Exodus di Caccuri (Kr) nasce 1999 sulle pendici della Sila ed opera sulla base della filosofia, dei principi e dei valori innestati in Exodus dal suo fondatore Don Antonio Mazzi
Il modello psico-educativo utilizzato nella casa Exodus di Caccuri prevede un programma personalizzato in cui ergoterapia, approccio educativo, approccio psicologico ed attività d
i vario tipo (sportiva, culturale, artistica, ludica, etc...) si armonizzano per permettere all’utente di riconoscere i suoi disagi, comprenderne le cause e sviluppare tutte le risorse di cui necessita per rimettere in carreggiata la sua vita. In particolare, nel percorso comunitario, l’accento viene posto sui rapporti, sulla capacità di esprimere le proprie emozioni e ritrovare fiducia in sé stessi e negli altri, aspetti che solitamente risultano altamente deficitari e che non consentono alla persona di uscire da dinamiche “tossiche” e disfunzionali. Inoltre, essendo una comunità mista, in cui uomini e donne interagiscono quotidianamente, in questa comunità gli utenti hanno una preziosa opportunità di fare i conti con certi tipi di sentimenti, di impulsi e di conflitti verso “l’altro sesso”. Durante questi processi di crescita gli utenti vengono seguiti passo passo dagli educatori e dallo psicologo, sia all’interno di colloqui individuali, in cui si focalizzano le dinamiche personali; sia mediante momenti di collettività in cui si innescano, si osservano e si elaborano le dinamiche di gruppo. La comunità Exodus di Caccuri si avvale anche di un centro di ascolto situato nel centro della città di Cosenza, avamposto privilegiato in grado di intercettare i bisogni sociali del territorio. Punto di riferimento e supporto di donne, genitori, familiari che si trovano in situazioni di disagio psico-sociale. Promuove e realizza progetti formativi contro la dispersione scolastica ed interventi innovativi rivolti ai giovani, alle famiglie e alle necessità del territorio. Il centro di ascolto inoltre fa da “filtro” per la comunità consentendo un più facile primo contatto per le persone che hanno bisogno d’aiuto ma che hanno difficoltà di orientamento rispetto ai servizi che si occupano di tossicodipendenze.