Clamora Onlus

Clamora Onlus ClaMoRa Onlus Associazione culturale. Anno di nascita 2007.

DAL PRISMA ALLA PIRAMIDE1930: il Futurismo apre una riflessione rivoluzionaria sul rapporto tra alimentazione, salute e ...
23/06/2026

DAL PRISMA ALLA PIRAMIDE

1930: il Futurismo apre una riflessione rivoluzionaria sul rapporto tra alimentazione, salute e società.

1991: la Dieta Mediterranea viene codificata nella celebre piramide alimentare.
Tra queste due immagini esiste una suggestione culturale che ho voluto esplorare nell'Almanacco.

La Dieta Mediterranea è futurista ?

Almanacco "Cucina Italiana. Si mangia e si beve futurista
LO DEVONO SAPERE TUTTI"

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Se come traccia alla maturità ci fosse Aldo Palazzeschi Un anziano Aldo Palazzeschi nel 1972 scriveva una frase che oggi...
20/06/2026

Se come traccia alla maturità ci fosse Aldo Palazzeschi

Un anziano Aldo Palazzeschi nel 1972 scriveva una frase che oggi suona come una profezia assoluta sulla . Ma per capire questa intuizione, bisogna scavare nella sua profonda matrice futurista: “Il vero poeta moderno dovrebbe scrivere sui muri, per le vie, le proprie sensazioni e impressioni, fra l'indifferenza o l'attenzione dei passanti.”
Palazzeschi non faceva una semplice cronaca del suo tempo, ma portava a compimento la rivoluzione del primo . Già negli anni '10, le avanguardie volevano distruggere l'arte d'accademia, far dialogare la parola con lo spazio e usare la città come un immenso testo visivo (basti pensare alle insegne e ai rumori campionati nella sua celebre poesia La passeggiata).
Nel 1972 quel DNA futurista esplode in una sintesi perfetta: l'arte deve evadere dai libri e dai musei per riprendersi lo spazio pubblico e farsi democratica.
Oggi quella provocazione vive nel mix contemporaneo tra parola e immagine: dai poeti d'assalto ai muralisti che usano il cemento come una pagina bianca. L'opera accetta così la sfida futurista definitiva: sopravvivere nel caos della città, sospesa tra l'indifferenza e la meraviglia dei passanti.
Dall'anti-accademismo futurista ai muri delle nostre città: l'arte migliore è quella che ti colpisce mentre cammini.




Camera gestazionale della rivoluzione: dal Futurismo al Sessantotto la questione femminile.Tra Futurismo e Sessantotto n...
14/06/2026

Camera gestazionale della rivoluzione: dal Futurismo al Sessantotto la questione femminile.

Tra Futurismo e Sessantotto non esiste una continuità ideologica diretta, ma una continuità più profonda nella forma della rivoluzione. Il Futurismo inaugura un modo nuovo di rompere con il passato: introduce la centralità della giovinezza, la fusione tra arte e vita, la provocazione come linguaggio e la spettacolarità del gesto rivoluzionario. In questo senso costituisce un primo laboratorio della modernità, in cui la rivoluzione diventa azione visibile, comunicativa e totale.
Il Sessantotto raccoglie questa eredità formale, ma ne rovescia completamente i contenuti. Alla tensione futurista verso l’ordine, l’energia e la nazione, sostituisce una spinta alla liberazione, all’anti-autoritarismo e alla trasformazione della vita quotidiana. La rivoluzione non è più soltanto gesto, ma coscienza.
All’interno di questo passaggio si colloca la questione femminile. Il Futurismo, pur in modo contraddittorio, incrina l’immagine tradizionale della donna e ne mette in scena per la prima volta il corpo, la tensione e il conflitto. Il Sessantotto trasforma questa frattura in soggettività politica: la donna passa da oggetto di rappresentazione a soggetto di parola.
Questa trasformazione non resta sul piano teorico, ma investe la vita concreta.

All’interno dell’avanguardia futurista, Valentine de Saint-Point rappresenta un primo tentativo di ridefinizione della soggettività femminile: con il suo Manifesto della donna futurista introduce una tensione interna al movimento, opponendosi alla marginalizzazione della donna e aprendo una crepa nel sistema marinettiano. Questa linea di frattura riemerge con forza nel secondo Novecento in Carla Lonzi, che nel contesto del ’68 compie un gesto ancora più radicale: non corregge il sistema culturale, ma lo rifiuta integralmente, elaborando un linguaggio che rompe con la tradizione filosofica e critica occidentale. Accanto a lei, Franca Rame traduce la rottura in azione scenica e politica, facendo del corpo femminile uno strumento di intervento diretto nello spazio pubblico, mentre Rossana Rossanda costruisce una contro-sfera culturale capace di sfidare le istituzioni esistenti. In questa prospettiva, la vera continuità tra Futurismo e Sessantotto non risiede nei contenuti, ma nel gesto: una dinamica di frattura che, passando dall’estetica all’autocoscienza, trasforma l’avanguardia in uno strumento di produzione di soggettività critica femminile.

Tra le donne futuriste del primo ‘900 Valentine de Saint-Point irrompe nel Futurismo come una forza d’urto, spezzando tanto il femminismo vittimista quanto l’idea marinettiana di una donna subordinata. La sua “donna totale” non chiede spazio: lo conquista, fondendo in sé violenza e grazia, istinto e pensiero. In Italia, questa energia trova una risonanza parziale ma significativa in Benedetta Cappa, che ne traduce l’impulso in una visione cosmica e spirituale, meno aggressiva ma ugualmente proiettata verso il superamento dei limiti tradizionali. Più prossima alla tensione polemica di Valentine è invece Rosa Rosà, che combatte sul piano intellettuale smascherando i dispositivi culturali che imprigionano la donna. Non musa, non madre, non oggetto: la donna futurista, da Valentine a Rosà, diventa campo di battaglia e macchina di trasformazione, corpo attivo dentro la rivoluzione della modernità.



Raffaella Aschieri

13/06/2026
13/06/2026

Bellissima presentazione

13/06/2026

Rassegna Stampa

13/06/2026

Verona Almanacco cucina italiana si mangia e si beve
Futurista lo dicono sapere tutti. Di Raffaella Aschieri
Editore Giuseppe de Nicola, Napoli.

Presentazione spettacolare Almanacco Verona 4 giugno 2026 presso ristorante Olivo in piazza Bra.
13/06/2026

Presentazione spettacolare Almanacco Verona 4 giugno 2026 presso ristorante Olivo in piazza Bra.

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