13/08/2026
L'abbiamo ricordato altre volte: "La terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra".
Una delle cose da fare è: fermare il cemento dissennato, e nell'Alute di Bormio una cosa oggi forse (per qualcuno) apparentemente poco significativa per il futuro dal punto di vista 'della vita dell'uomo sulla madre terra" è coprire la piana agricola con un Km di grande strada asfaltata.
Ma ricordiamoci che, inevitabilmente (è solo questione di tempo, probabilmente poco) che ASFALTO CHIAMA CEMENTO.
Il Regolamento europeo sul ripristino della natura è cogente: non è un catalogo di buone intenzioni da applicare soltanto quando non interferisce con gli strumenti urbanistici esistenti o con gli interessi speculativi di qualcuno. Il Regolamento fissa traguardi progressivi al 2030, 2040 e 2050 e, per gli ecosistemi urbani, impone entro il 2030 di evitare una perdita netta di verde e copertura arborea e successivamente di invertirne la tendenza. È un cambio di paradigma: non basta piantare qualche albero mentre si continua a impermeabilizzare nuovo suolo.
Per questo preoccupa che Anci chieda di eliminare dal Piano nazionale prescrizioni operative e vincoli e che Ance rivendichi la sostanziale coincidenza di quelle osservazioni con le proprie. Il coinvolgimento dei Comuni è indispensabile e agli enti locali devono essere garantiti risorse, competenze e strumenti. Ma le difficoltà attuative non possono diventare il pretesto per ridurre il Piano a un documento programmatico privo di effetti reali. Un Piano senza misure concrete non protegge i sindaci: li lascia ancora più soli di fronte ad alluvioni, isole di calore, perdita di verde e dissesto.
Ripristinare la natura, soprattutto nelle città, significa smettere di impermeabilizzare nuovo suolo, depavimentare, rinaturalizzare e recuperare il patrimonio edilizio abbandonato o degradato. Non ha più senso continuare a parlare di “rigenerazione urbana” come di un’opzione da premiare, magari con un aumento della superficie edificabile: il recupero dell’esistente deve diventare la sola strada per costruire senza impermeabilizzare nuovo suolo.
È esattamente la linea del disegno di legge n. 2005 che ho depositato in Senato: il suolo libero non è uno spazio vuoto, ma un bene prezioso. Il Governo respinga ogni tentativo di annacquare il Piano e presenti a Bruxelles, entro il primo settembre, una proposta ambiziosa e credibile.