08/06/2026
Caporalato nel Brindisino: Buongiorno (UILA Puglia): "La repressione è indispensabile, ma occorre dare piena attuazione agli strumenti di prevenzione previsti dal Protocollo regionale"
L'operazione che nel Brindisino ha portato all'arresto di un presunto caporale accusato di sfruttamento di lavoratori migranti conferma ancora una volta l'importanza dell'attività svolta dalle forze dell'ordine e dalla magistratura nel contrasto all'illegalità in agricoltura.
"Vicende come questa dimostrano che la lotta al caporalato non può fermarsi all'intervento repressivo, che resta fondamentale, ma deve agire anche sulle cause che rendono possibile lo sfruttamento della manodopera", dichiara Pietro Buongiorno, Segretario Generale della UILA Puglia.
"Da tempo sosteniamo che accanto alla Legge 199 del 2016 sia necessario rafforzare gli strumenti di prevenzione e di organizzazione legale del mercato del lavoro agricolo. È proprio questa la finalità del Protocollo regionale sul contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, sottoscritto a luglio di un anno fa con la Regione Puglia, che deve ora entrare pienamente nella fase operativa".
Per la UILA Puglia assume particolare importanza l'attuazione delle misure previste dal Protocollo per migliorare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo attraverso il coinvolgimento di ARPAL Puglia e degli Enti Bilaterali Agricoli Territoriali.
"Le aziende hanno bisogno di reperire manodopera in modo rapido e trasparente; i lavoratori hanno diritto ad accedere al lavoro attraverso canali legali e verificabili. È su questo terreno che si può colpire una delle principali leve del caporalato: l'intermediazione illecita".
Secondo il Segretario Generale della UILA Puglia, è inoltre necessario sviluppare strumenti di lettura e monitoraggio del mercato del lavoro agricolo regionale, così come previsto dall'articolo 6 del Protocollo.
"Attraverso l'Osservatorio del Mercato del Lavoro e la valorizzazione delle banche dati dei soggetti firmatari possiamo costruire un sistema informativo capace di intercettare tempestivamente i fabbisogni occupazionali e i flussi di manodopera che caratterizzano l'agricoltura pugliese".
In questo quadro, la UILA Puglia giudica positivamente la scelta della Regione di riconoscere una premialità nei bandi del Complemento di Sviluppo Rurale alle imprese aderenti alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.
"Si tratta di una scelta importante perché valorizza le imprese che operano nel rispetto delle regole e promuove una cultura della legalità all'interno del sistema agricolo regionale. È un segnale concreto che va nella direzione giusta e che abbiamo condiviso sin dall'inizio".
"Tuttavia - prosegue Buongiorno - non basta incentivare l'adesione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. Occorre fare un passo ulteriore e rendere pienamente operative e interconnesse le sue articolazioni territoriali, mettendole in condizione di dialogare stabilmente tra loro e con tutti i soggetti coinvolti nella gestione del mercato del lavoro agricolo".
"Non possiamo ragionare per compartimenti stagni o per singole province. I lavoratori agricoli seguono le campagne di raccolta e si spostano continuamente dal Foggiano al Barese, dal Tarantino al Brindisino, fino al Leccese, in base alle esigenze produttive delle diverse filiere. Per questo serve una rete regionale realmente integrata, capace di condividere informazioni, fabbisogni occupazionali e disponibilità di manodopera in tempo reale".
Per la UILA Puglia, l'interconnessione tra i territori rappresenta oggi una delle sfide principali per rendere più efficace il contrasto al caporalato.
"Se un lavoratore termina una campagna di raccolta in una provincia e può essere orientato immediatamente verso nuove opportunità regolari in un altro territorio, diminuisce lo spazio per l'intermediazione illegale. Allo stesso modo, se le imprese possono accedere a un sistema regionale organizzato e trasparente per il reperimento della manodopera, si riduce il rischio che qualcuno si rivolga a canali irregolari".
"Solo così - conclude Buongiorno - sarà possibile sostenere le imprese che rispettano le regole, tutelare i lavoratori e rendere più efficace la strategia regionale di contrasto al caporalato, trasformando gli impegni contenuti nel Protocollo in azioni concrete e risultati misurabili. La legalità si afferma certamente con i controlli e le sanzioni, ma anche costruendo un mercato del lavoro agricolo moderno, trasparente e capace di rispondere alle esigenze reali dei territori e delle persone che vi lavorano".
Sulla stessa lunghezza d’onda il Segretario Generale Uila Brindisi, Giovanni Allegrini che ribadisce: “La lotta allo sfruttamento non può essere demandata a un singolo soggetto: è una responsabilità collettiva che richiede un impegno condiviso e continuativo. Per questo continueremo a fare la nostra parte, promuovendo legalità, contrattazione e tutela dei lavoratori sui territori."