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🎤 DOMANI SI CANTA! E TU, CI SARAI? 🎶🔥Hai sempre amato cantare, ma non hai mai pensato di farlo in un coro?Magari perché ...
14/10/2026

🎤 DOMANI SI CANTA! E TU, CI SARAI? 🎶🔥

Hai sempre amato cantare, ma non hai mai pensato di farlo in un coro?

Magari perché credi di non essere abbastanza bravo, perché non hai esperienza o semplicemente perché non hai mai trovato l'occasione giusta...

E se l'occasione giusta fosse proprio domani? ❤️

🎸 URBAN CHORUS ti apre le porte!

Un coro pop-rock, tante voci, tanta energia e un'unica grande passione: la musica!

Non devi aver già cantato in un coro, né aver studiato musica. E non importa quanti anni hai!

✨ Domani potrai cantare subito insieme a noi, conoscere il gruppo e scoprire quanto può essere emozionante far parte di qualcosa che nasce dall'incontro di tante voci.

📅 DOMANI, GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 🕡 ORE 18:30 📍 MYA APS – Via Cavour 34, Brindisi

🎶 Non ve**re solo ad ascoltare. VIENI A CANTARE!

Ti aspettiamo! ❤️

PassioneMusica VieniACantare

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09/10/2026

Durante la conferenza stampa di presentazione del film “Zustissia” sulla storia del pastore sardo Beniamino Zuncheddu, un giornalista si è rivolto a una delle protagoniste, Geppi Cucciari, con questa domanda a dir poco sconcertante:

“Le attrici possono scadere invecchiando?”

Geppi Cucciari ci ha pensato un attimo, giusto un attimo, e poi ha dato questa risposta qui, che è anche una delle molteplici ragioni per cui adoro questa donna:

“Mi fa strano che tu faccia questa domanda riferendoti al fatto che una donna, un’attrice, possa scadere solo perché invecchia. Invecchiare è un privilegio, perché l’alternativa è morire giovani.”

Poi lo ha incalzato:

“Perché non l’hai fatta agli uomini questa domanda?”

Risposta del giornalista:

“Perché purtroppo sono le donne che soffrono di questi stereotipi”.

“Non sono le donne che soffrono di stereotipi, sono gli uomini che parlano delle donne a pensarlo”.

Infine ha concluso con la solita ironia, liquidando quello scambio perdibile nell’unico modo possibile:

“Non è che tu mi lasci senza parole, è che quelle che mi vengono in mente mi scoccerebbe dirtele in un posto meraviglioso come il cinema. Quindi a volte uno può anche scegliere di tacere”.

Geppi Cucciari ha dimostrato ancora una volta che ironia e intelligenza sono sinonimi.

Solo che lei ha esagerato con entrambe.

09/10/2026

Katia Follesa ha pubblicato uno scatto su Instagram ed è stata insultata e criticata per il suo dimagrimento. Di fronte ai commenti e alle insinuazioni di alcuni utenti, che l’hanno accusata di aver utilizzato presunte “punturine” per perdere peso, l’attrice ha risposto spiegando che il suo aspetto è la conseguenza di un grave lutto che ha subito di recente, ossia quello della madre, morta appena un mese fa.

Siamo alle solite: la gente si sente in diritto di giudicare e mortificare il corpo altrui, e - quando si tratta di una donna - quel corpo diventa una faccenda pubblica, che prevede l’interesse, la partecipazione, l’opinione di tutti. E allora, se il corpo di una donna è pubblico, il discorso deve diventare necessariamente politico, sociale, culturale e spostarsi dal particolare (Follesa) al generale: il modo in cui le donne vivono in una società il cui sguardo è maschile e i pensieri sono maschilisti.

Per osservare ciò, basta notare una cosa semplice: quando c’è di mezzo l’aspetto di una donna, il soggetto, ovvero il suo corpo, diventa oggetto e la donna in questione si trova costretta a rispondere a domande che agli uomini non vengono poste: come? perché? per chi? Nella fattispecie: come sei dimagrita? Perché sei dimagrita? Per chi sei dimagrita?

Tuttavia, sono domande di cui crediamo di conoscere le risposte. Come? Semplice, attraverso le “punturine”: non un’alimentazione sana, lo sport e uno stile di vita corretto, ma attraverso una scorciatoia, perché una donna ha certamente l’urgenza, anzi, la fretta di apparire ancora bella e giovane. Il dimagrimento di una donna, specie se ha superato i quaranta, è associato al bisogno, superficiale e frivolo, di fermare il tempo, di apparire com’era un tempo, di essere ancora seduttiva.

E quindi ecco la seconda domanda: perché? Semplice, per piacere ancora. Non per salvaguardare la salute, per un problema di salute o per sentirsi semplicemente bene con se stessa, ma per essere ancora piacente, ancora sulla piazza, ancora appetibile. E qui veniamo all'ultima domanda: per chi? Per i maschi. Gli uomini (e le donne) vittime e colpevoli della cultura patriarcale pensano sempre che una donna che cambia aspetto, che dimagrisce, lo faccia per i maschi, per essere ancora sessualmente desiderabile, attraente.

A un uomo non viene chiesto come, perché e per chi. In ogni caso, le risposte sarebbero diverse: come? Con fatica e impegno, attraverso sport, alimentazione sana e stile di vita corretto. Il "perché?” diventerebbe “perché no?”. Per chi? Per se stesso. Una donna, specie dopo i quaranta, se cambia il proprio aspetto, appare come una piena di vezzi, superficiale. Un uomo, invece, viene visto con ammirazione.

A Follesa non è stato contestato solo il fatto che sia dimagrita, ma anche come l’abbia fatto. E, se non avesse interrotto il flusso della violenza parlando del suo lutto, sarebbero arrivati certamente quelli che l’avrebbero accusata di voler sembrare giovane a tutti i costi, di rincorrere un aspetto che non ha più, di essere antipatica (cosa che è accaduta in passato, quando - di fronte a un suo cambiamento fisico - è stata accusata di non essere più divertente come prima).

Ecco perché la vicenda di Katia Follesa non riguarda soltanto Katia Follesa: riguarda tutte le donne che devono giustificare il proprio corpo, le proprie scelte e persino il proprio dolore davanti a un tribunale permanente. Il problema non è quanto una donna dimagrisca, ingrassi, invecchi o cambi: è la convinzione collettiva che il suo corpo sia una proprietà pubblica, sulla quale chiunque possa esprimersi, sentenziare, ferire. La vera domanda, allora, non è perché una donna sia cambiata, ma perché continuiamo a credere di avere il diritto di chiederle conto del suo corpo.

09/10/2026

A Brindisi la proiezione del film PALESTINE 36 è prevista per sabato 9 e domenica 10 ottobre alle ore 18 al Cinema Teatro Impero.
Le proiezioni coincidono con le giornate di mobilitazione internazionale promosse dall'Alleanza Globale per la Palestina alla quale ci uniamo condividendone gli obiettivi.
La proiezione sarà preceduta da una presentazione della mobilitazione globale e del film e sarà seguita da uno spazio di riflessione.
Per illustrare la giornata di mobilitazione globale riportiamo le dichiarazioni del Dr Mustafa Barghouti, componente del Comitato Direttivo dell'Alleanza Globale per la Palestina e importante leader politico palestinese.
Egli dice:
"Sono passati 3 anni da quando israele ha iniziato il genocidio a Gaza, 1100 giorni di continui bombardamenti che ancora continuano.
Il genocidio ha provocato morti e feriti. Non meno di 250.000 palestinesi, tra cui 22.000 bambini, sono stati uccisi in questo terribile genocidio.
In Cisgiordania i palestinesi sono soggetti a terribili maltrattamenti, oppressione, arresti e uccisioni, non solo da parte dell'esercito israeliano, ma anche dai coloni terroristi, che hanno la copertura dell'esercito israeliano e che continuano ad attaccare ovunque i palestinesi.
Stiamo fronteggiando una terribile cospirazione da parte di israele che sta intensificando non solo il genocidio, ma anche la pulizia etnica sia a Gaza, sia in Cisgiordania.
Stanno cercando di cacciarci dalla nostra patria, dalla Palestina. Non ci riusciranno perché siamo incrollabili.
Chiediamo a tutto il mondo di protestare, di essere solidali, di unirsi alle azioni congiunte che si terranno dal 9 all'11 ottobre CONTRO IL GENOCIDIO, CONTRO LA PULIZIA ETNICA, CONTRO L'OPPRESSIONE E L'INGIUSTIZIA.
Tutti coloro che credono nei diritti umani, nel diritto internazionale dovrebbero ribellarsi e sostenere la nostra lotta per la libertà.
È tempo di abbattere il sistema dell'apartheid, dell'occupazione, dell'oppressione, della pulizia etnica, del genocidio e di sostenere il diritto del popolo palestinese di liberarsi di tutto il sistema del colonialismo d'insediamento.
Sostenete l'umanità, sostenete la giustizia e lottate contro il terribile genocidio".

Riflessioni sul valore del lavoro di cura
09/10/2026

Riflessioni sul valore del lavoro di cura

Nel 2020 Emma Holten si imbatte in un articolo in cui si afferma che le donne rappresentano un deficit, una perdita netta per la società. Le donne infatti ricevono più di quanto danno, è scritto. Prendono più congedi di maternità, stanno di più a casa con i bambini, in genere svolgono lavori meno retribuiti, in molti casi anche part-time, e quindi pagano meno tasse. Partoriscono, e i parti sono costosi. Dunque, conclude il saggio, l’economia mondiale sarebbe più ricca se la vita delle donne assomigliasse a quella degli uomini, perché le donne dedicano troppo tempo a prendersi cura di altre persone. Come siamo arrivati a questo punto? In che modo il contributo decisivo delle donne al benessere collettivo è diventato una perdita secca?
In un sistema che misura il valore in base alla produttività e al profitto, cosa succede a tutto ciò che non può essere quantificato in denaro? Emma Holten, scrittrice, attivista ed economista femminista danese, esplora questa domanda nel suo ultimo saggio "Deficit - Perché l'economia femminista cambierà il mondo".
Emma Holten ripercorre con accuratezza – confutando i falsi miti consolidati nei secoli – il percorso con cui l’economia, dall’Illuminismo in avanti, ha di fatto negato il valore del lavoro di cura delle donne (e non solo). Perché quando tutto è definito da un prezzo, si crea una gerarchia dove ciò per cui è più difficile calcolare un esatto valore, come il lavoro di cura e accudimento, finisce in fondo alla lista. Ma questo non significa che queste cose non abbiano valore; solo che in politica e nel dibattito economico vengono trattate come se non ne avessero. Emma Holten – svelando l’enorme capitale nascosto che sfugge ai principali modelli economici – mostra quanto le decisioni politiche che ne derivano siano altrettanto imperfette, e causino profondi danni sociali: se non riusciamo a dare il giusto valore alle cose che contano, come possiamo costruire un futuro migliore?

«Il linguaggio della produttività e dell’efficienza economica ha plasmato anche il nostro rapporto con noi stessi. Ci comportiamo come piccole aziende, “investiamo” su di noi, contiamo i nostri passi e le ore per diventare la versione “ottimale” con il più alto valore di mercato. Lo facciamo perché sappiamo di vivere in un mondo in cui non tutte le persone hanno lo stesso valore. In un certo senso, stiamo lottando per la nostra stessa umanità quando cerchiamo di essere magri, belli, perfetti, ricchi. C’è un orrore immenso in tutto questo, la paura profonda che tutti abbiamo di non essere degni. Per rompere questo ciclo, cerco di amare gli altri in modo incondizionato, e di mostrare loro che lo faccio. Mi aiuta a pensare che anch’io potrei essere amata così. Nel mio piccolo, cerco di fare cose soltanto per il piacere di farle, senza un obiettivo. Leggere narrativa è la mia gioia più pura.
Il lavoro di cura è ciò che rende possibile ogni altro lavoro».

Emma Holten, Deficit - Perché l'economia femminista cambierà il mondo, 2025

09/10/2026

Ieri il Brasile ha eletto la donna più votata di sempre per la Camera dei deputati.

Si chiama Erika Hilton, ha 33 anni, è nera ed è una donna trans. Fa parte del partito PSOL (Partito Socialismo e Libertà). A San Paolo l'hanno votata quasi un milione e seicentomila persone.

Quattro anni fa erano state 256.903: ha più che sestuplicato i suoi voti.

È successo nel Paese dove, da diciotto anni di fila, vengono assassinate più persone trans al mondo.

Secondo l'ultimo dossier dell'ANTRA, l'associazione nazionale delle persone trans, dal 2017 al 2025 ne sono state uccise 1.261. In media 140 all'anno. Quasi otto su dieci erano nere.

Lo stato con più vittime, in questi nove anni, è proprio San Paolo: 155.

Lo stesso stato che domenica le ha consegnato il record.

Tre anni fa, l'8 marzo 2023, Festa della donna, un deputato salì nella tribuna della Camera con una parrucca bionda in testa.

Si chiama Nikolas Ferreira. È del partito di Bolsonaro ed è stato il più votato.

Poco prima di lui, da quella stessa tribuna, aveva parlato Erika Hilton.

Alla Camera, di donne trans, ce n'erano due: lei e Duda Salabert. Le prime nella storia del Brasile.

Con la parrucca in testa, Nikolas Ferreira disse: “Oggi mi sento donna, deputata Nikole, e ho una cosa molto interessante da dire: le donne stanno perdendo il loro spazio a favore di uomini che si sentono donne”.

Nel 2025, il 97% delle persone trans uccise in Brasile erano donne trans. Quelle che lui chiamava “uomini che si sentono donne”.

Erika Hilton rispose così: “La strategia dei bolsonaristi e dei transfobici è vecchia: usano le nostre vite come scala per costruirsi”.

Negli anni successivi Erika Hilton ha raccolto le firme di 194 deputati per una riforma costituzionale: abolire la “escala 6x1”, che prevede sei giorni di lavoro e uno solo di riposo. In Brasile è l'orario di quasi 15 milioni di contratti.

La richiesta era nata da un movimento di lavoratori, Vida Além do Trabalho. Lei l'ha portata in Parlamento chiedendo 36 ore su quattro giorni.

Il 27 maggio la Camera ha approvato un compromesso: quaranta ore invece di quarantaquattro, due giorni liberi, stesso stipendio. Ora il testo è al Senato.

L'11 marzo di quest'anno, tre giorni dopo un'altra Festa della donna, la Commissione per i diritti delle donne della Camera ha eletto la sua presidente.

È la prima donna trans a guidarla. Si chiama Erika Hilton. Fino a quel giorno aveva presentato 26 proposte di legge sui diritti delle donne, tra violenza di genere, salute e lavoro.

Come priorità ha indicato i controlli sulla rete di protezione per le vittime di violenza e la lotta alla violenza politica contro le donne.

Nelle stesse ore in cui Erika Hilton batteva il record, Flávio Bolsonaro chiudeva in testa il primo turno delle presidenziali, con oltre il 47% dei voti validi, davanti a Lula. Il ballottaggio è il 25 ottobre.

È il figlio di Jair, l'ex presidente condannato per il tentato colpo di Stato. Il partito è lo stesso di Nikolas Ferreira.

Dopo il risultato, Erika Hilton ha dichiarato: “È gratificante, grandioso e gigantesco, ma si tratta della rottura di paradigmi strutturali e sistemici contro la nostra presenza, la nostra esistenza e il nostro corpo nel mondo”.

Nel Paese che uccide più persone trans al mondo, una donna trans è diventata la donna più votata di sempre per entrare alla Camera.

Non cancella il buio che attraversa il Brasile. Ma dentro quel buio, per fortuna, c'è ancora una luce.

🎸🎤 E SE LA TUA VOCE FOSSE PROPRIO QUELLA CHE MANCA?Hai mai provato l'emozione di cantare insieme ad altre persone? Di la...
08/10/2026

🎸🎤 E SE LA TUA VOCE FOSSE PROPRIO QUELLA CHE MANCA?

Hai mai provato l'emozione di cantare insieme ad altre persone? Di lasciarti trascinare dal ritmo, dall'energia della musica, dalla forza di tante voci che diventano una sola?

✨ URBAN HARMONY CHORUS ti aspetta!

Un laboratorio corale POP • ROCK dove non cerchiamo voci perfette, ma persone che abbiano voglia di cantare, divertirsi, emozionarsi e condividere una bella esperienza.

🎶 Non importa se non hai mai cantato in un coro. 🎶 Non importa se pensi di non essere abbastanza bravo. 🎶 Importa soltanto la voglia di metterti in gioco!

Vieni a conoscerci al nostro OPEN DAY!

📅 Giovedì 15 ottobre, ore 18:30

📍 Associazione MYA – Via Cavour 34, Brindisi

🎼 Con la Maestra Annaclaudia Calabrese

📞 Info: 339 7055845

🧡 La musica è ancora più bella quando la condividiamo.

Ti aspettiamo! E se conosci qualcuno che ama cantare, condividi questo invito. Potrebbe essere proprio l'occasione che aspettava!

CantareInsieme

🎸🎤 E SE LA TUA VOCE FOSSE PROPRIO QUELLA CHE MANCA?Hai mai provato l'emozione di cantare insieme ad altre persone? Di la...
08/10/2026

🎸🎤 E SE LA TUA VOCE FOSSE PROPRIO QUELLA CHE MANCA?

Hai mai provato l'emozione di cantare insieme ad altre persone? Di lasciarti trascinare dal ritmo, dall'energia della musica, dalla forza di tante voci che diventano una sola?

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📅 Giovedì 15 ottobre, ore 18:30

📍 Associazione MYA – Via Cavour 34, Brindisi

🎼 Con la Maestra Annaclaudia Calabrese

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Ti aspettiamo! E se conosci qualcuno che ama cantare, condividi questo invito. Potrebbe essere proprio l'occasione che aspettava!

🎶 E SE LA TUA VOCE DIVENTASSE PARTE DI QUALCOSA DI PIÙ GRANDE?Cantare insieme è molto più che imparare una canzone.È inc...
27/09/2026

🎶 E SE LA TUA VOCE DIVENTASSE PARTE DI QUALCOSA DI PIÙ GRANDE?

Cantare insieme è molto più che imparare una canzone.

È incontrarsi.
È condividere una passione.
È dare voce a pensieri ed emozioni che a volte le parole, da sole, non riescono a raccontare.

È conoscere persone nuove, creare legami, fare rete.
È ridere, emozionarsi, lasciarsi attraversare dalla musica e scoprire quanto può essere bello sentirsi parte di un gruppo.

✨ Urban Harmony Chorus è il laboratorio corale pop & rock di MYA APS: uno spazio in cui le voci si incontrano e diventano armonia, energia e condivisione.

Non cerchiamo voci perfette.
Cerchiamo voci che abbiano voglia di esserci.

Se ami la musica, se hai voglia di cantare, di conoscere nuove persone o semplicemente di regalarti un'esperienza diversa, vieni a conoscerci.

🎤 OPEN DAY – URBAN HARMONY CHORUS
📅 15 ottobre | ore 18.30
📍 MYA APS – Via Cavour 34, Brindisi

Vieni a provare.
Porta la tua voce, la tua energia, la tua unicità.

Perché da soli si canta.
Insieme si crea armonia. 🎶

Ti aspettiamo! 💛

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Via Cavour 34
Brindisi
72100

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