Exodus Caccuri

Exodus Caccuri La storia di Exodus è una storia di liberazione. Inizia negli anni ’80 con il “risanamento” del Parco Lambro a Milano.

Exodus di Caccuri (Kr) nasce 1999 sulle pendici della Sila ed opera sulla base della filosofia, dei principi e dei valori innestati in Exodus dal suo fondatore Don Antonio Mazzi
Il modello psico-educativo utilizzato nella casa Exodus di Caccuri prevede un programma personalizzato in cui ergoterapia, approccio educativo, approccio psicologico ed attività d

i vario tipo (sportiva, culturale, artistica, ludica, etc...) si armonizzano per permettere all’utente di riconoscere i suoi disagi, comprenderne le cause e sviluppare tutte le risorse di cui necessita per rimettere in carreggiata la sua vita. In particolare, nel percorso comunitario, l’accento viene posto sui rapporti, sulla capacità di esprimere le proprie emozioni e ritrovare fiducia in sé stessi e negli altri, aspetti che solitamente risultano altamente deficitari e che non consentono alla persona di uscire da dinamiche “tossiche” e disfunzionali. Inoltre, essendo una comunità mista, in cui uomini e donne interagiscono quotidianamente, in questa comunità gli utenti hanno una preziosa opportunità di fare i conti con certi tipi di sentimenti, di impulsi e di conflitti verso “l’altro sesso”. Durante questi processi di crescita gli utenti vengono seguiti passo passo dagli educatori e dallo psicologo, sia all’interno di colloqui individuali, in cui si focalizzano le dinamiche personali; sia mediante momenti di collettività in cui si innescano, si osservano e si elaborano le dinamiche di gruppo. La comunità Exodus di Caccuri si avvale anche di un centro di ascolto situato nel centro della città di Cosenza, avamposto privilegiato in grado di intercettare i bisogni sociali del territorio. Punto di riferimento e supporto di donne, genitori, familiari che si trovano in situazioni di disagio psico-sociale. Promuove e realizza progetti formativi contro la dispersione scolastica ed interventi innovativi rivolti ai giovani, alle famiglie e alle necessità del territorio. Il centro di ascolto inoltre fa da “filtro” per la comunità consentendo un più facile primo contatto per le persone che hanno bisogno d’aiuto ma che hanno difficoltà di orientamento rispetto ai servizi che si occupano di tossicodipendenze.

19/04/2026
16/04/2026
18/02/2026

La mia prima volta a calcio

Ricordo che stavo trascorrendo le vacanze dai nonni e fino a quel giorno di calcio ne sentivo solamente parlare, ma non conoscevo nessuna regola se non la più semplice: “Vince chi fa più gol”.
Beh diciamo che non pensavo nemmeno ci fossero delle regole particolari, se non “vietato prendere la palla con le mani” e “ripartire con la palla ferma quando esce dal campo”. Queste erano le regole fondamentali, che secondo me a 7 anni, bastavano per poter giocare una partita di pallone.
Invece ho scoperto molto velocemente che le regole sono tantissime e quando si gioca per strada, possono cambiare improvvisamente così come anche le squadre…se troppo squilibrate, c’era sempre qualcuno che dopo pochi minuti fermava il gioco e urlava: “Rifacciamo le squadre, così sono troppo squilibrate!”.
Tornando alla prima partitella, diciamo che non è stata proprio come l’avrei potuta sognare, però me la ricordo molto bene.
Giocammo in un campo tra un cimitero e una chiesa, situato in aperta campagna fatto da terra mista a sabbia che alzava un polverone ad ogni nostro passo. Le porte erano senza rete e i pali arrugginiti e roventi per il torrido pomeriggio d’inizio agosto. C’erano anche due panchine verdi, fatte di ferro, ma sfido i più coraggiosi a sedersi anche perché erano a dir poco ustionanti e se ci sedevamo a gambe n**e le avremmo sicuramente cotte alla piastra.
In questo posto semisconosciuto da tanti, ma molto conteso dai ragazzini mi ritrovo giocare la mia prima partita, nell’imbarazzo generale davanti ad alcune ragazzine che erano lì per vedere i ragazzi più grandi, che con quelle tifose speciali avrebbero dato tutto sé stessi per farsi notare.
Io timido e impacciato resto in attesa che qualcuno mi chiami e mi dica “siamo pronti”.

Metti la tua passione in azione: lavora con Exodus a Caccuri.La Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi riapre, dal 22 ge...
21/01/2026

Metti la tua passione in azione: lavora con Exodus a Caccuri.

La Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi riapre, dal 22 gennaio 2026, le candidature per educatori ed educatrici professionali e assistenti sociali motivati, pronti a entrare in un contesto educativo stimolante e trasformativo.
📍 Sede: Caccuri, Calabria
🎓 Requisito: Laurea in Scienze dell’Educazione o Servizio Sociale

Entrerai a far parte di un’équipe multidisciplinare che lavora insieme per supportare ragazzi con problematiche di dipendenza, offrendo percorsi educativi personalizzati, centrati sulla relazione, la responsabilità e la crescita personale. Ogni giorno sarà un’occasione per imparare, confrontarsi e contribuire a un vero cambiamento nella vita dei giovani.

Una volta inviata la candidatura, sarai contattato per un colloquio conoscitivo.
Invia subito la tua candidatura a [email protected] e trasforma la tua passione in azione.

05/01/2026

Quale oggetto sarà al centro delle nostre vite nel nuovo anno? Che cosa va riscoperto? Don Antonio Mazzi, 96 anni, fondatore di Exodus, non ha dubbi: «Nel 2026 vorrei che il sorriso fosse riscoperto da tutti, vorrei proprio vederlo tornare, perché in questi anni l’abbiamo perso. Non so esattame...

03/12/2025

Grazie a Sky tg24 per tenere alta l’attenzione sul tema delle dipendenze e su Rogoredo, la più grande piazza di spaccio in Italia.

Il bosco non è solo un luogo di degrado: è il termometro di un fenomeno che in Italia continua a crescere in silenzio. Gli operatori fanno miracoli con mezzi limitati, mentre le dipendenze si intrecciano sempre più con la salute mentale dei ragazzi.

Meno “curiosità chimica”, più fragilità emotiva; boom di psicofarmaci senza prescrizione; cannabis sempre più potente; cocaina diventata sostanza di massa; nuove droghe che cambiano più velocemente della capacità del sistema di intercettarle. E poi gioco d’azzardo, dipendenze digitali e il carcere che scoppia con oltre un terzo dei detenuti tossicodipendenti.

È una fotografia che ci chiede un cambio di passo: prevenzione precoce, presa in carico flessibile e personalizzata, maggiore integrazione fra pubblico e privato sociale, più fondi e meno burocrazia. Oltre che un aggiornamento della normativa in materia ormai vecchia di 35 anni.

Exodus continua a fare la sua parte, sul campo, accanto ai ragazzi con un sistema di servizi per le dipendenze fatto di comunità, centri diurni, unità di strada, centri d'ascolto e cooperative di reinserimento che danno risposte ad oltre mille ragazzi ogni anno.

Exodus Cassino Exodus Caccuri Exodus - Progetto Donmilani2 Exodus Pronti Via Exodus Casa Di Tursi 4exodus cooperativa Luigi Maccaro Juppiter Exodus Cosenza

27/11/2025

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha inaugurato a Milano lo ‘Spazio di Solidarietà’, l’iniziativa natalizia di raccolta fondi promossa dal...

Indirizzo

Contrada San Lorenzo
Caccuri
88833

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