17/10/2026
17.10. Heute ist der internationale Tag zur Beseitigung der Armut.
Die Stellungnahme des 👇
Oggi è la Giornata internazionale per l'eliminazione della povertà. La presa di posiszione della
👉 Ridurre la povertà alla mancanza di reddito significa comprendere solo una parte del problema. Il reddito insufficiente è il segnale più visibile, ma raramente è l’unica forma di povertà.
Esistono altre forme, come la povertà educativa, che limita la formazione e la capacità di orientarsi nel mercato del lavoro. C’è quella sanitaria, di chi rinuncia a una visita o a una cura perché troppo costosa o troppo lontana. Poi ci sono la povertà abitativa e quella digitale, che nel tempo diventano barriere vere e proprie. Sono condizioni diverse tra loro, che spesso però si sommano e si alimentano a vicenda. Lo ricordiamo perché il dibattito pubblico tende a semplificare. Chi vive in povertà vive spesso anche in isolamento. Quando mancano i mezzi per pagare un trasporto, l’attività sportiva dei figli o una cena con gli amici, le relazioni si assottigliano. Con esse si dissolvono anche le reti di conoscenze e di aiuto reciproco che servono a trovare un lavoro, un alloggio, un sostegno al momento giusto. Povertà ed esclusione sociale non corrono parallele. Si reggono l’una sull’altra.
Quando una persona smette di partecipare, smette anche di essere vista e diventa più difficile accorgersi di lei e ciò che le manca. Sul nostro territorio esistono importanti servizi di supporto, ma non tutti riescono a raggiungerli. Pensiamo agli anziani soli, ai lavoratori con contratti discontinui, alle famiglie con un solo reddito, agli stranieri. Per molti di loro la solitudine è la parte meno visibile del disagio. Non compare nelle statistiche sul reddito, ma rende ogni altra difficoltà più pesante da affrontare. Il costo della vita, e dell’abitare in particolare, pesa su fasce sempre più ampie, anche tra chi un lavoro ce l’ha.
Il sindacato cerca di fare la propria parte. Lo fa con la contrattazione, con i servizi di patronato e di consulenza, e con la presenza quotidiana nei luoghi di lavoro o attraverso le attività offerte dalla federazione dei pensionati, dove le difficoltà, comprese quelle di chi è rimasto solo, emergono prima che diventino croniche e possono essere portate al confronto con le amministrazioni.
Un reddito dignitoso resta la prima difesa, ma da solo non basta. Servono servizi che funzionino, estendere maggiormente le politiche e i servizi di inclusione sociale, per intercettare e non lasciare solo chi è in difficoltà. Disporre di dati precisi e aggiornati sul fenomeno è indispensabile per poter contrastare la povertà ed il rischio di povertà con misure mirate ed efficaci.
👉 Armut auf ein unzureichendes Einkommen zu reduzieren bedeutet, nur einen Teil des Problems zu sehen. Einkommensarmut ist die augenscheinlichste Armutsform, kommt aber selten allein.
Bildungsarmut bedeutet, weniger Kompetenzen erwerben zu können, und beeinträchtigt die Fähigkeit, sich auf dem Arbeitsmarkt zurechtzufinden. Armut ist ein Risikofaktor für die Gesundheit, wenn Menschen beispielsweise auf Arztbesuche und Behandlungen verzichten, weil sie sich diese nicht leisten können. Digitale Armut schmälert die Möglichkeiten gesellschaftlicher Teilhabe von Menschen, die mit der technologischen Entwicklung nicht mithalten können. Häufig summieren sich die verschiedenen Problemlagen und verschärfen sich gegenseitig; in der öffentlichen Debatte wird gerade dieser Aspekt meist vernachlässigt. Wenn sich jemand Transportmittel, Kurse für die Kinder oder ein Abendessen mit Freunden nicht leisten kann, dann lösen sich zwischenmenschliche Beziehungen auf, wichtige Kontakte und unterstützende Netzwerke gehen verloren. Diese braucht es aber, um eine Arbeit, eine Wohnung oder Hilfe zur rechten Zeit zu finden.
Armut und soziale Ausgrenzung laufen nicht parallel, sie bedingen sich gegenseitig.
Sobald eine Person aufhört, am gesellschaftlichen Leben teilzunehmen, wird sie unsichtbar, und damit auch ihre Notlage ungleich schwerer zu erkennen. Es gibt in Südtirol einige unterstützende Dienste, die aber nicht jede/r Betroffene in Anspruch nimmt. Alleinlebende Rentner/innen, Arbeitnehmer/innen ohne fixe Arbeit, Familien mit nur einem Einkommen, eingewanderte Menschen – Einsamkeit ist für viele von ihnen der weniger sichtbare Aspekt ihrer Notlage. Sie wird in den Einkommensstatistiken nicht erhoben, erschwert aber alles andere. Die Lebenshaltungskosten, insbesondere das teure Wohnen, bringen immer mehr Menschen in Bedrängnis, auch jene, die eine geregelte Arbeit haben.
Die Gewerkschaft ist bemüht, ihren Beitrag zur Armutsbekämpfung zu leisten: über die Vertragsverhandlungen, die Patronatsdienste, die Beratungstätigkeit, ebenso über die tägliche Präsenz an den Arbeitsplätzen oder die Aktivitäten der Rentnergewerkschaft; dies ermöglicht es, die Schwierigkeiten frühzeitig zu erkennen und mit den zuständigen Stellen anzugehen.
Ein existenzsicherndes Einkommen ist der erste Schutz gegen Armut, reicht alleine aber nicht aus. Es braucht funktionierende Dienste und mehr Unterstützung der sozialen Inklusion, um Menschen in Not besser zu erreichen und sie nicht zurückzulassen. Genaue und aktuelle Armutsdaten sind unverzichtbar, um der Armut und dem Armutsrisiko mit zielgenauen und wirksamen Maßnahmen begegnen zu können.