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AOPA Italia L'Associazione che difende i diritti e gli interessi dei piloti di aviazione generale, ultraleggeri,

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23/06/2026

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Valbrembo: la storia non si cancella con il click di una vergognosa petizione online.Giù le mani dai nostri aeroporti.La...
06/06/2026

Valbrembo: la storia non si cancella con il click di una vergognosa petizione online.
Giù le mani dai nostri aeroporti.

La tragedia che ha colpito l'aeroporto di Valbrembo, costata la vita a un giovane istruttore, ha lasciato l'intera comunità aeronautica italiana sgomenta e con un dolore profondo.

Quando un pilota cade mentre compie il proprio dovere con preparazione, disciplina e una passione sconfinata, il primo e unico dovere di una comunità civile dovrebbe essere il rispetto. Il rispetto profondo per la vittima, per la sua famiglia e per tutti i professionisti che ogni giorno popolano i nostri cieli.

Invece, come un riflesso pavloviano tanto puntuale quanto cinico, si è subito messa in moto la macchina dello sciacallaggio mediatico. I soliti professionisti del risentimento, gli "hater" da tastiera, i cacciatori di consensi politici, non hanno aspettato nemmeno che si spegnessero i riflettori dei soccorsi per rilanciare una strumentale petizione online anti aeroporto.

L'obiettivo? Il solito, miope e populista: manipolare l’opinione pubblica per "chiudere tutto".

Bisogna dire basta a questa deriva con la massima fermezza.
I "non addetti ai lavori" spesso ignorano che l'aviazione generale si fonda su una cultura della sicurezza (Just Culture) rigorosissima. Ogni inconveniente o incidente viene analizzato dalle autorità competenti (ANSV) per capire le cause e impedire che si ripetano, non per trovare un capro espiatorio mediatico.

Se applicassimo questa assurda logica della cancellazione a ogni attività umana, l'Italia sarebbe paralizzata. Qualcuno ha forse mai chiesto la chiusura di un'autostrada dopo un drammatico incidente stradale? Si è mai proposta la demolizione di una linea ferroviaria o la chiusura di un cantiere edile di fronte a una tragedia sul lavoro? Certamente no. Perché in quei casi si comprende il valore dell'infrastruttura e si lavora per capire le cause e migliorare la sicurezza.
La chiusura di un aeroporto non aumenta la sicurezza; la ricerca tecnica e la prevenzione sì.

Nel volo deve valere lo stesso principio.
L'aviazione generale non è come si vuol far passare in certe narrazioni, un passatempo della domenica, ma un settore regolato da standard di sicurezza rigorosissimi.
Gli aeroporti cosiddetti “minori” come Valbrembo sono presidi di formazione, nodi di un'economia tecnica e incubatori di nuove professionalità che servono il Paese ed il suo sviluppo creando posti di lavoro altamente qualificati e mantenendo migliaia di addetti.

La sicurezza nei nostri cieli non si garantisce sbarrando i portoni di un hangar, ma sostenendo la cultura della Sicurezza Volo, l'addestramento continuo e l'analisi tecnica rigorosa che gli organi competenti (come l'ANSV) effettuano dopo ogni evento.

AOPA Italia non assisterà in silenzio al tentativo di usare la morte di un collega per portare avanti vecchie, ideologiche e meschine battaglie di cortile contro l'aeroporto di Valbrembo e contro tutte le nostre infrastrutture in generale.

Difendere quell'aeroporto significa difendere il lavoro di quel giovane istruttore e di tante organizzazioni che operano con alti standard di preparazione, un aeroporto, anche se “minore” è il posto dove si celebra la dignità di chi vola e il futuro di un'infrastruttura vitale per il territorio.

E chi vola, è un cittadino che ha diritti e doveri come gli altri, anche se si è “macchiato” della grave colpa di voler coltivare una passione e magari di voler compiere un percorso professionale privato che non è possibile effettuare presso altre strutture di stato, spendendo sul territorio centinaia di migliaia di euro per esercitare in futuro, una professione al servizio di tutti.

È fondamentale quindi, rimettere al centro della discussione la dignità di chi ha perso la vita lavorando con dedizione, competenza e passione.

Questo serve a creare un contrasto netto con il bieco cinismo di chi ha rilanciato la petizione poche ore dopo il dramma di una vita spezzata.

Chi firma quelle petizioni non cerca la sicurezza ricordiamocelo: cerca solo un bersaglio manipolando le opinioni. E noi non glielo concederemo.


Il Presidente e il Consiglio direttivo di AOPA Italia

Firmate a sostegno di Valbrembo e rilanciate questo post, la disinformazione è una piaga sociale.

https://c.org/crrfYPqDyy

Cieli blu, Daniel. Il cordoglio di AOPA ItaliaTutta la comunità di AOPA Italia e del volo si stringe in un profondo e co...
02/06/2026

Cieli blu, Daniel.

Il cordoglio di AOPA Italia

Tutta la comunità di AOPA Italia e del volo si stringe in un profondo e commosso abbraccio alla famiglia di Daniel Taino, l’istruttore di volo di soli 26 anni che ha perso la vita nel tragico incidente di ieri a Valbrembo.

Daniel non era solo un pilota di grande talento, ma un professionista che aveva fatto della sua passione una missione, dedicandosi con generosità anche alla formazione delle nuove generazioni di aviatori.

Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e di volare con lui ne ricorda l'immensa dedizione, la precisione e quel sorriso che portava sempre in cabina.

La perdita del giovanissimo collega è una ferita profonda per tutto il nostro mondo. In questo momento di immenso dolore, il nostro pensiero va anche all'allievo pilota rimasto ferito nell'incidente, a cui auguriamo con tutto il cuore una pronta e completa guarigione, ai colleghi professionisti della scuola di volo Cantor Air, e a tutti i suoi giovani studenti.

A Daniel, che ha vissuto con il cuore sempre tra le nuvole, auguriamo Cieli blu.

“IL PILOTA COLLAUDATORE”Tratti distintivi ed Evoluzione sabato 11 aprile ore 10,30 PRESSO LA SALA CONFERENZE DI VOLANDIA...
07/04/2026

“IL PILOTA COLLAUDATORE”
Tratti distintivi ed Evoluzione
sabato 11 aprile ore 10,30
PRESSO LA SALA CONFERENZE DI VOLANDIA - Parco e Museo del Volo

AOPA Italia e HAG Historical Air Group, organizzano sabato 11 aprile ore 10,30 presso la sala conferenze del Museo di Volandia, un incontro conferenza da non perdere assolutamente, centrato sull’esperienza sul lavoro e l’evoluzione del pilota collaudatore di velivoli, figura chiave nello sviluppo di progetti aeronautici, e oggi vero e proprio ingegnere e manager, che gestisce sistemi di volo e di arma digitali e integrati.

Ospiti della mattinata un trio di eccellenze: L'ing. Eligio Trombetta, e due eccezionali piloti sperimentatori: il Comandante Franco Bonazzi, e last but not least il Comandante Giacomo “Jack” Iannelli.

Ovviamente vi consigliamo vivamente di partecipare all’irripetibile evento, tracciando un breve profilo profili dei valenti relatori.

Franco Bonazzi: Il Pilota che Portò l’Italia nell’Era Supersonica
Nel pantheon dell’aviazione italiana moderna, il nome di Franco Bonazzi occupa un posto di assoluto rilievo. Non solo per la longevità di una carriera spesa interamente al servizio dell'Aeronautica Militare, ma per essere stato l'uomo che, materialmente, ha traghettato i nostri piloti verso le sfide tecnologiche della Guerra Fredda. Il suo profilo è quello del "pilota totale": un connubio perfetto tra istinto per il volo, rigore scientifico e una profonda dedizione alle istituzioni.

Il capitolo più celebre della sua vita professionale è legato indissolubilmente al Lockheed F-104G Starfighter, il "cacciatore di stelle". Bonazzi fu il primo italiano a sedersi ai comandi di questo velivolo rivoluzionario e complesso. Il 2 marzo 1962, nei cieli della California a Palmdale, decollò con il primo esemplare destinato all'Italia.

Quell’evento non fu solo un test tecnico, ma l'inizio di un'era per la nostra difesa aerea. Bonazzi non si limitò a pilotarlo; lo studiò, lo domò e ne divenne il massimo esperto, trasmettendo poi quella conoscenza ai reparti operativi.

La sua formazione affonda le radici nella prestigiosa scuola per piloti collaudatori di Edwards, negli Stati Uniti. Essere il primo italiano ammesso a quel corso d’élite significava possedere doti fuori dal comune. Tornato in Italia, Bonazzi divenne il pilastro del Reparto Sperimentale Volo (RSV) per oltre vent'anni. In questo contesto, il suo ruolo è stato cruciale: non è un temerario in cerca di adrenalina, ma un ingegnere del cielo che deve capire come un aereo reagisce ai limiti della fisica per renderlo sicuro per gli altri piloti.

Oltre al volo attivo, Bonazzi ha saputo declinare la sua esperienza nella sicurezza del volo e nell'investigazione tecnica. La sua integrità lo ha portato a essere una voce autorevole, e talvolta controcorrente, in merito a casi complessi come la tragedia di Ustica. Basandosi esclusivamente su dati tecnici e riscontri oggettivi, ha sempre difeso la verità dei fatti contro le ricostruzioni romanzate, onorando così la divisa e la professionalità della sua categoria.

Oggi, il Comandante Bonazzi continua a essere un punto di riferimento per le giovani leve del volo. Attraverso conferenze e incontri nelle scuole, trasmette un messaggio chiaro: il volo non è solo tecnologia, ma disciplina, studio e passione. La sua figura incarna l'immagine di un'Italia che ha saputo eccellere nei contesti internazionali più avanzati, guidata da uomini capaci di guardare l’orizzonte sempre con la stessa, instancabile curiosità.

Se il Comandante Bonazzi rappresenta la storia e l'introduzione dell'era supersonica in Italia,
Giacomo "Jack" Iannelli ne incarna l'evoluzione tecnologica contemporanea. Pilota collaudatore sperimentale di altissimo profilo, la sua carriera traccia un ponte tra l'operatività della "prima linea" e l'ingegneria del volo d'avanguardia.

Ecco il profilo di Giacomo Iannelli, l'uomo che oggi "plasma" i jet del futuro:

Dalla Caccia alla Sperimentazione , Pilota Intercettore: Come molti grandi sperimentatori, ha servito come pilota di caccia nelle fila dell'Aeronautica Militare, maturando l'esperienza necessaria per comprendere le esigenze tattiche di chi vola "in prima linea".
Ha frequentato la U.S. Naval Test Pilot School (USNTPS), una delle scuole per piloti collaudatori più prestigiose al mondo, dove ha acquisito le competenze scientifiche per tradurre le sensazioni di volo in dati tecnici.
Attualmente ricopre il ruolo di pilota collaudatore sperimentale per la divisione velivoli di Leonardo (ex Alenia Aermacchi).

L'Uomo dell'M-346: Jack Iannelli è indissolubilmente legato allo sviluppo dell'Aermacchi M-346 PAN, destinato ufficialmente come nuova macchina delle Frecce Tricolori, è responsabile dello sviluppo del jet da addestramento avanzato considerato tra i migliori al mondo. Ha curato non solo il collaudo del velivolo, ma anche l'abilitazione dei primi istruttori dell'Aeronautica Militare.
Sviluppo dell'M-345: È il pilota di riferimento anche per il nuovo M-345, il velivolo di addestramento basico, seguendo ogni fase del suo affinamento tecnologico.
Volo Acrobatico e VDS: Oltre ai jet militari, è un appassionato e pilota di volo acrobatico, disciplina che considera fondamentale per mantenere una sensibilità superiore ai comandi, e non manca di fare voli in montagna ( la sua passione oltre a quella per gli Iron Maiden ) con il suo velivolo, uno splendido G70 Groppo naturalmente da lui customizzato.
In sintesi, se Bonazzi è stato il pioniere dello "Spillone" (l'F-104), Iannelli è il professionista che sta garantendo all'Italia la supremazia tecnologica nel settore dell'addestramento al volo, portando la figura del collaudatore nell'era digitale e dei sistemi di volo integrati. Una curiosità, Bonazzi è stato il primo pilota a volare gli “Spilloni” italiani, mentre Jack è stato l’ultimo, un filo che li lega indissolubilmente, con un significato decisamente particolare.

L'ing. Eligio Trombetta rappresenta un'altra figura di eccellenza tecnica nell'industria aeronautica italiana, con un profilo che si distingue per il forte legame tra ingegneria industriale, management e impegno associativo.
A differenza di Bonazzi e Iannelli, figure prettamente operative al comando del velivolo, Trombetta ha costruito la sua carriera nell'industria aerospaziale, ricordiamo la sua posizione in Piaggio Aerospace, infatti ha ricoperto incarichi di alto rilievo presso la Piaggio Aero Industries di Villanova d'Albenga, contribuendo alla gestione di una delle eccellenze italiane nella produzione di velivoli d'affari e da pattugliamento (come il celebre P180 Avanti).
Il 29 aprile 2015 è stato insignito della Stella al Merito del Lavoro dal Presidente della Repubblica Italiana, un'onorificenza che premia la perizia e la condotta morale dei lavoratori che si sono distinti nel proprio settore.

WeFly Team e Ali per Tutti all’inaugurazione delle Paralimpiadi Milano-CortinaLo scorso anno, all’aeroporto di Cremona, ...
07/03/2026

WeFly Team e Ali per Tutti all’inaugurazione delle Paralimpiadi Milano-Cortina

Lo scorso anno, all’aeroporto di Cremona, il presidente di AOPA Italia, Rinaldo Gaspari, insieme al consigliere Matteo Aletti e al presidente dell’Aero Club d’Italia, Stefano Arcifa, incontrò la pattuglia acrobatica inclusiva WEFLY! TEAM.

In quell’occasione sugli aerei della pattuglia venne applicato anche l’adesivo dell’Aero Club d’Italia accanto a quello di AOPA Italia, a testimonianza dell’attenzione e del sostegno dell’aviazione civile italiana verso questo straordinario progetto.

Proprio durante quella visita a Cremona, il presidente Arcifa annunciò ai piloti della pattuglia di aver proposto al Comitato Olimpico Nazionale Italiano e al Comitato Italiano Paralimpico la possibilità di un loro sorvolo dell’Arena di Verona in occasione della cerimonia inaugurale delle Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.

Oggi quell’idea si concretizza.

Venerdì 6 marzo 2026, i piloti del WEFLY! TEAM e dell’associazione Ali per Tutti hanno effettuato uno spettacolare sorvolo sopra l’Arena di Verona, rilasciando fumi verde, blu e rosso e i colori del Comitato Paralimpico Internazionale.

Si tratta di un momento storico: per la prima volta una cerimonia inaugurale dei Giochi Paralimpici Invernali è stata accompagnata dal sorvolo di una pattuglia composta da piloti paraplegici e tetraplegici, a dimostrazione di come il volo possa rappresentare uno straordinario strumento di inclusione.

A partecipare sono stati piloti del WEFLY! TEAM Alessandro Paleri, Marco Cherubini e Walter Mondani, insieme a Paolo Pocobelli dell’associazione Ali per Tutti, oggi l’unico pilota professionista e istruttore di volo con disabilità in Italia.

Il WEFLY! TEAM rappresenta una realtà unica al mondo: una pattuglia acrobatica inclusiva nella quale due dei tre piloti sono in carrozzina e pilotano i loro velivoli acrobatici Van’s RV-7 utilizzando speciali comandi manuali progettati appositamente.

Tutti i piloti della pattuglia sono inoltre soci di AOPA Italia, e questo rappresenta per l’associazione un motivo di particolare orgoglio.

Per AOPA Italia, che da sempre promuove la diffusione della cultura del volo e la libertà di volare, iniziative come questa dimostrano concretamente come l’aviazione possa essere non solo tecnologia e passione, ma anche inclusione, opportunità e ispirazione. Un messaggio forte che parte dal cielo italiano e che, proprio nel giorno di apertura delle Paralimpiadi, ricorda a tutti che il volo può davvero appartenere a chiunque abbia il coraggio di inseguirlo.

AOPA Italia 1961-2026 : da oltre sessant’anni a fianco di chi vola.



https://www.aopa.it/paralimpiadi-inaugurazione-aopa/

In volo verso l'ultima frontiera: Addio ad Andrea ArtoniCari Amici dell’ArtoniVi scrivo qui per darvi l’annuncio che pap...
27/02/2026

In volo verso l'ultima frontiera: Addio ad Andrea Artoni

Cari Amici dell’Artoni

Vi scrivo qui per darvi l’annuncio che papà ci ha lasciato.

Vi avviso a funerali avvenuti, in quanto papà desiderava una funzione intima e con la sua famiglia.

Papà ha vissuto una vita piena, una vita che tanti si sognerebbero di fare, sempre guidato dalla passione di tutto ciò che vola in cielo, una passione nata fin da piccolo sulle montagne svizzere.

Una passione che l’ha aiutato ad affrontare i momenti più difficili della sua vita, come la malattia e la scomparsa della mia mamma, e che l’ha sempre guidato verso nuovi luoghi e nuove persone, come tutti voi, conosciuti in tanti momenti diversi della sua vita.

Sappiate che ognuno di voi ha reso la sua vita ricca e felice, gli avete dato tanto, ognuno di voi faceva parte di una memoria e un racconto di cui spesso mi parlava.

Papà è stato indubbiamente un punto di riferimento, una guida, un supporto per tanti, così come lo è stato per me.

E io voglio ringraziarvi per avere reso la sua esistenza così piena di gioia da permettergli di riposare, infine, in pace.

Quando leggerete questo messaggio, guardate il cielo e pensate che lui sia li, a guardare i suoi amati aeroplani da una nuova prospettiva.

Grazie, Federica Artoni

=====

Si dice che chi ama il volo non guardi mai l’orizzonte come un limite, ma come un invito. Andrea Artoni, che del cielo aveva fatto la sua professione, la sua passione e il suo rifugio, ha oltrepassato quell’ultimo orizzonte, lasciando un vuoto incolmabile in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incrociare la sua rotta.

Nato sotto lo sguardo delle montagne svizzere, Andrea aveva respirato l’aria sottile delle vette fin da bambino. È lì, tra quelle cime che sfidano le nuvole, che è nata quella scintilla per tutto ciò che vola, una passione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, diventando la sua forza più grande anche nei momenti di tempesta.

Una vita per l’aviazione

La carriera di Andrea è stata una parabola perfetta. Dalla responsabilità operativa come Ufficiale dell’Aeronautica Militare e controllore del traffico aereo a Linate e Milano — dove la precisione e il sangue freddo sono vita — al passaggio alla narrazione giornalistica. Per vent’anni, attraverso le pagine di Volare, la nostra rivista di riferimento diretta da Francesco Giaculli, Andrea, il gigantone in tutti i sensi, ha spiegato il cielo agli italiani. Senza limitarsi a descrivere macchine e motori; ma raccontandone l’anima, le storie umane, le sfide tecnologiche e i misteri ancora irrisolti.

È stato un uomo di verità, capace di affrontare con rigore scientifico e onestà intellettuale anche i capitoli più bui dell’aviazione italiana, come la tragedia di Ustica, mettendo sempre la sua competenza al servizio della chiarezza.

Oltre la professione: l’uomo e il padre

Ma ridurre Andrea Artoni ai suoi successi professionali sarebbe fargli un torto. Come ricordato con amore dalla figlia Federica, Andrea è stato soprattutto un uomo che ha saputo trasformare il dolore — come la perdita dell’amata moglie — in una spinta verso gli altri. La sua rete di “Amici dell’Artoni” non era un semplice elenco di contatti, ma una famiglia allargata di persone che lo stimavano come guida, supporto e punto di riferimento.

Negli ultimi anni, la sua visione si era rivolta al futuro con la collaborazione in Manta Aircraft, esplorando le nuove frontiere dei velivoli elettrici. Perché Andrea non smetteva mai di guardare avanti, convinto che ci fosse sempre un nuovo modo di abitare il cielo.

L’ultimo decollo

Andrea Artoni ha scelto di andarsene con la stessa discrezione e dignità con cui ha vissuto, circondato dall’amore intimo della sua famiglia. Ci lascia in eredità non solo i suoi articoli e i suoi libri, ma una lezione preziosa: che le passioni sono ali che ci permettono di superare anche le prove più dure.

Grazie per avercelo sempre insegnato, e per averci onorato con la stima che abbiamo sempre ricevuto da te.

Oggi, ogni volta che un aeroplano traccerà una scia bianca nel blu, chi lo ha conosciuto saprà dove guardare. Andrea è lì, tra i suoi amati velivoli, finalmente in pace, a osservare il mondo da quella prospettiva privilegiata che ha sempre sognato.

Cieli blu, Andrea ci mancherà la tua voce tonante, e sapiente.

Rinaldo Gaspari,

Il Consiglio Direttivo di AOPA Italia, e tutti i soci stretti in un abbraccio alla figlia Federica e alla famiglia.

AOPA Italia 1961-2026 : da oltre sessant’anni a fianco di chi vola

In volo verso l'ultima frontiera: Addio ad Andrea Artoni

AOPA Italia Divisione APR al tavolo ENAC dedicato alle attività UAS : segnalate troppe imprecisioni sulla piattaforma D-...
19/02/2026

AOPA Italia Divisione APR al tavolo ENAC dedicato alle attività UAS : segnalate troppe imprecisioni sulla piattaforma D- Flight. La convivenza con il traffico unmanned è un aspetto sempre più importante del nostro lavoro per tutelare operatori e piloti negli spazi aerei sempre più congestionati.

Prosegue l'assurda guerra dell'amministrazione locale contro Costa Volpino, basata su discutibili posizioni che sono sta...
19/02/2026

Prosegue l'assurda guerra dell'amministrazione locale contro Costa Volpino, basata su discutibili posizioni che sono state puntualmente contestate dai legali di Iseo Lake Airfield. Un precedente molto pericoloso che mette a rischio molte realtà simili. Siamo tutti con Iseo per difendere la nostra libertà di volare.

Indirizzo

Viale Antonio Gramsci 1/Aeroporto Bresso LIMB
Bresso
20091

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