20/11/2025
PANIERI E L’AMMINISTRAZIONE “MULTIPOLARE”
E così la questione dei 1.700.000 euro dovuti dal Nuovo Circondario alla Città Metropolitana sembra finalmente arrivare a una definizione, con una transazione fra i due enti e la benedizione della Corte dei Conti.
Quello che per la Città Metropolitana era un danno erariale, per non aver riscosso il dovuto, si trasforma in un debito fuori bilancio per il Nuovo Circondario e i conti si pareggiano.
La vicenda presenta molti spunti interessanti, alcuni dei quali partono da lontano, dalla riforma Delrio degli enti locali, che ha in fin dei conti smantellato le province, rendendole enti privi di rappresentanti eletti dai cittadini, e spostando competenze a comuni e regione, ambiti entrambi impreparati ad assumerle.
Dall’ovvio caos che è derivato da questa scelta sciagurata, effettuata della stessa parte politica dell’amministrazione imolese, si è messo a n**o il fatto che, in nome della “governabilità”, molti poteri si sono accentrati in modo inappropriato, con conseguenze non proprio desiderabili.
Ad esempio il nostro giovane sindaco si destreggia come superman in molti diversi ruoli istituzionali, ognuno dei quali richiederebbe molto tempo, preparazione e approfondimento: primo cittadino della città, presidente del circondario, presidente ANCI regionale nonchè deus ex machina di Area Blu e Con. Ami.
Se probabilmente questa infrastruttura amministrativa funziona bene per una esaltazione dell’ego e futura carriera politica, per il resto ha dato molti segni di lontananza dai bisogni dei cittadini, di frammentazione, di mancanza di visione e strategia, di assenza di un vero investimento in ognuno dei livelli per ottimizzare la gestione: un colpo al cerchio e uno alla botte, un equilibrismo solo per mantenere posizioni di potere, affidando ruoli strategici soprattutto ai più fedeli e non a chi poteva avere le migliori competenze e motivazioni, con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.
Vero è che il Circondario ha timidamente proposto negli anni scorsi un piano strategico partecipato, rimasto però lettera morta nei metodi e contenuti, un’operazione di facciata per rinverdire un ente che altrimenti consuma risorse, risparmia sui dipendenti e non ha mai dato reali riscontri di maggiore efficienza (vedasi la Polizia Locale).
Al contrario, è percezione comune che i servizi siano sempre più carenti e disallineati dalle singole realtà territoriali. Che dire poi di un servizio tecnico esternalizzato e inesistente all’interno di enti di queste dimensioni, che restano senza memoria storica e senza un ideale di territorio, la cura di un'identità preziosa, che non pianificano ma rincorrono emergenze e profitti d’impresa?
Il periodo di prova e sperimentazione di questo sistema di gestione è già abbondantemente superato e ha ampiamente mostrato le sue falle: il caso dei 200.000 euro di Area Blu e ora dei 1.700.000 euro del Circondario sono solo la punta dell’iceberg di gestioni approssimative, improvvide, dilettantesche e dettate da un inopportuno e presuntuoso decisionismo, dalla cupidigia per ritorni immediati, dalla volontà di ti**re a lucido l’immagine senza senso di giustizia, vera abnegazione e lungimiranza per un territorio più prospero e vivibile.
Scendendo nello specifico del 1.700.000 in ballo, visto che i crediti per locazioni e bollette si prescrivono in cinque anni, quindi dal sesto anno all'undicesimo non sono dovut, in città metropolitana ed al circondario devono essere chiarite le responsabilità dirigenziali e politiche ed attivati i procedimenti di danno erariale (città metropolitana per il mancato introito, al circondario per gli interessi da pagare).
Altra riflessione:non sono state fatte scelte organizzative lungimiranti, l'ultimo piano è vuoto da anni e la locazione deve essere pagata lo stesso, i comuni aderenti al circondario hanno immobili vuoti o sottoutilizzati, perchè non si è pensato di dislocare tutti i servizi come per il servizio personale e sistemi informativi? Ma solo di fare l’operazione di facciata per spendere i soldi del PNRR dell’Osservanza, per il resto allo sfascio da 30 anni?
Benissimo, in conclusione, un’amministrazione multipolare ma che suddivida e bilanci democraticamente i poteri, impedendo concentrazioni, omissioni ed eccessi privi di controllo. Le decisioni veloci spesso sono disastrose e irreparabili oppure non tengono conto di tutti i dati. Inoltre i servizi pubblici essenziali, svolti in regime di monopolio, devono essere sottratti al privato e riportati in ambito pubblico, così come i servizi di base degli enti locali: i comuni rispondono ai cittadini e alla legge e le loro funzioni non vanno esternalizzate, nell’interesse della collettività.