02/09/2026
I fondi pubblici per la sanità alla prova della Legge di Bilancio. Con quale curriculum si presenta il Ssn alla prova di fine anno? Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l’Italia si è collocata al 15° posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. Cala lievemente il livello della spesa sanitaria pubblica che si attesta al 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% del 2024. Anche in questo caso, un livello inferiore sia alla media Ocse sia a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato i 36 miliardi di euro.
Quanto spende lo Stato per ogni cittadino? Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia è pari a 3.952$: oltre 900$ in meno rispetto alla media Ocse e oltre 1.000$ in meno rispetto alla media dei Paesi europei. Tra gli Stati membri dell’Unione europea, ve ne sono infatti 14 che investono più dell’Italia: Germania in testa con +4.774$.
Una parabola discendente, in curva ormai da oltre dieci anni. In particolare, sottolinea la Fondazione, dal 2011 in poi, quando la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei. Da allora - traccia Gimbe - il divario si è progressivamente ampliato per effetto di tagli e definanziamenti. “Rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall’Istat al 1° gennaio 2026 - commenta il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta - il gap complessivo sfiora i 36,1 miliardi di euro. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il Ssn sempre più a corto di ossigeno rispetto al resto d’Europa, soprattutto dopo la pandemia”. “Nel confronto europeo - continua Cartabellotta - l’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale”.