21/04/2026
Muster & Dikson 115 dipendenti: i lavoratori si fermano. APLI apre una mobilitazione a tempo indeterminato.
Il 30 aprile 2026 i lavoratori della Muster & Dikson hanno proclamato uno sciopero di diverse ore per denunciare una situazione che, secondo quanto da loro stessi riportato, non è più sostenibile: differenze di trattamento, pressioni nei reparti, mancanza di ascolto e assenza di un confronto sindacale reale.
Da mesi i dipendenti segnalano disparità, tensioni interne e un clima percepito come non rispettoso della dignità professionale.
A ciò si aggiunge la mancata apertura di un tavolo di contrattazione con APLI, sindacato al quale risultano iscritti 32 lavoratori, pienamente legittimato a rappresentarli.
Molti dipendenti hanno inoltre scelto di revocare la tessera alla FILCTEM CGIL Ticino Olona, dichiarando di non sentirsi più rappresentati.
Gli stessi lavoratori hanno espresso forti perplessità sulla gestione del percorso elettorale della RSU, ritenuto non trasparente e tale da aver escluso APLI dalla competizione.
APLI ha richiesto documentazione per chiarire la vicenda, ma – secondo quanto riferito – avrebbe incontrato ostacoli e ritardi.
Di fronte a questo quadro, i lavoratori hanno deciso di alzare la testa e di utilizzare lo sciopero come strumento democratico per chiedere rispetto, equità e partecipazione.
APLI: “Non ci fermiamo. Parte una mobilitazione a tempo indeterminato.”
Il Segretario Generale Marcello Manno, raccogliendo la voce dei lavoratori, annuncia che lo sciopero del 30 aprile è solo l’inizio.
APLI avvierà una mobilitazione a tempo indeterminato, articolata, progressiva e pienamente nel rispetto delle norme, fino a quando non verranno garantiti:
pari dignità sindacale,
trasparenza nei processi interni,
ascolto reale delle istanze dei lavoratori,
un clima di lavoro rispettoso e collaborativo.
APLI non cerca lo scontro, ma non accetta il silenzio.
Non cerca nemici, ma pretende giustizia.
Non vuole conflitti, ma esige rispetto.
“Manno scatena l’impegno, non il caos”
Il Segretario Generale APLI, con fermezza istituzionale, dichiara che l’organizzazione agirà con tutta la forza che la legge riconosce ai sindacati.
Non per distruggere, ma per ricostruire.
Non per dividere, ma per ridare voce a chi non viene ascoltato.
La mobilitazione sarà continua, determinata e orientata a un solo obiettivo:
la tutela dei lavoratori e della loro dignità.
Un appello alla cittadinanza
APLI invita la comunità dell’Alto Milanese a sostenere i lavoratori in questa fase cruciale.
La dignità sul lavoro non è un privilegio: è un diritto che riguarda l’intero territorio.
Lo sciopero del 30 aprile 2026 di 8 0re e la mobilitazione che seguirà non sono un gesto di rottura, ma una richiesta di giustizia, trasparenza e rispetto.
APLI non ha più voglia di scherzare ci sono in gioco i diritti e quando i diritti vengono calpestati...
I DIRITTI ALZANO LA VOCE
foto prese dal web