07/10/2025
IL PARADOSSO DELLE GPS
Il sistema di reclutamento del personale scolastico attraverso le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), introdotto nel 2020 anche con l’intento di razionalizzare il sistema e velocizzare le procedure di assegnazione degli incarichi, si è rivelato un meccanismo farraginoso e opaco. L’algoritmo, piuttosto che garantire trasparenza, ha generato una spirale di malcontento, ricorsi e contenziosi, minando la fiducia dei docenti e appesantendo la macchina amministrativa.
Il nodo cruciale risiede anche nella totale assenza di una regolamentazione formale che disciplini il funzionamento delle GPS e dell’algoritmo e la proroga fino al 2028 dello strumento dell’Ordinanza Ministeriale per la gestione delle Graduatorie Provinciali delle Supplenze (GPS). Questa lacuna normativa lascia l’algoritmo operare in una sorta di “zona d’ombra digitale”, priva di controlli, criteri espliciti e garanzie procedurali. I docenti, di conseguenza, non sono messi nelle condizioni di comprendere né di prevedere le logiche sottese alle assegnazioni, alimentando un clima di sospetto e sfiducia sistemica.
Un ulteriore elemento critico è rappresentato dalla modalità di espressione delle preferenze territoriali. Fino al 2022, i candidati potevano consultare l’elenco delle cattedre disponibili prima di indicare le sedi desiderate, consentendo una scelta ponderata e strategica. Oggi, invece, il sistema impone l’invio delle preferenze “alla cieca”, senza alcuna informazione preventiva sulle disponibilità effettive. Questo approccio trasforma una decisione cruciale in un rompicapo assurdo dove la razionalità e la programmazione cedono il passo al caso. Il risultato è una distribuzione degli incarichi che appare arbitraria e disconnessa dalle reali esigenze e dalla professionalità acquisita dai candidati. Inoltre, la prassi deleteria dell'inserimento di una quantità esigua di cattedre disponibili durante il primo turno di nomina, per poi aggiungerne un numero cospicuo nei turni successivi penalizza chi, pur avendo un posizionamento elevato in graduatoria, vede svanire la possibilità di ottenere un incarico.
L’opacità del processo e la percezione di ingiustizia generano una reazione a catena: moltissimi docenti si riversano nelle sedi sindacali e presentano istanze di accesso agli atti per cercare di comprendere le ragioni delle assegnazioni ricevute o mancate. Ogni richiesta rappresenta un carico burocratico aggiuntivo per il personale docente e per gli uffici scolastici territoriali, già gravati da compiti complessi e risorse limitate. In assenza di risposte chiare, molti docenti si vedono costretti a intraprendere azioni legali per tutelare i propri diritti, trasformando il reclutamento in un campo di battaglia giuridico. Questo clima di contenzioso permanente non solo compromette il benessere dei lavoratori tutti ma rende il sistema insostenibile nel lungo periodo, sia dal punto di vista umano che organizzativo.
Pertanto, riteniamo che sia assolutamente necessario la condivisione con le parti sindacali e l’emanazione di un Regolamento che specifichi anche:
- I criteri di funzionamento dell’algoritmo GPS e le modalità di elaborazione delle preferenze;
- La necessità della pubblicazione preventiva dell’elenco di tutte le cattedre disponibili;
- La semplificazione nell’accesso agli Atti riducendo il carico burocratico su scuole, uffici scolastici e personale docente.;
- Il ripescaggio dei docenti che, pur non avendo commesso alcun errore nella compilazione della domanda, sono stati esclusi a causa delle incompletezze del sistema.
Questo comunicato nasce dalla volontà di contribuire alla costruzione di un sistema di reclutamento equo, trasparente e sostenibile, che valorizzi la professionalità e tuteli i diritti dei lavoratori della scuola. Per questi motivi si auspica un’apertura al dialogo costruttivo da parte del MIM e dei suoi uffici periferici della Sardegna cui abbiamo inviato una specifica richiesta in merito.
Francesca D'Agostino - Segreteria FLC CGIL Sardegna