12/10/2026
Leggete e meditate!!!
Zeus aveva tre anni.
Secondo il racconto del suo proprietario, riportato dalla Nuova Sardegna, un cacciatore lo ha ucciso con due fucilate, poi ha puntato il fucile anche contro di lui, minacciandolo. I carabinieri hanno aperto un’inchiesta. La Lida ha annunciato sostegno legale alla famiglia.
Le responsabilità saranno accertate. Ma questa notizia ci riporta a un problema che conosciamo anche attraverso le segnalazioni che riceviamo.
Ci contattano parecchie persone stanche di vedere cacciatori girare e sparare vicino alle proprie case. Raccontano che, quando chiedono loro di allontanarsi, la risposta non è sempre «Mi scusi, signora, mi sposto». A volte il senso è ben diverso: paghiamo le tasse venatorie, quindi possiamo fare quello che vogliamo.
Anche nel racconto del proprietario di Zeus compare il richiamo al pagamento delle tasse venatorie come risposta alla richiesta di allontanarsi. Come se pagare una tassa esonerasse dal rispetto degli altri.
A chi ci chiama consigliamo di rivolgersi ai Carabinieri forestali o alla Polizia provinciale. Ma, nella nostra esperienza, la carenza di personale rende spesso difficile un intervento tempestivo. Nel frattempo, chi si comporta così può andarsene senza essere controllato. E chi ha chiesto aiuto rimane con la sensazione di essere solo.
Non tutti i cacciatori si comportano così. Lo sappiamo.
Proprio per questo vorremmo conoscere le azioni di chi li rappresenta.
Già nel 2017 Viviana Bertocchi, nell’editoriale di “Beccacce che Passione”, chiedeva alle organizzazioni venatorie provvedimenti concreti, senza paura di perdere consensi. Altrimenti, scriveva, «a nulla serviranno le belle parole».
Nello stesso editoriale riportava le dichiarazioni di Gianluca Dall’Olio, allora presidente nazionale di Federcaccia. Riconosceva che le associazioni, compresa la sua, erano rimaste indietro nell’applicazione delle sanzioni contro il bracconaggio. E spiegava che «ogni associazione cerca soprattutto di sottoscrivere più tessere rispetto alle altre», con il rischio di reazioni concrete più blande.
Sono passati quasi nove anni. Che cosa è cambiato?
Nel frattempo, le cose potrebbero cambiare anche nella direzione opposta a quella che auspichiamo. Il nuovo disegno di legge sulla caccia, già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera, prevede l’inclusione delle foreste demaniali nella programmazione venatoria, nuove specie cacciabili e un ampliamento dell’uso di strumenti ottici e optoelettronici, compresi i visori notturni, nella caccia di selezione agli ungulati, con alcune esclusioni.
Il testo agevola inoltre la possibilità di cacciare in Italia per chi possiede un’abilitazione rilasciata negli altri Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. Anche per persone che non necessariamente conoscono i luoghi, la presenza delle abitazioni e le abitudini di chi ci vive.
Come si intende garantire che conoscano le regole applicabili e le caratteristiche dei territori? Con quale vigilanza e quale personale?
Se già oggi ottenere un controllo tempestivo è spesso difficile, ampliare le possibilità di caccia senza garantire controlli adeguati ci fa temere che conflitti e situazioni di pericolo possano diventare più frequenti, anche con conseguenze gravi.
E le associazioni venatorie quali risultati possono mostrare? Quanti iscritti vengono sospesi o espulsi per comportamenti illeciti? Quante segnalazioni alle autorità partono dalle associazioni? Quanti cacciatori denunciano un collega, anche quando nessuno lo ha filmato?
Abbiamo cercato risposte nella stampa venatoria e nei siti delle associazioni. Abbiamo trovato un caso documentato di espulsione e segnalazione alla Questura, ma non un rendiconto pubblico che permetta di capire quanto questi interventi siano diffusi. Questo non significa che non vengano fatti: chiediamo che siano resi visibili, con dati verificabili.
Perché chi vive in campagna e si ritrova un cacciatore sull’uscio di casa non sa chi ha davanti: una persona educata, che rispetta le regole e ascolta una richiesta, oppure qualcuno che reagisce con arroganza. E, come racconta il proprietario di Zeus, può arrivare a puntargli un fucile contro.
👉 Chiedere a qualcuno di allontanarsi dalla propria casa non dovrebbe mai significare avere paura della sua risposta.
Nel primo commento il link all’articolo del giornale.