COBAS Brindisi

COBAS Brindisi CONFEDERAZIONE DEI COMITATI DI BASE

07/07/2026

Comunicato stampa
Il Sindacato Cobas ha dichiarato lo stato di agitazione per i dipendenti della Santa Teresa per la grave crisi aziendale dovuta al bilancio negativo di 800.000 euro per il 2025 e consistenti perdite per il 2026.
Questa situazione porta alla applicazione della legge Madia che obbliga la Santa Teresa ad un piano triennale rivolta a sanare la situazione, con il 2026 già fortemente pregiudicato con un forte negativo.
Il Cobas già da tempo aveva denunciato una situazione difficile che avrebbe portato a questa situazione, ma è rimasta inascoltata.
L’ultima e forse l’unica comunicazione ricevuta dall’Amministratore della Santa Teresa Aresta risale a Marzo 2026 quando ci comunica di aver posto dei limiti allo straordinario .
L’impegno era quello che ci avrebbe convocati di lì a breve per illustrarci il piano di risanamento, cosa a d oggi ancora non avvenuta.
La Santa Teresa sembra che abbia affidato ad un professionista di scrivere il piano triennale di risanamento che non può che prevedere il taglio dei costi per il lavoro del personale , tradotto in parole povere cassa integrazione per i dipendenti.
Un aspetto fondamentale di questa storia è quella di una gestione esclusiva della Santa Teresa con una forte mancanza di comunicazione con il Cobas , ma anche con la stessa Provincia.
Oggi è difficile affrontare questa situazione perché la Provincia non può programmare per il 2027 e 2028 le risorse da destinare alla Santa Teresa perché i fondi dell’Ente non hanno nessuna certezza di bilancio.
Da qui la grave difficoltà a risolvere la situazione.
Il Cobas si impegnerà ancora una volta ad affrontare con coraggio e determinazione il dramma della Santa Teresa, così come ha sempre fatto nel corso degli anni.
Brindisi 06.07.2026
Per il Cobas Roberto Aprile

01/07/2026

Comunicato stampa
Il Sindacato Cobas ha scritto alla Prefettura di Brindisi una lettera dove si richiede una riunione di tutti gli organismi preposti alla verifica della applicazione della ordinanza numero 321 del Presidente della Giunta Regionale , Antonio De Caro, sul caldo estivo negli ambienti di lavoro.
La richiesta nasce dalla interpretazione riduttiva che molte aziende stanno facendo , che è quella di ridurre il tutto con il divieto di lavoro dalle 12,30 alle 16,00.
L’ordinanza contiene però molto altro .
A partire dalla applicazione della legge sulla sicurezza sul lavoro dell’81/08 sul limite delle temperature sul posto di lavoro in inverno ed in estate.
L’ordinanza invita ad estendere la applicazione non solo sugli ambienti di lavoro indicati nella stessa perché resta inteso che su tutto prevale la legge sulla sicurezza.
La applicazione della ordinanza può essere applicata dappertutto ne esistano le prerogative di calore e stress fisico.
L’ordinanza invita le aziende ad avere una diversa organizzazione del lavoro , quindi anche di orari, rivolta a mitigare l’ondata di calore sui lavoratori ; così la possibile rotazione dei lavoratori sui lavori più gravosi.
Particolare rilevanza assume l’ordinanza regionale nella tutela dei lavoratori particolarmente vulnerabili individuato dal medico competente per patologie riconosciute.
I datori di lavoro sono tenuti altresì al rispetto della deliberazione della giunta regionale del22 luglio 2025 numero1010 che prevede le indicazioni operative a tutela dei lavoratori esposti al caldo.
Molte aziende continuano a dire di essere a posto con la sola applicazione dell’orario mentre noi riteniamo che le leggi sulla sicurezza unitamente alla applicazione delle 2 ordinanze regionali devono vedere sempre la loro piena applicazione.
Un ruolo particolare lo potrebbero avere a difesa dei lavoratori nelle aziende gli RLS (rappresentanti lavoratori alla sicurezza) , ai tanti rappresentanti alla sicurezza che dormono li invitiamo a svegliarsi .
Il Cobas mette al primo posto negli ambienti di lavoro la sicurezza.
Così come andiamo a lavoro così vogliamo tornare a casa.
Brindisi 01.07.2026
Per il Cobas Roberto Aprile

21/06/2026

Comunicato stampa

Il Cobas denuncia con forza l’uso distorto della applicazione del reato di “Terrorismo della parola”, introdotto dal governo Meloni nel decreto sicurezza al comma tre dell’articolo 270 quinquies; reato che ha colpito il giovane Palestinese Abdalmuti Abunada che viveva e lavorava a Latiano nei giorni scorsi.

Il decreto sicurezza emanato dal governo Meloni nell’Aprile 2025 ha dei tratti dichiaratamente incostituzionali fatti per colpire qualsiasi tipo di dissenso.

Si passa infatti dalle multe per quelli che erano considerati reati amministrativi a condanne per anni e anni , fino a limitare fortemente il diritto di parola .

La questione della applicazione del comma sul “Terrorismo di parola” sta provocando una grande discussione a livello nazionale perché applicato in misura troppo larga nei confronti dei Palestinesi residenti in Italia .

Un pool di costituzionalisti e di avvocati sta seguendo infatti le vicende di Ahmed Salem, condannato in primo grado dal tribunale di Campobasso a 4 anni per il reato appunto di “Terrorismo della parola”.
Il pool sta cercando di dimostrare quanto sia prevalente la volontà di reprimere il dissenso attraverso la parola e di applicare condanne fuori di ogni luogo.

Secondo noi, più che le vittime del Genocidio andrebbero p***eguite gli autori di quello che è avvenuto a Gaza che continua sotto l’indifferenza occidentale.

Il governo Italiano sono quasi tre anni che mantiene un drammatico silenzio sul genocidio in Palestina e continua ad offrire collaborazione piena a quello israeliano.

Abbiamo l’esempio del capo del governo di israele, benjamin netanyahu , inseguito da un mandato di cattura spiccato dalla Corte Penale Internazionale che gira il mondo indisturbato.

Se parliamo di terrorismo della parola cosa dire di quelli che in Italia parlano di continuare le guerre e i genocidi di Israele contro Palestina , Siria, Iraq,Libano , Giordania , in nome del diritto divino del “popolo eletto” rivolto a realizzare la “Grande Israele”.

Basti inoltre pensare alla ultima illegittima guerra contro l’Iran per capire che il diritto internazionale è stato profondamente cancellato e sostituito dal diritto del “Più forte”.

Cosa volete che possa crescere nelle persone colpiti da disgrazie inenarrabili se non un sentimento di odio verso chi le sta realizzando .

Il Cobas continuerà a manifestare per un pieno diritto a manifestare e a dire quello che si pensa contro il Genocidio in Palestina ,contro il riarmo, per una vera pace.

Brindisi 21.06.2026
Confederazione Cobas Brindisi

17/05/2026

Comunicato stampa
Il Sindacato Cobas di Brindisi invita a partecipare al sit in che si svolgerà Martedì 19 Maggio a partire dalle ore 18,00 ai giardinetti di Piazza Vittorio Emanuele ,giù al porto, per dare solidarietà alla Ong Sea Watch, al Comandante della nave messo sotto inchiesta dalle autorità Italiane, ai migranti in fuga da distruzione ,guerre e violenze .
Il Capitano della nave Sea Watch viene indagato per “Immigrazione clandestina” dalla magistratura brindisina
A Brindisi assistiamo all’assurdo che invece di p***eguire gli amici del governo Italiano che sparano per uccidere chi era sulla nave si mettono sotto accusa chi è solo colpevole di salvare vite umane.
Il Cobas intende manifestare contro le politiche sulla immigrazione del governo Italiano fatto di razzismo istituzionale, di respingimenti in mare in nome del blocco navale , di ritardi e spesso mancanza di aiuti in mare che ha portato migliaia di persone a morire nel Mediterraneo, di detenzione illegale nei CPR in Italia e all’estero in Albania dove finisci senza aver commesso nessun reato ma solo atti amministrativi,di razzismo alimentato a livello sociale come nel caso di Taranto dove basta essere di un altro colore per essere ucciso .
Il Cobas manifesta inoltre tutto il suo disappunto contro le guerre che hanno distrutto tutto il diritto internazionale ed intere economie , con tante vittime.
Palestina , Libano, Siria , Libia, Iran,Mali, Sudan, e tante altre ancora ne sono il drammatico esempio.
Questi scenari hanno contribuito fortemente ad alimentare la fuga da quei paesi , dove le lobby dei trafficanti di esseri umani spesso e volentieri coincidono con gli uomini di chi è al servizio del potere.
Il Cobas , ora e sempre, al fianco delle vittime e dei più deboli.
Brindisi 17.05.2025
Per il Cobas Roberto Aprile

05/05/2026

"Oltre al danno, la beffa dalla curatela fallimentare". Nei prossimi giorni il sindacato Cobas formalizzerà la richiesta di incontro all'Inps e al presidente del tribunale di Brindisi

Comunicato stampa sciopero cobas CeranoIl Sindacato Cobas dichiara per tutti i lavoratori delle ditte appaltatrici della...
26/04/2026

Comunicato stampa sciopero cobas Cerano
Il Sindacato Cobas dichiara per tutti i lavoratori delle ditte appaltatrici della Centrale Enel di Cerano uno sciopero di solidarietà per la intera giornata di Martedì 28 Aprile , rivolto ad ottenere il rientro dei tre lavoratori licenziati dalla ditta Colemi .
Questo sciopero deve trovare la solidarietà di tutti i lavoratori di Cerano, per dare la spinta ad Enel ed alla capofila SEA di trovare la soluzione al dramma che stanno vivendo i tre lavoratori.
Ricordiamo che i tre lavoratori fanno parte della platea storica di Cerano in quanto sono 20 anni che lavorano lì ,passando da una ditta all’altra .
Ancora una volta a pagare sono i lavoratori che non hanno assolutamente nessuna colpa.
L’Enel aveva bloccato le attività lavorative all’interno della Centrale di Cerano subito dopo le vicende giudiziarie .
Il Sindacato Cobas si era mosso immediatamente per trovare una soluzione, incontrando più volte il direttore Fabio Persichetti della Centrale Enel di Cerano .
Il Cobas intanto aveva chiesto ed ottenuto dalla Colemi per i giorni di fermo dei tre lavoratori l’utilizzo di giorni di ferie e di permessi .
Lo scopo era quello di aspettare le decisioni dell’Enel su una possibile ”riabilitazione” della Colemi da parte del comitato nazionale etico dell’Enel.
Questo percorso rivolto a trovare le soluzioni è stato bruscamente interrotto dalla decisione della Colemi di operare i licenziamenti dei tre lavoratori coinvolti.
Ricordiamo che la Colemi fa parte di una R.T.I.(raggruppamento temporaneo di imprese) guidata dalla SEA ed una altra impresa di nome Unieco.
Il Cobas chiede con il sostegno di tutti i lavoratori della Centrale di Cerano a far tornare al lavoro i tre lavoratori coinvolti.
L’Enel e la ditta SEA devono trovare la soluzione!!!
Brindisi 26.04.2026
Per il Cobas Roberto Aprile

21/04/2026

Comunicato stampa
Il Sindacato Cobas dichiara lo stato di agitazione per i lavoratori delle ditte appaltatrici della Centrale Enel di Cerano a sostegno dei 3 lavoratori licenziati dalla ditta di giardinaggio Colemi , per i 50 lavoratori ex SIR che erano addetti allo scarico del carbone transitati provvisoriamente in altre ditte, per sapere l’avvio dei programmi reali dell’Enel per tutti .
Il Sindacato Cobas convoca Mercoledì 22 Aprile una prima assemblea dalle 7,00 alle 8,00 e la seconda dalle 8,00 alle 9,00 davanti ai cancelli della Centrale di Cerano per dare le informazioni di cui è a conoscenza .
Le assemblee servono per costruire insieme a tutti i dipendenti di Cerano le prossime mobilitazioni ;il tutto per chiedere al Governo, all’Enel, di trovare subito la soluzione dei problemi all’ordine del giorno(Colemi , ex-Sir, nuovi impianti) e per la prospettiva di carattere generale legata alla cosiddetta fase di decarbonizzazione.
Intanto il Sindacato Cobas ha raccolto informazioni su una riunione interna ENEL che si sta svolgendo a Roma in questi giorni ; la riunione è rivolta a trovare le soluzioni per i tre lavoratori di Colemi , i 50 ex-Sir, per tutti i dipendenti delle ditte appaltatrici; da questa riunione il Cobas chiede che escano certezze sui piani di attività per la messa in sicurezza dei gruppi termoelettrici, dell’avvio della affidamento dei lavori per la costruzione dei nuovi impianti di batterie di accumulo della energia.
Dall’altra sappiamo che il piano per la decarbonizzazione sembra andare avanti con la firma dell’accordo di programma spostato a Maggio.
Sembra che si siano aggiunti nuovi progetti a quei pochi che stavano per tagliare il traguardo.
Il Cobas è contento se si aggiungono nuovi investimenti ma chiede al Governo Nazionale che non si perdano per strada i 61 investimenti iniziali , così come sembra stia avvenendo in realtà.
Il destino di questa città è sempre di più nelle mani dei lavoratori e dei cittadini attraverso la mobilitazione , non ci possiamo permettere di perdere le occasioni per dare lavoro ad una città esausta .
Altrimenti così come denunciamo da anni Brindisi è destinata a scomparire .
Brindisi 20.04.2026
Per il Cobas Roberto Aprile

21/04/2026

Comunicato stampa
I Sindacati Cobas e Fialm dichiarano lo stato di agitazione per la grave crisi occupazionale che attraversa l’intero petrolchimico di Brindisi, pronti ad iniziative di lotta ancora più incisive di quelle realizzate fino ad oggi.
Per quello che si sta verificando sul terreno occupazionale Cobas e Failm hanno richiesto nei giorni scorsi con particolare urgenza alla Task Force Regionale sulla Occupazione , guidata dal presidente Leo Caroli, una nuova riunione dopo quella svolta il 17 marzo in cui erano stati presi degli impegni sulla crisi del Petrolchimico di cui non si vedeva ancora nulla sul reimpiego dei lavoratori eccedenti nati dalla chiusura di diversi impianti e di altri ancora a seguire.
L’Assessore allo sviluppo economico e del lavoro ,Eugenio Di Sciascio, aveva preso l’impegno di chiedere immediatamente un incontro con il Governo a Roma , attraverso i ministeri interessati, per discutere della crisi del Petrolchimico di Brindisi dopo un anno che è stato firmato un “Protocollo di Intesa” di cui si sono p***e le tracce.
La riunione del 17 Marzo era stata convocata allora sulla crisi occupazionale del settore della logistica ed in particolare della ditta “Meridionale Servizi”.
In quella riunione il Presidente della Task Force, Leo Caroli, non ha potuto fare altre che prendere atto della situazione dichiarando l’apertura di un tavolo di crisi regionale per la “Meridionale Servizi”.
Siamo di fronte ad una già crisi certa del Petrolchimico dove sempre più lavoratori delle ditte appaltatrici escono fuori, vuoi in trasferta oppure perché i loro contratti di lavoro sono a tempo determinato usati però per decenni.
Dall’altra i programmi di realizzazione del nuova fabbrica di batterie stanno ancora a zero ed i sottoscrittori del “Protocollo di intesa” avvolti in un silenzio assordante.
Tutto questo non è più sopportabile, chiamiamo alla loro responsabilità le istituzioni e le aziende interessate per gli impegni presi ma non ancora mantenuti.
Brindisi 21.04.2026
Cobas –Roberto Aprile
Failm-Claudio Capodieci

Indirizzo

Viale Commenda, 74
Brindisi
72100

Orario di apertura

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