11/04/2026
BOLOGNA – Solo due ascensori funzionanti su dieci, e il personale, che dal 2022 si è ridotto di 71 unità. Sono due delle ragioni più importanti dello stato di agitazione proclamato ieri all’istituto Rizzoli di Bologna. "Funzionano solo due ascensori su dieci, il 6 e il 10 – commenta Umberto Bonanno della Uil – e lì dentro ci deve passare tutto: il mangiare, i pazienti che dalla sala operatoria vanno in reparto, i presidi”. Mentre per quanto riguarda il personale, “solo nel 2025 sono andate in pensione 80 persone che non sono state reintegrate al 100% e su 1100 dipendenti sono una bella fetta, inoltre c’è una cospicua parte di persone che hanno dato le dimissioni perché non ce la facevano più”.
Infine, “in alcuni reparti ci segnalano che manca il materiale, siamo preoccupati perché potremmo esserci anche noi al posto dei pazienti in qualsiasi momento. E vogliamo capire cosa sta succedendo e se è stato avviato un razionamento delle spese, perché dall’azienda non sappiamo nulla”. Infine c’è il problema dei parcheggi: “Sono 90 quelli garantiti ma a mezzogiorno già sono esauriti, quindi la gente è costretta a pagare otto euro al giorno. Senza contare chi, come i borsisti dell’Università o i dipendenti del Cnr pagano di default, perché a loro il parcheggio non è garantito, con uno stipendio di mille euro al mese”.
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