RetedeiDiritti Dei Senza Voce

RetedeiDiritti Dei Senza Voce La Rete dei Diritti è formata da persone di diversa nazionalità e autoctoni, per favorire il dialogo tra diversi e combattere il razzismo

La Rete dei Diritti dei Senza Voce

La Rete dei Diritti dei Senza Voce è nata in febbraio 2009 per iniziativa di un gruppo di persone straniere e italiane. Sul piano giuridico, la Rete è un’associazione di volontariato e si pone come scopo generale quello di promuovere e realizzare iniziative sociali, culturali ad ampio respiro per favorire la convivenza dei cittadini in Provincia di Bolzano. La R

ete raccoglie al suo interno associazioni, singoli cittadini stranieri e italiani dei tre gruppi linguistici locali: italiani, tedeschi e ladini. prescindere dall’appartenenza culturale, politica, colore della pelle, confessione religiosa, classe sociale, ideologia, ecc. La Rete auspica un modello di convivenza interculturale inteso come interazione, scambio, apertura, reciprocità, solidarietà obiettiva riconoscimento della diversità. Il pensiero della Rete si ispira ai documenti delle Istituzioni/agenzie più autorevoli in tema dei diritti umani. Si citano alcuni di essi:
- L’ONU (1948), nella sua dichiarazione sui Diritti Universali della Persona e dei Popoli, afferma attraverso il primo articolo che “Tutti gli esseri umani nascono liberi e sono uguali in dignità e diritti…”. Ciò significa che, i diritti di qualunque persona vanno garantiti in ogni contesto a prescindere dalla sua appartenenza nazionale, culturale, religiosa, ideologica, ecc.
- OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) è un’altra agenzia dell’ONU che ha istituito la Convenzione internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie, approvata il 18 dicembre 1990 dall’Assemblea Generale. A questo proposto, si richiamano due articoli:
1. La Convenzione considera i lavoratori migranti non come mera forza lavoro o entità economiche, ma come entità sociali con le loro famiglie e che hanno perciò diritti, compreso quello del ricongiungimento famigliare.
4. I diritti umani fondamentali sono estesi a tutti i lavoratori migranti, sia regolari che irregolari, mentre diritti umani supplementari sono riconosciuti ai lavoratori migranti regolari e ai membri delle loro famiglie, nella fattispecie uguaglianza di trattamento con i lavoratori nazionali rispetto ad istanze legali, politiche, economiche sociali e culturali. L’UE, attraverso il documento Principi Fondamentali Comuni di integrazione formulati nel 2005 dalla Commissione europea, “Un’agenda comune per l’integrazione, sottolinea a tutti i livelli l’importanza del rispetto dei diritti fondamentali, la non discriminazione e pari opportunità per tutti come elementi cardine dell’integrazione e che mirano ad integrare la prospettiva di genere, all’attenzione specifica per la situazione dei giovani migranti e dei bambini. Infine, la Costituzione Italiana riconosce a tutte le persone senza distinzione di ceto sociale, di sesso, di razza e di credo religioso il diritto alla salute, all’istruzione, alla casa, ad un lavoro dignitoso e a praticare il proprio credo religioso. Azioni
• Collaborare con le Consulte immigrate (Bolzano e Merano) ed eventuali nuove consulte per la realizzazione di iniziative volte all’inserimento socio lavorativo di immigrati

• Promuovere in collaborazione con le menzionate Consulte il coordinamento di associazioni, organismi e persone che operano sul tema dell’immigrazione

• Collaborare con le associazioni degli stranieri, le istituzioni: governative, private, eclesiastiche, sindacali, i partiti per promuovere il dialogo, il confronto finalizzati all’integrazione dei cittadini immigrati le istituzioni

• Sensibilizzare le istituzioni, attraverso incontri, proposte, appelli, a dialogare e confrontarsi con la società civile sul tema dell'immigrazione e dei diritti delle minoranze

• Collaborare con le associazioni, i comitati che si battono per i diritti degli immigrati a livello internazionale, europeo e nazionale

• Fare la controinformazione e approfondimenti su temi specifici, in particolar modo in riferimento all’immigrazione

• Promuovere mobilitazioni/manifestazioni in difesa dei diritti di tutti

• Denunciare/segnalare episodi di razzismo e xenofobia fornendo nel contempo assistenza legale e psicologica alle vittime

• Denunciare ogni tipo di discriminazione a danno di qualunque cittadino

• Denunciare/segnalare la lentezza della burocrazia nel rilascio di documenti che riguardano i migranti

• Denunciare/segnalare con modalità da discutere di volta in volta gli episodi di violenza che scaturiscono dalla propaganda xenofoba del governo.

• Raccogliere notizie ed informazioni riguardanti gli aspetti positivi dell’immigrazione

• Promozione della cittadinanza attiva e del diritto di voto per i cittadini stranieri e per le II generazioni

• Individuare e negoziare con gli interlocutori interessati le modalità e spazio per gli immigrati sui media

• Realizzare iniziative volte per fare conoscere la società italiana, sudtirolese: leggi, organi istituzionali ed il loro funzionamento, cultura (tradizioni, apprendimento delle lingue, ecc.). Sul versante della cultura, si lavorerà sui tre livelli:
a) la cultura alta (musei, esposizioni, mostre, musica classica, etc.);
b) la cultura popolare (musica leggera, storia delle tradizioni popolari per es.);
c) la cultura diffusa (cucina, moda, etc.).

• Realizzare iniziative volte a creare il contatto tra i popoli diversi anche nel campo della cooperazione internazionale

• Promuovere iniziative di solidarietà a favore di popoli vittime di guerre, catastrofi naturali o situazioni che mettono a repentaglio la loro vita

OBIETTIVI
• Portare a conoscenza dell’opinione pubblica il problema dell’immigrazione
• allertare le istituzioni sul disagio degli immigrati
• Diffondere la mentalità di pari opportunità
• Incrementare la conoscenza circa il consapevolezza
• Accelerare il contatto e migliorare il rapporto fra i cittadini
• Favorire il dialogo, il confronto tra i cittadini
• Fare conoscere esperienze positive dell’immigrazione

FINALITÀ
• Favorire la diffusione della cultura della diversità e del riconoscimento reciproco
• Prevenire latenti conflitti socio-culturali
• Favorire l’apertura delle culture dei popoli che convivono insieme
• Fare diminuire i pregiudizi
• Inculcare la mentalità della solidarietà fra le persone

Per i terremotati di un villaggio dell'Alto Atlante raccogliamo coperte e sacchi  pelo.Tel elisa 0471 285204
14/09/2023

Per i terremotati di un villaggio dell'Alto Atlante raccogliamo coperte e sacchi pelo.Tel elisa 0471 285204

14/09/2023

Per i terremotati del Marocco

14/09/2023

Raccogliamo coperte e sacchi a pelo per un villaggio terremotato dell'Alto Atlante in Marocco.
Parte un furgone questa domenica nica. Se ne avete potete t elefonare Elisa O471 285204

13/09/2023

Stiamo raccogliendo coperte e sacchi a pelo per i terremotati dei villaggi di alta montagna.. contattare elisa O471285204.parte un carico già questa domenica

Staffetta dell'umanità  per la pace 4000 km 7/5/2023
07/05/2023

Staffetta dell'umanità per la pace 4000 km 7/5/2023

22-10  p.za Matteotti h15  Bz Manifestazione per la pace secondo appello Rete disarmo e 500associazioni
20/10/2022

22-10 p.za Matteotti h15 Bz Manifestazione per la pace secondo appello Rete disarmo e 500associazioni

ANPI Alto Adige Südtirol scenderà in piazza Sabato 22 ottobre anche a Bolzano (ore 15 Piazza Matteotti) insieme ad Assemblea contro le guerre e altri movimenti raccogliendo l'appello della
Rete Pace e Disarmo e di altre centinaia di organizzazioni e movimenti che hanno promosso la manifestazione nazionale Sabato 5 novembre a Roma sulla base di questi contenuti.

CESSATE IL FUOCO SUBITO –
NEGOZIATO PER LA PACE
METTIAMO AL BANDO TUTTE LE ARMI NUCLEARI
SOLIDARIETÀ CON IL POPOLO UCRAINO E CON LE VITTIME DI TUTTE LE GUERRE

L’ombra della guerra atomica si stende sul mondo
La minaccia nucleare incombe sul mondo. È responsabilità e dovere degli stati e dei popoli fermare questa follia. L’umanità ed il pianeta non possono accettare che le contese si risolvano con i conflitti armati. La guerra ha conseguenze globali: è la principale causa delle crisi alimentari mondiali, ancor più disastrose in Africa e Oriente, incide sul caro-vita, sulle fasce sociali più povere e deboli, determina scelte nefaste per il clima e la vita del pianeta. La guerra ingoia tutto e blocca la speranza di un avvenire più equo e sostenibile per le generazioni future.
Questa guerra va fermata subito
Condanniamo l’aggressore, rispettiamo la resistenza ucraina, ci impegniamo ad aiutare, sostenere, soccorrere il popolo ucraino, siamo a fianco delle vittime. Siamo con chi rifiuta la logica della guerra e sceglie la nonviolenza.
L’inaccettabile invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha riportato nel cuore dell’Europa la guerra che si avvia a diventare un conflitto globale tra blocchi militari con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro dei popoli ucraino, russo e dell’Europa intera. Siamo vicini e solidali con la popolazione colpita, con i profughi, con i rifugiati costretti a fuggire, ad abbandonare le proprie case, il proprio lavoro, vittime di bombardamenti, violenze, discriminazioni, stupri, torture.
Questa guerra va fermata subito. Basta sofferenze. L’Italia, l’Unione Europea e gli stati membri, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco. È urgente lavorare ad una soluzione politica del conflitto, mettendo in campo tutte le risorse e i mezzi della diplomazia al fine di far prevalere il rispetto del diritto internazionale, portando al tavolo del negoziato i rappresentanti dei governi di Kiev e di Mosca, assieme a tutti gli attori necessari per trovare una pace giusta. Insieme con Papa Francesco diciamo: “Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili”.
L’umanità ed il pianeta devono liberarsi dalla guerra.
Chiediamo al Segretario Generale delle Nazioni Unite di convocare urgentemente una Conferenza Internazionale per la pace, per ristabilire il rispetto del diritto internazionale, per garantire la sicurezza reciproca e impegnare tutti gli Stati ad eliminare le armi nucleari, ridurre la spesa militare in favore di investimenti per combattere le povertà e di finanziamenti per l’economia disarmata, per la transizione ecologica, per il lavoro dignitoso.
Occorre garantire la sicurezza condivisa.
Le guerre e le armi puntano alla vittoria sul nemico ma non portano alla pace: tendono a diventare permanenti ed a causare solo nuove sofferenze per le popolazioni. Bisogna invece far vincere la pace, ripristinare il diritto violato, garantire la sicurezza condivisa. Non esiste guerra giusta, solo la pace è giusta. La guerra la fanno gli eserciti, la pace la fanno i popoli.
L’Italia, la Costituzione, la società civile ripudiano la guerra. Insieme esigiamo che le nostre istituzioni assumano questa agenda di pace e si adoperino in ogni sede europea ed internazionale per la sua piena affermazione.

Rete Italiana Pace e Disarmo (con le sue aderenti Accademia apuana della pace – ACLI – AGESCI – ALTROMERCATO – Ambasciata democrazia locale – ANSPS – AOI – Associazione di cooperazione e di solidarietà internazionale – Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) – Archivio Disarmo – ARCI – ARCI Bassa Val di Cecina – ARCI Servizio Civile aps – ARCS – Associazione Papa Giovanni XXIII – Associazione per la pace – AssopacePalestina – AUSER – Beati i costruttori di Pace – Casa per la pace di Modena – CDMPI – Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale – Centro Studi Difesa Civile – Centro Studi Sereno Regis – CGIL – CGIL Padova – CGIL Verona – CIPAX – CNCA – Commissione globalizzazione e ambiente (GLAM) della FCEI – Conferenza degli Istituti Missionari in Italia – Coordinamento Comasco per la Pace – Coordinamento pace in comune Milano – COSPE – Emmaus Italia – FIOM-Cgil – FOCSIV – Fondazione Angelo Frammartino – Fondazione Finanza Etica – Forum Trentino per la Pace e i diritti umani – Gruppo Abele – IPRI – rete CCP IPSIA – Lega per i diritti dei popoli – Legambiente – Libera – Link – coordinamento universitario – Link2007 cooperazione in rete – Lunaria – Movimento europeo – Movimento Internazionale della Riconciliazione – Movimento Nonviolento – Nexus Emilia Romagna – Noi Siamo Chiesa – Opal Brescia – Pax Christi Italia – Percorsi di pace – Rete degli studenti medi – Rete della conoscenza – Tavola sarda della pace – U.S. Acli – UDS – UDU – Un ponte per… – Ventiquattro marzo). Comunità di Sant'Egidio, Diaconia Valdese, COREIS Comunità Religiosa Islamica Italiana, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione per il rinnovamento della sinistrA, CISL, UIL, UP! Su la testa, Solidarietà e Cooperazione – CIPSI, AOI -Cooperazione e Solidarietà Internazionale, Campagna Sbilanciamoci!, Pro Civitate Christiana, Coordinamento per la democrazia costituzionale, Comitato promotore Marcia PerugiAssisi, Tavola della Pace, Movimento Internazionale per la Pace e la Salvaguardia del Creato III Millennio, Caserta-Campania, Primavera Democratica

24/05/2020

AUGURI A TUTTI I MUSULMANI
PER LA FINE DEL RAMADAN

22/03/2020

Lettera delle associazioni dell'AA a istituzioni locali e nazionali per i senza fissa dimora
Oggetto:Accoglienza senza fissa dimora a Bolzano durante la cd. Emergenza CoVid-19

L'eccezionale rischio sanitario che interessa l'intero territorio nazionale ha imposto l'adozione, con DPCM 9.3.2020 e DPCM 11.3.2020, di misure a carattere straordinario, comportanti deroghe anche a diritti costituzionalmente sanciti come la libertà di circolazione.
Il principio fondamentale presupposto alle misure adottate è la necessità di ridurre gli spostamenti sul territorio delle persone, favorendo, e in alcuni casi imponendo la permanenza presso il proprio domicilio. La libera circolazione è autorizzata solo per: a) l’esercizio dell’attività lavorativa; b) motivi di carattere sanitario non differibili; c) motivazioni urgenti ed essenziali (ad es.: acquisto di generi alimentari o di prima necessità). Gli spostamenti devono essere dichiarati alle autorità di pubblica sicurezza tramite autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000.
L'eccezionalità della situazione dovrebbe imporre l'adozione di misure, atti e comportamenti che non violino sanitarie prescrizioni e le precauzioni delle attinenti alle misure straordinarie adottate.

Nella città di Bolzano il numero di persone senza dimora o in situazione di grave disagio abitativo è stimato in 200 persone.
Da riscontri formali e informali ricevuti dalle associazioni firmatarie, che nel corso delle loro attività si rapportano frequentemente sia con le persone in condizione di vulnerabilità sia con gli enti che gestiscono il sistema di accoglienza per senza dimora e il sistema di accoglienza per migranti fragili, gli inserimenti nei suddetti circuiti di accoglienza risultano sospesi fino a nuove indicazioni. Tale situazione rappresenterebbe una grave violazione dei principi e delle finalità sottese alle misure straordinarie adottate poiché una persona senza dimora rischia di essere maggiormente esposta a di contagio e, a sua volta, di contagiare altri soggetti. La mancata adozione di misure idonee a impedire il permanere di tale situazione, nell'attuale situazione emergenziale, rischia di divenire causa di aggravamento del contagio in atto.

Inoltre, data l’assenza di un alloggio idoneo, le persone senza dimora rintracciate dall’autorità di pubblica sicurezza nello svolgimento dei necessari controlli rischiano di subire le sanzioni previste dall’art. 650 c.p. (inosservanza dei provvedimenti delle Autorità) per chi trasgredisce i divieti e le limitazioni imposte: pena pecuniaria fino a € 206,00 o pena detentiva fino a tre mesi. Nel caso in cui tali soggetti siano anche affetti da sintomi influenzali o altre manifestazioni potenzialmente riconducibili al CoVid-19, rischiano una pena detentiva più severa ai sensi dell’art. 452 c.p. (delitti colposi contro la salute pubblica) fino, in ipotesi estremamente gravi, alle sanzioni previste in materia di lesioni personali o omicidio doloso. E' evidente per le persone senza dimora l'impossibilità ad ottemperare all'obbligo di "rimanere a casa" e che le stesse andrebbero esonerate da tali sanzioni per non infierire su situazione già precarie e difficilissime.
Riteniamo che nel bilanciamento tra diritti ed interessi in gioco pare evidente che dovrebbe prevalere quello teso alla tutela della salute ed incolumità pubblica, ivi comprese le tutele per chi versa in condizione di vulnerabilità.

Tutto ciò premesso, in considerazione delle rispettive competenze,

si chiede che vengano messe in atto tutte le misure utili e necessarie all'accoglienza dei senza dimora, nel superiore interesse della tutela della salute dei medesimi e della collettività, tramite inserimento per quanto possibile nel circuito di accoglienza comunale per senza dimora e nel sistema di accoglienza per richiedenti protezione internazionale ove si tratti di richiedenti protezione internazionale senza dimora cosiddetti "fuori quota";

si chiede la predisposizione e l'allestimento di ulteriori strutture in grado di assicurare assistenza a quanti ne abbiano bisogno, inclusi dei luoghi separati dai centri di accoglienza e dai dormitori per le persone che presentano sintomi o sono positivi al tampone dove poter trascorrere il periodo di quarantena;

riguardo ai cittadini beneficiari di protezione (internazionale o per motivi umanitari), si chiede di sospendere le fuoriuscite dai centri per quanti hanno concluso il loro progetto di accoglienza e di accelerare il trasferimento nelle strutture SIPROIMI per quanti ne abbiano diritto e siano in attesa di accedervi.

Bolzano, 16.03.2020

Adesioni entro lunedì 23 marzo alle ore 12.00 alla mail: [email protected]

Adesioni

Antenne Migranti
Arge Kunst
Associazione Donne Nissà Frauen
Bozen Solidale
Campagna LasciateCIEntrare
Collettivo Mamadou
Comitato territoriale GrIS Alto Adige/Südtirol
Consulta Immigrate/i di Bolzano
Fondazione Alexander Langer Stiftung
Forum per cambiare l'ordine delle cose Bolzano
HRI - Human Rights International
Legal Team Italia
MeltingPot
Porte Aperte
Refugees Welcome - Bolzano
Rete dei Diritti dei Senzavoce
Team Vinzibus
Schuetzhuette B1 Rifugio
Scioglilingua
Sos Bozen
Spazio Autogestito 77
Südtiroler Vinzenzverein
Winterhaus 1. via Carducci
Winterhaus 2. mazo Zeiler

22/03/2020

APPELLO ALLE ISTITUZIONI LOCALI E NAZIONALI PER I SENZA FISSA DIMORA
Oggetto:Accoglienza senza fissa dimora a Bolzano durante la cd. Emergenza CoVid-19

L'eccezionale rischio sanitario che interessa l'intero territorio nazionale ha imposto l'adozione, con DPCM 9.3.2020 e DPCM 11.3.2020, di misure a carattere straordinario, comportanti deroghe anche a diritti costituzionalmente sanciti come la libertà di circolazione.
Il principio fondamentale presupposto alle misure adottate è la necessità di ridurre gli spostamenti sul territorio delle persone, favorendo, e in alcuni casi imponendo la permanenza presso il proprio domicilio. La libera circolazione è autorizzata solo per: a) l’esercizio dell’attività lavorativa; b) motivi di carattere sanitario non differibili; c) motivazioni urgenti ed essenziali (ad es.: acquisto di generi alimentari o di prima necessità). Gli spostamenti devono essere dichiarati alle autorità di pubblica sicurezza tramite autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000.
L'eccezionalità della situazione dovrebbe imporre l'adozione di misure, atti e comportamenti che non violino sanitarie prescrizioni e le precauzioni delle attinenti alle misure straordinarie adottate.

Nella città di Bolzano il numero di persone senza dimora o in situazione di grave disagio abitativo è stimato in 200 persone.
Da riscontri formali e informali ricevuti dalle associazioni firmatarie, che nel corso delle loro attività si rapportano frequentemente sia con le persone in condizione di vulnerabilità sia con gli enti che gestiscono il sistema di accoglienza per senza dimora e il sistema di accoglienza per migranti fragili, gli inserimenti nei suddetti circuiti di accoglienza risultano sospesi fino a nuove indicazioni. Tale situazione rappresenterebbe una grave violazione dei principi e delle finalità sottese alle misure straordinarie adottate poiché una persona senza dimora rischia di essere maggiormente esposta a di contagio e, a sua volta, di contagiare altri soggetti. La mancata adozione di misure idonee a impedire il permanere di tale situazione, nell'attuale situazione emergenziale, rischia di divenire causa di aggravamento del contagio in atto.

Inoltre, data l’assenza di un alloggio idoneo, le persone senza dimora rintracciate dall’autorità di pubblica sicurezza nello svolgimento dei necessari controlli rischiano di subire le sanzioni previste dall’art. 650 c.p. (inosservanza dei provvedimenti delle Autorità) per chi trasgredisce i divieti e le limitazioni imposte: pena pecuniaria fino a € 206,00 o pena detentiva fino a tre mesi. Nel caso in cui tali soggetti siano anche affetti da sintomi influenzali o altre manifestazioni potenzialmente riconducibili al CoVid-19, rischiano una pena detentiva più severa ai sensi dell’art. 452 c.p. (delitti colposi contro la salute pubblica) fino, in ipotesi estremamente gravi, alle sanzioni previste in materia di lesioni personali o omicidio doloso. E' evidente per le persone senza dimora l'impossibilità ad ottemperare all'obbligo di "rimanere a casa" e che le stesse andrebbero esonerate da tali sanzioni per non infierire su situazione già precarie e difficilissime.
Riteniamo che nel bilanciamento tra diritti ed interessi in gioco pare evidente che dovrebbe prevalere quello teso alla tutela della salute ed incolumità pubblica, ivi comprese le tutele per chi versa in condizione di vulnerabilità.

Tutto ciò premesso, in considerazione delle rispettive competenze,

si chiede che vengano messe in atto tutte le misure utili e necessarie all'accoglienza dei senza dimora, nel superiore interesse della tutela della salute dei medesimi e della collettività, tramite inserimento per quanto possibile nel circuito di accoglienza comunale per senza dimora e nel sistema di accoglienza per richiedenti protezione internazionale ove si tratti di richiedenti protezione internazionale senza dimora cosiddetti "fuori quota";

si chiede la predisposizione e l'allestimento di ulteriori strutture in grado di assicurare assistenza a quanti ne abbiano bisogno, inclusi dei luoghi separati dai centri di accoglienza e dai dormitori per le persone che presentano sintomi o sono positivi al tampone dove poter trascorrere il periodo di quarantena;

riguardo ai cittadini beneficiari di protezione (internazionale o per motivi umanitari), si chiede di sospendere le fuoriuscite dai centri per quanti hanno concluso il loro progetto di accoglienza e di accelerare il trasferimento nelle strutture SIPROIMI per quanti ne abbiano diritto e siano in attesa di accedervi.

Bolzano, 16.03.2020

Adesioni entro lunedì 23 marzo alle ore 12.00 alla mail: [email protected]

Adesioni

Antenne Migranti
Arge Kunst
Associazione Donne Nissà Frauen
Bozen Solidale
Campagna LasciateCIEntrare
Collettivo Mamadou
Comitato territoriale GrIS Alto Adige/Südtirol
Consulta Immigrate/i di Bolzano
Fondazione Alexander Langer Stiftung
Forum per cambiare l'ordine delle cose Bolzano
HRI - Human Rights International
Legal Team Italia
MeltingPot
Porte Aperte
Refugees Welcome - Bolzano
Rete dei Diritti dei Senzavoce
Team Vinzibus
Schuetzhuette B1 Rifugio
Scioglilingua
Sos Bozen
Spazio Autogestito 77
Südtiroler Vinzenzverein
Winterhaus 1. via Carducci
Winterhaus 2. mazo Zeiler

27/10/2019

QUI DI SEGUITO L'INDIRIZZO PER UNA DONAZIONE PER IL POPOLO CURDO DEL ROJAVA, TRADITO DA TRUMP SOTTO ATTACCO DEL FASCISTA ERDOGAN E DEI SUOI SGHERRI ISLAMISTI

Indirizzo

C/o Porte Aperte, Piazza Gries 18
Bolzano
39100

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