ANPI Alto Adige Südtirol

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ANPI Alto Adige Südtirol profilo della sezione ANPI della Provincia di Bolzano La resistenza dentro e fuori il L***r di Bolzano".

ANPI ha a disposizione la collana dei Quaderni della Memoria ( 5 ) e due edizioni della mostra didattica "Oltre quel Muro. Sono proposte destinate soprattutto alle scuole e siamo a disposizione per presentarle negli istituti.

La Città di Bolzano, prima Città del mondo a erigere un monumento dedicato alla Rivoluzione democratica ungherese del 19...
23/10/2026

La Città di Bolzano, prima Città del mondo a erigere un monumento dedicato alla Rivoluzione democratica ungherese del 1956 su iniziativa dell'AzioneCattolica, ricorda insieme alla nuova Console il 70° anniversario rinnovando l'impegno intransigente di oggi per pace, libertà, giustizia, dignità delle persone, convivenza.
Anpi c'era, c'è, ci sarà.

              23 ottobre 1918-2026. Tanti auguri per i suoi splendidi 108 anni a Bruno Bertoldi, reduce di Cefalonia e I...
23/10/2026



23 ottobre 1918-2026. Tanti auguri per i suoi splendidi 108 anni a Bruno Bertoldi, reduce di Cefalonia e Internato Militare Italiano. Oggi Bruno sarà festeggiato dai suoi familiari. Nei prossimi giorni una delegazione di ANPI condividerà con Bruno la consueta torta con tanto di 108 e "Tanti Auguri" e consegnerà la tessera d'onore dell'associazione.

Tutti i compleanni di Bruno Bertoldi rappresentano un'occasione di riflessione e di impegno civile per le istituzioni, per tutte e per tutti. Le scelte della sua vita straordinaria, infatti, ci parlano anche oggi. Bruno Bertoldi, infatti, è testimone dell'eccidio nazista di Cefalonia, nel quale persero la vita, su ordine diretto di Adolf Hi**er, oltre 8.000 soldati italiani, e, successivamente, del NO degli Internati Militari Italiani (IMI) all'arruolamento nell'esercito della Repubblica di Salò. Tutto ciò fa parte a pieno titolo della Resistenza e della riconquista della dignità e delle libertà del nostro Paese. Di fronte ai pericoli che minacciano, oggi, la pace, la libertà, i diritti umani i valori espressi da Bruno e tante persone come Lui restano un punto di riferimento fondamentale per non rassegnarsi e costruire concretamente nuove speranze.
La Città di Bolzano dovrebbe trovare il modo di ricordare in modo permanente gli altoatesini della Divisione Acqui, gli Internati Militari Italiani e i militari e i civili caduti negli scontri seguiti all'8 settembre. Storia, troppo spesso dimenticate, che, invece, devono trovare il giusto spazio, in particolare, tra le nuove generazioni.

Qui una breve biografia di Bruno Bertoldi tratta dal sito di RAI 3.
Nato il 23 ottobre del 1918 a Mitteldorf (Austria) e cresciuto a Carzano (Trento) in quello che all'epoca era Tirolo austriaco, Bertoldi fu arruolato nel 1937 a Bolzano come comandante della autodrappello della divisione Acqui. Sbarcato prima in Albania e poi militare di stanza a Cefalonia, sopravvisse miracolosamente all'eccidio. Il militare austriaco chiamato a fucilarlo era infatti un optante sudtirolese che già in un'occasione gli aveva risparmiato la vita e che anche in quell'occasione gli consentì di scappare. Rifugiatosi presso una famiglia greca, al termine della strage Bertoldi si consegnò alla Wehrmacht per evitare rappresaglie sul villaggio nel quale si era nascosto. Rifiutandosi di arruolarsi nell'esercito tedesco, fu caricato su un treno diretto in Polonia con destinazione finale Minsk in Ucraina. Qui Bertoldi lavorò per sei mesi come meccanico prima di essere consegnato all'Armata Rossa dai partigiani, insieme ai quali si era rifiutato di combattere pur appoggiandone la causa, quando le sorti della guerra volsero a favore dei russi e i tedeschi batterono in ritirata. Finito nelle mani dell'Armata Rossa, Bertoldi fu caricato su un treno merci dal quale però riuscì a fuggire, sopravvivendo per l'ennesima volta a morte certa. L'ex militare camminò quindi per due mesi attraverso la steppa gelata fino ad arrivare al l***r di Tambov nella Russia sud occidentale, da dove venne poi trasferito in Turkestan e qui per sei mesi viene impiegato nella raccolta del cotone in un gulag. Nell'ottobre del 1945, finalmente, la libertà. Bertoldi venne caricato nuovamente su un treno che lo trasportò per 17.000 chilometri fino a Vienna e da lì in Valsugana, dove poté riabbracciare infine la madre. Nel 2013 Bertoldi testimonia al Tribunale di Roma nell'ambito del processo contro Alfred Stork, ex caporale dei Gebirgsjäger all'epoca 90enne, accusato dell'uccisione di "almeno 117 ufficiali italiani" sull'isola di Cefalonia.
Qui l'intervista di RAI 3 per i suoi 100 anni http://www.rainews.it/.../bolzano-compie-100-anni-bruno...
A questo link nell'ambito del "Memoriale della Resistenza Italiana" sul sito dell'ANPI, la testimonianza di Bruno Bertoldi https://www.noipartigiani.it/bruno-bertoldi/
Qui l'intervista di Gad Lerner nell'ambito del programma La scelta- I Partigiani raccontano in occasione del 75° della Liberazione (dal minuto 8' circa) https://www.raiplay.it/.../La-scelta---I-Partigiani...

22/10/2026

La Cassazione rigetta ricorsi. Quattro mesi di pena (ANSA)

Comunicato congiuntoPer un BUNTES SUDTIROLO in ogni luogo, su ogni muro.Il 18/10 è iniziato il festival Ella, dopo alcun...
22/10/2026

Comunicato congiunto
Per un BUNTES SUDTIROLO in ogni luogo, su ogni muro.

Il 18/10 è iniziato il festival Ella, dopo alcune settimane di polemica per la realizzazione di un murale presso la scuola Ada Negri, di cui è stata infine impedita la realizzazione.
Il motivo? L’opera, ispirata alle figure degli Arcani Maggiori delle carte dei tarocchi, avrebbe ritratto due figure femminili Nere.
Una decisione che ancora una volta stabilisce quali corpi e identità meritino di occupare lo spazio pubblico. Una decisione che sa di razzismo e censura.
Una decisione che ci costringe a posizionarci chiaramente come realtà attive in ambito socio-culturale. Non soltanto per ciò che questa decisione rappresenta oggi, ma per ciò che legittimerà domani.

Considerarlo un episodio circoscritto, un murale mancato , o una semplice decisione amministrativa, si rischia una pericolosa semplificazione. Ed è proprio così che sfugge il punto focale: la nostra libertà oggi è già in erosione, pezzo per pezzo, spesso senza provvedimenti eclatanti. Succede attraverso decisioni apparentemente marginali e giustificazioni di circostanza. E il confine della legittimità di queste scelte si sposta ogni volta di qualche metro, silenziosamente.
Non possiamo permetterci di liquidare quanto accaduto come l'ennesimo episodio di vaga intolleranza o come un segnale isolato di una deriva verso destra come se fosse un risultato scontato, prevedibile e quindi quasi accettabile. Non possiamo aspettare che riguardi direttamente i nostri progetti, spazi, corpi per prendere sul serio questo processo, in atto già da tempo. La pluralità, la libertà di espressione e la rappresentazione di tutte le persone, sono principi che devono essere tutelati.
È necessario, ogni giorno di più, impedire che la censura diventi un'abitudine e che il nostro silenzio collettivo venga scambiato per consenso. Se lasciamo che gli spazi di espressione si restringano senza reagire, non perderemo soltanto singole opere o azioni. Perderemo, un pezzo alla volta, la possibilità di immaginare e costruire una società libera e plurale.

Noi ci siamo: per un buntes Sudtirolo, ogni giorno, in ogni spazio, su ogni muro.

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Für ein BUNTES SUDTIROLO – überall, auf jeder Mauer.

Am 18/10 hat das Ella-Festival begonnen – nach wochenlangen Kontroversen rund um die Realisierung eines Wandgemäldes an der Schule Ada Negri, dessen Umsetzung letztlich verhindert wurde. Der Grund? Das Kunstwerk, inspiriert von den Figuren der Großen Arkana des Tarot, hätte zwei Schwarze Frauenfiguren dargestellt. Eine Entscheidung, die einmal mehr darüber bestimmt, welche Körper und Identitäten im öffentlichen Raum sichtbar sein dürfen. Eine Entscheidung, die nach Rassismus und Zensur riecht. Eine Entscheidung, die uns als Initiativen aus dem soziokulturellen Bereich dazu zwingt, klar Stellung zu beziehen. Nicht nur angesichts dessen, wofür diese Entscheidung heute steht, sondern auch mit Blick darauf, was sie morgen legitimieren könnte.
Wer das Geschehene als Einzelfall, als bloß nicht verwirklichtes Wandgemälde oder als reine Verwaltungsentscheidung betrachtet, die man zu den Akten legen kann, läuft Gefahr, die Situation gefährlich zu vereinfachen. Dabei gerät der entscheidende Punkt aus dem Blick: Der Raum für unsere Freiheit wird bereits heute schrittweise eingeschränkt – oft ohne spektakuläre Maßnahmen. Das geschieht durch scheinbar nebensächliche Entscheidungen und fragwürdige Rechtfertigungen. Und jedes Mal verschiebt sich die Grenze dessen, was als legitim gilt, stillschweigend um ein paar Meter.
Wir dürfen das Geschehene nicht als einen weiteren Fall diffuser Intoleranz oder als isoliertes Zeichen eines Rechtsrucks abtun – als wäre diese Entwicklung selbstverständlich, unvermeidbar und deshalb beinahe akzeptabel. Wir dürfen nicht warten, bis unsere eigenen Projekte, Räume und Körper unmittelbar davon betroffen sind, um diesen Prozess ernst zu nehmen. Dieser Prozess ist schon seit Langem im Gange. Vielfalt, Meinungsfreiheit und die Sichtbarkeit aller Menschen sind Grundsätze, die geschützt werden müssen. Heute ist es wichtiger denn je, zu verhindern, dass Zensur zur Gewohnheit wird und unser gemeinsames Schweigen als Zustimmung verstanden wird. Wenn wir zulassen, dass die Räume für freie Meinungsäußerung immer kleiner werden, ohne uns dagegen zu wehren, verlieren wir nicht nur einzelne Kunstwerke oder Initiativen. Wir verlieren Stück für Stück die Möglichkeit, uns eine freie und vielfältige Gesellschaft vorzustellen und sie gemeinsam aufzubauen.
Wir sind da: für ein buntes Sudtirolo – jeden Tag, in jedem Raum, auf jeder Mauer.

Adesioni (in aggiornamento)
Frauen*marsch donne in marcia
FrauenArchiv/io Storico delle Donne BZ
GEA
Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt MERANo
Feministisches Bookclub femminista
Studio pink q***r - feministisches Onlinemagazine
Spazio autogestito 77
Bozen Solidale
ANPI Alto Adige Südtirol
Südtirolo Pride
basta.suedtirol(o)
Collettivo Antropologia Alto Adige/Anthropologisches Kollektiv Südtirol
Centaurus Arcigay Alto Adige Südtirol ODV
Movimento disarmo progressivo

Una delegazione dei Falken ospite di ARCI Bolzano Bozen voluto visitare il Passaggio della Memoria e il Muro del Durchga...
22/10/2026

Una delegazione dei Falken ospite di ARCI Bolzano Bozen voluto visitare il Passaggio della Memoria e il Muro del Durchgangsl***r incontrando il Vicepresidente di Anpi Alto Adige Südtirol Hannes Obermair. A tutti Anpi ha donato un catalogo della Mostra "Oltre quel muro. "La Resistenza nel campo di Bolzano 1944-1945-Jenseits jener Mauer. Der Widerstand im Bozner L***r 1944–45" e il portachiavi di Anpi.
Un bel dialogo nel segno dei valori comuni!

Un applauso e un abbraccio solidale a Manuel e Alberto Tartarotti. Sarebbe doveroso che anche le istituzioni nazionali e...
21/10/2026

Un applauso e un abbraccio solidale a Manuel e Alberto Tartarotti. Sarebbe doveroso che anche le istituzioni nazionali e locali protestassero nei confronti delle autorità israeliane contro un atto violento e illegale finalizzato a colpire un'azione umanitaria e che, anzi, ne promuovessero in proprio di fronte ad una situazione sempre più grave.

Padre e figlio di Bolzano arrestati e poi rilasciati in Cisgiordania

Notizia nel primo commento

Per non smarrire   Alto Adige Südtirol presente!
17/10/2026

Per non smarrire Alto Adige Südtirol presente!

16/10/2026

Mi auguro che qualche iscritto della Comunità ebraica di Roma, se non -come sarebbe giusto- la presidente nazionale dell'Ucei, voglia protestare pubblicamente nei confronti di chi oggi si è vantato di aver estromesso l'Anpi dalla commemorazione della retata nazifascista del 16 ottobre 1943. Senza rendersi conto, per ignoranza e settarismo, di aver recato un'offesa agli ebrei italiani che hanno militato da protagonisti nel movimento antifascista e partigiano per più di un ventennio prima dello sbarco a Taranto della Brigata Ebraica.
Naturalmente, e a maggior ragione, rinnoverò la tessera dell'Anpi di cui continui a sentirmi parte a pieno titolo.

         16 ottobre 1943: il rastrellamento degli ebrei romani ad opera dei nazisti.All'alba del 16 ottobre, reparti del...
16/10/2026



16 ottobre 1943: il rastrellamento degli ebrei romani ad opera dei nazisti.

All'alba del 16 ottobre, reparti delle SS e della Ordnungspolizei tedesche al comando del tenente colonnello Herbert Kappler rastrellarono nell'area dell'antico ghetto ebraico e in tutta la città di Roma uomini, donne, bambini e anziani di religione ebraica, precedentemente censiti a seguito di un decreto di Mussolini. Internati al Collegio Militare in Via della Lungara, dopo appena due giorni furono avviati ai campi di sterminio.
Se i nazisti li catturarono e li deportarono, furono i fascisti italiani ad indicare loro dove abitavano e dove andarli a prendere.
In più di mille arrivarono ad Auschwitz, solo sedici sopravvissero; tra di essi un'unica donna, Settimia Spizzichino. Nessun bambino sopravvisse.

Indirizzo

Via Resia 65/A
Bolzano
39100

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