11/07/2026
Salvati, prima di tutto.
Salvati tu.
Salvati dai preconcetti, dall'arroganza, dalla superficialità.
Salvati dalla rabbia dei social, dagli stereotipi che ci inculcano come donne, dall'obbligo di essere forti, performanti, dalla ginnastica over quaranta, dal profumo intimo tanto pubblicizzato, solo per noi, a cui non è concessa nessuna imperfezione.
Salvati, accetta e rivendica il corpo e la vita che abiti adesso: la tua taglia in più, le tue rughe, le tue stanze disordinate, le tue battaglie vinte e quelle p***e.
Stai comoda in quello che sei, coccola quella che eri.
Salvati tu che non ti salverà nessuno.
Salvati dall’anestesia sociale, dall’indifferenza che ci fa girare la testa dall’altra parte per non vedere le ingiustizie, dal rumore di una politica astratta fatta di slogan e polveroni.
Salvati dai sepolcri imbiancati e sporcati le mani: agguanta il più debole, tiralo fuori dal fango, condividine il peso.
Accorgiti dell'altro, della donna nella porta accanto, del bambino trascurato, dell'atto di ingiustizia.
Ribellati.
Salvati dall’idea di dover essere una madre perfetta.
Siamo fallibili, imperfette, impastate di incertezze e va bene così.
Salvati dalla tentazione di trattenere i tuoi figli, di legarli a te per paura di vederli soffrire.
Accetta la loro strada, anche quando non la capisci.
Ricordati che siamo chiamate a essere ponti, mai dighe.
Salvati e agisci.
Accettati e perdonati.
Perché solo quando avrai salvato te stessa, la tua mano sarà abbastanza forte e credibile per stringere quella del mondo.
E solo quando noi e il mondo saremo una cosa sola la vita avrà un senso, noi avremo un senso e forse, dico forse, avremo tracciato una strada per i figli che verranno.
Irene Renei
Salvati, prima di tutto.
Salvati tu.
Salvati dai preconcetti, dall'arroganza, dalla superficialità.
Salvati dalla rabbia dei social, dagli stereotipi che ci inculcano come donne, dall'obbligo di essere forti, performanti, dalla ginnastica over quaranta, dal profumo intimo tanto pubblicizzato, solo per noi, a cui non è concessa nessuna imperfezione.
Salvati, accetta e rivendica il corpo e la vita che abiti adesso: la tua taglia in più, le tue rughe, le tue stanze disordinate, le tue battaglie vinte e quelle p***e.
Stai comoda in quello che sei, coccola quella che eri.
Salvati tu che non ti salverà nessuno.
Salvati dall’anestesia sociale, dall’indifferenza che ci fa girare la testa dall’altra parte per non vedere le ingiustizie, dal rumore di una politica astratta fatta di slogan e polveroni.
Salvati dai sepolcri imbiancati e sporcati le mani: agguanta il più debole, tiralo fuori dal fango, condividine il peso.
Accorgiti dell'altro, della donna nella porta accanto, del bambino trascurato, dell'atto di ingiustizia.
Ribellati.
Salvati dall’idea di dover essere una madre perfetta.
Siamo fallibili, imperfette, impastate di incertezze e va bene così.
Salvati dalla tentazione di trattenere i tuoi figli, di legarli a te per paura di vederli soffrire.
Accetta la loro strada, anche quando non la capisci.
Ricordati che siamo chiamate a essere ponti, mai dighe.
Salvati e agisci.
Accettati e perdonati.
Perché solo quando avrai salvato te stessa, la tua mano sarà abbastanza forte e credibile per stringere quella del mondo.
E solo quando noi e il mondo saremo una cosa sola la vita avrà un senso, noi avremo un senso e forse, dico forse, avremo tracciato una strada per i figli che verranno.
Irene Renei