21/11/2025
"Io non ho niente da vendere. Non sono un imprenditore, non sono un influencer, non ho un marchio da spingere o numeri da inseguire.
Io sono soltanto un essere umano, un uomo. Uno come tanti. Uno che la vita ha preso più volte per il bavero e ha spinto giù, senza pietà. La vita mi ha tolto quello che non dovrebbe essere tolto a nessuno: una sorella, una madre… una famiglia. E quando cresci senza un appiglio, quando il mondo ti colpisce prima ancora che tu possa capire perché, impari due strade: distruggere o costruire. Puoi restituire male per male, far pagare agli altri il dolore che ti è esploso dentro… oppure puoi scegliere il contrario. Puoi prendere tutta quella mancanza, tutto quel vuoto, e usarlo per impedire che qualcun altro provi ciò che ti ha spezzato. Io ho scelto la seconda strada. Non perché sia facile.
Ma perché so cosa significa soffrire davvero.
E chi l’ha conosciuto fino in fondo, il dolore, non lo augura a nessuno. Eppure, c’è sempre qualcuno che parla. Qualcuno che giudica senza sapere, che insulta senza pensare, che lancia sentenze da dietro uno schermo come se le parole non avessero peso. Mi hanno chiamato in tanti modi. Mi hanno detto che “godo del dolore altrui”. Che “non dovrei stare con bambini sani sapendo che frequento quelli malati, perchè accompagno i piccoli alla morte”. E la cosa più triste è che l’ignoranza… non si ferma nemmeno davanti alla morte di un bambino. Io non vivo di follower. Non vivo di like. Io mi alzo alle sei del mattino, come tanti di voi fanno e hanno fatto per una vita intera. Io vivo del mio lavoro, della mia fatica, non dei social. Quello che metto qui non è inventato, non è romanzato, non è filtrato... è vissuto. È vero. È mio. I bambini oncologici che incontro… loro sì che sono eroi. Hanno più coraggio di chiunque parli senza sapere. Non smettono di crederci. Non smettono di dire... “Dopo torniamo a casa.” Anche quando la vita gli ha già detto il contrario. E per loro io farei qualsiasi cosa. E vorrei fare di più. Ma da soli non si fa niente. Da soli non si arriva da nessuna parte. Da soli… non si è nessuno. Per questo ho accettato una sfida che forse è impossibile. Forse era persa dal primo secondo. Ma non posso arrendermi. Non voglio. Perché nemmeno i miei bambini mollano. E io non sarò quello che smette prima di loro. Voglio regalare una cosa al piccolo Mattia Micarone, attraverso la voce della sua mamma. Voglio che la sua canzone, “Occhi blu”, arrivi a un milione di visualizzazioni entro il 25 dicembre. Perché Mattia amava il Natale. E questo sarebbe il suo regalo. Il nostro regalo per lui. E ricordate una cosa... non è per me. Non è per Enrico Dèlè Leonello. Non è per i genitori. È per Mattia. Per un bambino di quattro anni che ha vissuto ogni giorno con un cuore più grande del suo dolore. E perché, se ce la faremo, sua mamma donerà un defibrillatore in più. Perché anche da lassù, Mattia vuole ancora aiutare qualcuno. Non vi sto chiedendo soldi. Non vi sto chiedendo carte di credito, IBAN, donazioni. Vi sto chiedendo tre minuti.
Tre minuti per ascoltare una canzone che parla di lui. Tre minuti per condividere un link. Tre minuti per dire a un bambino in cielo... “Non ti abbiamo dimenticato.” Io a Mattia ho fatto una promessa. Che non sarei rimasto solo. Che saremmo stati in tanti ad abbracciarlo, anche da qui. E adesso ve lo chiedo con il cuore in mano...ancora."
Il Babbo Natale Dei Bambini
Mi aiutate a mantenere quella promessa?
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https://m.youtube.com/watch?v=thgpQV9gUIs
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