09/06/2026
Meno camion sulle strade, maggiore efficienza logistica, risparmi trasferiti direttamente sul prezzo finale al consumatore e maggiore riconoscimento economico ai produttori.
All'evento “Dal produttore al consumatore. Il modello cooperativo per una filiera integrata“, che si è tenuto oggi al CUBO Unipol di Bologna, sono stati presentati i risultati del progetto Filiere Agroalimentari.
Un test pilota nella filiera ortofrutticola cooperativa ha mostrato cosa può produrre una maggiore integrazione tra distribuzione e produzione. La sperimentazione, condotta nell’inverno 2025/2026 sull’asse Coop Alleanza 3.0 - Apofruit, ha coinvolto il 95% dei volumi invernali e ha portato risultati concreti: -34% di ordini e giri dei mezzi, +9% di riempimento delle pedane, camion più saturi e un giorno in meno nei tempi di fornitura.
Le efficienze generate hanno permesso di aumentare i volumi ordinati del 10% e di redistribuire valore lungo la filiera, con benefici per consumatori e produttori.
Il progetto ha aperto anche la strada a nuove proposte di prodotto: avocado italiano, mela Regal You, nuovi pomodori di filiera da giugno 2026 e test sull’insalata baby romana in autunno.
Una filiera più coordinata può ridurre inefficienze, migliorare i processi e costruire valore condiviso.
“Il contesto in cui operiamo è segnato da mercati instabili, rincari energetici e dall’impatto drammatico del cambiamento climatico. In questo scenario, la cooperazione è chiamata ad assumersi una responsabilità chiara: andare oltre la sola capacità di tenuta e delineare nuove prospettive. Con questo progetto passiamo dall’analisi della logistica alla costruzione di una filiera integrata, dove produzione, logistica, trasformazione e distribuzione ragionano come un’unica azienda. - dichiara Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna - Le cooperative sono presenti lungo tutta la filiera e il principio del cooperare tra cooperative ha agevolato la gestione come se fosse un’unica azienda. Per la cooperazione, la convenienza non può essere disgiunta dalla qualità del lavoro e dalla salvaguardia dei territori: i risultati di oggi sull’ortofrutta tracciano una rotta che dovrà estendersi progressivamente a tutte le nostre eccellenze agroalimentari”.
Il progetto ha coinvolto Apofruit, Arandis, Codma OP, Coop, Coop Alleanza 3.0, Coopfond, Legacoop Agroalimentare, SCS Consulting, Terremerse e Transcoop.