08/02/2026
Okamoto Kanoko (1889-1939), poetessa, saggista e narratrice, nasce nell’attuale Minato, a Tōkyō, in una famiglia di proprietari terrieri, ed entra nel mondo della scrittura già da giovane. Predilige i componimenti tanka, frequenta scrittori quali Tanizaki Jun’ichirō e Yosano Akiko e collabora con varie riviste letterarie quali Myōjō (Stella lucente) e Seitō (“Bluestocking”). Tornata in Giappone dopo un periodo in Europa e negli Stati Uniti, esordisce come prosatrice con il romanzo breve La gru morente (鶴は病みき Tsuru wa Yamiki), che trae ispirazione dagli ultimi giorni dello scrittore e poeta Akutagawa Ryūnosuke. Frotte di pesci rossi (金魚撩乱 Kingyo ryōran) è una raccolta di tre racconti e arriva in Italia nel 2018.
La prima storia, Frotte di pesci rossi, segue le vicende di Fukuichi, figlio adottivo di una coppia che si guadagna da vivere con un vivaio di carassi dorati. Dopo sei anni di formazione, durante i quali il giovane si è recato in città per seguire un corso di piscicoltura, Fukuichi torna nel luogo dov’è cresciuto per ereditare la tradizione familiare. Molto è cambiato, ma non la sua abitudine di guardare la scarpata antistante la valle in cui abita, luogo dove si erge la casa della giovane Masako. Crescendo, è rimasto ammagliato dalle fattezze della ragazza, e ormai non può fare altro che struggersi per un sentimento sul quale non ha controllo. Altra ossessione della sua vita diventa così quella di creare una varietà di pesce rosso che possa essere degno dell’apprezzamento della giovane – un ibrido che premi le sue fatiche, facendosi specchio della bellezza eterea di Masako.
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