La Rete dei Diritti dei Senza Voce
La Rete dei Diritti dei Senza Voce è nata in febbraio 2009 per iniziativa di un gruppo di persone straniere e italiane. Sul piano giuridico, la Rete è un’associazione di volontariato e si pone come scopo generale quello di promuovere e realizzare iniziative sociali, culturali ad ampio respiro per favorire la convivenza dei cittadini in Provincia di Bolzano. La R
ete raccoglie al suo interno associazioni, singoli cittadini stranieri e italiani dei tre gruppi linguistici locali: italiani, tedeschi e ladini. prescindere dall’appartenenza culturale, politica, colore della pelle, confessione religiosa, classe sociale, ideologia, ecc. La Rete auspica un modello di convivenza interculturale inteso come interazione, scambio, apertura, reciprocità, solidarietà obiettiva riconoscimento della diversità. Il pensiero della Rete si ispira ai documenti delle Istituzioni/agenzie più autorevoli in tema dei diritti umani. Si citano alcuni di essi:
- L’ONU (1948), nella sua dichiarazione sui Diritti Universali della Persona e dei Popoli, afferma attraverso il primo articolo che “Tutti gli esseri umani nascono liberi e sono uguali in dignità e diritti…”. Ciò significa che, i diritti di qualunque persona vanno garantiti in ogni contesto a prescindere dalla sua appartenenza nazionale, culturale, religiosa, ideologica, ecc.
- OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) è un’altra agenzia dell’ONU che ha istituito la Convenzione internazionale per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie, approvata il 18 dicembre 1990 dall’Assemblea Generale. A questo proposto, si richiamano due articoli:
1. La Convenzione considera i lavoratori migranti non come mera forza lavoro o entità economiche, ma come entità sociali con le loro famiglie e che hanno perciò diritti, compreso quello del ricongiungimento famigliare.
4. I diritti umani fondamentali sono estesi a tutti i lavoratori migranti, sia regolari che irregolari, mentre diritti umani supplementari sono riconosciuti ai lavoratori migranti regolari e ai membri delle loro famiglie, nella fattispecie uguaglianza di trattamento con i lavoratori nazionali rispetto ad istanze legali, politiche, economiche sociali e culturali. L’UE, attraverso il documento Principi Fondamentali Comuni di integrazione formulati nel 2005 dalla Commissione europea, “Un’agenda comune per l’integrazione, sottolinea a tutti i livelli l’importanza del rispetto dei diritti fondamentali, la non discriminazione e pari opportunità per tutti come elementi cardine dell’integrazione e che mirano ad integrare la prospettiva di genere, all’attenzione specifica per la situazione dei giovani migranti e dei bambini. Infine, la Costituzione Italiana riconosce a tutte le persone senza distinzione di ceto sociale, di sesso, di razza e di credo religioso il diritto alla salute, all’istruzione, alla casa, ad un lavoro dignitoso e a praticare il proprio credo religioso. Azioni
• Collaborare con le Consulte immigrate (Bolzano e Merano) ed eventuali nuove consulte per la realizzazione di iniziative volte all’inserimento socio lavorativo di immigrati
• Promuovere in collaborazione con le menzionate Consulte il coordinamento di associazioni, organismi e persone che operano sul tema dell’immigrazione
• Collaborare con le associazioni degli stranieri, le istituzioni: governative, private, eclesiastiche, sindacali, i partiti per promuovere il dialogo, il confronto finalizzati all’integrazione dei cittadini immigrati le istituzioni
• Sensibilizzare le istituzioni, attraverso incontri, proposte, appelli, a dialogare e confrontarsi con la società civile sul tema dell'immigrazione e dei diritti delle minoranze
• Collaborare con le associazioni, i comitati che si battono per i diritti degli immigrati a livello internazionale, europeo e nazionale
• Fare la controinformazione e approfondimenti su temi specifici, in particolar modo in riferimento all’immigrazione
• Promuovere mobilitazioni/manifestazioni in difesa dei diritti di tutti
• Denunciare/segnalare episodi di razzismo e xenofobia fornendo nel contempo assistenza legale e psicologica alle vittime
• Denunciare ogni tipo di discriminazione a danno di qualunque cittadino
• Denunciare/segnalare la lentezza della burocrazia nel rilascio di documenti che riguardano i migranti
• Denunciare/segnalare con modalità da discutere di volta in volta gli episodi di violenza che scaturiscono dalla propaganda xenofoba del governo.
• Raccogliere notizie ed informazioni riguardanti gli aspetti positivi dell’immigrazione
• Promozione della cittadinanza attiva e del diritto di voto per i cittadini stranieri e per le II generazioni
• Individuare e negoziare con gli interlocutori interessati le modalità e spazio per gli immigrati sui media
• Realizzare iniziative volte per fare conoscere la società italiana, sudtirolese: leggi, organi istituzionali ed il loro funzionamento, cultura (tradizioni, apprendimento delle lingue, ecc.). Sul versante della cultura, si lavorerà sui tre livelli:
a) la cultura alta (musei, esposizioni, mostre, musica classica, etc.);
b) la cultura popolare (musica leggera, storia delle tradizioni popolari per es.);
c) la cultura diffusa (cucina, moda, etc.).
• Realizzare iniziative volte a creare il contatto tra i popoli diversi anche nel campo della cooperazione internazionale
• Promuovere iniziative di solidarietà a favore di popoli vittime di guerre, catastrofi naturali o situazioni che mettono a repentaglio la loro vita
OBIETTIVI
• Portare a conoscenza dell’opinione pubblica il problema dell’immigrazione
• allertare le istituzioni sul disagio degli immigrati
• Diffondere la mentalità di pari opportunità
• Incrementare la conoscenza circa il consapevolezza
• Accelerare il contatto e migliorare il rapporto fra i cittadini
• Favorire il dialogo, il confronto tra i cittadini
• Fare conoscere esperienze positive dell’immigrazione
FINALITÀ
• Favorire la diffusione della cultura della diversità e del riconoscimento reciproco
• Prevenire latenti conflitti socio-culturali
• Favorire l’apertura delle culture dei popoli che convivono insieme
• Fare diminuire i pregiudizi
• Inculcare la mentalità della solidarietà fra le persone