LAC Brescia - Lega Abolizione Caccia

LAC Brescia - Lega Abolizione Caccia Manifestazioni in città e nelle vallate più impervie e contestare i roccoli, a presidiare i valichi interessati dalla migrazione (come quello di San Zeno).

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LAC opera su base volontaria=totale indipendenza
Ricorsi vinti,amministrativi,penali e in EU.Milioni di animali salvati;Bracconieri perseguiti

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La Lega per l'Abolizione della Caccia è una associazione ambienta

lista fondata nel 1978. Da oltre 45 anni ci battiamo per la difesa della fauna, la conservazione ed il ripristino dell’ambiente con iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative, informative ed editoriali. Banchetti, raccolte firme cartacee e digitali alle petizioni contro la caccia in deroga, l’uccellagione, l’ingresso dei cacciatori nei fondi altrui, l’utilizzo dei richiami vivi, la caccia nei parchi. Incontri con i politici, la stampa per perorare la causa degli animali selvatici e ricordare gli orrori della caccia. Siamo guardie volontarie giurate e attivisti antibracconaggio . Unisciti anoi, alle nostre azioni! Per decenni abbiamo presentato ricorso su ricorso, esposto su esposto, in tutte le sedi amministrative e penali e in sede europea per forme di caccia proibite da istanze dei padrini politici dei bracconiericacciatori, li abbiamo visti soccombere in giudizio e abbiamo salvato milioni di vite animali. Ci occupiamo di molti altri problemi, non solo di caccia: circo con animali, pellicce, commercio di selvatici, migrazioni di anfibi sulle strade (campagne di salvataggio), recupero di uccelli feriti (abbiamo promosso corsi con veterinari), creazione di oasi (ricorsi e iniziative di sostegno), lotta contro la cementificazione selvaggia . La Sezione di Brescia si prende inoltre cura di colonie feline e pratica sterilizzazione per cani e gatti per contrastare il fenomeno del randagismo. Non c’è trincea animalista e ambientalista in cui non siamo scesi, perché noi siamo animalisti e ambientalisti. Le attività e gli impegni sono in continuo aumento, gli attacchi agli animali, all’ambiente, alla qualità della vita e alla salute vengono, ogni giorno, reiterati con progetti devastanti, con giochi politici spregevoli e in questa pesante situazione la LAC a livello territoriale vuole rappresentare un baluardo al degrado. Abbiamo bisogno di essere sempre più numerosi. Pertanto se sei socio o simpatizzante sarebbe bello poterci confrontare: potremo provare a concretizzare delle idee in favore degli animali e dell'ambiente anche con tue proposte e idee. Scrivi a LAC Sezione di Brescia: [email protected] e se vuoi sostenerci conto IBAN IT34 S 05018 11200 000016880759 oppure con PayPal
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  È stata una primavera eccezionale dal punto di vista della protezione degli anfibi nel Bresciano, e la stagione si ...
02/06/2026

È stata una primavera eccezionale dal punto di vista della protezione degli anfibi nel Bresciano, e la stagione si è chiusa con un'altra buona notizia: il progetto presentato dal Comune di Idro aderendo a un bando tematico lanciato dalla Regione lo scorso anno è stato approvato, e in ragione di ciò,
nel Comune bresciano che ha aperto la strada della protezione della piccola fauna, e che ancora oggi ospita la popolazione più importante della provincia di rospo comune, nei prossimi mesi sarà realizzato un nuovo sottopasso stradale corredato da barriere temporanee.

I volontari impegnati nel Progetto rospi ringraziano per la sensibilità dell’amministrazione e per l'efficacia dell’Ufficio tecnico nell’allestimento del progetto, e festeggiano i numeri raggiunti
nelle scorse settimane.

🐸 Quest’anno, sul territorio di Idro sono stati protetti dal traffico ben 16.206 rospi comuni, e ben 1.170 sono stati salvati grazie alle nuove barriere temporanee finanziate da
Enel Green Power e piazzate lungo la sp 58 per , e posate anche con l’aiuto degli studenti di terza (e dei docenti) del corso di Agraria del«Perlasca».

Restando in Valsabbia, un’altra svolta fondamentale nella tutela del popolo del
fango è avvenuta a a sostegno dell'operazione avviata da tempo in via Fornaci.
Il Comune ha finanziato la posa di due sottopassi stradali e l’acquisto di centinaia di metri di barriere temporanee.
I risultati? Notevolissimi visto che parliamo di 500 metri di strada: 🐸 2.634 rospi hanno potuto andare e ve**re in sicurezza dal laghetto artificiale presente lungo la strada per riprodursi, e altrettanto hanno potuto fare 75 ormai sempre più rare rane dalmatine.

Ancora in valsabbia, un passo in avanti importante è stato fatto a , nella località Ghirlo.
Qui, il prolungamento delle barriere fisse esistenti con un tratto temporaneo, e i tanti turni notturni dei volontari hanno permesso di evitare la morte di moltissimi animali: tra Ghirlo e la località Ponte Re, quest’anno ne sono stati salvati 🐸 circa 1.100; senza contare quelli che hanno raggiunto il Chiese utilizzando i sottopassi.

Concludiamo la carrellata con le importanti novità relative a e a di .
Qui sono stati oltre 🐸 3000 i Bufo bufo movimentati (oltre a rane dalmatine e
🦎 salamandre),
con che ha avuto un posto in prima fila con circa 🐸 2700 esemplari.

E proprio a ci sono stati grandi aggiornamenti per la campagna avviata lo
scorso anno da un gruppo di volontari.

Anche qui il Comune (di ) ha investito nella tutela della piccola fauna collocando cartelli stradali di avvertimento e acquistando 200 metri di barriere temporanee messe in opera per la prima volta.

L’obiettivo è quello di aumentare gli
sforzi, e nell’attesa (si spera) di nuovi acquisti, grazie a interventi didattici nelle scuole e a una serata di presentazione si è moltiplicato il numero di salvarospi.

Paolo Baldi - Bresciaoggi

Chi vorrà aiutare per la prossima campagna anfibi, può scrivere anche a [email protected]

Una lupa trovata senza vita a bordo strada a Rodengo Saiano: l'ennesimo esemplare di fauna selvatica vittima sull'asfalt...
30/05/2026

Una lupa trovata senza vita a bordo strada a Rodengo Saiano: l'ennesimo esemplare di fauna selvatica vittima sull'asfalto 💔🐺

Nelle prime ore di venerdì 29 maggio, sulla strada provinciale 46 che attraversa Rodengo Saiano (BS), è stato rinvenuto il corpo senza vita di una lupa, investita da un'auto durante la notte. Sul posto è intervenuta la Polizia Provinciale, insieme all'unità cinofila, per il recupero della carcassa e l'avvio degli accertamenti sulla dinamica dell'impatto.

📈 L'impatto umano: non solo asfalto

Questa notizia si inserisce in un quadro drammatico per la fauna italiana. Gli investimenti stradali sono in costante aumento, ma la strada non è l'unico pericolo. Le stime nazionali indicano che il bracconaggio, attraverso armi da fuoco, trappole e bocconi avvelenati, incide pesantemente sulle morti accertate. Nel complesso, oltre il 70% dei lupi rinvenuti morti nel nostro Paese perde la vita per cause direttamente o indirettamente legate all'uomo.

⚠️ L'allarmismo ingiustificato
La sopravvivenza del lupo in Italia è resa ancora più dura da un clima di forte e ingiustificato allarmismo. Spesso la presenza di questo predatore viene raccontata attraverso toni sensazionalistici che alimentano paure infondate nella cittadinanza. Questo clima di "caccia alle streghe" mediatica non fa che esacerbare i conflitti commerciali e sociali, spianando la strada ad atti di bracconaggio fai-da-te e ostacolando una discussione scientifica e razionale sulla gestione della specie.

Serve prendersi un momento per riflettere, informandosi su dati reali e scientifici, è ormai un dovere non più rimandabile. 👇

Cosa ne pensate? Parliamone nei commenti evitando insulti e commenti provocatori che saranno bannati

13/05/2026

DDL 1552- Anche gli Stambecchi diventano bersaglio 🇮🇹

Senato: col voto in commissione per sparare anche agli Stambecchi prende forma il testo finale della riforma-vergogna sulla caccia, da trasmettere all'aula.
Non è solo una riforma, è lo smantellamento di un secolo di protezione ambientale.

Ecco i punti che rendono questa riforma una vera "vergogna nazionale":

❌ IL RITORNO AL PASSATO: Lo Stambecco, simbolo del Parco Gran Paradiso salvato dall'estinzione nel 1836, torna a essere una specie cacciabile.

❌ LUPI E OCHE: Il Lupo perde il suo status di specie particolarmente protetta. Anche la rara Oca selvatica finisce nel mirino.

❌ CACCIA OVUNQUE: Si potrà sparare nelle foreste demaniali, sui valichi montani e persino su terreni innevati o da imbarcazioni a remi.

❌ TECNOLOGIA DI MORTE: Autorizzati i sistemi di puntamento notturno (vietati dalla Convenzione di Berna).

❌ DEREGULATION TOTALE: Cancellato l'obbligo di scegliere una sola forma di caccia; i cacciatori avranno massima mobilità regionale.

Il parere della LAC: "Si è scelto di raschiare il fondo del barile per blandire corporazioni egoiste, condannando i residui ecosistemi italiani a una pressione venatoria insostenibile."

QUESTO TESTO NON È MIGLIORABILE: VA FERMATO PRIMA DELL'AULA.

📢 DIFFONDI IL MESSAGGIO. La nostra fauna selvatica è un patrimonio di tutti, non un bersaglio per pochi scellerati

Leggi l' approfondimento https://www.abolizionecaccia.it/blog/caccia-allo-stambecco-si-aggiunge-alla-riforma-sparatutto/

12/05/2026

🐸Abbiamo fatto molto, quest'anno, per gli anfibi in Valsabbia. Molto più del solito.
💪Abbiamo trovato risorse per nuove barriere che hanno protetto gli animali dalla strage di primavera causata dal traffico,
🤓abbiamo fatto scoprire il popolo del fango a scolari e studenti e
💪abbiamo dedicato tante serate ai salvataggi,
🏃‍♀️‍➡️🏃‍➡️🏃‍♂️‍➡️coinvolgendo nuovi e preziosi volontari
in un'attività che
è bellissima quando riesci a portare un secchio pieno di rospi alla meta, l'acqua di un fiume o di un lago in cui possono riprodursi, e frustrante quando nonostante le tue corse e le tue imprecazioni le auto li uccidono avanti ai tuoi occhi.
Non è stata una goccia nel mare, perché abbiamo assicurato la stagione degli amori a migliaia di esemplari, ma il mare potrebbe comunque svuotarsi di vita se non continueremo in questo lavoro. Che sta aumentando in tutta la provincia con nuovi siti di salvataggio e un interesse crescente e che ha sempre bisogno di nuovi e tanti volontari.

Regala un po' del tuo tempo ad animali che chiedono solo un passaggio sicuro lontano dal traffico e prenotati per la campagna anfibi 2027 attraverso i social della LAC Brescia

BOLZANO -Richiami vivi per il mercato illegale: il Governo favorisce il bracconaggio con la deregolamentazione dei richi...
11/05/2026

BOLZANO -Richiami vivi per il mercato illegale: il Governo favorisce il bracconaggio con la deregolamentazione dei richiami vivi
A Lana (BZ) il Corpo forestale in collaborazione con la Polizia di Stato ha sequestrato nei giorni scorsi oltre un centinaio di pulli sottratti dai nidi per essere venduti come richiami vivi ad uso caccia. Molti nidiacei rinvenuti negli zaini dei bracconieri sono purtroppo deceduti a causa del trattamento brutale subito durante la cattura e il trasporto. Questo episodio non è che la punta dell’iceberg di una gestione faunistica che rischia di peggiorare drasticamente a causa delle scellerate scelte politiche attuali.
Mentre le forze dell’ordine si impegnano per contrastare la caccia illegale, il Governo sta portando avanti il DDL 1552, che tra le altre cose , punta a deregolamentare la gestione dei richiami vivi. Vuole legittimare e favorire pratiche di bracconaggio rendendo impossibile il controllo della tracciabilità degli animali e incentivando indirettamente il furto di nidi. IL Disegno di legge in questi in approvazione al Governo è scritto su misura per chi trae profitto dalla sofferenza animale e dall'illegalità venatoria.






Fonte Notizia : Il Dolomiti


BOLZANO. Ladri di nidi di uccelli individuati e denunciati a Lana, in Alto Adige: in azione l'autorità forestale provinciale in collaborazione con la Polizia di Stato. A riportare l'accaduto è la stessa Provincia di Bolzano, che sottolinea come i bracconieri abbiano saccheggiato e svuotato i nidia...

10/05/2026
Ddl caccia, l’Ue boccia la riforma della destra ma il governo Meloni nasconde la lettera: “Conflitti con direttive comun...
08/05/2026

Ddl caccia, l’Ue boccia la riforma della destra ma il governo Meloni nasconde la lettera: “Conflitti con direttive comunitarie”
Una lettera di richiamo – di fatto, una bocciatura – tenuta nascosta dal governo Meloni dallo scorso dicembre. La Commissione europea, attraverso la Direzione generale Ambiente, ha scritto al Mase per sottolineare come il ddl Malan, cioè la riforma sulla caccia sottoscritta da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia e fortemente voluta da Francesco Lollobrigida, rischi di entrare in conflitto con le normative Ue. Vale a dire con la Direttiva Habitat e la Direttiva Uccelli. Con la conseguenza, per l’Italia, di finire sotto procedura d’infrazione. “Le modifiche proposte (alla 157/92, ndr) sollevano diverse preoccupazioni” scrivono da Bruxelles.
Leggendo il documento, per il ministero dell’Agricoltura – vero regista dell’operazione, insieme a Coldiretti – è una specie di Caporetto. La riforma viene bocciata su punti ritenuti fondamentali dal mondo venatorio e dai partiti che ne coltivano gli interessi. E solo così ci si spiega la ragione dietro la lentezza con la quale è stato approcciato l’iter del disegno di legge, che tornerà di nuovo nelle commissioni parlamentari il prossimo 13 di maggio. Dunque – forse – non è la maggioranza che ha paura di portare a compimento un progetto che una larga fetta di elettori disapprova, ma è l’intervento dell’Unione europea ad averne frenato il processo. E pensare che un anno fa lo stesso Lollobrigida, nella fase finale di stesura della riforma, aveva annunciato: “La nuova legge sarà approvata entro l’estate“.
l merito di aver scoperto la lettera tenuta nascosta dal governo va – come accade spesso – al variegato mondo della associazioni ambientaliste e animaliste, che vigilano sulla protezione della nostra biodiversità. Le proposte che hanno messo in allarme Bruxelles, che non a caso nel documento cita più di una volta l’indagine Eu Pilot che, se non soddisfatta, aprirebbe alla procedura d’infrazione proprio sulla legislazione italiana legata alla caccia, riguardano l’estensione dell’attività venatoria oltre i limiti stabiliti per legge, gli spari nella stagione di riproduzione e ibernazione, la confusione nei controlli, per quanto concerne l’avifauna, tra esemplari allevati ed esemplari catturati in natura, il depotenziamento di Ispra, il cui parere non sarebbe più vincolante ma solo consultivo, la caccia in deroga che “potrebbe essere adottata anche in contrasto con il parere scientifico”, l’indebolimento dei Tribunali amministrativi sui calendari regionali, l’uso di dispositivi ottici e optoelettronici, la potenziale e pericolosa liberalizzazione dei richiami vivi e il conseguente aumento del fenomeno del bracconaggio e del traffico illecito di avifauna. Come detto, una bocciatura.
“Nonostante questi chiari rilievi” scrivono le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia, “il governo non solo non ha fatto alcun cenno all’esistenza della nota, ma non ne ha tenuto conto in alcun modo, lasciando proseguire l’iter parlamentare, che proprio ieri è giunto di fatto al termine con la prima approvazione nelle Commissioni Ambiente e Agricoltura al Senato riunite e la mancata divulgazione della notizia da parte del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Patrizio La Pietra. Il testo è stato inoltre aggravato da numerosi emendamenti presentati dalla maggioranza, tutti mirati a fare ulteriori concessioni alle lobby venatorie e a quella parte delle associazioni agricole che intendono sfruttare anche la caccia come strumento per ottenere profitti, a scapito dei veri interessi di migliaia di agricoltori e non tenendo conto del sentire comune, mentre sono state respinte tutte le modifiche migliorative presentate dall’opposizione”.
E ancora: “Siamo davanti a un comportamento gravissimo del governo. Il fatto che la Commissione europea è intervenuta ancor prima dell’entrata in vigore della legge in una materia come la caccia non è usuale e conferma la pericolosità di quanto contenuto nel ddl 1552 a prima firma Malan. Nonostante ciò, l’esecutivo sapeva ed è rimasto fermo. Hanno continuato ad accusare noi di diffondere fake news mentre provavano a nascondere e mascherare la verità e oggi sono stati ancora una volta clamorosamente smentiti. Un atto irresponsabile che antepone gli interessi elettorali alla tutela dei beni comuni, esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione col serio rischio di far pagare ai cittadini – la stragrande maggioranza contrari alla caccia – i costi di eventuali sanzioni”.
Le associazioni chiedono lo stop immediato del provvedimento e la cancellazione delle norme censurate dalla Commissione europea, prima che il Parlamento “approvi una legge palesemente illegittima e dannosa per tutti”.



Fonte IIl Fatto Quotidiano di Alberto Marzocchi
https://www.ilfattoquotidiano.it/.../ddl-caccia.../8378475/



06/05/2026

SCOPERTA LETTERA DELLA COMMISSIONE EUROPEA TENUTA NASCOSTA DAL GOVERNO, CHE BOCCIA IL DDL 1552 VOLUTO DAL MINISTRO LOLLOBRIGIDA IN DISCUSSIONE AL SENATO

“PROPOSTA IN NETTA E CONCLAMATA VIOLAZIONE DELLE NORME EUROPEE, PRESIDENTE MELONI E MINISTRO PICHETTO FRATIN FERMINO TUTTO”

Le associazioni ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia sono venute in possesso di una lettera ufficiale della Commissione europea, inviata già a dicembre 2025 al Governo italiano e finora volutamente ignorata dalla Presidente Meloni e dalla maggioranza di centrodestra, che boccia duramente parti fondamentali del disegno di legge n. 1552 di stravolgimento della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica - bene costituzionalmente protetto - per favorire il mondo venatorio con una serie di concessioni ingiustificabili, dannose e illegittime.

Il documento evidenzia gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat, che riguardano l’ossatura stessa del DDL tra cui: estensione della caccia fuori stagione; indebolimento del parere scientifico di ISPRA; uso di visori ottici; liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali.

Nonostante questi chiari rilievi dell’Unione europea, il Governo non solo non ha fatto alcun cenno all'esistenza della nota, ma non ne ha tenuto conto in alcun modo, lasciando proseguire l’iter parlamentare, che proprio ieri è giunto di fatto al termine con la prima approvazione nelle Commissioni Ambiente e Agricoltura al Senato riunite e la mancata divulgazione della notizia da parte del sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura La Pietra. Il testo è stato inoltre aggravato da numerosi emendamenti presentati dalla maggioranza, tutti mirati a fare ulteriori concessioni alle lobby venatorie e a quella parte delle associazioni agricole che intendono sfruttare anche la caccia come strumento per ottenere profitti, a scapito dei veri interessi di migliaia di agricoltori e non tenendo conto del sentire comune, mentre sono state respinte tutte le modifiche migliorative presentate dall’opposizione.

“Siamo davanti a un comportamento gravissimo del Governo - dichiarano le associazioni - il fatto che la Commissione europea è intervenuta ancor prima dell'entrata in vigore della legge in una materia come la caccia non è usuale e conferma la pericolosità di quanto contenuto nel DDL 1552 a prima firma Malan. Nonostante ciò, l’Esecutivo sapeva ed è rimasto fermo. Hanno continuato ad accusare noi di diffondere fake news mentre provavano a nascondere e mascherare la verità e oggi sono stati ancora una volta clamorosamente smentiti. Un atto irresponsabile che antepone gli interessi elettorali alla tutela dei beni comuni, esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione col serio rischio di far pagare ai cittadini - la stragrande maggioranza contrari alla caccia - i costi di eventuali sanzioni”.

Le associazioni chiedono lo stop immediato del provvedimento e la cancellazione delle norme censurate dalla Commissione europea, prima che il Parlamento approvi una legge palesemente illegittima e dannosa per tutti.


Cs 6 maggio 2026

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