Madri Contro la repressione - Contro l'operazione Lince

Indicazioni

Madri Contro la repressione - Contro l'operazione Lince Siamo le madri dei 45 giovani a processo LINCE, 45 giovani colpevoli solo di opporsi alla presenza delle basi militari in Sardegna.

Eravamo e siamo sempre presenti con loro nelle lotte contro lo sfruttamento e la devastazione di questa terra.

10/10/2026
09/10/2026

✊ GIOVEDÌ 8 Ottobre
PRESIDIO a Cagliari dalle ore 09,30 davanti alla stazione di servizio ENI
di Piazza Sant’ Avendrace

🔥 BASTA! LA SARDEGNA SI MOBILITA!
⛽ CARBURANTE ALLE STELLE, SALARI E PENSIONI SEMPRE PIÙ IN BASSO.
USB Sardegna, ABACO Sardegna-Associazione dei Consumatori, Potere al Popolo, Cobas Cagliari, Presidio Permanente Villacidro e Social Forum Cagliari, Coordinamento per l’unità dei comunisti, Comitato Sardo campagna banche armate, Ultima Generazione Cagliari,……….. ADESIONI IN AGGIORNAMENTO
hanno deciso di scendere in piazza contro il caro carburante.
Il prezzo di benzina e diesel non è solo un problema per chi fa il pieno: significa aumento del costo della vita, dei trasporti, delle merci e dei servizi, con conseguenze pesanti per lavoratori, pensionati, famiglie, precari e giovani, imprese e per l'intera economia della Sardegna.
Fare il pieno oggi significa pagare di più per andare al lavoro, accompagnare i figli, curarsi, fare la spesa, trasportare merci e mandare avanti un'attività.
In Sardegna il problema è ancora più grave: l'insularità pesa su ogni aspetto della nostra vita e il caro carburante rischia di diventare l'ennesima tassa che cittadini, lavoratori e imprese sono costretti a subire.
❌ NON È NORMALE.
❌ NON È SOSTENIBILE.
❌ NON VOGLIAMO PAGARE NOI IL PREZZO DI QUESTA POLITICA.
La questione del carburante è una questione economica, sociale e politica.
Per questo ci mobilitiamo.
✊ VOGLIAMO RISPOSTE.
✊ VOGLIAMO INTERVENTI CONCRETI.
✊ VOGLIAMO CHE LA SARDEGNA SIA MESSA NELLE CONDIZIONI DI VIVERE E PRODURRE, NON DI SOPRAVVIVERE.
IL PRESIDIO.
📍 8 OTTOBRE, A CAGLIARI IN PIAZZA SANT’AVENDRACE DAVANTI AL RIFORNITORE ENI
LA SARDEGNA NON STA A GUARDARE.
LA SARDEGNA SI MOBILITA!

EVENTO  ANNULLATO PER  RINVIO UDIENZA PRELIMINARE 🟥DICIANNOVE GIOVANI A PROCESSO CON L’ACCUSA DI                        ...
05/10/2026

EVENTO ANNULLATO
PER RINVIO UDIENZA PRELIMINARE

🟥DICIANNOVE GIOVANI A PROCESSO CON L’ACCUSA DI ANTIFASCISMO
‼️ PRESIDIO AL TRIBUNALE DI CAGLIARI VENERDÌ 9 OTTOBRE 2026 ORE 9.00‼️
Inizia venerdì 9 ottobre, al Tribunale di Cagliari, il processo contro 19 giovani Antifascisti, relativo alla Manifestazione del 1° novembre 2025 contro l’allarmante e buffonesca parata fascista indetta da Blocco Studentesco, l’ala giovanile di Casa Pound. La parata è stata autorizzata dalla Questura e non ha trovato alcuna opposizione da parte delle Istituzioni politiche al governo della Città e della Regione, amministrazioni di sedicente sinistra. Ricordiamo che Questori, forze dell’ordine e istituzioni Pubbliche , giurano fedeltà alla Costituzione e pertanto dovrebbero perseguire e denunciare il reato di ricostituzione del partito fascista.
Al contrario, si è permesso al manipolo di buffoni, alcuni provenienti da organizzazioni fasciste del resto d’Italia, Spagna e Francia di percorrere le strade e le piazze della città con la protezione della polizia, dotata di Idranti, rafforzata di contingenti di polizia e carabinieri provenienti dal continente. In una città paralizzata dal controllo poliziesco, gli antifascisti sono stati fermati dagli idranti e dai candelotti lacrimogeni sparati a casaccio nelle vie centrali che hanno colpito anziani inermi militanti, terrorizzato bambini e genitori costretti a rifugiarsi dentro i negozi, balconi in cui si affacciavano i residenti.
Tutto ciò dopo la grottesca sceneggiata di un funzionario della Polizia, corredato di fascia tricolore e megafono da cui INTIMAVA “Fermatevi in nome della legge”.
Qualcuno ha notizia della promulgazione di una legge che punisce il reato di ANTIFASCISMO?
L’Unione Sarda del 1° novembre riportava un’intervista al questore di Cagliari Rosanna Lavezzano in cui la stessa dichiarava “Lo spirito è consentire entrambi i cortei senza che vengano a contatto e senza incidenti. Lo consideriamo un diritto dei manifestanti e dei cittadini.
La domanda che ci poniamo è, chi ha creato incidenti? Chi ha sparato gli idranti e i lacrimogeni sugli antifascisti poi accusati di manifestazione non autorizzata?
Intanto sono in tutto 91 gli indagati dalla Procura della Repubblica di Cagliari per le manifestazioni di piazza per Gaza e antifasciste, organizzate tra settembre e ottobre dell'anno scorso. Manifestazioni che hanno attraversato tutto il paese cui hanno partecipato milioni di studenti, lavoratori, pensionati, organizzazioni operaie,
culturali, politiche e sindacali.
Mentre Governo e Istituzioni nazionali violano continuamente la Costituzione e le leggi, partecipando alle guerre di aggressione verso altri stati senza informare Parlamento e popolazione, fornendo aiuti finanziari, armamenti e supporto d’intelligence allo stato genocida, si perseguono i giovani attivisti che lottano e manifestano contro il genocidio a Gaza e in Palestina, contro il riarmo, contro le aggressioni unilaterali all’Iran e al Libano, contro l’escalation della guerra della Nato e della UE alla Russia, contro gli esborsi di migliaia di miliardi per il sostegno al regime Ucraino sottratti a lavoratori e pensionati, contro la militarizzazione e israelizzazione della scuola ormai quasi privatizzata, orientando gli studenti all’arruolamento e cercando di negare un genocidio.
Lottano contro l’inflazione legislativa di decreti per la repressione, chiamati Ddl sicurezza fino all’ultimo vergognoso, denominato Ddl antisemitismo (si traduce “salva sionismo”) che sarà votato il due ottobre alla Camera su ordine dell’entità sionista israeliana che governa e Controlla il nostro Paese.
Lo Stato italiano tramite Governo e Parlamento si riarma contro di noi.
DISARMIAMOLO
Costruiamo un fronte solidale che rimandi al mittente la criminalizzazione di chi lotta contro i nostalgici del ventennio e contro la devastazione di guerra e militarizzazione.

MADRI CONTRO LA REPRESSIONE

16/06/2026

‼️ 𝗥𝗘𝗣𝗥𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗧𝗢𝗥𝗜𝗡𝗘𝗦𝗘: 𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜𝗘𝗦𝗧𝗔 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗥𝗩𝗘𝗚𝗟𝗜𝗔𝗡𝗭𝗔 𝗦𝗣𝗘𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗨𝗡𝗔 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗘 𝗔𝗧𝗧𝗜𝗩𝗜𝗦𝗧𝗔‼️

da il manifesto di oggi

«Il problema principale è che il monopolio interpretativo della protesta è affidato alla polizia – sostiene l’avvocato (Novaro) -. La questura qualifica i fatti e in qualche modo seleziona gli indagati: su manifestazioni anche di migliaia di persone alla fine gli indagati sono sempre i soliti 20 o 30». Infatti la questura, prosegue, «detiene un bagaglio di conoscenze sui circuiti politici legati alla protesta sociale» e questo «le consente di individuare i soggetti che vengono ritenuti maggiormente pericolosi per l’ordine pubblico, identificati come veri e propri nemici dell’ordinamento e della convivenza civile». Si tratta, a parere di Novaro, di «un sapere accumulato in anni di osservazioni, monitoraggi, schedature, intercettazioni e poi riversato nelle indagini preliminari fatte dai pm. Questo è tra l’altro il presupposto per l’applicazione delle misure cautelari e finisce per diventare il linguaggio e l’argomentazione di cui si dotano gli altri protagonisti istituzionali del procedimento penale»

articolo completo ⤵️
https://ilmanifesto.it/i-pro-pal-sorvegliati-speciali-come-i-mafiosi

26/03/2026
09/02/2026

La ragazza nella foto sta per essere impiccata.
Il suo nome è Lepa Radić, ha 17 anni ed è una partigiana jugoslava.
Quando le infilano la corda al collo grida: «Combattete, gente, per la vostra libertà! Non arrendetevi ai malfattori! Sarò uccisa, ma c’è chi mi vendicherà!»
Lepa Radić nacque nel 1925 a Bosanska Gradiška, all’epoca Regno di Jugoslavia. Dopo l’invasione nazifascista del 1941 e la nascita dello Stato Indipendente di Croazia, ovvero il regime collaborazionista degli ustascia, parte della sua famiglia venne arrestata o uccisa. Lei, ancora adolescente, scelse allora di unirsi alla resistenza partigiana jugoslava. A soli quindici anni entrò nella Lega della Gioventù Comunista e iniziò a svolgere compiti di collegamento, assistenza ai feriti e supporto logistico ai combattenti. Nel 1943, durante un’operazione contro le forze partigiane condotta dalla 7ª Divisione SS “Prinz Eugen”, Lepa venne catturata mentre aiutava civili e partigiani in ritirata. Subì interrogatori e torture, nel corso dei quali le fu promessa la salvezza in cambio di informazioni sensibili, ma lei oppose sempre un netto rifiuto. Condannata a morte, venne impiccata pubblicamente l’8 febbraio 1943, a soli 17 anni. Le fotografie della sua esecuzione divennero una delle immagini più dure e simboliche della brutalità dell’occupazione nazifascista nei Balcani. Dopo la guerra, Lepa Radić divenne un simbolo per tutte le persone antifasciste dentro e fuori la Jugoslavia: il suo estremo coraggio di fronte alla tortura e alla morte rappresentano ancora oggi una delle massime espressioni di fedeltà ai propri ideali.

Cronache Ribelli

31/01/2026

#‼️Cieli della Sardegna attraversati dagli aerei Usa diretti in Iran.‼️
🤬...detti

Indirizzo

Piazza Della Repubblica 1
Cagliari

Sito Web

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