AIB Cafasse

AIB Cafasse Il corpo volontari AIB del Piemonte è un’associazione regionale di volontariato per la prevenzione de

La nascita ufficiale della nostra Squadra AIB avviene il 24 Marzo 1977 con deliberazione del Consiglio Comunale di Cafasse. II nucleo originario della Squadra fu subito corposo, circa trenta volontari, la massiccia adesione fu dovuta al grande incendio del Monte Basso, avvenuto pochi mesi prima. I cittadini di Cafasse vedendo i disastrosi effetti dell’incendio che distrusse gli impianti boschivi d

ella montagna, cominciarono a ragionare con il Corpo Forestale dello Stato e con l'Amministrazione Comunale circa la necessita di organizzarsi per far fronte a questo genere di calamità che periodicamente ricorrono. La Regione Piemonte istituì, pochi anni prima, il 6 maggio '74 con la Legge 13 intitolata "interventi per la prevenzione e l’estinzione degli incendi forestali" il quadro legislative in cui poi poterono essere inseriti ed inquadrati i volontari. Possiamo quindi affermare che la nostra Squadra fu una delle prime Squadre organizzate AIB del Piemonte.

09/08/2026

CHE RIDERE…

Leggere certi post e certi commenti riguardo gli incendi boschivi che stanno interessando in questo periodo il Piemonte, e non solo, fa veramente ridere.

O forse, più semplicemente, ridiamo per non avere a che discutere con certa gente.

Da settimane gli incendi boschivi stanno mettendo a dura prova il nostro territorio e, soprattutto, le persone che ogni giorno sono impegnate a combatterli, i numerosi operatori: volontari AIB, Vigili del Fuoco e tutti coloro che, a terra e dal cielo, lavorano per contenere le fiamme e proteggere persone, abitazioni, infrastrutture e boschi.

E invece cosa leggiamo al posto di un semplice GRAZIE?

“Perché non riescono a spegnerlo?”

“Se fossero intervenuti prima, adesso non sarebbe così grande.”

“Perché non mandano più Canadair?”

“È tutta una questione di soldi, così le aziende del settore ci guadagnano.”

E potremmo andare avanti per giorni.

La varietà delle teorie è veramente ampia.

Ma proviamo per un attimo a fermarci e a guardare le cose da un’altra prospettiva.

Sapete che c’è gente là in mezzo che rinuncia a ferie programmate per continuare a lavorare su un incendio?

Sapete che ci sono VOLONTARI che sacrificano famiglia, lavoro, impegni personali e ore di riposo per mettersi a disposizione?

Sapete che ci sono Vigili del Fuoco che affrontano turni pesantissimi per garantire una presenza costante sul territorio e proteggere tutti noi?

Probabilmente no.

Perché mentre voi scrivete il vostro commento dal divano di casa, magari sotto un condizionatore che fa fatica a tenere testa alle temperature di questo periodo , c’è qualcuno che va contro al fuoco indossando una tuta che, credete, di “fresca” ha ben poco.

Ci sono persone che lavorano sotto il sole, con temperature elevatissime, circondate dal calore delle fiamme e dal fumo.

Persone che arrivano a dover camminare per ore per raggiungere il fronte dell’incendio.

Ore.

Non cinque minuti.

ORE.

Con l’attrezzatura sulle spalle, su terreni ripidi, sconnessi e spesso difficilmente accessibili.

E magari il fronte si trova in un punto raggiungibile solamente a piedi, il che vuol dire attrezzatura limitata, senza acqua… solo attrezzi manuali, spirito di sacrificio e forza di volontà.

Ma pensateci , se per arrivarci servono due o tre ore di cammino, secondo voi cosa succede nel frattempo?

Che l’incendio aspetta?

Ovviamente no.

Continua a bruciare.

E continua ad avanzare.

E in condizioni come quelle che stiamo vivendo, con vegetazione estremamente secca, terreni aridi, temperature elevate e vento, la situazione può peggiorare molto rapidamente.

Un incendio boschivo non è un falò in mezzo a un prato.

Non basta arrivare con una manichetta, aprire l’acqua e aspettare che si spenga.

Ci sono pendenze, vento, vegetazione, accessibilità, focolai che possono rimanere attivi o riaccendersi e fronti che possono svilupparsi in direzioni completamente diverse.

E poi c’è un’altra cosa che forse sfugge.

L’elicottero e il Canadair non sono una bacchetta magica.

L’intervento aereo è fondamentale, ma deve essere coordinato con quello a terra e deve essere effettuato dove e quando può essere realmente efficace.

Un lancio d’acqua può rallentare o abbattere un fronte, ma poi qualcuno deve andare a terra, raggiungere quella zona e lavorare per contenere definitivamente il fuoco, per bonificare.
Le risorse aeree sono limitate, con i fronti attualmente attivi non è possibile avere elicotteri e canadair ovunque, su qualsiasi incendio.

inoltre: un incendio apparentemente spento non significa necessariamente un incendio definitivamente estinto.

Sotto la cenere, nel terreno, nelle radici o nella vegetazione possono rimanere punti caldi capaci di riattivarsi.

Per questo le operazioni possono continuare anche quando, dalle immagini che vediamo sui social, sembra che “non ci sia più niente”.

E allora arriviamo alla teoria che personalmente trovo più assurda.

“Lo fanno durare apposta così guadagnano di più.”

Davvero?

Davvero pensate che un volontario che rinuncia alle proprie ferie, al proprio tempo libero e alla propria famiglia lo faccia per far guadagnare qualcuno?

Davvero pensate che un Vigile del Fuoco preferisca stare ore e ore davanti alle fiamme, rischiando la propria incolumità, invece di vedere quell’incendio spento il prima possibile?

Davvero pensate che chi coordina le operazioni abbia interesse a vedere un incendio diventare più grande?

Un incendio che dura di più significa più territorio bruciato, più danni, più rischio per le persone, più risorse impiegate e soprattutto più pericolo per chi è chiamato a combatterlo.

Non ci guadagna nessuno.

E forse sarebbe il caso di smetterla di giudicare un lavoro che non si conosce.

Prima di scrivere “perché non lo spengono?”, provate a chiedervi dove si trova quell’incendio.

Prima di scrivere “dovevano intervenire prima”, provate a chiedervi come si è sviluppato, quando è stato individuato e quanto è realmente accessibile il punto in cui sta bruciando.

Prima di scrivere “non mandano gli elicotteri”, provate a chiedervi come viene deciso l’impiego dei mezzi aerei e come viene coordinato con chi sta lavorando a terra.

E prima di parlare di soldi, aziende e interessi economici, magari provate a informarvi.

Perché dietro quelle tute arancioni, nere o di qualsiasi altro colore, non ci sono avatar, non ci sono numeri e non ci sono “quelli che vengono pagati per farlo”.

Ci sono persone.

Ci sono volontari.

Ci sono professionisti.

Ci sono uomini e donne che mentre noi siamo a casa, al lavoro, al mare o comodamente seduti sul divano, sono là fuori.

A respirare fumo.

A sopportare temperature assurde.

A camminare per chilometri.

A lavorare per ore.

A rischiare.

E lo fanno per proteggere il territorio di tutti noi.

Quindi sì, criticate pure.

Chiedete spiegazioni.

Fate domande.

È assolutamente legittimo.

Ma prima di trasformare una situazione complessa in una teoria da social, informatevi.

Perché dietro un incendio che vedete in un video di trenta secondi possono esserci decine di persone che stanno combattendo da ore per impedire che quelle fiamme arrivino alle vostre case.

E forse, prima di giudicare il loro lavoro dal divano, sarebbe sufficiente ricordarsi una cosa:

Quelle persone non stanno guardando l’incendio, CI STANNO DENTRO.

🚒🔥🧑🏻‍🚒💚🧡❤️

09/08/2026
04/08/2026

🧡Partita questa mattina la Colonna Mobile Regionale del Corpo AIB Piemonte diretta in Calabria per supportare le attività di prevenzione e contrasto agli incendi boschivi.

Un grazie alle volontarie e ai volontari che, nonostante le settimane difficili vissute anche in Piemonte sul fronte incendi, mettono ancora una volta a disposizione competenza, professionalità e spirito di servizio a favore delle comunità e del territorio.

Buon lavoro a tutti!

18/07/2026

🔥 Un riconoscimento che appartiene a tutte le nostre volontarie e a tutti i nostri volontari.

In queste settimane il Corpo Volontari AIB del Piemonte è stato impegnato senza sosta negli incendi boschivi che hanno colpito il nostro territorio.

Oggi la Regione Piemonte, attraverso il Presidente Alberto Cirio, l’Assessore Marco Gabusi e il Direttore Bruno Ifrigerio, ha voluto esprimere ufficialmente il proprio ringraziamento al Corpo AIB Piemonte per il lavoro svolto.

Un riconoscimento che valorizza l’impegno quotidiano di oltre 1.300 volontarie e volontari, protagonisti di più di 8.400 ore di attività operativa al servizio delle comunità piemontesi.

Questo grazie è dedicato a chi, con competenza, sacrificio e spirito di servizio, continua ogni giorno a proteggere i nostri boschi e il nostro territorio.

👉 Leggi il comunicato completo sul nostro sito.



Leggi tutto l’articolo su https://corpoaibpiemonte.it/emergenza-incendi-in-piemonte/

16/07/2026
07/07/2026
22/05/2026

🛡️ 𝗣𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗹’𝗨𝗻𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮: 𝘂𝗻 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗼 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮 𝗔𝗶𝗯 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗳𝗮𝘀𝘀𝗲

🚒 Un nuovo mezzo antincendi boschivi per rafforzare la sicurezza del territorio e rendere ancora più efficace la rete del volontariato. L’Unione montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone ha completato l’acquisto di un nuovo automezzo speciale destinato agli interventi di antincendio boschivo, finanziato dalla Regione Piemonte attraverso i fondi della Strategia Nazionale Aree Interne e concesso in comodato d’uso gratuito alla Squadra Aib e Protezione Civile di Cafasse

💧 Un autocarro Volvo FL 240, dotato di una cisterna da tremila litri e acquistato grazie a un investimento di quasi 150mila euro destinato alla prevenzione incendi nelle aree interne e alla tutela del patrimonio boschivo delle Valli di Lanzo

🌲 Il progetto rientra negli interventi previsti per rafforzare i servizi essenziali e la capacità di risposta dei territori montani anche attraverso opere e mezzi dedicati alla protezione civile e alla lotta agli incendi boschivi

🗣️ «Un investimento concreto sulla sicurezza del territorio e sulla capacità di intervento delle squadre Aib. Le nostre Valli hanno bisogno di strumenti efficienti e di volontari messi nelle condizioni migliori per operare rapidamente in caso di emergenza», evidenzia il vicepresidente dell’Unione Montana, Graziano Bergero, che ha seguito l’iter legato al finanziamento e alla gestione dell’intervento insieme agli uffici dell’ente e al servizio di Protezione Civile

📍 La scelta di assegnare il mezzo alla Squadra AIB Cafasse è legata sia alla presenza di una sede adeguata per il rimessaggio del veicolo sia alla posizione strategica del paese, particolarmente favorevole per raggiungere rapidamente tutto il territorio dell’Area Interna in caso di emergenza

🚨 L’automezzo sarà utilizzato prevalentemente nei Comuni dell’Area Interna, andando a rafforzare la capacità operativa dei volontari in un territorio dove il rischio incendi, soprattutto nei mesi più caldi, rappresenta una criticità sempre più concreta

Nella giornata di ieri una rappresentanza della nostra squadra ha partecipato ad un’esercitazione che ha visto coinvolto...
28/12/2025

Nella giornata di ieri una rappresentanza della nostra squadra ha partecipato ad un’esercitazione che ha visto coinvolto il Corpo AIB Piemonte ed i Vigili del Fuoco sul territorio del comune di Cuorgne.

Si è lavorato nei boschi attorno al Santuario di Belmonte, già teatro di un grosso incendio divampato nel marzo 2019.

Queste operazioni sono necessarie per permettere ai nuovi volontari di apprendere al meglio le modalità operative e rafforzare l’unione e la collaborazione fra VVFF ed AIB.

Una bella giornata conclusa con un momento conviviale.

Un grazie a tutti coloro che hanno organizzato, gestito e partecipato alla giornata.

Indirizzo

Cafasse
10070

Orario di apertura

21:00 - 23:00

Telefono

3332718170

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando AIB Cafasse pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a AIB Cafasse:

Scelte rapide

Condividi