Siamo il Gruppo Donne di Rifondazione Comunista di Brescia, ma tra noi sono presenti anche amiche simpatizzanti. Siamo donne che non hanno paura a dirsi Comuniste e che ancora credono in un progetto di radicale CAMBIAMENTO ANTICAPITALISTICO del mondo. In questo periodo storico pensiamo sia di primaria importanza ridiscutere il ruolo della donna nella CULTURA, nella SOCIETA', nella POLITICA italia
ne. Riteniamo essenziale venga messa in discussione l'immagine femminile diffusa e affermata dai media nazionali, in Italia detentori del primato dell'informazione e, purtroppo, sempre più, della cultura degenerata che ne deriva. Sembrerebbe emancipazione femminile quella che si vede in TV, mentre, al contrario, è una forma di orribile schiavitù e sopruso, che vede il CORPO DELLE DONNE usato come oggetto di potere - prima che di piacere- da uomini che esibiscono il proprio machismo malato senza vergogna, anzi con un orgoglio degno di un reale ritorno al patriarcato. Una donna è libera quando le sue scelte sessuali non sono influenzate dalle condizioni concrete della propria vita: nella nostra cultura è una situazione sempre meno realizzabile, ma noi crediamo che la tensione verso l'UTOPIA sia un elemento che deve caratterizzare la nostra azione. Pensiamo che l'attuale forma assunta dal patriarcato sia viscida, strisciante e subdola: per combatterla bisogna farne emergere i collegamenti con il capitale, rendere le donne protagoniste responsabili nella cultura, nella società e in politica, ma, soprattutto, rendere evidenti le contraddizioni che tale sistema mette in atto nel tentativo di restaurare un ordine che sembrava superato e sconfitto dalle lotte di genere. Invece, mai come oggi appare chiaro che i DIRITTI non sono una volta per tutte conquistati: assistiamo allibite ad attacchi mai visti su questo fronte, ma lavoriamo ogni giorno perchè la nostra STORIA, le LOTTE, le conquiste di LIBERTA' ed AUTODETERMINAZIONE restino, anzi, tornino vive e al centro del dibattito e, anche, del conflitto sociale. La costruzione e presentazione del nostro blog si è sovrapposta al dramma dei ragazzi MIGRANTI sulla gru. La nostra vicinanza a quegli uomini -e agli altri che nel nostro paese vivono una condizione che definire difficile è un eufemismo- è assoluta. Per noi sono compagni di viaggio, diventati un simbolo, incarnazione dei LAVORATORI oppressi e sfruttati, che non ci stanno e lottano costi quel che costi. Come molti hanno detto, quei ragazzi ci hanno insegnato la DIGNITA': dignità nel dire no ad un sistema ingiusto e disumano, dignità nel pretendere i propri diritti, dignità nell'estremo gesto di solidarietà con i loro fratelli, quando hanno rifiutato le concessioni perché non allargate a tutti gli immigrati nella loro situazione. Per questo continueremo a tenere viva la loro LOTTA, con azioni concrete, per contribuire a preservare il patrimonio umano che si è creato sotto la gru grazie a loro. Oggi, la drammaticità della situazione mette in evidenza quanto il conflitto di genere sia paradigma del conflitto di classe:
precarietà fa rima con donna e oggi è modello di riferimento con il quale anche gli uomini e sopratutto i giovani e i migranti sprofondano nell’incubo dell’incertezza del futuro. La distruzione della scuola pubblica porta all'elimnazione di posti di lavoro oggi occupati in prevalenza da donne, ma la riforma Gelmini renderà meno preparati i bambini, i ragazzi, gli universitari. Precario è anche il nostro corpo: esibite come carne da macello in televisione o sulle pubblicità, oggetti da prendere anche con violenza, ci vogliono sempre più contenitori, delegittimando continuamente la 194 e decidendo con chi, se e quando accedere alla riproduzione assistita. Siamo donne comuniste che vogliono ritornare a decidere della propria vita, riprenderci i nostri diritti, essere protagoniste della difesa della libertà nostra e di tutti a cominciare da chi è sfruttata/o, da chi non ha speranza per il futuro. Siamo convinte che solo con una presenza comunista forte e autorevole nel paese ciò diventi possibile.