e Istituzioni massoniche nei rispettivi Paesi, uniti dagli stessi valori di fratellanza, libertà, tradizione e ricerca della verità.

Desidero rivolgere il più sincero e fraterno ringraziamento al Potentissimo Sovrano Gran Commendatore Carlton Brigham, vertice del Supremo Consiglio delle Grandi Logge Americane, la cui presenza ha conferito all’evento un significato di altissimo livello internazionale.

Un ringraziamento particolare al Serenissimo Gran Maestro Charles Mabry, guida delle Grandi Logge Americane della United Masonic Assembly – United States of America, fratello e amico della nostra Obbedienza, grazie al rapporto instaurato col Serenissimo Gran Maestro Gian Franco Pilloni,con il quale esiste un rapporto di stima e collaborazione che negli anni si è consolidato fino a diventare un autentico ponte tra Italia e Stati Uniti.

Mille ringraziamenti al Potentissimo Sovrano del Supremo Consejo Hispano U.S.A. Victor German Serna, anche lui legatissimo al Nostro Gran Maestro.

La nostra gratitudine va inoltre al Gran Maestro Willis Darren, della Regular Grand Lodge of Indiana, autorevole rappresentante della tradizione massonica americana, la cui presenza testimonia il crescente prestigio internazionale raggiunto dalla nostra Istituzione.

Un sentito ringraziamento al Serenissimo Gran Maestro Stéphane Pierre, della Grand Loge Écossaise de France, che con la sua partecipazione ha ulteriormente rafforzato i profondi legami di amicizia e cooperazione che uniscono le nostre Obbedienze.

Un grazie fraterno anche al Fratello Clemente Caffaro, Delegato della Gran Loggia di New York presso la Gran Loggia d’Inghilterra a Londra, figura di grande esperienza e prestigio nel panorama massonico internazionale.

La loro presenza congiunta nella sede della Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I. rappresenta un fatto di straordinaria importanza, che testimonia il rispetto, la credibilità e il prestigio che la nostra Obbedienza ha conquistato negli anni attraverso il lavoro silenzioso, costante e coerente svolto in Italia e nel mondo.

Quella vissuta oggi non è stata una semplice cerimonia.

È stata una pagina di storia.

Una giornata nella quale fratelli provenienti da diverse nazioni, culture e tradizioni si sono ritrovati sotto gli stessi principi universali che da secoli guidano la Libera Muratoria.

Con orgoglio possiamo affermare che questa giornata resterà scolpita nella memoria della Massoneria italiana come uno dei momenti più significativi degli ultimi anni.

A tutti i Fratelli intervenuti, ai dignitari stranieri, ai rappresentanti delle Obbedienze presenti e a coloro che hanno contribuito alla perfetta riuscita dell’evento, giunga il più sincero ringraziamento della Gran Loggia d’Italia U.M.S.O.I.

La storia non si racconta soltanto. A volte si vive. E oggi ne siamo stati testimoni.

Indirizzo

Cagliari
09122

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