22/10/2026
Comunicato congiunto
Per un BUNTES SUDTIROLO in ogni luogo, su ogni muro.
Il 18/10 è iniziato il festival Ella, dopo alcune settimane di polemica per la realizzazione di un murale presso la scuola Ada Negri, di cui è stata infine impedita la realizzazione.
Il motivo? L’opera, ispirata alle figure degli Arcani Maggiori delle carte dei tarocchi, avrebbe ritratto due figure femminili Nere.
Una decisione che ancora una volta stabilisce quali corpi e identità meritino di occupare lo spazio pubblico. Una decisione che sa di razzismo e censura.
Una decisione che ci costringe a posizionarci chiaramente come realtà attive in ambito socio-culturale. Non soltanto per ciò che questa decisione rappresenta oggi, ma per ciò che legittimerà domani.
Considerarlo un episodio circoscritto, un murale mancato , o una semplice decisione amministrativa, si rischia una pericolosa semplificazione. Ed è proprio così che sfugge il punto focale: la nostra libertà oggi è già in erosione, pezzo per pezzo, spesso senza provvedimenti eclatanti. Succede attraverso decisioni apparentemente marginali e giustificazioni di circostanza. E il confine della legittimità di queste scelte si sposta ogni volta di qualche metro, silenziosamente.
Non possiamo permetterci di liquidare quanto accaduto come l'ennesimo episodio di vaga intolleranza o come un segnale isolato di una deriva verso destra come se fosse un risultato scontato, prevedibile e quindi quasi accettabile. Non possiamo aspettare che riguardi direttamente i nostri progetti, spazi, corpi per prendere sul serio questo processo, in atto già da tempo. La pluralità, la libertà di espressione e la rappresentazione di tutte le persone, sono principi che devono essere tutelati.
È necessario, ogni giorno di più, impedire che la censura diventi un'abitudine e che il nostro silenzio collettivo venga scambiato per consenso. Se lasciamo che gli spazi di espressione si restringano senza reagire, non perderemo soltanto singole opere o azioni. Perderemo, un pezzo alla volta, la possibilità di immaginare e costruire una società libera e plurale.
Noi ci siamo: per un buntes Sudtirolo, ogni giorno, in ogni spazio, su ogni muro.
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Für ein BUNTES SUDTIROLO – überall, auf jeder Mauer.
Am 18/10 hat das Ella-Festival begonnen – nach wochenlangen Kontroversen rund um die Realisierung eines Wandgemäldes an der Schule Ada Negri, dessen Umsetzung letztlich verhindert wurde. Der Grund? Das Kunstwerk, inspiriert von den Figuren der Großen Arkana des Tarot, hätte zwei Schwarze Frauenfiguren dargestellt. Eine Entscheidung, die einmal mehr darüber bestimmt, welche Körper und Identitäten im öffentlichen Raum sichtbar sein dürfen. Eine Entscheidung, die nach Rassismus und Zensur riecht. Eine Entscheidung, die uns als Initiativen aus dem soziokulturellen Bereich dazu zwingt, klar Stellung zu beziehen. Nicht nur angesichts dessen, wofür diese Entscheidung heute steht, sondern auch mit Blick darauf, was sie morgen legitimieren könnte.
Wer das Geschehene als Einzelfall, als bloß nicht verwirklichtes Wandgemälde oder als reine Verwaltungsentscheidung betrachtet, die man zu den Akten legen kann, läuft Gefahr, die Situation gefährlich zu vereinfachen. Dabei gerät der entscheidende Punkt aus dem Blick: Der Raum für unsere Freiheit wird bereits heute schrittweise eingeschränkt – oft ohne spektakuläre Maßnahmen. Das geschieht durch scheinbar nebensächliche Entscheidungen und fragwürdige Rechtfertigungen. Und jedes Mal verschiebt sich die Grenze dessen, was als legitim gilt, stillschweigend um ein paar Meter.
Wir dürfen das Geschehene nicht als einen weiteren Fall diffuser Intoleranz oder als isoliertes Zeichen eines Rechtsrucks abtun – als wäre diese Entwicklung selbstverständlich, unvermeidbar und deshalb beinahe akzeptabel. Wir dürfen nicht warten, bis unsere eigenen Projekte, Räume und Körper unmittelbar davon betroffen sind, um diesen Prozess ernst zu nehmen. Dieser Prozess ist schon seit Langem im Gange. Vielfalt, Meinungsfreiheit und die Sichtbarkeit aller Menschen sind Grundsätze, die geschützt werden müssen. Heute ist es wichtiger denn je, zu verhindern, dass Zensur zur Gewohnheit wird und unser gemeinsames Schweigen als Zustimmung verstanden wird. Wenn wir zulassen, dass die Räume für freie Meinungsäußerung immer kleiner werden, ohne uns dagegen zu wehren, verlieren wir nicht nur einzelne Kunstwerke oder Initiativen. Wir verlieren Stück für Stück die Möglichkeit, uns eine freie und vielfältige Gesellschaft vorzustellen und sie gemeinsam aufzubauen.
Wir sind da: für ein buntes Sudtirolo – jeden Tag, in jedem Raum, auf jeder Mauer.
Adesioni (in aggiornamento)
Frauen*marsch donne in marcia
FrauenArchiv/io Storico delle Donne BZ
GEA
Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt MERANo
Feministisches Bookclub femminista
Studio pink q***r - feministisches Onlinemagazine
Spazio autogestito 77
Bozen Solidale
ANPI Alto Adige Südtirol
Südtirolo Pride
basta.suedtirol(o)
Collettivo Antropologia Alto Adige/Anthropologisches Kollektiv Südtirol
Centaurus Arcigay Alto Adige Südtirol ODV
Movimento disarmo progressivo