Avo Borgomanero-Gozzano

Avo Borgomanero-Gozzano Associazione Volontari Ospedalieri

Questa settimana i protagonisti della rubrica "FILO DIRETTO" sono i volontari di AVO, Associazione Volontari Ospedalieri...
12/07/2026

Questa settimana i protagonisti della rubrica "FILO DIRETTO" sono i volontari di AVO, Associazione Volontari Ospedalieri di Borgomanero.

a cura di Nicola Mauro MARINO.
Si ringrazia per il prezioso contributo organizzativo Cinzia Alluvion e GRAZIE di cuore a tutta la struttura AVO di Borgomanero per la collaborazione e per l'impegno nell'aiutare i più fragili.

La Storia della nascita, in Italia di AVO.
Un lamento proveniente da un letto di corsia nell’ospedale Niguarda di Milano, aveva attirato l’attenzione di un giovane medico che stava attraversando un reparto. Era l’8 dicembre 1967 e il Dottor Erminio Longhini, all’epoca ricercatore universitario e facente funzioni di Primario nella divisione di Medicina interna, si avvicinò al letto in cui giaceva una donna che, con un flebile ma insistente gemito, continuava a chiedere un bicchiere d’acqua. Longhini rimase colpito dal fatto che quella semplice richiesta cadesse nel vuoto. Le altre ricoverate erano indifferenti così come l’inserviente che, intenta a pulire il pavimento, alla domanda del Longhini: “Scusi ma non sente che quella donna ha bisogno di aiuto?”, rispose bruscamente: “Dottore, se ogni volta che qualche malato ha bisogno di un bicchiere d’acqua io interrompessi il mio lavoro, il pavimento rimarrebbe sporco. Non tocca a me questo compito!”. Quella dura affermazione fece riflettere Erminio Longhini che, tornando a casa in auto, rimuginava fra sé: “Forse è vero che non toccava a quell’inserviente soddisfare quella elementare esigenza di una persona anziana e sola”. Alla fine concluse ponendosi la domanda: “Ma allora a chi tocca?” che egli portò scolpita nell’anima negli anni che seguirono, durante i quali il giovane medico si ritrovava regolarmente con un gruppo di amici, definito Associazione Fondatori Corpo Volontari, uniti nell’impegno di dar vita a “qualcosa” che portasse solidarietà, aiuto materiale e sostegno morale a chi si trovasse nel bisogno. Nel 1968 Longhini divenne Primario della Divisione di Medicina d’urgenza all’Ospedale di Sesto San Giovanni e, dopo qualche anno, la fatidica domanda “A chi tocca?” trovò finalmente risposta: “toccava a quel gruppo di amici” creare un’associazione di persone che si sarebbero occupate di degenti negli ospedali, seguiti certamente con professionalità e responsabilità dal personale sanitario, ma spesso in ambienti spersonalizzanti in cui i malati erano assimilati a “corpi e organi da curare” e a “numeri di posti letto”. Così nel 1975, L’AVO prese forma e fu costituita a Milano.

I PRIMI PASSI.
L’iniziativa dell’Associazione volontari ospedalieri fu sperimentata per la prima volta nell’ospedale di Sesto San Giovanni, all’epoca sezione staccata dell’Ospedale Maggiore di Milano, grazie a un manipolo di volontari guidati con passione dalla consorte del Fondatore, Nuccia Orrù Longhini, scomparsa nel dicembre 2012. Alla fine di aprile del 1976, nella Sala Convegni della Banca Popolare di Milano in Via Manzoni, il Progetto AVO fu illustrato dal Presidente dell’Ospedale Maggiore, Gaetano Lazzati, a un pubblico di oltre trecento persone. Nell’occasione tenne un discorso anche Marcello Candia ,brillante imprenditore milanese che, divenuto missionario laico, dopo aver venduto la propria impresa, si trasferì in Brasile nella regione del Rio delle Amazzoni dove fondò ospedali e lebbrosari. In quelle strutture venivano accolte, assistite e curate migliaia di persone abbandonate a se stesse fra gli stenti e nella più assoluta miseria. L’AVO, alla sua prima uscita pubblica, trovò così in Marcello Candia uno straordinario testimone. Dopo quel lusinghiero prologo, il 6 maggio 1976, nell’aula Borghi del Policlinico di Milano ebbe inizio il primo corso di formazione per i futuri volontari dell’AVO.

L'AVO Borgomanero (Associazione Volontari Ospedalieri) è un'organizzazione di volontariato attiva sul territorio di Borgomanero e Gozzano che offre ascolto, supporto e calore umano ai pazienti ricoverati e agli anziani. I suoi volontari operano principalmente all'interno dell'Ospedale Santissima Trinità di Borgomanero e presso la Fondazione "Opera Pia Curti". e alla residenza "ANNI AZZURRI".
A presiedere l'associazione locale è Manuela Roman, alla quale va il nostro ringraziamento per la disponibilità

DOMANDA: Presidente, In quali reparti dell'Ospedale SS. Trinità di Borgomanero o nelle strutture socio-sanitarie del territorio siete attualmente presenti?

RISPOSTA: A.V.O. Borgomanero presta il proprio servizio presso il presidio ospedaliero Santissima Trinità di Borgomanero all’interno dei reparti ove ci è consentito l’accesso, presso la Fondazione Opera Pia Curti e la Residenza Anni Azzurri, tutte strutture presenti sul territorio.

DOMANDA: Rispetto alla vostra fondazione nel 1982, come sono cambiate le richieste di conforto e ascolto da parte dei pazienti e delle loro famiglie?

RISPOSTA: Bisogni della comunità: rispetto a quando abbiamo iniziato il nostro servizio nel 1982 i cambiamenti sono stati
notevoli: le persone che incontriamo chiedono più ascolto, più attenzione, la solitudine è tanta. Tante persone
preferiscono confidarsi con un estraneo piuttosto che riversare le proprie preoccupazioni su di un parente.
Noi siamo “quelli” che ascoltano, ”quelli” che hanno il tempo, “quelli” che non giudicano; con il tempo ci siamo fatti conoscere per quello che siamo: persone normali con una formazione e una preparazione adeguate a poterci relazionare con la persona fragile. I camici azzurri sono una presenza organizzata e qualificata, discreta e non invadente. Oggi il personale e l’utenza si fidano di più. Abbiamo sempre cercato di rimanere vicino alle persone in difficoltà che si trovano in ospedale anche durante il periodo del COVID. Abbiamo ideato uno uno zainetto, denominato KIT-CARE, completamente gratuito che può essere dato a persone in difficoltà in occasione di un ricovero inaspettato. All’interno possono trovare tutto il necessario per affrontare una situazione d’emergenza con meno apprensione: acqua, salviette, ciabatte, asciugamani , spazzolino e dentifricio, pettine, sapone, biancheria intima, bicchieri, cannucce, set posate, tutto monouso e preparato zainetto, denominato KIT-CARE, completamente gratuito che può essere dato a persone in difficoltà in occasione di un ricovero inaspettato. All’interno possono trovare tutto il necessario per affrontare una
situazione d’emergenza con meno apprensione: acqua, salviette, ciabatte, asciugamani , spazzolino e dentifricio, pettine, sapone, biancheria intima, bicchieri, cannucce, set posate, tutto monouso e preparato con amore per dare senza che venga chiesto.

DOMANDA: Come si inserisce l'AVO nelle iniziative di cura e supporto al caregiver organizzate negli enti della città ?

RISPOSTA: a oggi collaboriamo con il Reparto di Oncologia dell’ospedale con il PPFF ( Progetto Protezione Famiglie Fragili) nato per aiutare famiglie con diagnosi oncologica certa o sospetta. Abbiamo fatto rete con altre associazioni e AVO, in questo ambito non esce dalla mission, siamo presenti nella domiciliarità, nel
percorso pre e post operatorio e se necessario anche durante il ricovero. Le persone ci vengono chiaramente segnalate dal reparto. Collaboriamo, sempre nella domiciliarità, con le Cure Palliative dell’ospedale di Arona.

DOMANDA: Qual è l'impegno di tempo medio richiesto a un volontario (es. numero di ore settimanali o turni)?

RISPOSTA: Disponibilità richiesta: chiediamo 2 ore settimanali con turni ben definiti da rispettare.

DOMANDA: Come formate i vostri volontari prima di entrare in contatto con i pazienti? (Spesso si articola con corsi base e periodi di affiancamento)

RISPOSTA: il nuovo volontario avrà un tirocinio di 100 ore (variabili) con obbligo di frequenza di
un corso di formazione iniziale e corsi di aggiornamento annuali.

DOMANDA: Quali sono gli strumenti e le strategie che fornite ai volontari per gestire il carico emotivo dell'assistenza ai malati e agli anziani?

RISPOSTA: i nostri corsi sono tenuti da psicologi e addetti ai lavori che conoscono le problematiche che potremmo incontrare in servizio, vengono fatte riunioni di reparto per un confronto utile, sincero e costruttivo, ogni volontario può sempre rivolgersi al proprio tutor in caso di necessità.

DOMANDA: Ci sono limiti di età o requisiti particolari per diventare volontari AVO a Borgomanero e quale è l'iter per potersi candidare a diventare volontari di AVO Borgomanero?

RISPOSTA: i requisiti che chiediamo sono disponibilità all’ascolto, rispetto della privacy, voglia di lavorare in gruppo e di mettersi in gioco, il rispetto delle regole è fondamentale. Accogliamo persone dai 16 ai 75 anni. Tutti i volontari sono coperti da assicurazione.
per entrare in associazione basta contattarci telefonicamente o via mail.
I nostri contatti sono : cell. 3483825514 / mail [email protected]
Il prossimo corso di formazione si terrà a marzo/aprile 2027

A.V.O. - Associazione Volontari Ospedalieri

A.V.O. – Associazione Volontari Ospedalieri
Borgomanero (NO)
SEDE: C/O Fondazione “Opera Pia Curti” – ONLUS
Via Mons. Cavigioli, 20 – CAP 28021 – Borgomanero (NO)
Apertura al pubblico: contattare il referente Associazione
Referente: ROMAN Manuela Isabella - PRESIDENTE
Tel: 348 3825514 - 339 4438770
Sito: www.federavo.it

nella foto: la presidente di AVO Borgomanero, Manuela Roman e alcune foto dell'attività di AVO BORGOMANERO.

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12/07/2026

Questa settimana i protagonisti della rubrica "FILO DIRETTO" sono i volontari di AVO, Associazione Volontari Ospedalieri di Borgomanero.

a cura di Nicola Mauro MARINO.
Si ringrazia per il prezioso contributo organizzativo Cinzia Alluvion e GRAZIE di cuore a tutta la struttura AVO di Borgomanero per la collaborazione e per l'impegno nell'aiutare i più fragili.

La Storia della nascita, in Italia di AVO.
Un lamento proveniente da un letto di corsia nell’ospedale Niguarda di Milano, aveva attirato l’attenzione di un giovane medico che stava attraversando un reparto. Era l’8 dicembre 1967 e il Dottor Erminio Longhini, all’epoca ricercatore universitario e facente funzioni di Primario nella divisione di Medicina interna, si avvicinò al letto in cui giaceva una donna che, con un flebile ma insistente gemito, continuava a chiedere un bicchiere d’acqua. Longhini rimase colpito dal fatto che quella semplice richiesta cadesse nel vuoto. Le altre ricoverate erano indifferenti così come l’inserviente che, intenta a pulire il pavimento, alla domanda del Longhini: “Scusi ma non sente che quella donna ha bisogno di aiuto?”, rispose bruscamente: “Dottore, se ogni volta che qualche malato ha bisogno di un bicchiere d’acqua io interrompessi il mio lavoro, il pavimento rimarrebbe sporco. Non tocca a me questo compito!”. Quella dura affermazione fece riflettere Erminio Longhini che, tornando a casa in auto, rimuginava fra sé: “Forse è vero che non toccava a quell’inserviente soddisfare quella elementare esigenza di una persona anziana e sola”. Alla fine concluse ponendosi la domanda: “Ma allora a chi tocca?” che egli portò scolpita nell’anima negli anni che seguirono, durante i quali il giovane medico si ritrovava regolarmente con un gruppo di amici, definito Associazione Fondatori Corpo Volontari, uniti nell’impegno di dar vita a “qualcosa” che portasse solidarietà, aiuto materiale e sostegno morale a chi si trovasse nel bisogno. Nel 1968 Longhini divenne Primario della Divisione di Medicina d’urgenza all’Ospedale di Sesto San Giovanni e, dopo qualche anno, la fatidica domanda “A chi tocca?” trovò finalmente risposta: “toccava a quel gruppo di amici” creare un’associazione di persone che si sarebbero occupate di degenti negli ospedali, seguiti certamente con professionalità e responsabilità dal personale sanitario, ma spesso in ambienti spersonalizzanti in cui i malati erano assimilati a “corpi e organi da curare” e a “numeri di posti letto”. Così nel 1975, L’AVO prese forma e fu costituita a Milano.

I PRIMI PASSI.
L’iniziativa dell’Associazione volontari ospedalieri fu sperimentata per la prima volta nell’ospedale di Sesto San Giovanni, all’epoca sezione staccata dell’Ospedale Maggiore di Milano, grazie a un manipolo di volontari guidati con passione dalla consorte del Fondatore, Nuccia Orrù Longhini, scomparsa nel dicembre 2012. Alla fine di aprile del 1976, nella Sala Convegni della Banca Popolare di Milano in Via Manzoni, il Progetto AVO fu illustrato dal Presidente dell’Ospedale Maggiore, Gaetano Lazzati, a un pubblico di oltre trecento persone. Nell’occasione tenne un discorso anche Marcello Candia ,brillante imprenditore milanese che, divenuto missionario laico, dopo aver venduto la propria impresa, si trasferì in Brasile nella regione del Rio delle Amazzoni dove fondò ospedali e lebbrosari. In quelle strutture venivano accolte, assistite e curate migliaia di persone abbandonate a se stesse fra gli stenti e nella più assoluta miseria. L’AVO, alla sua prima uscita pubblica, trovò così in Marcello Candia uno straordinario testimone. Dopo quel lusinghiero prologo, il 6 maggio 1976, nell’aula Borghi del Policlinico di Milano ebbe inizio il primo corso di formazione per i futuri volontari dell’AVO.

L'AVO Borgomanero (Associazione Volontari Ospedalieri) è un'organizzazione di volontariato attiva sul territorio di Borgomanero e Gozzano che offre ascolto, supporto e calore umano ai pazienti ricoverati e agli anziani. I suoi volontari operano principalmente all'interno dell'Ospedale Santissima Trinità di Borgomanero e presso la Fondazione "Opera Pia Curti". e alla residenza "ANNI AZZURRI".
A presiedere l'associazione locale è Manuela Roman, alla quale va il nostro ringraziamento per la disponibilità

DOMANDA: Presidente, In quali reparti dell'Ospedale SS. Trinità di Borgomanero o nelle strutture socio-sanitarie del territorio siete attualmente presenti?

RISPOSTA: A.V.O. Borgomanero presta il proprio servizio presso il presidio ospedaliero Santissima Trinità di Borgomanero all’interno dei reparti ove ci è consentito l’accesso, presso la Fondazione Opera Pia Curti e la Residenza Anni Azzurri, tutte strutture presenti sul territorio.

DOMANDA: Rispetto alla vostra fondazione nel 1982, come sono cambiate le richieste di conforto e ascolto da parte dei pazienti e delle loro famiglie?

RISPOSTA: Bisogni della comunità: rispetto a quando abbiamo iniziato il nostro servizio nel 1982 i cambiamenti sono stati
notevoli: le persone che incontriamo chiedono più ascolto, più attenzione, la solitudine è tanta. Tante persone
preferiscono confidarsi con un estraneo piuttosto che riversare le proprie preoccupazioni su di un parente.
Noi siamo “quelli” che ascoltano, ”quelli” che hanno il tempo, “quelli” che non giudicano; con il tempo ci siamo fatti conoscere per quello che siamo: persone normali con una formazione e una preparazione adeguate a poterci relazionare con la persona fragile. I camici azzurri sono una presenza organizzata e qualificata, discreta e non invadente. Oggi il personale e l’utenza si fidano di più. Abbiamo sempre cercato di rimanere vicino alle persone in difficoltà che si trovano in ospedale anche durante il periodo del COVID. Abbiamo ideato uno uno zainetto, denominato KIT-CARE, completamente gratuito che può essere dato a persone in difficoltà in occasione di un ricovero inaspettato. All’interno possono trovare tutto il necessario per affrontare una situazione d’emergenza con meno apprensione: acqua, salviette, ciabatte, asciugamani , spazzolino e dentifricio, pettine, sapone, biancheria intima, bicchieri, cannucce, set posate, tutto monouso e preparato zainetto, denominato KIT-CARE, completamente gratuito che può essere dato a persone in difficoltà in occasione di un ricovero inaspettato. All’interno possono trovare tutto il necessario per affrontare una
situazione d’emergenza con meno apprensione: acqua, salviette, ciabatte, asciugamani , spazzolino e dentifricio, pettine, sapone, biancheria intima, bicchieri, cannucce, set posate, tutto monouso e preparato con amore per dare senza che venga chiesto.

DOMANDA: Come si inserisce l'AVO nelle iniziative di cura e supporto al caregiver organizzate negli enti della città ?

RISPOSTA: a oggi collaboriamo con il Reparto di Oncologia dell’ospedale con il PPFF ( Progetto Protezione Famiglie Fragili) nato per aiutare famiglie con diagnosi oncologica certa o sospetta. Abbiamo fatto rete con altre associazioni e AVO, in questo ambito non esce dalla mission, siamo presenti nella domiciliarità, nel
percorso pre e post operatorio e se necessario anche durante il ricovero. Le persone ci vengono chiaramente segnalate dal reparto. Collaboriamo, sempre nella domiciliarità, con le Cure Palliative dell’ospedale di Arona.

DOMANDA: Qual è l'impegno di tempo medio richiesto a un volontario (es. numero di ore settimanali o turni)?

RISPOSTA: Disponibilità richiesta: chiediamo 2 ore settimanali con turni ben definiti da rispettare.

DOMANDA: Come formate i vostri volontari prima di entrare in contatto con i pazienti? (Spesso si articola con corsi base e periodi di affiancamento)

RISPOSTA: il nuovo volontario avrà un tirocinio di 100 ore (variabili) con obbligo di frequenza di
un corso di formazione iniziale e corsi di aggiornamento annuali.

DOMANDA: Quali sono gli strumenti e le strategie che fornite ai volontari per gestire il carico emotivo dell'assistenza ai malati e agli anziani?

RISPOSTA: i nostri corsi sono tenuti da psicologi e addetti ai lavori che conoscono le problematiche che potremmo incontrare in servizio, vengono fatte riunioni di reparto per un confronto utile, sincero e costruttivo, ogni volontario può sempre rivolgersi al proprio tutor in caso di necessità.

DOMANDA: Ci sono limiti di età o requisiti particolari per diventare volontari AVO a Borgomanero e quale è l'iter per potersi candidare a diventare volontari di AVO Borgomanero?

RISPOSTA: i requisiti che chiediamo sono disponibilità all’ascolto, rispetto della privacy, voglia di lavorare in gruppo e di mettersi in gioco, il rispetto delle regole è fondamentale. Accogliamo persone dai 16 ai 75 anni. Tutti i volontari sono coperti da assicurazione.
per entrare in associazione basta contattarci telefonicamente o via mail.
I nostri contatti sono : cell. 3483825514 / mail [email protected]
Il prossimo corso di formazione si terrà a marzo/aprile 2027

A.V.O. - Associazione Volontari Ospedalieri

A.V.O. – Associazione Volontari Ospedalieri
Borgomanero (NO)
SEDE: C/O Fondazione “Opera Pia Curti” – ONLUS
Via Mons. Cavigioli, 20 – CAP 28021 – Borgomanero (NO)
Apertura al pubblico: contattare il referente Associazione
Referente: ROMAN Manuela Isabella - PRESIDENTE
Tel: 348 3825514 - 339 4438770
Sito: www.federavo.it

nella foto: la presidente di AVO Borgomanero, Manuela Roman e alcune foto dell'attività di AVO BORGOMANERO.

24/12/2025

Indirizzo

Borgomanero
28021

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