UILFP Bolzano

UILFP Bolzano Pagina della UILFP Bolzano
Facebookseite der Fachgewerkschaft SGK-ÖD

02/09/2026

Sarà capitato a chiunque di voi almeno una volta nella vita di aprire un “vasistas”, ma vi siete mai chiesti l'origine della parola? https://geopop.it/81zW8

02/09/2026

«Basta proteste, fate ripartire le gite»: l’appello delle famiglie altoatesine

Articolo nel primo commento

02/09/2026

🔎 Il governo Meloni e le forze di maggioranza stanno valutando, in vista dell’elaborazione della prossima , una riduzione delle sulla per aumentare il netto in busta paga fino a un massimo di 500 euro, possibilmente già dal prossimo Natale.

L’ipotesi principale è quindi quella di intervenire direttamente sulla fiscalità della tredicesima, senza introdurre un nuovo bonus o un aumento salariale. Tra le proposte c’è la totale, sostenuta da Antonio Tajani e rivolta soprattutto ai redditi più bassi, ma questa soluzione avrebbe un costo elevato per lo Stato, stimato tra 3 e 5 miliardi di euro.

Per contenere la spesa, si valuta anche una sulla tredicesima, con un’aliquota del 10% per i redditi fino a 30 mila euro o del 15% per quelli inferiori a 15 mila euro. Questa alternativa ridurrebbe il costo della misura a circa 1,5-2 miliardi, concentrando i benefici sui lavoratori con redditi più bassi. Resta comunque da definire la soluzione definitiva e soprattutto quante risorse il governo potrà destinare alla misura nella manovra.

02/09/2026

📌Completate le ricariche delle carte del mese di agosto.

L’Assegno di Inclusione viene erogato mensilmente per un massimo di 18 mesi consecutivi e può essere rinnovato per ulteriori 12 mesi presentando apposita domanda.

Si ricorda che a luglio 2026 è stata erogata la dodicesima e ultima mensilità ai beneficiari che, a seguito della domanda di rinnovo presentata a luglio 2025, hanno percepito l'ADI senza soluzione di continuità nei 12 mesi precedenti.

📅Dal 1° agosto 2026 gli stessi beneficiari possono presentare una nuova domanda di rinnovo

➡️Per tutte le informazioni sulle modalità di presentazione delle domande di rinnovo e le regole di gestione delle Carte ADI: https://rb.gy/wgw6jx

02/09/2026
02/09/2026

I fondi pubblici per la sanità alla prova della Legge di Bilancio. Con quale curriculum si presenta il Ssn alla prova di fine anno? Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, nel 2025, per spesa sanitaria pubblica pro-capite, l’Italia si è collocata al 15° posto tra i 27 Paesi europei dell’area Ocse e in ultima posizione tra quelli del G7. Cala lievemente il livello della spesa sanitaria pubblica che si attesta al 6,2% del Pil, in calo rispetto al 6,3% del 2024. Anche in questo caso, un livello inferiore sia alla media Ocse sia a quella dei Paesi europei, entrambe pari al 7,1%. Sul fronte della spesa pro-capite a parità di potere di acquisto, il divario rispetto alla media dei Paesi europei ha superato i 36 miliardi di euro.
 
Quanto spende lo Stato per ogni cittadino? Nel 2025 la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia è pari a 3.952$: oltre 900$ in meno rispetto alla media Ocse e oltre 1.000$ in meno rispetto alla media dei Paesi europei. Tra gli Stati membri dell’Unione europea, ve ne sono infatti 14 che investono più dell’Italia: Germania in testa con +4.774$. 
 
Una parabola discendente, in curva ormai da oltre dieci anni. In particolare, sottolinea la Fondazione, dal 2011 in poi, quando la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia era sostanzialmente allineata alla media dei Paesi europei. Da allora - traccia Gimbe - il divario si è progressivamente ampliato per effetto di tagli e definanziamenti. “Rapportato ai quasi 59 milioni di residenti rilevati dall’Istat al 1° gennaio 2026 - commenta il presidente della Fondazione Nino Cartabellotta - il gap complessivo sfiora i 36,1 miliardi di euro. È questa la voragine scavata da 15 anni di progressiva erosione delle risorse pubbliche, protratta sotto Governi di ogni colore, che ha lasciato il Ssn sempre più a corto di ossigeno rispetto al resto d’Europa, soprattutto dopo la pandemia”. “Nel confronto europeo - continua Cartabellotta - l’Italia viaggia ormai stabilmente nelle retrovie: davanti a noi ci sono anche Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia e Spagna, mentre alle nostre spalle restano solo alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e meridionale”.

02/09/2026

Parecchi in meno di oggi, secondo le ultime previsioni dell'Istat sull'Italia, e con un sacco di spese in più per le persone anziane

02/09/2026

L'accordo vale 30 anni, con opzione per altri 30: garantiti continuità produttiva e occupazione, mentre le aree resteranno di proprietà pubblica

02/09/2026
02/09/2026

“Mettendo in relazione i dati diffusi dall'Istat all'inizio di questa settimana, sull’occupazione e sulle previsioni demografiche e occupazionali, 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗹𝗲 𝗳𝗿𝗮𝗴𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗰𝗮𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗮𝘁𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲 𝘀𝗽𝗼𝗽𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗲. 𝗨𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶”.
È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese.

“L’Istat ha messo in evidenza un 𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗺𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮𝗿𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲: entro il 2050, la popolazione in età lavorativa diminuirà drasticamente, le coppie senza figli saranno più numerose di quelle con figli e aumenteranno le persone che vivono sole come anche le famiglie monogenitoriali, costituite prevalentemente da madri single”.

“Davanti a questo scenario - prosegue la sindacalista della Uil - 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝗺𝗽𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶 in grado di creare condizioni favorevoli non solo alla natalità, ma anche alla piena partecipazione delle donne e dei giovani al mercato del lavoro. 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗻𝗲𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Questo a maggior ragione alla luce dei dati sull’occupazione: 𝗮 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗲 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗽𝗼𝗰𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝟱𝟰 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘁𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝟭𝟬𝟬, 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗱𝗶𝘃𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝟭𝟳,𝟯 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗲𝗻𝘁𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶. 𝗜𝗹 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝗹𝗲 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗽𝗽𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗺𝗮𝘀𝗰𝗵𝗶𝗹𝗲, 𝗲𝗱 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝘀𝗼𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶𝗹𝗲 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗶𝗻𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲𝗻𝗱𝗼 𝟭𝟵 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶 𝘀𝘂 𝟭𝟬𝟬".

“Il calo demografico non è un destino inevitabile al quale rassegnarsi - conclude Veronese - 𝗼𝗰𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗰𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶 𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲, 𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗮𝗻𝗼 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶 𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗮 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗲 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁𝗮̀”.

Indirizzo

Via Ada Buffulini 4
Bolzano
39100

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando UILFP Bolzano pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi

Digitare