11/02/2026
== Sabin e ciclabile, la convivenza è possibile e necessaria ==
La Dirigenza scolastica del Liceo Sabin ha lanciato da pochi giorni una “raccolta firme contro la pista ciclabile aperta al pubblico nel corsello del Liceo Sabin”.
L’area scolastica e le grandi aree pubbliche adiacenti in disuso, che da via Matteotti si estendono fino a via Serlio, sono infatti oggetto in questi mesi di una progettazione a cura della Città Metropolitana, che amplierà significativamente gli spazi a disposizione della scuola.
Al contempo, un obiettivo imprescindibile della progettazione è realizzare finalmente ciò che da oltre un decennio è previsto dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, dal Biciplan della Città metropolitana e dal Piano operativo comunale di rigenerazione del nodo Stazione: completare l’itinerario ciclabile e pedonale in sede propria di via Ferrarese, cioè la ciclovia portante n. 7 della Bicipolitana. Questa ciclovia è già completa per quasi 3,5 km (da via Serlio fino alla rotonda dei Vigili del Fuoco), ma oggi si interrompe contro una cancellata in via Serlio: mancano soltanto gli ultimi 500 metri, fondamentali per arrivare alla Stazione e in via Matteotti con un itinerario protetto, lontano dal traffico e interamente in sede riservata.
Com’è evidente, i piani servono proprio a guidare lo sviluppo urbanistico futuro della città, che ne deve tenere conto nel momento in cui si realizzano interventi di rilievo come quelli previsti nell’area del liceo Sabin e nelle aree dismesse adiacenti. È quindi istituzionalmente sorprendente che una scuola chieda nero su bianco di cancellare quanto previsto negli strumenti di pianificazione democraticamente approvati dalle istituzioni locali.
Le preoccupazioni espresse nella lettera sono del tutto comprensibili e vanno gestite in sede di progetto, come pure quelle non espresse esplicitamente: viene citata la necessità di tutelare la sicurezza degli studenti e di garantire le vie di esodo, ma certamente traspare anche la preoccupazione legata all’utilizzo del corsello adiacente alla scuola, oggi adibito di fatto a parcheggio delle auto del personale dell’istituto.
Non condividiamo la contrapposizione che si sta creando e pensiamo invece si possano contemperare le esigenze di tutti con un buon progetto. Chiediamo alla Città Metropolitana di farlo, realizzando un percorso ciclabile che rispetti i piani e i migliori standard progettuali, e, al contempo, garantendo al Sabin le vie di fuga e l’accessibilità dei mezzi di soccorso al plesso scolastico. C’è tutto lo spazio per farlo.
La Consulta della Bicicletta è pienamente disponibile a un confronto costruttivo e di merito con il Consiglio di istituto del Liceo Sabin, per coniugare le preoccupazioni e istanze della comunità scolastica con le esigenze più complessive della comunità cittadina, delle decine di migliaia di persone che hanno diritto a muoversi a piedi e in bici lungo percorsi diretti, continui e ben connessi, come pianificato da anni.
Dopo la ciclovia ovest per Casalecchio che costeggia il Canale di Reno e quella est per San Lazzaro intitolata a Carlo Piazzi, la ciclovia nord “Ferrarese” costituirà il terzo grande itinerario ciclabile e pedonale radiale, interamente in sede protetta e lontano dal traffico, con ampi tratti alberati, che dal centro di Bologna e dal nodo della Stazione Centrale si dirige verso i quartieri e l’area metropolitana. Il successo storico dei primi due percorsi, oggi affollatissimi di persone a piedi e in bicicletta di ogni età, parla da sé. Il nuovo collegamento consegnerà alla città un’infrastruttura fondamentale sia per gli spostamenti quotidiani, sia per il tempo libero, raccordando direttamente l'area nord della città al resto della rete ciclabile e a via Matteotti in prossimità del ponte, al servizio, tra gli altri, anche degli studenti e del personale del Sabin stesso.
La ciclovia di via Ferrarese, seppur mancante dell’ultimo miglio, registra già oggi un uso molto intenso, con oltre 400.000 passaggi annui rilevati dal contabici, in crescita esponenziale anno dopo anno: +12% nel 2024, +31% nel 2025. Un passaggio continuo di persone, destinato ad aumentare ulteriormente con il completamento del percorso: una frequentazione che è notoriamente il miglior antidoto a eventuali problemi di sicurezza e degrado.
È un obiettivo a cui rispondere con una progettazione all’altezza, che consegni alla città un percorso ciclopedonale di qualità, spazioso, sicuro e piacevole da percorrere; e che rispetti pienamente le giuste necessità della comunità scolastica.