08/06/2026
Sopralluogo preparatorio per le attività di JUMARA
Oggi abbiamo realizzato uno dei primi sopralluoghi tecnici del progetto JUMARA – Comunità in cammino per il Tanagro, insieme alla prof.ssa Mariolina Papa, ai ricercatori e ai dottorandi del Dipartimento di Ingegneria Civile Università degli Studi di Salerno.
Nel corso della giornata abbiamo visitato Ponte San Cono sul Fiume Bianco a Buccino, Ponte Quarto a Romagnano al Monte e le Gole di Punginut sul Fiume Melandro, nel territorio di Vietri di Potenza, osservando da vicino alcune delle principali dinamiche che caratterizzano i nostri corsi d'acqua.
L'obiettivo del sopralluogo era preparare le future attività di ricerca partecipata del progetto e valutare lo stato del sistema fluviale dal punto di vista idrologico, geomorfologico ed ecologico.
Abbiamo discusso dell'efficacia degli strumenti oggi utilizzati per il monitoraggio e il controllo dei corsi d'acqua, delle criticità legate ai fiumi a carattere torrentizio e della necessità di sviluppare sistemi di osservazione più diffusi e accessibili alle comunità locali.
Tra i temi affrontati vi sono stati i processi di erosione e incisione degli alvei, la gestione delle portate, la dinamica dei sedimenti, il ruolo delle infrastrutture esistenti e le possibili opportunità offerte da nuovi strumenti di monitoraggio ambientale e partecipazione civica.
Una delle immagini più significative della giornata è stata quella di un ponte le cui fondazioni risultano oggi molto più esposte rispetto al passato.
È un promemoria concreto di quanto i fiumi siano sistemi dinamici e di come interventi apparentemente innocui — come l'estrazione indiscriminata di sabbia e ghiaia o una gestione che non tenga conto degli equilibri naturali del corso d'acqua — possano produrre effetti che si manifestano a distanza di anni.
Ma il sopralluogo ha raccontato anche un'altra storia.
Quella di fiumi ancora vivi.
Nel corso della giornata abbiamo osservato diverse specie di pesci e una garzetta (Egretta garzetta) sul torrente Platano. Segni evidenti di una biodiversità che continua ad abitare questi ambienti e che ci ricorda come il Tanagro e i suoi affluenti non siano semplicemente infrastrutture idrauliche, ma ecosistemi complessi che svolgono funzioni essenziali per il territorio.
È proprio da questa consapevolezza che nasce JUMARA.
Nei prossimi mesi cittadini, pescatori, associazioni, studenti, amministratori e ricercatori saranno coinvolti in un percorso di osservazione, monitoraggio e produzione condivisa di conoscenza.
L'obiettivo è costruire una comprensione più profonda dei fiumi del nostro territorio e contribuire, attraverso dati, esperienze e partecipazione, a una loro gestione più attenta e sostenibile.
Un ringraziamento speciale alla prof.ssa Mariolina Papa e al gruppo di ricerca dell'Università degli Studi di Salerno per il supporto scientifico e la disponibilità dimostrata, e a Carla Lordi, della Pro Loco di Romagnano al Monte, per averci accompagnato durante il percorso condividendo conoscenze, storie e memorie preziose legate a questi luoghi.
Per troppo tempo abbiamo guardato i fiumi come margini del territorio.
JUMARA prova a fare il contrario: riportarli al centro della conoscenza, della partecipazione e della cura delle nostre comunità.
Grazie alla prof.ssa Antonia Longobardi, prof. Luca Sarno, l'Ing. Lucio Iantorno e lo studente argentino Santiago Raul Sabeh.
E Carla Lordi della Pro Loco di Romagnano al Monte per averci accompagnato!