11/05/2026
Il progetto “365 volte Europa” che ci ha visti coinvolti con l’associazione MiTi e il CAI. Si tratta di una mostra fotografica itinerante che racconta un anno intero a piedi attraverso l'Europa da parte dei due viaggiatori Riccardo Carnovalini ed Anna Rastello. Una sintesi numerica: 22 nazioni, 11.275 km e 10.700 scatti. Noi abbiamo guidato la visita nella Riserva della Val Rosandra dopo aver visitato, assieme agli autori, la mostra “Il terzo occhio sul continente”, nel foyer del Teatro Prešeren a Bagnoli della Rosandra, nel comune di Dolina. Riccardo ed Anna hanno raccontato l’origine e il senso delle foto e si è discusso del sentirsi europei in ogni parte del continente, in modi diversi. Tra i 40 escursionisti che hanno partecipato all’uscita, un buon 70% veniva da aree d’origine extraeuropee: Afganistan, Cina, Filippine, Bangladesh, Pakistan, Nepal ed altri. Così Anna Rastello ha ironizzato sulla sua origine multietnica, in parte norvegese, scherzando sulle sembianze che non richiamano certo una bionda donna del nord Europa. Forti di queste differenze, si è discusso di ambiente, biodiversità, impatto dell’uomo sulla natura e alcuni partecipanti hanno espresso il loro pensiero sul significato del camminare e del viaggio, raccontando esperienze personali.
Abbiamo percorso 6,5 km e un dislivello di 230 m partendo dal centro visite alle 10 del mattino e ritornando al punto di partenza in tempo per recarci alla festa della Majenca, a Dolina, alle 17.
Dal centro, in poco meno di 1 km di strada abbiamo raggiunto il rifugio Premuda (79 m slm) e da qui abbiamo preso la via delle acquee e successivamente il sentiero dell’amicizia. Siamo passati sotto la chiesetta di Santa Maria in Siariis e il cippo Comici fino ad ammirare la cascata con una buona quantità d’acqua. Infine abbiamo raggiunto il borgo di Botazzo: meno di 3 km dalla partenza, con un dislivello complessivo di soli 150 m. Fin qui il percorso è stato semplice, su un sentiero comodo e ben tracciato ma alcuni hanno trovato faticoso il tratto successivo: da Botazzo nel tratto più ripido (80 metri di quota in 400 metri) fino alla ciclabile.
Lungo il percorso abbiamo osservato piante e animali (un bell’avvistamento di merlo acquaiolo e di falco pellegrino) e gli animali non osservati dal vivo… li abbiamo visti dal tablet, in modo da conoscere rane, raganelle, salamandre, pipistrelli, vipere, gambero di fiume ecc..
Sulla ciclabile ci siamo fermati per pranzare e un gruppo ristretto, munito di torce e caschetto, ha visitato la grotta delle Gallerie, parlando dell’importanza paleontologica di questo sito.
Nel pomeriggio l’escursione è ripresa seguendo il tracciato della vecchia ferrovia fino a prendere la deviazione per il Borgo di Moccò: da qui abbiamo ammirato l’intera valle proprio quando sono cadute le prime timide gocce di pioggia.
Gli immancabili cevapcici e la birra ci hanno permesso di chiudere in bellezza la giornata.